Ciò che di noi rimane

(Testi e Poesie 2005)

Sullivan.sw © 2005 - Tutti i diritti riservati
Email: sullivan@seagullsully.it

 

Canzone d'inverno

Così poco è ciò che di noi rimane,
e nello stesso tempo così tanto
se una nota basta - malinconica -
a ridestare quel mondo interiore,

quel mondo nascosto e celato agli occhi
della comune gente,
quello spazio dove ogni suono nasce
limpido, primigenio...

Una musica regale, solenne
- dolce armonia di suoni -
rinasce mille, e mille volte ancora...
se solo mi sorridi.

Ma di un sole d'inverno è la tua luce...
chiara, ma che non scalda.


Forse...

Forse ti passerò accanto un giorno...
e mi chiedo che cosa - vedendomi -
potrà succederti dentro.

E chissà se sarà facile, per te,
ritrovare subito quel sorriso
che io amavo così tanto...
quel sorriso che ho cercato - invano -
in ogni volto, in ogni sguardo.

Forse mi parlerai ancora della vita
e di quei sogni che mai si consumano...
e frugando tra le pieghe del passato
ricorderai anche di avermi amato.


Quasi le 23...

Sono quasi le 23 di un giorno di Pasqua che sta per chiudersi... e così ho pensato di intrattenermi un po' con voi (anche se decisamente in ritardo rispetto all'ultima volta che lo feci).
Prima di tutto desidererei augurare una felice Pasqua (perché Pasqua non dura soltanto un giorno) con un sorriso che attraversi la terra, il mare, l'oceano... arrivando intatto fino a voi.
Io sto bene (anche se a volte mi mancano le mie estasi)… e così spero anche voi.

Dalle mie parti sta iniziando un'altra primavera (il tempo della rinascita), ma per alcuni di voi forse l'autunno sta già marciando prepotentemente. Quest'anno ero così stanco del freddo che non vedevo proprio l'ora che arrivasse il momento di potermi sedere nuovamente in terrazzo a leggere.

Cari amici (che altro termine potrei mai usare per voi?), siamo così fortunati noi: noi che siamo qui, nelle nostre case, a scrivere i nostri pensieri e pregando il vento di farli poi recapitare a qualche amico; noi che possiamo pensare quando programmare un viaggio, quando fare una passeggiata... e che cosa mettere nel sacchetto della spesa. Siamo così fortunati noi!, ma senza vero merito... fortunati soltanto per il fatto di essere nati qui - o lì - in un paese che non uccide del tutto la speranza, in un paese che ancora nutre i suoi figli. Ma, come sapete, non così è per tutti... e questo pensiero basta da solo a confondere la gioia.
A volte - per difendermi - smetto allora di pensare, e all'inizio sembra andare tutto bene... ma ecco che così facendo compare subito la noia: e allora sto peggio, molto peggio.

Mi accorgo di non avere un umore molto allegro stasera... e mi dispiace. Ma se non vi avessi scritto ora chissà quando l'avrei fatto!
Adesso però vi mando un caro saluto e un augurio di serenità, di quella serenità che è divenuta - oggi - il bene forse più prezioso.


Il sogno più grande

Non ricordo con precisione che giorno fosse quel giorno d'ottobre di 27 anni fa. Ma ricordo bene che, a scuola, il professore di religione aveva commentato con noi l'elezione del Papa, del nuovo Papa venuto dalla Polonia. Allora eravamo piuttosto sconvolti - anche se lo sconvolgimento era quello di ragazzi appena diciottenni (e quindi, in una certa misura, più "leggero") - dalla triste e breve "parentesi" rappresentata da Papa Giovanni Paolo I; così l'evento di quel giorno, che avrebbe assunto per molti di noi un'importanza decisiva, passò quasi del tutto inosservato.
Sono passati quasi 27 anni da allora: e non posso più dire di essere un ragazzo, ma un uomo adulto che un Papa morto costringe a ripercorrere a ritroso la strada che lo ha condotto sin qui, alla ricerca, forse, di nuove domande, di nuove risposte, alla ricerca di nuovi significati.

Prima o poi, nella vita di ognuno di noi, arriva sempre il momento nel quale nasce forte l'esigenza di nuovi punti di riferimento, di nuovi ideali, di un sistema di orientamento valido... che non deluda; ed è proprio quest'ultimo aspetto quello più difficile: trovare cioè quella strada che sia solo nostra, quella strada da seguire senza mai voltarsi indietro e sulla quale costruire - giorno dopo giorno - la nostra vita. Ma anche così - una volta trovata la propria via - troppo spesso capita di scoraggiarci e di provare quella sensazione come di non farcela; perché non sempre è facile e agevole percorrere quella via quando ai momenti di euforia, di "estasi" e di forza interiore subentrano la delusione, la solitudine, lo smarrimento; ed è proprio in questi frangenti che sperimentiamo la nostra fragilità di persone, la nostra debolezza. A questi momenti di "oscuramento" interiore alcuni di noi reagiscono con rabbia e orgoglio, altri con rassegnazione... talora perdendo la speranza. E questo succede sempre anche - e, oserei dire, soprattutto - quando siamo consapevoli della "bontà" delle nostre scelte.
Ma allora - viene da chiederci - perché insistere in una strada che, per quanto buona possa essere, ci richiede così tanti sacrifici, così tante umiliazioni?

