Rachele

A luci spente

«Certi giorni mi chiedo se non sia meglio restare nella mediocrità dei sentimenti se questo è lo scotto che si deve pagare.
Ma poi mi dico che tutto resta… che tutto quanto ha un senso… che è bene volare».

Rachele © 2006-07 - Tutti i diritti riservati

 

Una vita a scomparti

Leggo di sentimenti puri: la gioia, il dolore, il calore dell'amore traspare in ogni frase; e cercando - e scavando - in ogni parola ritrovo un po' di me… e tutto il mare di sentimenti che mi travolgono.
Vivo un amore "sbagliato", un amore che so non dovrebbe esistere; un amore che in alcuni momenti diventa logorante, un sentimento che sembra consumarmi…
Sapevo che sarebbe andata così, era tutto talmente chiaro sin dall'inizio… ma come si può rinunciare alla meraviglia? E allora ti abbandoni… pensando che qualsiasi dolore arrivi sia sopportabile in virtù di tutto l'amore che provi.
Vorrei che la mia vita fosse a scomparti… tutto separato, e nulla che intacchi nulla: ma so che non è possibile! Solo che i pensieri nascono, e con essi la gelosia e quell'ansia di perdere tutto ciò che era già perduto sin dal principio…
Può un amore nascere nonostante l'assoluta e certa consapevolezza della sua fine?
Solo un grande grazie a te… e al tuo cuore.


Una storia senza fine

Ciao Sully, che gioia ricevere un tuo scritto… mi sento quasi "privilegiata". È strano pensare di averti letto per anni… e adesso essere qui a scriverti! Forse perché so che comprendi e perché so che sei lontano dalla mia vita… senza bisogno di nessuna giustificazione.
Il resto del mondo - del mio mondo - se fosse a conoscenza di questo mio grande amore so che si limiterebbe a giudicare, e lo farebbe senza prima domandarsi quanto sia profondo un sentimento. Tra poco starò con lui due giorni; ed è sciocco vivere e respirare solo per quegli attimi… ma mi riempie la vita di tutte le cose più belle; e so anche che varrà la pena attendere quei momenti di felicità rubata: rubati alla sua vita, e rubati alla mia.
Non riesco a vivere l'amore in modo "equilibrato", perché credo sia frutto di un totale squilibrio: ma come si può limitarlo? Forse chi lo fa ha solo l'impressione di arginare i danni… ma non credo sia proprio così: sono soltanto bugie che raccontiamo a noi stessi. Cerco tante risposte a tante domande che quotidianamente mi pongo: e mi chiedo perché la vita sia così crudele facendoci introntrare persone meravigliose nel momento sbagliato, quando ormai le scelte importanti sono già state fatte.
Senza fine
Io sono una giovane donna single aggrappata all'idea romantica del grande amore, quello "per sempre"… una parola, questa, che spaventa ma che a me dà, invece, una pace assoluta. Come tu mi dici bisogna essere contenti di aver provato ogni singola emozione, bella o brutta che sia… ma ho così paura che quest'uomo sia il grande amore della mia vita! Paura perché rimarrà sempre "ciò che non ho potuto avere", e paura che magari mi dovrò accontentare… o sognarlo per sempre. I ricordi - come dico sempre a lui - non ce li porta via nessuno… ma si può anche restare intrappolati in essi nel modo più dolce, oppure nel modo più lacerante. Ed è ciò che temo: quel sentirsi di appartenere a una persona, sentirsi talmente felici nello stare tra le sue braccia da desiderare di morire con la totale consapevolezza di chiudere gli occhi finalmente felice.
Mi scoppia il cuore. Scusa se ti scrivo… ma mi sento così compresa. Grazie delle tue parole… e grazie di avermi risposto.


Vacanze estive

Eccoci tornati alla vita normale, all'ufficio, alla frenesia di tutti i giorni.
In queste ultime settimane volevo fermare il tempo… e l'avrei voluto fermare per non farmi sfuggire la gioia del ricordo. Come vorrei che queste mie strane vacanze estive mi restassero appiccicate addosso; ma mi rendo conto che, dopo appena una settimana di lavoro, tutto sembra già tanto lontano.
Quest'anno non ho visto il mare… ma la cosa fantastica è che non ne ho sentito la mancanza. Sono andata a *** a fare volontariato alla mensa dei poveri: che esperienza meravigliosa! Sembra quasi un paradosso definirla così… ma è stata davvero un'esperienza splendida. Ho conosciuto tante persone, ognuna con la sua storia, ognuna con il suo dramma: ma bastava un sorriso per far sì che la loro giornata cambiasse… e cambiasse anche la tua.
Le mie piccole "tartarughe"!: tutte con il loro piccolo sacchetto in mano, quel sacchetto dove tengono la loro vita… tutta quanta la loro vita. E mangiano con la loro piccola "casa" fra le mani: una tenerezza che non ti dico!
Queste cose, sai, fanno riflettere; e non lo dico per entrare nei soliti luoghi comuni. Sono perfino stata "accusata" di falso buonismo solo perché ora mi sembra di vedere tutto quanto diverso: la mia vita, e anche quella delle persone che mi circondano. Mi viene da sorridere al mondo, perché mi sono resa conto - ora più che mai - che basta davvero poco perché tutto cambi, perché tutto si stravolga: ed è una sensazione bellissima.
Sono così grandi i sentimenti che porto nel cuore in questi ultimi mesi… ma tutto con molta leggerezza. Mi sto anche rendendo conto che questo mio estremo bisogno di amare può essere riversato sul mondo in mille modi diversi… e senza ricevere nulla in cambio: il che rende la cosa ancor più intensa, più arricchente e affascinante.
Alla fine vorrei soltanto avere la possibilità di voler bene… nel modo più incondizionato che conosco.

