Robin delle stelle

Testi e Poesie 2006 (Echi lontani)

«La tana
attende,
chimerica,
la prossima bestia impaurita».


Robin delle stelle © 2006 - Tutti i diritti riservati
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Echi lontani

Echi di spari
rimbalzano
tra i fianchi delle colline.
Dietro uno sparo
un dito,
occhi concentrati su un obiettivo,
l'esultanza,
una preda raggiunta.
Davanti uno sparo
nelle zampe
la paura di chi è braccato,
gli occhi cercano
la tana salvifica.
Il dolore violento
inchioda ogni movimento.
La tana
attende,
chimerica,
la prossima bestia impaurita.


Il cielo

Il cielo è cupo,
e sa di pioggia.
Ovunque
sollevo e volgo lo sguardo,
lo sento maestoso,
ne bramo i silenzi interminabili,
le solitudini infinite.
Respirare
le sue algide atmosfere,
con ritmo rallentato,
muoversi
con leggerezza,
soavità.
E divenire
stilla di nuvola,
molecola d'acqua,
e svanire,
lassù.


Per te che mi sei accanto

Notte.
Il sonno profondo
ti rende ancor più fragile,
indifesa.
Ti abbraccio,
rubo il tuo calore,
mi illudo di darti protezione.
Il tuo amore
regalato,
goccia a goccia,
giorno dopo giorno,
è stato, per lungo tempo, inascoltato,
canto di grilli
sul bordo di una strada trafficata.

L'insensibilità
ha alimentato la miopia;
non vedere
ha ingigantito
il non sentire.
La nebbia si solleva,
dalla mente,
dal cuore.
La tenerezza
diventa immensa,
per i tuoi occhi sgranati,
per quegli sguardi malinconici
per un'assenza di due giorni.
Ti muovi nel sonno,
allento il contatto,
ma poi ritorno
a stringere la tua delicatezza,
a nutrirmi del tuo calore,
a spiare i tuoi sogni.


Scusa

Penso alle dita agili
mentre corrono veloci sui tasti,
ciò che ti spinge
è la voglia di comunicare
il desiderio di esprimere:
un pensiero,
un sogno,
una passione,
un anelito.
Hai teso la mano,
forse un impulso di un momento,
il piacere di un sorriso.
La mia imperizia,
mi fa scambiare il messaggio
per un virus,
rapido lo elimino.
Riflettere e accorgersi dell'errore,
purtroppo ripetuto,
passa del tempo…
Mortificato,
e la tua mano tesa
resta lì,
ignorata inconsapevolmente.
Non ricordo il tuo nome,
troppo breve
l'incontro,
solo una parola di un titolo:
"Fantasia".


Campo Imperatore

Il colore è il bianco,
attorno a noi,
sulle vette,
sul fondo di pareti scoscese,
e lassù nel cielo
il bianco prevale,
conteso da nubi
cupe e pesanti.
Il rosso e il nero
di un cartello stradale,
come fiore d'acciaio
che sbuca dalla neve.
Lo scivolare,
lento e faticoso,
degli sci
infrange il silenzio del vento,
incide due linee
su un manto troppo morbido.
Per ore e ore
nessun segno di vita,
solo
il nostro procedere lento.
Il cielo
ancor più tetro,
accorcia la sosta,
ci pungola,
di nuovo in cammino.
La strada si fa dolce,
scivolare non è più faticoso,
e il cielo magnanimo
ci concede uno squarcio
su versanti boscosi
rivestiti di neve,
laggiù.


Variazioni, scherzi


Variazioni


Quale me stesso?

Quale me stesso?
Colui che si commuove
dinanzi a un cucciolo indifeso?
Colui che vaga smarrito
nel lento andirivieni delle nubi?
Colui che si riconosce
dalla parte dei reietti?
Quale me stesso?
Colui che domina con fatica
l'ira di un gesto ritenuto sgarbato?
Colui che frettolosamente
giustifica una vendetta come giusta?
Colui che si dipinge fuori
come realmente dentro non è?
Quale me stesso?


Per luoghi ritrovati

Ritrovar la solitudine,
il canto del cuculo,
il ronzio degli insetti,
il suono del vento
e l'ondeggiar leggero
dei rami estremi.
Ritrovar
le miriadi di fiori di campo,
il volo di uccelli ignoti,
il lento mutar di nuvole
su un sottofondo d'azzurro.
Il respiro torna a espandersi
su un abbraccio verde
di boschi, valli, colline,
e anche quel non so cosa
che ti rende partecipe
di questa immensità
che torna a scavar dentro.


Bottega d'artista

Ti muovi lieve
tra tavoli e tovaglie,
suggerisci pietanze,
fusioni equilibrate
fra sapori, colori, fragranze:
il nostro piacere trasmigra,
diviene tuo piacere.

L'armonia si incrina,
come nube improvvisa
che oscura la luce,
emerge il disappunto,
si affaccia lo sgomento:
un cappuccino,
intermezzo inaudito,
macchia informe
tra disegni d'autore.


Onde

Come ondate
arrivano
morsi di dolore.
Brandelli d'anima
si disperdono intorno.

Solo il tempo
che passa
dona sollievo.
Ore o giorni di quiete,
fino a un nuovo montare
di onde schiumose.


Solo cinque minuti fa

Calore di sfera infuocata,
libera la voglia di correre,
di uscire,
allenta inibizioni
e i loro laccioli.
Una strada qualsiasi,
in una città qualsiasi,
un qualsiasi incrocio,
un clacson suona disperato,
stridore di frenate,
e poi
un botto!
Disteso sull'asfalto,
sangue sotto il casco,
il braccio si muove,
si agita la speranza.
Immobili
le auto,
impietriti gli autisti,
la paura li blocca
attaccati al volante.
L'ambulanza ti solleva,
ti ingoia dentro sé,
ingurgita il dolore,
la tua disperazione.
Lo spazio di un caffè
e il tempo si riavvolge;
stai correndo distratto,
il vento viene incontro,
ti lasci trasportare
verso chissà quali sogni,
ma l'andare s'infrange
e lo specchio
in mille pezzi.


Ad Alessandra

Incido,
scavo,
carne viva,
il sangue affiora,
procedo,
instancabile,
inflessibile.
Ogni ferita
uccide una parte di me.
Da ogni ferita
nasce un uomo nuovo.
Fatica,
sudore,
dolore,
ogni giorno si rinnova.
Chi ero ieri
meno di ciò che sono oggi,
e il domani
mi troverà
ancora inadeguato.


Figli di un dio minore?

Osserva il corpo,
involucro intatto,
ma la sua mente
dov'è?
Vaga smarrita
dentro la nebbia
che confonde e annulla i contorni?
Oppure corre,
allegra e leggera
su distese infinite,
bagnate di sole
e da tranquille brezze?
O forse prigioniera
in una dimensione incantata,
ignota a noi,
ma così fantastica
che non vuol più abbandonare?
Invece,
abbandona a noi
il vestito
fatto di pelle, ossa e carne,
che curiamo e nutriamo
nell'attesa
di un improbabile
suo ritorno.


Conflitti

Dove siete
ora che le vittime
divengono carnefici?
Dove siete
ora che le vostre voci
non si odono?
Dove sei sindaco,
parlamentare,
ministro ed ex ministro,
giornalista,
opinionista?
Dove siete tutti?

Ora che il rombo
di aerei pieni di morte,
irrompe nelle vite
di persone più umili,
perché non esplode
egualmente la vostra protesta?
Quanto vale
la vostra visibilità?
Un cadavere di un potente
a quanti morti comuni equivale?
La vostra solidarietà
è forse esaurita
nella riverenza
deposta
dinanzi ai piedi
di colui che è forte?

I bambini sono a giocare.
Altri bambini non possono più farlo!
Dei genitori piangono,
imprecano,
maledicono,
ma nulla
potrà restituire
ciò che di più prezioso
hanno perduto.
Altri genitori tremano,
impauriti
che arrivi il loro turno.
Il vostro silenzio
seppellisce
più di una palata di terra.
E le urla di chi soffre
restano inascoltate,
dentro notti rischiarate
da bagliori
di missili e stelle.


Concerto nella valle del Reno

Come una foglia
naviga,
ora placida ed ora tumultuosa,
sulla superficie delle acque di fiume,
così ci lasciamo condurre
da richiami ignoti.
L'itinerario si snoda
su un programma inesistente.
Seguiamo una traccia
indefinita:
il tempo fa la sua strada,
la sosta
è un nome che affascina,
o il desiderio di muover le gambe.
L'emozione che coglie
fra note musicali,
dentro una chiesa,
tra gotico e romanico,
sceglie per noi
il concerto serale.

L'alloggio,
la cena,
quasi in affanno,
una corsa contro il tempo;
arriviamo in orario.

La musica oscilla
tra classico e moderno,
a spasso tra secoli
lontani e attuali,
destando sensazioni
che sempre si rinnovano
pur rimanendo tali.


Sulle tracce di un gabbiano

Donne assetate
d'amore,
di caldi tramonti avvolgenti,
di parole che librano l'anima.

Donne alla ricerca
del boato di un mare in burrasca,
di sguardi su spiagge deserte,
dei silenzi del buio stellato.

Donne a caccia
di emozioni struggenti,
di sussulti del cuore.

Donne sospese
per la poesia di un fiore,
i versi della luna,
il respiro del vento.

Donne in attesa
di una carezza da donare
e un abbraccio per sognare.


Sms

Il silenzio,
il rispetto
che esige la presenza di un tempio,
vivo da millenni in questi luoghi,
esalta le ragioni di chi lo eresse:
essere più vicino all'origine del tutto.
E il tutto
continua a restare
misterioso e più sfuggente.


Fine d'estate

La voce del mare increspato,
onde si fracassano sugli scogli.
Lo sguardo si adagia sul borgo marino
acceso da un sole che sta per dormire.
Più oltre è solo scogliera,
protesa a fendere il mare.
Reminescenze di un passato da navigante,
ignoto alla ragione,
o puro desiderio di vivere
un'illusione irraggiungibile?
Il calore nell'aria si attenua
cedendo all'oscurità che avanza,
e il buio riporrà i sogni
là dove sono sbocciati.


… e poi si va oltre

Ecco, gabbiano smarrito, un luogo fuori dal tempo… se non fosse per quelle botteghe di ricordini per turisti… ma se ti aggiri per l'area archeologica, se dietro le colonne di un tempio riesci ad intravvedere solo il cielo, il prato, i cespugli, altre rovine, allora anche i tuoi tormenti d'amore si placheranno.
Sto s'un sentiero che percorre qualsiasi umano, si sale, verso dove non si sa; si fanno incontri con simili che procedono con noi per brevi tratti, apprezziamo il contatto, ciò che ci possono regalare, e di noi apprezzano le stesse cose… e poi ciascuno prosegue per dove pensa sia meglio.
Così le tue donne.
Ti leggo.
Ti capisco.
Capisco le tue - come dire - "innamorate".
Ma sono innamorate di un'ombra, di un pensiero, di un sentimento, di un essere che sa farle commuovere, vibrare, intenerire… e poi si va oltre, si procede, non ripudiando quello che si è detto o fatto, ma considerandolo parte di un'evoluzione, una trasformazione.


Poseidonia / Paestum

Ciò che resta:
l'immagine di templi,
quasi come allora.
Pronti a rivivere antichi attimi,
nel silenzio di un vento accennato.
Il sole
muove ombre tra colonne,
incurante dello scorrere dei millenni,
troppo breve per lui.
Sotto un cielo
spruzzato di soffici nuvole,
rimane il grido
di chi ha voluto placare deità,
dell'umano elevare un canto,
una preghiera,
un sacrificio,
un altare,
per avvicinare a comprendere
l'incommensurabile vuoto
che trasporta in sé.


Alla donna che mi vive accanto

Quando la sua veste
varcherà la soglia
della nostra porta,
quando il suo alito
aleggerà nella nostra casa,
per scegliere
chi,
dei due,
portare con sé,
le implorerò un favore,
solo uno,
senza timore,
da pari a pari:
scegli pure me,
ma solo un istante dopo
- un solo istante -
aver chiuso
i tuoi occhi alla luce.


Noi due

Gabbiano stanco e un po' ferito, dove stai curando i tuoi tormenti?
Non intendo dare insegnamenti, solo trasmettere mie esperienze. E non credo valgano più di quelle di altri - tue o meno - ma solo uno spunto per valutare quegli stessi accadimenti da un albero anziché dal terreno o da una caverna, o da una barca, o… o… Intanto scorre la musica di Grieg (lo sto scoprendo ora) e sto per scappare da clienti con lo scooter; e speriamo non venga a piovere!

Le tue fanciulle si sono placate? Ma che le hai narcotizzate? Non scrivono più sul blog-sito da un po'!
Goditi le scorrazzate su quell'arnese scoppiettante e puzzolente di petrolio.


Parole sepolte

Ti guardo
stai dormendo,
indifesa e serena,
le parole che vorrei dirti
restano chiuse
dentro me.
Quando ti sveglierai
e i tuoi occhi
carezzeranno i miei,
non troverò la forza
per trasformarle in suoni.
Resteranno sepolte,
inascoltate,
inespresse,
divenendo un abbraccio,
un sorriso
o un bacio.


Profumo di donna

Mattina di Natale,
soliti silenzi, ma non per questo meno belli.
E allora alcuni minuti per un amico dalla vena a volte troppo triste.

………

Non sento più quel profumo di donna nel tuo sito, solo rapidi effluvi, piacevoli… ma troppo brevi!
Ma l'avranno capito che abbiamo fame atavica di loro? O dovrei dire solo "ho"… senza accomunarti?
Insomma la loro presenza rende tutto più importante, allegro, profondo, vero. Sennò restiamo tu ed io a piangere tutto il giorno: vojo mammaaaaa!
E allora buon Natale!


Il buio e il freddo

Duro lasciare il letto caldo,
la sveglia, sentinella pronta,
e il buio adagiato su tutto.
Ultima speranza,
se cade la pioggia, ma…
Le prime pedalate,
il freddo agguanta,
morde le mani,
e sotto i guanti
urlano pietà.
Lasciar l'asfalto
e ritrovar la terra,
le foglie, i sassi,
i rami di traverso,
sterpi, fango ed erte,
il freddo è del passato.
Incontri rarefatti,
e poi il sentiero è un muro,
spingere a piedi e poi
di nuovo in sella.
Uno spiazzo assolato,
la bici contro un albero,
seduto al sole
a sorseggiar tè caldo.
Vette bianche lontane,
digradar azzurrino
su colline e paesi
sfumati tra nebbie delicate,
e solo cani
a infrangere il silenzio,
signore incontrastato
di terra, bosco e cielo.

Robin delle stelle

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