Quello che conta in realtà, quello che ci dà forza per andare avanti - anche attraverso le tempeste della vita - crediamo sia soprattutto la testimonianza, l'esempio; la testimonianza e l'esempio di persone che come noi - ma forse più forti di noi - non vengono scoraggiate così facilmente dalle difficili prove incontrate lungo il faticoso cammino che porta alla realizzazione dei loro sogni. Se è vero, però, che ci sono sogni e sogni Papa Wojtyla - ne siamo certi - ha coronato il sogno più grande, quello dell'amore che si fa carne, facendocelo così amare sopra ogni cosa.
Per questo - e per molto altro ancora - noi tutti ti ringraziamo santo Padre.


Una musica costante

I

È con cuor leggero che mi domando
quanto spazio ancora resti…
se tutto - in me - è così pervaso di te.

E non c'è mai un dove, e mai un quando
- ovunque mi portino i miei pensieri -
ch'io non cerchi - e non ritrovi - il tuo volto:
come se il ricordo, che ancora
- e inesorabilmente - ci unisce,
divenuto fosse - ad un tratto -
smisurata cassa di risonanza
per una musica che io soltanto
potrò sentire.


II

Immagine bella quella che siano le cose
a volte - e la vita stessa -
a sentire la nostra mancanza…
venendoci così a cercare.
E così tu!, tu che lanciasti un piccolo ponte
verso l'isola dove io mi trovo.

Ma se quel ponte vorrai tagliarlo un giorno
- oh, ti prego - non senza prima un tuo sorriso.


Se un gabbiano si sente troppo solo

Soltanto colui al quale posso rivelare completamente il mio cuore
comincia a essere mio intimo amico.

Matteo Ricci (fine XVI sec.)

Perdonami A***… sono stanco, e dovrei forse riposare. Ma rileggendo quello che ti avevo precedentemente scritto un atroce dubbio è affiorato in me.
Tu sai, io ho qualche anno più di te… e a volte - quando mi lascio andare - dimentico che sei una ragazza. E tu sai come la vita cambi le persone quando ci si lascia alle spalle la prima giovinezza. Questa però non vuole essere affatto una considerazione negativa, anzi. Anche se non desidererei pensare ancora come quando avevo 20 anni, perché troppe cose sono cambiate da allora, è anche vero che le cose mie più "segrete", quelle speranze e quei sogni non ancora infranti ci sono ancora… e ci sono ancora tutti.
A volte, "parlando" con te, - e questo è il dubbio - mi sfiora la sensazione che tu non capisca fino in fondo ciò che da sempre vorrei dire al mondo. Quella volta che ti dissi, ad esempio, che ti volevo bene (e che tu hai così prontamente retificato!) non baravo… anche se so benissimo di cosa abbisogni "il voler bene": di quella vicinanza che riempie la vita, nell'amicizia come nell'amore. Eppure io voglio bene a quella giovane donna che si compativa, e che un giorno decise di scrivere la prima lettera a un pazzo gabbiano, a un povero venditore di sogni.

In realtà quel gabbiano non vuole affatto vendere i propri sogni: lui, semplicemente, cerca di viverli! È solo che talvolta i cieli sono troppo solitari… e per questo è attento - ma sempre nel rispetto - a riconoscere una voce, a riconoscere un grido che assomigli un poco al suo, per condividere parte di se stesso. Ma se alla fine nessuno vorrà volare - almeno per un po' - al suo fianco, a lui non resterà altro che continuare a librarsi in alto, dove l'aria ancora è tersa e profuma di buono.
Un'ultima cosa: sono felice A***… ma, come avrai già intuito, la gioia si nutre soprattutto di ciò che siamo dentro. Ecco perché la prima volta ti dissi di avere pazienza, e di continuare a crescere… e che il coraggio - e la gioia, aggiungo - sarebbero, alla fine, arrivati.


Aspettando l'aurora (2)

Guardando alla notte e ai suoi silenzi
chissà - mi chiedo - se da lei
imparerò davvero ad aspettare…

E mentre si consuma - il cuore -
tra i battiti di questa attesa
provo a fare spazio in me
dai tanti ieri, e da quei giorni
che occasione furono di un amore
che non colsi.

Così sarà - per me - una nuova aurora.


Quello che ci spaventa

È storia vecchia e risaputa come i salti generazionali possano creare difficoltà - talora apparentemente insormontabili - nel dialogo tra le persone. Spesso la prima dolorosa esperienza la si ha in famiglia - banco di prova e luogo privilegiato - dove più di frequente si consumano, coi figli, le piccole tragedie di quest'assenza di comunicazione. E anche se più volte mi sono chiesto quale potrebbe esserne il motivo, non credo di essere mai giunto che a conclusioni appena soddisfacenti.
Così, sperando di fare chiarezza nei miei pensieri, ho pensato di scrivere a te, a te - giovane donna spaventata - che ti sei defilata appena hai avvertito che cominciavo ad avere bisogno di te.

Quando hai pensato di porre fine alla nostra corrispondenza ho avvertito che la mancanza delle tue attenzioni distratte e delle tue acerbe dolcezze, ma soprattutto la mancanza dei tuoi distinguo, delle tue precisazioni e della tua quasi irruenza verbale era divenuta quel vuoto che aveva preso il posto della consapevolezza che - forse - sarebbe potuto nascere un'amicizia. Ma so anche un'altra cosa: che l'amicizia - a spaventare un'anima - non è seconda a nessuno… nemmeno all'amore. Forse è per questo che ho capito… e accettato che tu te ne sia andata.
Ma poiché nulla nasce e si costruisce - nemmeno un dialogo - se appena siamo spaventati, allora perché non fingere che un legame già esista? Così - mi son detto - potrò nuovamente scrivere alla mia giovane amica… e non importa se non ci saranno risposte a questa mia, e a ogni altra che verrà.

Ma soprattutto desideravo scriverti perché quello che ci spaventa tu lo conosci… e così so che capirai - e perdonerai - anche tutte le mie paure.


Anime prigioniere

Non sono sicuro di nulla
se non della santità dei sentimenti del cuore…
e della verità dell'immaginazione.

Keats

Le parole sono state tutta la mia vita… tutta la mia vita!

Antonia Susan Byatt

Guardo alla notte e ai suoi silenzi… e mi ritorna in mente quando anch'io ero giovane, quando i miei pensieri erano in lotta perenne per dare un barlume di senso a quell'intricato groviglio di emozioni, quando la notte non era ancora divenuta un'amica. Ricordo come non accettassi - e non capissi - la solitudine, e non sapessi (e come avrei potuto?) quanto invece fosse uno spazio privilegiato per preparare e costruire me stesso all'ascolto, all'amicizia e all'amore. E così quando vedo negli occhi della giovinezza riflettersi i turbamenti e tutti quei moti dell'animo che pure io - e tutti noi - abbiamo conosciuto, non riesco proprio a non emozionarmi… e mi ritrovo smarrito - e quasi impotente - come allora.
Ma lo stupore e la tenerezza monta gagliarda quando una giovane vita decide che tu sia degno di una rivelazione… rischiando, con te, di diventare fragile, di mettersi a nudo, di piangere e di ridere, di aprire il proprio cuore con la certezza che non riderai mai di lei e che - anzi - capirai ciò che la lacera e ciò che le infonde gioia e speranza.
E non è forse questo ciò che i giovani vogliono? Non è forse questo il "sogno" - comprensione, ascolto, amicizia, amore - che noi tutti vorremmo? E perché ci si stanca troppo presto di cercare… consegnandoci così alla rinuncia? E perché tanti - troppi - sono i sogni immolati sull'altare di una realtà che ci umilia - e ci limita - come persone?

Amica mia, se siamo anime prigioniere siamo solo noi a volerlo, e noi soltanto… a permetterlo.


Come il ramo del biancospino

Ma fin est mon commencement
Et mon commencement ma fin.

Guillaume de Machaut (XIV sec)

La plus jolie et la plus belle,
La plus gaie, la plus novelle,
La mieulx garnie de doulçour
C'est celle en qui de jour en jour
mon cuer en joye renovelle.

Anonimo (Codex Reina, XIV-XV sec)

Dame, mon cuer en vous remaint… comment que de vous me departe (Guillaume de Machaut).
Con le parole di un poeta - e di un musicista sublime del XIV secolo - prendo congedo da te, dolce amica: ma non prima di un ultimo grazie per avere condiviso con me una parte di te. Mi è di conforto sapere - è una certezza la mia - che la tua strada, quella strada che è apertura alla vita, quella strada sulla quale camminerai - senza paura - ogni nuovo giorno, tu la stia già percorrendo.
Vorrei che tu non ti preoccupassi per me… perché il mio cuore è colmo di gioia per questa avventura alla quale ognuno di noi è stato chiamato, quest'avventura che si chiama vita e che, da sempre, riserva a chi fiducioso le si abbandona quel po' di coraggio e forza per continuare a credere e a sperare in essa… nonostante tutto.
Con le parole del primo trovatore - Guglielmo d'Aquitania - il mio augurio per te: di una vita in pienezza, di una vita dove il tuo sogno più grande si rivesti del "sempre", di quel sempre che è fedeltà, che è amicizia… che è amore.

Del nostro amore accade
come del ramo di biancospino,
che sta sulla pianta tremando
la notte alla pioggia e al gelo…
fino al domani, che il sole s'effonde
infra le foglie verdi sulla fronde.


Notturno

La notte avanza, muta e silenziosa…
e nessuno che ascolti il mio silenzio
mentre chiara in cielo splende la luna.


Made For Loving You

Figlia mia,
non so se troverò mai il coraggio di dirti apertamente ciò che sento - e ciò che provo - quando ti guardo… e quando ti penso. Così ho deciso di farlo con questo scritto il cui titolo è stato rubato a una canzone dei Blue, quei Blue che - in qualche modo - hanno fatto emergere quei sogni che custodisci così gelosamente… e che io ora posso guardare.
Tu forse già sai - mentre io lo so per certo - come i sogni che ognuno di noi porta dentro siano quanto di più intimo caratterizzi una persona (giovane o vecchia che sia); essi sono come porte aperte sull'anima, porte che solo ad un amico è consentito aprire. E io non posso ancora considerarmi un tuo amico… per ora sono solo tuo padre, ma un padre che si sforza di crescere - e di cambiare - per amore tuo.

E mentre ora tu starai giustamente riposando dalle fatiche di un lungo anno scolastico non sai - e come potresti? - che io mi ritrovo qui a piangere come uno stupido - in un ambulatorio deserto - pensando a quanto tutto di te sia fragile… e nello stesso tempo così prezioso, così vero. In questo momento ogni torto dato e subito - e ogni incomprensione - non hanno più nessuna importanza davanti al miracolo dell'amore che si perpetua e che unisce le persone in modo indissolubile. Così in forza e per mezzo di questo amore - e per lo spazio che vorrai concedermi - io sarò il baluardo incrollabile a salvaguardia della tua innocenza… e della tua giovane vita.
Io ti guardo… e già vedo che non potrò difenderti da tutte quelle delusioni, da tutte quelle ipocrisie e da quel senso di solitudine che inevitabilmente accompagna le anime nobili nella dura battaglia della vita. Ma sarò sempre al tuo fianco - per il tempo che mi sarà concesso di farlo - per proteggere, preservare e nutrire quei sogni che - soli - ci danno la forza per continuare a vivere.


7 giorni d'amore

The patient Sully of year 45
will have undergo following treatment: Amore® spray
making number 1 sprays 2 times/day for via oral.
This treatment will last: 7 days.

El paciente Sully de edad 45
deberá seguir el siguiente tratamiento: Amore® atomizador
practicando número 1 rociadas 2 al día por via oral.
Duración total del tratamiento: 7 dís.

Il paziente Sully di anni 45
dovrà seguire la seguente terapia: Amore® spray
praticando numero 1 spruzzi 2 volte al giorno per via orale.
Tale terapia avrà la durata di: 7 giorni.


Strictly follow the prescibed posology. Opportunely consult the physician in case of every side effect.

Seguir rigurosamente el esquema posológico prescrito. Comunicar oportunamente al médico la aparición de cualquier efecto indeseado.

Seguire rigorosamente lo schema posologico prescritto. Comunicare tempestivamente al medico la comparsa di qualsiasi effetto indesiderato.


Tre colori… per un unico desiderio!


Quella rugiada che ci bagna

Cara amica (troppo impegnativo il termine?),
c'è chi va - e c'è chi resta - quando le acque iniziano ad agitarsi. E io sono uno che resta (almeno così spero). A volte però è così difficile esserci, così difficile essere vicino a una persona in difficoltà, a una persona che ci sta chiedendo aiuto (ma altra via non c'è, se vogliamo continuare a parlare di amicizia). L'amico - come dice Matteo Ricci - non è forse "colui che non cambia nelle mie cose che cambiano"? (Che stupenda immagine!)

A volte mi capita di urlare al vento il mio bisogno: tutto ciò che mi rende come sono, i miei desideri, i miei sentimenti, i miei sogni; e in tutto questo può anche capitare che nessuno ascolti! E allora? Dovremmo forse scoraggiarci per questo? No di certo!, perché essere questo nostro sentire ci rende felici… e non importa se talora i nostri sorrisi si bagnano con qualche lacrima.
Vorrei anche dirti di guardare per prima cosa dentro di te - e attorno a te: perché il sogno spesso ci sfiora continuamente, nascosto ad arte nelle piccole cose di ogni giorno, nelle persone che ci passano distrattamente accanto, all'interno delle nostre famiglie che, talora, ci sembrano così "ordinarie". Ma nessuna persona lo è (ordinaria); e se talvolta saresti tentata di pensare il contrario adoperati con tutte le tue forze per aiutarla a togliere quella patina di grigiore che l'opprime, così che ti si rivelerà in tutta la sua bellezza, e in tutto il suo splendore.

Ci vuole pazienza con se stessi… e tanto, tanto amore! Mi prometti che così farai anche tu?
Non ti chiedo di ridimensionare i tuoi sogni… no, questo no! ma solo di guardare in te - e attorno a te - per vedere se per caso - ammirando orizzonti troppo lontani - tu ti sia dimenticata della rugiada che ti bagna i piedi.


Prima del silenzio

…un bisogno immenso di sapere
che il tuo andare non sarà per sempre.


Un mese straordinario
tra poco avrà termine.
Un mese di emozioni travolgenti,
di parole e pensieri condivisi…
un mese che più non si ripeterà.

Ma non è soltanto l'estasi
ad avermi abbandonato…


Perché tu sei…

È perché tu sei… che io ti amo,
tu… che per me sei così importante,
più importante di ogni tua e mia parola,
più di ogni gesto… e di ogni idea.

E più importante di ogni mio bisogno…


Fiori di lavanda

Ho bisogno delle tue parole…
più di quanto io voglia ammettere
e più di quanto tu possa immaginare.

Ma oggi sto bruciando…
e sono carne, e sono sangue
che a questo fuoco si consuma.
E non può bastar quel che ci accomuna,
non i tuoi impeti di rabbia e di tristezza,
non le tue gioie e le tue speranze…
se mai un tempo ci sarà per noi.

Nel caldo meriggio - leggiadra -
una farfalla… tra fiori di lavanda…
come metafora del mio sentire.


Gigante azzurra

Quello che per il fiore è la farfalla
tu sei per me… donna gentile.

E sei il fuoco, e sei il vento…
e l'aria che respiro.

Tu sei la stella del mio universo
e un sole che riscalda…
una gigante azzurra nel mio cielo.


Come se fosse facile…

Vorrei smettere di sognare di essere parte di un mistero
e far finta di pensare che ciò in cui credo non sia vero.

E vorrei smettere di soffrire e di gridare…
se così facile è per te dimenticare.


Quel giorno…

Sono stanco… stanco di queste mie parole, e stanco di queste emozioni che mi annientano. E ho bisogno di un aiuto; ma nessuno aiuto viene… quasi mai!
E in fretta vanno via giornate senza che nessuno si fermi alla mia porta chiedendomi: "ehi!… come stai?". Già… come sto?
E mi accorgo di continuare a parlare a me stesso attraverso i miei testi… ma immensamente di più coi miei pensieri, quei pensieri che non si possono vedere se non si possiede un po' di coraggio, e la forza, e quel poco di umiltà che serve per poterli condividere… tanto da alleggerirci da quel peso che talora è così difficile da portare.

Un bàratro si è aperto tra gli uomini… un abisso di solitudine malamente travestito da superficialità, un vuoto che vorrebbe assomigliare a leggerezza; ma la vera leggerezza è profondità, profondità rivestita di rispetto e conoscenza. E nella scala di valori dell'uomo - qualunque sia il loro credo - il rispetto è al primo posto, il primo passo nel cammino verso quella dignità della persona che sembra, ogni giorno di più, sfuggirci di mano…
E cosa ne sarà di noi? Cosa ne sarà di noi domani quando ci accorgeremo - ma troppo tardi - di tutti i nostri orrori?… cosa ne sarà di noi quando comprenderemo di aver violato quel miracolo che noi chiamiamo vita? No!… non ci sarà pietà… e non ci sarà pietà per colui che incrinerà anche soltanto un pezzettino di quella fiducia e di quella speranza di un'anima bella che sorride alla vita.

Quel giorno a Londra - e a Madrid, e a New York, e a Baghdad… e in mille altri luoghi di questo nostro disperato spazio tempo - non ci hanno rubato soltanto la speranza… ma ci hanno strappato la nostra innocenza.

Così se oggi vedo volare libera una farfalla so soltanto… che mi si stringe il cuore.


Rivelazioni

Ci si incontra.
Ci si conosce.
Nasce lo stupore…
e con esso un'amicizia.
Due persone:
una di fronte all'altra…
ed è rivelazione…
e la promessa di un sempre.

Ma in agguato è la paura
che con felino passo
ti prende, e ti attanaglia,
quasi come un abbraccio
che vuole proteggere,
che vuole salvare…
ma che tradisce una promessa
data… e voluta.

Il tuo sempre allora…
forse non è il mio sempre!
Permettimi dunque…
di raccontartelo.


Rivelazioni (2)

Hai illuminato il mio silenzio
con l'invisibile pienezza
di una presenza che si cela.

Potuto avresti non essere...
ma tu - invece - dispiegasti la forma.


L'amore di domani

Un cuore semplice vorrebbe solo donarsi
senza segreti… e senza misure,
come una finestra aperta su un'estate
dove ancora volano le lucciole.
Ed è così che tu guardi a noi:
come se l'oggi fosse già un domani,
come se il presente… già un futuro.

Se quest'amore sia per me
io ancora non lo so…
Ma è così bello!… anche soltanto
vederne la luce.


Per dirti che…

Una discesa in moto
dalla cima annuvolata del Grappa:
e ho liberato le mani…
le ho allargate - senza paura -
ad abbracciare quell'aria fresca
che veniva incontro alla mia voglia,
che veniva incontro alla mia sete…
alla mia sete di vita vera.

Sono sempre stato uno spirito inquieto,
perennemente alla ricerca… di cosa?
Per tanto tempo non l'ho saputo mai…
E quanti libri ho divorato,
e quanta musica ho sentito…
per una risposta che mai arrivava.
E quante volte mi sono perso…

Volevo tutto da te, volevo la tua amicizia…
perché assomigli troppo ad un gabbiano che conosco!
E so che non potrò difendermi…
se ora te ne vai.


Quello che non cambia

Mi accorgo di amarti teneramente…
e la notte non mi spaventa
se so che ci sei.

Gli estremi convivono in me:
ma tu li armonizzi!
Così oggi… ti amo più di ieri.


E già tutto sembra diverso…

Questo amore che cambia ogni orizzonte,
questo amore che monta come la marea,
questo amore che ci trascina via…

"Desidero amarti senza chiedere"…
e nemmeno t'accorgi che è già un sempre
quello che mi dici.

Così in te - io spirito inquieto -
trovo finalmente poso.