Sai perché ti ho scritto la prima volta?
Perché tu sei anima…
e la mia voleva parlare con la tua.

Io non voglio essere una meteora… ma qui ce la giochiamo in due!


Quando stiamo insieme

In giorni come questi, nei quali la tristezza mi accomagna in modo costante, la sua assenza è una delle cose che pesano maggiormente. Avrei il desiderio di stare tra le sue braccia, in silenzio: perchè nulla c'è da dire che si possa esprimere a parole, perché il silenzio è pieno di tutto ciò che è impronunciabile… e perché le parole sarebbero soltanto un limite.
Quanto mi consola sentire la sua voce… ma non mi basta! Così, nei giorni che mi separano dal vederlo, cerco nel modo più disperato di riempire il vuoto che sento: ma in ogni cosa che faccio sento di essere sempre assente, con quella malinconia - e quell'aria quasi sognante - che accompagna ogni mia parola… e ogni mio gesto.
Ma ciò che più mi spaventa è la pienezza di quegli attimi, di quei momenti in cui stiamo insieme…


Se tutto ha un senso

Mi parli di un amore totale: senza limiti di spazio, di tempo, di gesti e condivisioni. Mi dici che non puoi amare a metà… e tu non sai quanto io ti capisca. Ma gli amori come i nostri sono già a metà: hanno le ali per volare lontano nella nostra mente, ma nel reale nascono, vivono e crescono con tutti i limiti possibili. E sai: credo sia più estremo l'amore di lei per te piuttosto che il tuo per lei: perché ha voluto tenerlo tutto nel cuore, togliendone i limiti, scegliendo di non viverlo più. Ti continua ad amare… ma nella consapevolezza di non poterti avere; credo sia la prova di quanto ti ami. Si legge nelle sue parole quanto sia grande il dolore che sta provando: forse sarà sbagliato il modo… ma il senso c'è.
E adesso tu credi di essere stato abbandonato, ed è così che ti senti. Ma lei ti ama di quell'amore perfetto che non si tocca, che non si sfiora, che abita l'inverosimile. Il tuo "volere tutto" lo capisco e lo condivido… ma dovreste scegliere entrambi di mollare tutto, di lasciare le vostre vite, le vostre famiglie per vivere davvero la perfezione di questo sentimento. Tu saresti disposto a farlo? Dalle sue parole si legge che se le dicessi di lasciare tutto per stare con te lei lo farebbe, lascerebbe tutto, lascerebbe il suo "certo" in virtù del suo amore. E sai, la capisco.

Ti dirò un'altra cosa, ed è quella che mi tocca in prima persona. Avete parlato tanto dell'impossibilità di un amore come il vostro: ma poi le cose escono dal controllo, e più ami più vorresti avere tutto, e non c'è più niente sotto controllo, e arrivi a un punto che vorresti che tutto finisse perché ti senti consumata. Io, quando sto con lui, lo guardo, l'osservo in ogni suo gesto. E lo faccio per riempirmi gli occhi e la mente di ogni possibile immagine. E quando facciamo l'amore c'è tutta la passione che possa esistere, e ogni mio respiro è un suo respiro, e mi vorrei finire tra le sue braccia, e il mondo potrebbe finire in quel momento… e non m'accorgerei di nulla. Ma poi pensi, e la mente non è mai sotto controllo, e parli, e ti confronti, e nel tuo essere irrazionale ti rendi conto della realtà… e così vacilli.
Ho parlato di questo con il mio Amore in questi giorni… Io lo amo come se lui fosse soltanto mio… anche se ho sempre saputo che non lo è. Lui mi risponde che non mi potrà dare un futuro… che non mi potrà dare nulla. E io lo so… ma il cuore va in una direzione diversa, il cuore vuole credere che le cose possano andare nel modo in cui spera. E per lei credo sia così: ha fatto quello che io non riesco a fare, e leggendo le sue parole mi fa ancora più paura quel momento.

Certi giorni mi chiedo se non sia meglio restare nella mediocrità dei sentimenti se questo è lo scotto che si deve pagare. Ma poi mi dico che tutto resta… che tutto quanto ha un senso… che è bene volare.


Anche se fa male…

E sai cosa penso?… che non finisca mai, che l'amore non finisca mai. Finiscono i momenti… e finisce la condivisione della vita. Ma il sentimento in qualche modo ci accompagna sempre, e resta annidato nel cuore… e da lì non ci porta via niente nessuno (Rachele)


Quante volte vado a rileggere le tue parole sul sito!… e ogni giorno spero che tu scriva qualcosa di nuovo: perché le tue parole coccolano creando uno spazio che si toglie dal reale.
In questi giorni non so bene come mi sento… non sono felice, e non sono triste: sembro rassegnata, pur non sapendo a cosa, rassegnata forse al mio Amore. Nei giorni scorsi ci siamo visti… ed ho pianto, pianto mentre gli dicevo quanto lo amo e quanto la mente mi porti lontano, pianto mentre i miei pensieri mi dicevano di non farlo: non piango davanti a nessuno io! Questo il pensiero… ma era incontrollabile, e ho iniziato a singhiozzare come una bambina. Può l'amore, la cosa più meravigliosa che esista, portarti alla sofferenza più profonda? Perché non è disperazione, è qualcosa che t'accompagna, qualcosa che s'annida nel cuore e resta lì.
Ieri sera al telefono mi ha detto che mi sentiva più serena. Ma non è serenità… è che so di combattere contro i mulini a vento, è che sono totalmente consapevole che non mi posso imporre di smettere di amarlo. E adesso non ho la forza per impormi di smettere di viverlo… per pochi attimi, per pochi momenti rubati al paradiso. Ma come faccio a dire di no alla meraviglia pur sapendo che è tutto sbagliato?

E leggo le tue parole… e trovo la tristezza che cerco, l'abbandono di cui parli, l'abbandono che trapela dalle tue parole. Non siamo mai da soli… non lo siamo davvero mai. Io ho pochissime persone vicine che reputo Amiche… e sento che loro ci sono, anche la famiglia. Ma la solitudine non è questo, non è questo silenzio… ma solo l'assurda mancanza di ciò che vorremmo davvero avere vicino. Il resto consola l'assenza. E temo che questo ci mancherà sempre, che avremo sempre questa strana sensazione di non essere completi.

Credo di essere sul punto di iniziare a straparlare… e i pensieri fluiscono dalla mente alla tastiera in modo poco definito…
Volevo solo dirti di goderti la "consolazione", e io cercherò di fare lo stesso, anche se fa male… adesso troppo.


Per rubare attimi

Non credo esista il silenzio, almeno quello assoluto. Questo non l'ho provato mai - mai - nemmeno nei momenti di estrema solitudine o in luoghi lontani - mai. E il silenzio della sera non può che inondarsi di voci e d'immagini, di "riassunti", di momenti, di giornate, di persone. Forse è questa malinconia, questo sentire che m'accompagna sempre - e mi ci coccolo - a riempire di contenuti quelli che altri chiamano silenzi, questa malinconia che è desiderio di non staccarsi mai dal passato, questo ritornare, questo ripensare a momenti, a persone, a situazioni… Ed è così bello abbandonarsi - ora che ci stiamo affacciando a quella stagione in cui i pensieri possono tuffarsi in essa e legarsi al paesaggio - a questo autunno che adoro e dove mi preparo alla ricerca del tepore invernale e alla quiete della neve. Come vorrei che anche il mio cuore si ovattasse… come coperto da mille fiocchi; ma egli sente tutto e vede tutto, e soffre e gioisce delle stesse cose, e s'abbandona e si ritrae per gli stessi motivi, e muore e rinasce ogni giorno, per una parola, per una presenza, per un sorriso, per un'assenza…
Non so più cosa sia bene e cosa sia male; ma so che vivo… e so che amo.
A volte la vita non mi piace al punto che vorrei sparire. Altre volte, invece, so che vale la pena tutto, anche soltanto per rubare attimi di felicità inaspettata, per rubare respiri, per rubare vita… ancora.


A luci spente

Pensa al cuore!… non può essere che eremita… e il tuo ancor più degli altri: è troppo colmo, troppo emozionato, troppo tutto…
Pensa a quando ami… alla fine sei comunque da solo nel farlo, perché vivi tutte quelle inesprimibili sensazioni che non potrai mai condividere a pieno se non con te stesso. E - sai - io non credo neppure sia una cosa così brutta, perché poi arrivano quei momenti in cui ti coccoli e ti fai avvolgere dai tuoi pensieri, dal sogno… e sono momenti impagabili.
Non ci sono spazi ristretti… non esistono per il tuo cuore libero, per il tuo cuore insaziabile di immagini, di momenti, di vita. E la vita corre e va veloce, ed è piena di costrizioni anomale e assurde… ma restiamo comunque noi, sempre.
Ieri sera mi sono messa sul divano di casa mia, a luci spente, con il mio iPod nelle orecchie e la musica altissima; non sentivo più nulla che fosse esterno a me stessa, non c'era più nulla, solo io… io, e tutto il mio amore; ed ho pensato che era un momento bellissimo, un momento che sarebbe stato ancora più bello se al posto del cuscino avessi potuto abbracciare l'uomo che amo. Ma poi mi sono resa conto che lui era già lì, lì con me, nel mio cuore, quello stesso cuore apparentemente eremita… ma mai, mai solo.

Rachele

Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw