Lettere a Thomasine

All you need is love

Ho sempre pensato che se una persona ci scrive - e se nel suo scrivere è più l'intento di comunicare che informare - una risposta non dovrebbe essere soltanto doverosa ma anche - e soprattutto - sollecita…

Gentile Thomasine,
tu dici che il nostro segreto è carico di bellezza… e come hai ragione dolce amica, come hai ragione! Pensieri di Thomasine_1 Ma subito dopo ecco che manifesti anche il desiderio di poterlo vivere con più libertà, e senza così tante limitazioni. A questo punto, però, prova ad immaginare anche il lato positivo della cosa: il segreto - per sua natura - è un segreto proprio perché abita in regioni nascoste, in quelle parti della mente dove nessuno può entrare impunemente, in quelle regioni dove vivono i sogni e dove ogni cosa ha un nome che solo noi conosciamo… perché così abbiamo voluto che fosse! E tu sai come soltanto in questi anfratti - in questi solitari recessi del cuore - si consumi quell'emozione che attinge alla forza inesauribile dell'amore…
Sì - è vero! - forse è una vita che appartiene in prevalenza al sogno… ma è un sogno - questo - meravigliosamente reale.

François

Come potrei non amarti?

Ti ho appena augurato la buonanotte con l'immagine di me che dormo sul tuo seno, e tu che mi parli, e io che non capisco un accidente di ciò che mi dici perché già sono stato preso in trappola da Morfeo. Addormentarmi fra le tue braccia: una cosa che mi manca! Ma sono - e saranno - molte di più le cose che ci mancheranno domani; e allora - sono sicuro - ritorneremo con nostalgia a quelle brevi notti dove anche un bacio era rubato.

Poter leggere le tue parole: questo il mio continuo pensiero oggi. Le ore passavano… ed io - indaffarata - non riuscivo a non desiderare di stare un po' con te. E ora, dopo una giornata difficile, sono qui… e già una lacrima scorre sulla mia guancia: una lacrima che sembra portarsi via la tensione di questo giorno per lasciare spazio a quello che tu mi scrivi, alle emozioni che sempre riesci a trasmettermi. In realtà sono io che vorrei vivere nel tuo mondo, François, in quel mondo dove la musica è il motore e le emozioni il carburante, in un mondo che - ai miei occhi - vive esigenze di condivisione, di libertà, di "vita". Mi accorgo che viviamo degli stessi sogni, quei sogni che sembrano a volte irrealizzabili e a volte talmente reali da non poter quasi credere agli stessi. Parli di amicizia come se parlassi di linfa vitale… e sabato sera mi sono ritrovata sul letto a piangere per non riuscire a viverla come vorrei…

Come vorrei - e questa volta non posso che esprimermi con questo verbo - tu fossi qui ora, François, per poter parlare di questo sentire che mi si sta rivoltando dentro; e come vorrei poterlo far uscire con la stessa forza con la quale a volte lo soffoco! Ma con te è possibile… con te riesco finalmente a condividere anche i miei pensieri più segreti.
Probabilmente immaginerai quale sia il mio secondo desiderio ora: scappare, prendere la macchina e cercare un luogo dove potermi ascoltare. Una volta - quando ancora non facevi parte della mia vita - sarebbe stato il primo: ma ora hai preso tu quel posto!
Ti amo senza fine…

Thomasine

Sto ascoltando in cuffia il primo tempo della suite in do minore per liuto di Bach. Ah… la musica!… ci credi che è lei, forse, il principale artefice di tutto il mio sentire?… di come sono oggi… e di come sarò domani? Se penso alla mia vita posso solo dire di essere vissuto sempre sotto la sua ombra: così che ogni mio più bel sogno è potuto nascere solo perché era lei a suggerirmelo. E a volte la sento perfino come una presenza, come una personificazione stessa dell'amicizia.
Quanto importante e preziosa è l'amicizia, Thomasine… Ma dove sono ora i miei amici? E com'è possibile non averne se si ritiene che nella propria vita l'amicizia sia così importante? Quante volte mi son posto questa domanda… e quante volte ho invidiato (anche se l'invidia non trova spazio nel mio bagaglio) chi poteva dire: ho un amico!
Le uniche persone che posso considerare - oggi - mie amiche sono anche quelle stesse che devo celare agli occhi del mondo: perché sono donne… e questo non può andar bene, non è vero? Così alla domanda: dove sono i tuoi amici?… io non saprei cosa rispondere.
A volte avrei voglia di bere un caffè in compagnia: e quale miglior occasione per invitare un amico? Beh, è così facile!, basta una telefonata: pronto, Thomasine? Dai vieni giù - ti aspetto - che prendiamo un caffè!
Quando la sera tutto intorno a me tace - come ora - e dove la sola compagnia è un'amica speciale che mi è stata donata da uno spirito immenso vissuto nel '700, pensi che sia così facile continuare a credere che domani sarà diverso?

Manca ormai poco alle 23, e mi sta passando quel sonno che quasi un'ora fa mi aveva suggerito di inviarti l'augurio di una notte tranquilla. Ma come faccio ad avere sonno… se ora sto piangendo?
Io ti amo Thomasine… e ti amo di più - e ancora di più - perché nei tuoi occhi posso vedere quel mondo dove mi piacerebbe vivere, dove le cose più vere occupano sempre il posto che a loro spetta: il primo!
Sei così ricca di umanità, e di calore, e di dolcezza… come potrei non amarti?

François

Pensiero libero

Leggendo la tua lettera ho pensato quanto le parole riescano a donare e - allo stesso tempo - a togliere, ho pensato come a volte si riesca, con un'unica frase, a distruggere giorni e giorni di lavoro fatto esclusivamente di parole e di comprensione. E questo è successo ieri. Non entro nei dettagli perché ormai è cosa passata, ma l'amarezza che rimane è tanta.

Sì, anche tu mi manchi Thom… e questa sensazione d'assenza s'ingigantisce quando ci si scontra - nel corso della propria attività - con quelle persone che non solo non fanno ma, soprattutto, non sentono ciò che noi sentiamo, ciò che noi diamo per scontato: l'attenzione, la premura, il rispetto verso l'altro (soprattutto se più debole e fragile), la capacità di ascolto.
In una professione come la nostra le qualità umane contano di più che in ogni altro lavoro, di più che in ogni altra professione che porti giornalmente a confrontarsi con altri esseri umani: perché il paziente ci riveste di fiducia (che altro potrebbe fare?) e cerca di trovare in noi quelle risposte che lui non sa - e non può - darsi.
Lavorare in questo modo - con colleghi che non la pensano come noi - credo sia oltremodo difficile e frustrante. Quello che conta, però, è non scoraggiarsi troppo e continuare ad andare avanti per la nostra strada senza stancarsi, con la ferma convinzione - e la speranza - che quello che si sta facendo sarà di esempio prima di tutto a noi stessi... e poi anche a coloro che sapranno e avranno la capacità e il desiderio di guardare (pazienti e non).
La risposta alla domanda (affermazione) che spesso i colleghi mi pongono - "vedrai che col tempo cambierai anche tu" - dipenderà dunque da noi… da noi soltanto!

François

Sento la tua presenza forte anche - e soprattutto - in momenti come questo dove solitamente avrei cercato la solitudine; ma ora è il tuo conforto quello che cerco…
Ci siamo incontrati condividendo pensieri, inizialmente "superficiali" e poi sempre più "intimi"; ed è in questi pensieri che mi ritrovo a conoscere e a capire quella parte di te che fa compagnia alle mie solitudini. Non sono riuscita a scriverti una mail ma, forse, ritrovarmi a scriverti sulla carta mi fa sentire in un tempo passsato, mi fa sentire e ridiventare Embla.
Mentre ieri ti ascoltavo raccontare la poesia dei tuoi luoghi avrei desiderato vivere con te la magia che avevi provato e che potevo leggere ora nei tuoi occhi, ma non ho saputo rendere palesi i miei pensieri… forse per questo velo di tristezza che ancora mi avvolge. In momenti come questo riesco a colorare di grigio anche le emozioni più ricche di colore; ma questo non fa che scontrarsi continuamente con la parte di me più solare.

Questa mattina, tornando a casa, ho incontrato una vecchietta molto "signora" vicina al vecchio ponte, una signora tutta vestita a festa che mi ha fatto cenno di fermarmi. Ho aperto così il finestrino dell'auto e lei, con voce gentile, mi ha chiesto: "Va al camposanto?". In un impeto di tenerezza immensa l'ho fatta salire! Durante il breve tragitto mi ha raccontato praticamente tutta la sua vita e, ti assicuro, sarei stata volentieri ad ascoltarla ancora. Stava andando a trovare il marito (del quale mi ha perfino mostrata la foto) morto un anno prima… e si era vestita a festa perché così avrebbe voluto anche lui…
Incontri per caso… e pensieri, ed emozioni condivise! Ma quanti di quei volti che ogni giorno incrociamo riusciremo - domani - a ricordare? Forse un giorno quella stessa vecchietta mi chiederà nuovamente un passaggio… ma si ricorderà del nostro breve incontro? Eppure in un attimo lei mi ha regalato un pezzo della sua storia vissuta… e la consapevolezza di quanto ognuno di noi abbisogni di condivisione e di ascolto.

Oggi non vorrei essere qui al lavoro; i pensieri sono così frammentati… mentre avrei soltanto voglia di respirare.
Ti amo pensiero libero.

Thomasine

Prima di sapere…

Con le parole della tua amica che ancora mi risuonano dentro inizio a scriverti - mentre tu sei ancora in treno - spinto da una ridda di sentimenti contrastanti e da emozioni che si accavallano. Il termine usato sarcasticamente da qualcuno (commentando i miei ultimi pensieri) è quello di "uomo confuso"… E stasera è proprio così che mi sento, confuso da questo amore che si contorce dentro fin quasi a farmi star male, confuso da immagini di possessione e di gelosia che lottano con la pacata soavità e dolce consapevolezza di questo amore che ci lega. Ma perché deve essere così difficile per me rimanere tranquillo?
Proprio ora mi dici che non potrò esserci nemmeno stasera - e io so che non potrò esserci nemmeno le sere a venire - per un saluto di una notte serena.
Abbiamo scelto due vite diverse prima ancora di sapere di questo amore. E cosa ne sarà di noi domani?
A volte esagero (lo so) nel voler analizzarti - e nel voler analizzarmi - correndo il rischio di sezionare su un tavolo operatorio anche il miracolo di quello che ci sta succedendo. La perfezione non esiste, penserai… Eppure, se questo amore non desiderasse essere perfetto - se non desiderasse almeno sfiorarla la perfezione - so che non potrà che farci del male.

Stasera sono decisamente "fuori". No - ma che dico - stasera sono solo fragile, fragile perché ti amo, fragile perché ho un bisogno immenso di te. Quando ci vediamo sembra che tutto sia così "ordinario", così normale… quasi ci fossimo salutati qualche attimo - e non giorni - prima. Ma sono talmente sconvolto, invece, quando mi sei vicina!… sconvolto come se qualcuno avesse il potere di portarti via da me. Ma da "fuori" tutto questo non sempre si vede…
Domani - quando avrai letto questa mia - noi ci saremo già sentiti e salutati… e un sorriso già avuto forse basterà a cancellare la malinconia di questa pagina.
Me lo auguro davvero.

François (Sullivan, Lettere a Thomasine)

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]