Un gabbiano senza ali…

Alti e bassi e malinconia stamane! E qualcosa di non ben definito che mi trattiene con forza a terra, impedendomi di volare: un gabbiano senza ali…

Ci sono giorni in cui ci si sente solo bene; altri nei quali ci si chiede se abbia veramente un senso quest'avventura che chiamiamo vita. Ma se anche un senso c'è non sempre ci si crede veramente… e si sta male senza un perché!
In tutto questo l'età non costituisce affatto una garanzia, non protegge minimamente dai moti balordi dell'animo: ché si continua a nuotare con forza tra marosi venti di tempesta, quasi come nei giorni della giovinezza - almeno per coloro che non hanno perso lo spirito della giovinezza. In più però, a tutto questo, ora si somma un qualcosa di scarsamente definito che ti permea l'animo, come il vuoto che lascia in te il tempo che passa - e che non ritorna - e quel senso di perdita per tutto ciò che di bello si è sperimentato nella vita, e quel senso di esserci irrimediabilmente allontanati da un'origine per andare incontro - forse - a un'altra origine…

E chissà perché stiamo così lottando noi!… lottando con la vita, e lottando con Dio. Lui non si fa vedere… e se a Lui pensiamo con gli occhi della mente ecco che subito sembra giungere la notte: perché solo col cuore si riesce (credo) a intravedere un barlume di luce! Così se penso con la mente, Lui è un Dio che non mi ama - perché è un Dio non può esistere! Ma se Lo penso con il cuore, ecco che avverto una pienezza che diventa speranza… e subito dopo forza. Certo, forse domani metterò in dubbio anche questo mio sentire; ma so anche che una possibile risposta - una risposta per la mia fame - la troverò in altri cuori che battono - e batteranno - all'unisono con il mio, e so che troverò nuove risposte - e nuove domande - nell'amicizia e in qualsiasi essere ancora capace di credere nel miracolo dell'amore.

Che cos'altro, oggi, può contare di più?


Questo nostro tempo

Quanto sei diversa - e quanto sei cambiata - da quando t'incontrai la prima volta. E sembra passato un secolo da allora… un secolo di conoscenza.
Qualche volta mi accorgo di voler affrettare il tempo se tu non ci sei, ma non è questo ciò che vorrei: perché il tempo passa… e non ritorna! Eppure dovrà pur essere un tempo prezioso questo se alimenta questo bene che sento dentro, questo bene che mi cambia, questo bene che ci cambia. E se anche guardo al futuro, a un futuro che mi fa paura - e che ci spaventa - a un futuro dove tu ed io potremmo più non esserci per l'altro, ora però mi consola sapere che niente - e nessuno - potrà mai offuscare questo nostro sentire, e questo amore che ci rende così liberi, così leggeri… e così veri. E so che sarà per sempre una benedizione questo nostro tempo, questo spazio condiviso dove stiamo imparando a volare insieme… una benedizione per noi, e per ogni altra persona che incontreremo nel nostro cielo.


I colori del silenzio

Mi avvolge la sera coi suoi silenzi…
e qui - davanti a un monitor - mi siedo.
Ma chi - o che cosa - cercare ancora?

E mi è compagna la paura
che furtiva s'avvicina, e mi sfiora,
e beffarda quasi mi sorride.

Un'inquietudine dentro…
un recente addio - senza ritorno -
di un'amica.
E ho perduto i miei colori.

Talvolta sfugge il senso
da dare a questa vita…
ma so che mi basterà - domani -
risvegliarmi nei tuoi pensieri.


Un modo per dire… grazie!

In momenti di crisi - in quei momenti dove c'è troppa poca luce per trovare la strada da soli - è bello sapere che altri cuori ci hanno affidato parole di speranza confidando proprio in quello stesso sentire che unisce, che fa sentire meno soli, che nobilita. E che io chiamo amicizia.


A volte mi capita di viaggiare come lettore tra le pagine di questo diario… e non riesco quasi mai a non emozionarmi. È come se ritrovassi la strada di casa riconoscendo le briciole sparse lungo il sentiero (come Hans e Gretel), quelle briciole del nostro tempo interiore che offriamo prima di tutto a noi stessi, ma anche ad ogni viandante che desideri e voglia leggere le tracce del nostro passaggio sapendo riconoscere quei segni - e quelle emozioni - che da fuori non si possono vedere. E così facendo tu - amica di giorni vaporosi e leggeri - forse saprai far rivivere in te ogni emozione, ogni scoperta, ogni moto e tensione del mio animo.

Io cerco la vita!… sì… ma quale vita? Forse una vita movimentata (una vita di viaggi, divertimenti, e sufficiente fantasia per programmarla secondo quelle modalità piuttosto esuberanti che oggi sembrano andare così di moda) potrebbe fare al caso mio? Non lo so… e se sono qui a scrivere a un'amica che ancora non conosco - a un'amica che è presente soltanto nei miei sogni - è perché proprio non lo so. O forse sì invece, forse sono qui proprio per questo, qui - che parlo a te - perché reputo l'amicizia più importante di ogni altra cosa, quell'incontro pieno di significati che sto aspettando da tempo indefinito, quel luogo tanto atteso dove tutte le emozioni "solitarie" possono venire finalmente condivise, diventando così anche le emozioni di un altro.
Questa la ragione principale della nascita di "Diario Intimo": un diario che ho voluto con tutto me stesso, anche se qualche volta sono stato tentato di gettare la spugna. Ma per non averlo fatto devo ringraziare voi… voi che sapete - e sentite - quanto poco basti per rendere un'anima semplice piena di gioia.

Vedi, amica mia, la mia è una vita interiore, e non conosco altra dimensione che potrebbe rendermi felice. È una vita che tanti - troppi - non capiscono; e so che per loro rimarrò sempre una monade solitaria che abita in caverne dove la luce sembra non possa filtrare mai. In realtà la luce - a giorni - è così accecante; e io mi abbandono ad essa… perdendomi dolcemente nel mio cielo.


Rovi

Solo una farfalla conobbi
- piccola farfalla di porcellana
dai colori del cielo -
così fragile… e così delicata.

Lei mi disse un giorno:
«Feriscono le persone…
e io non posso continuare
a trattenere tutto dentro:
come una stella esploderei,
e per trovarmi in uno spazio
senza tempo finirei…
e senza limiti».

Ora sono qui - solo -
che presto ascolto a questo tuo silenzio,
a questo silenzio che si protrae.
E sono stanco…
stanco d'inventarmi ancora.

Pensieri questi che si agitano
- come di rovi intricati grovigli -
dentro di me…


Non c'è che il silenzio

Senza misura quest'assenza
- dolorosa e terribile -
e senza tempo… e speranza.

Interrogo ciascun attimo,
ma non c'è che il silenzio a rispondermi…
un silenzio orfano ormai di te.

E so che questo mio volerti bene
- nato chissà come e chissà quando -
mi annienterà… alla fine.


Una volta ancora…

Credo sia ormai inutile che io ti scriva ancora, ma il bisogno di parlarti è così forte che a stento riesco a contenerlo.
Che motivazione dare a questo tuo silenzio? Ho paura di ascoltare tutto ciò che la mente mi suggerisce… ma non posso non essere preoccupato per te. E anche se non posso dire di conoscerti a fondo so, però, che non te ne andresti mai senza una parola, che non te ne andresti lasciandomi in preda a questi dubbi: perché tu sei un'amica, e perché anche tu - come me - ami le parole.
Un arrivederci - o un addio - non è poi la fine del mondo tra amici; ma in questo tuo silenzio non vedo significati… e nessuna giustificazione.
E come pensi farò - domani - a perdonarti?

Ad ogni attimo e ad ogni istante del giorno - che mi vede vivere - vorrei ridare quel senso, quel significato che tu hai portato via con te… Ma sto ancora aspettando che ritorni!


Il tuo nome è Danae

[06:00] Sono stato svegliato dall'emicrania, un'emicrania non troppo violenta per la verità… ma pulsante, e invadente. Dal cassetto prendo subito una compressa di Almotriptan e mi infilo nuovamente sotto le coperte sperando che faccia presto effetto. (Più tardi, verso le 9, mi aspetta un corso di aggiornamento al quale avevo promesso di andare).

[07:00] La cefalea si fa più opprimente ed è accompagnata ora anche da una sottile nausea (spero solo di non vomitare…). Mia moglie, sentendomi sveglio, mi porta il caffè a letto chiedendomi come va… ma capisce da sola - guardandomi - come stanno le cose. In realtà non devo avere un bell'aspetto: ho la barba di due giorni e i capelli… beh, quelli vanno sempre dove pare a loro. Comunque prima di partire ho già in programma un massiccio intervento di rigenerazione corporale. :)

[08:10] Se alle 9 devo essere al Corso devo proprio alzarmi… ma non ce la faccio proprio! Di ritornare a letto però non mi gusta poi così tanto; allora accendo il pc e vedo un po' che cosa aspettarmi oggi dalla posta (mi arrivano decine e decine di mail spazzatura… ma per fortuna possiedo un software che mi permette di controllarle ed eliminarle alla fonte senza doverle prima scaricare): le solite cose (news mediche, pubblicità, richieste di aggiornamento software)… non quello che aspettavo. Ma non ho nemmeno la forza di essere deluso… così mi siedo sul divano (di fronte al pc che ronza) e cerco di dimenticare di avere una testa, quella testa che ancora violentemente mi romba.
C'è un bel silenzio stamane… così, facendo della "giacca da fumo" coperta (e dopo aver deciso di rimanere a casa), provo a riposare ancora un poco.

[11:15] Ormai la mattinata se ne è quasi andata: e quanto mi rompe 'sta cosa, quella cioè di essere impossibilitato a fare le cose che devo per uno stupido impedimento fisico. A questo proposito ho detto a mia moglie che se dovesse capitarmi di non essere più autosufficiente… (beh… è meglio sorvolare che cosa ho veramente detto). Nel frattempo la cefalea è quasi del tutto passata… e mi sembra di rinascere.

[12:20] Faccio un reload della posta in arrivo… :( così decido che è molto meglio andare in cucina e vedere che cosa mi aspetta per pranzo. Mia figlia e la sua amica hanno già deciso per una pasta ai carciofi… ma io chiedo alla suocera - che abita a un tiro di schioppo - se per caso non abbia a disposizione un brodino di carne per il mio stomaco in subbuglio.
Primi piatti differenziati quindi oggi: pasta da una parte e tagliatelle in brodo dall'altra: che meraviglia! Si può essere felici per così poco? Sì, si può!

[13:27] Credo che a quest'ora stessi controllando le news dal sito dell'ANSA con la tecnologia RSS (un'altra piccola stronzata inutile) e ricordo di aver letto con dispiacere dell'entusiasmo di Valentino Rossi per la "rossa" di Maranello (dopo che aveva effettuato per la seconda volta un giretto su quel bolide): con dispiacere, perché? Perché la moto per Valentino è come l'aria per un gabbiano…
Ma mentre io mi perdevo in queste news rivestite di tecnologia c'era qualcuno che in quel preciso momento mi stava inviando una mail: quella mail che aspettavo da così tanto tempo!
E la mia giornata non è stata più la stessa…


E ti verrò a cercare

Vicinanza,
e sentire la tua voce,
e osservarti mentre sorridi…
ecco cosa mi manca.

Dunque ti verrò a cercare…
in quei silenzi dove ti rifugi,
tra i mille volti dove ti nascondi.
E sarò quel mare, o quel vento che ti parla,
un'idea - forse un'emozione - oppure un sogno
per fugare ogni tua paura…
perché limpida è la natura
di questo mio volerti bene.


Monti Azzurri

Ieri - nonostante il freddo intenso - ho inforcato la mia moto (un'Honda Transalp) approfittando di una magnifica giornata di sole: avevo infatti una voglia matta di riabitare il vento! Così ho attraversato una prima catena di colli - i miei - per andare in un'altra catena di colli gemelli, a circa 20 km di distanza dai primi. A mezza costa - in un ampio spazio - mi sono fermato, ho tolto il casco e i guanti e, mentre fumavo una sigaretta, ho potuto ammirare da lontano i colli dai quali ero partito. Li chiamano i Monti Azzurri: e lo sapete il perché? Perché sono quasi sempre avvolti da una leggera foschia di una bellissima tonalità tra il grigio e l'azzurro, foschia che li rendi quasi surreali.
Ho pensato: guardali! i miei monti… sono lì da milioni di anni; eppure sembrano essere stati messi là da poco da una mano gentile, da una mano amica. E il loro profilo è così dolce e vellutato… e sono così belli!

Una corsa nel sole, e una corsa nel vento: e ho dimenticato ogni cosa… ogni cosa che fa male dentro.
Ci sarà pure da qualche parte una parola - un'emozione - per far sì che tu ritorni? Avevi promesso - ricordi? - che i tuoi addii non avrebbero fatto male…


Ciò che ora rimane

C'è un tempo per ogni cosa. È un infinito perdersi e ritrovarsi, come le stagioni naturali, come le stagioni del cuore.
Nemmeno tu, mio caro amico, puoi immaginare le senzazioni della tua scrittura che mi hanno tanto giovato. Di questo, ti sono riconoscente.
Ti abbraccio…

Fragmenta (agosto 2005)


Ho pianto così tanto…
pianto per una sconosciuta,
o conosciuta nell'unico modo
che avevamo scelto per farlo:
con parole… e poesie.


Avevo un blog. Ora non più. E non ho più un blog da quando te ne sei andata.
Non posso dire di averti conosciuta, e non ti scrissi mai personalmente: solo qualche commento, qualche emozione condivisa… qua e là. Eppure non riesco a non piangere quando rivedo il tuo nome comparire tra i vecchi amici di blog, tra tutti coloro che avevano potuto condividere i tuoi pensieri… e le tue malinconie.
Non posso proprio dire di averti conosciuta… ma so che non ritornerai, che non ritornerai più.
E ciò che ora rimane è questa amicizia, così sconvolgente, così ineffabile… e questo mio volerti bene.
Ciao Frag, ciao… amica mia.


Amori imperfetti

Da qualche giorno un'immagine ricorre continuamente nella mia mente: quella di una coppia di gabbiani che stanno ad osservare il mare da uno scoglio dove hanno trovato riposo dopo una lunga "sgroppata" alla ricerca di cibo. E mentre, tranquilli, stanno scrutando coi loro occhi il mondo che li circonda, in un punto lontano fa la sua comparsa un altro gabbiano tra le nubi del cielo e i barbagli del sole sulle acque. Due paia di occhi curiosi cominciano allora a seguire le evoluzioni acrobatiche di quest'ultimo… fino a che lei ad un certo punto dice: "Bello!… bello il suo volare". "Sì, bello…" risponde lui… ma poi non riesce più a proferir parola perché si è accorto del modo col quale lei guarda il nuovo arrivato, per come segue le sue picchiate e le sue risalite, per come gli è sembrato che lei avesse avuto un attimo di turbamento e che avesse emesso un lieve - ma profondo - sospiro.
E così lui aspetta paziente, aspetta che lei lo renda partecipe dei suoi pensieri, di quei pensieri nati forse solo da curiosità, forse da un lontano desiderio, forse da una promessa che profuma di nuovo o da un'attesa troppo a lungo subita. Chissà…

Ad un tratto, non più accettando quel lungo e profondo silenzio, lui spalanca le sue poderose ali e si libra sul mondo lassù, in alto, volando verso la lontana scogliera, in solitario, come per voler dimenticare… dimenticare un'altra, antica promessa.

Sullivan

Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw