Il coraggio alla fine (Corrispondenza)

Ciao Sully,
rieccomi di nuovo qui a scriverti e a scusarmi per questa mia assenza. Ho letto l'e-mail nella quale sottolineavi l'importanza dell'amore… Ovviamente non si può sempre avere o fare tutto ciò che si vuole, vero? Almeno per il tempo in cui si deve stare nella casa dei propri genitori… Non vedo l'ora di andarmene, magari all'estero, e di vivere come voglio io.
Sai, hai proprio ragione: la mia è un'età piena di sogni, ma anche di angosce - non esagero - tanto che a volte desidererei starmene ore sotto la pioggia senza ascoltare le voci di nessuno, senza chiedermi continuamente se faccio la cosa giusta o sbagliata, e magari avere più coraggio e fregarmene degli altri, soprattutto della mia famiglia. «Devi cercare il bello anche dove non c'è» mi ripete sempre mia cugina… Sì!, magari seguendo i miei amici che fumano canne e bevono fino a vomitare e che poi, alla fine, ricominciano tutto dall'inizio. Io sto bene anche se guardo il mare di sera, il tramonto, se guardo l'alba o la luna… ma non dura a lungo, capisci? Le persone feriscono, ed io non posso continuare a tenermi tutto dentro… esploderei come una stella e finirei per trovarmi in uno spazio senza tempo, senza limiti, proprio come il gabbiano Jonathan… ma lui ha avuto coraggio, mentre io non ne ho!

Ma ora basta con queste mie parole per niente allegre. Forse, dopo queste mie parole, sarai tentato di non scrivermi più… Non ti biasimo, non sono un tipo facile da capire… ma se vuoi rispondermi ne sarò felicissima. Altrimenti… pazienza…

Cecilia

Fregio

Sai Cecilia? Mi chiedo perché tu voglia questa corrispondenza - una ragazza di 16 anni che scrive a un uomo di 43 che non conosce - sapendo che la vita vera è là fuori che ti aspetta: è tutto sbagliato! non trovi? Ti sei mai chiesta, poi, che questo lasciarsi andare, questo sfogo, questa tua voglia di comunicare con chiunque sembra offrirti un po' di poesia potrebbe, alla fine, comportare per te qualche serio rischio? Non hai paura di fare brutti incontri? Come sai - e come dici tu - le persone (moltissime di loro) feriscono il cuore… ma non solo!!!

Io, per poter continuare a vivere, debbo inventarmi - ogni giorno - quella gioia che è conquista, che è fatica, cammino, crescita interiore. Alla tua età non si accetta che la gioia possa essere effimera… ma la vita insegna che non c'è gioia senza dolore, non c'è sorriso senza pianto e non c'è emozione senza quel senso di perdita che caratterizza le cose troppo belle; se non si amasse nulla!… allora sì che non ci sarebbero le paure e il timore di perdere ciò che si ama.

Tu sei preziosa Cecilia… continua, allora, a crescere all'ombra di quel sentimento che ti fa cantare dentro e che ti permette di vedere la bellezza dove gli altri non vedono che desolazione e miseria.
Devi avere pazienza, e devi continuare a crescere; devi imparare a rispettarti e a rispettare coloro che ti amano (genitori compresi). Il coraggio alla fine… verrà!
Un sorriso

Sully

Fregio

Sono contenta che alla fine tu abbia espresso le tue perplessità, perché io avrei fatto lo stesso… Sì, la paura di incontrare qualche matto c'è, e lo scrivere ad un uomo di 27 anni più grande di me è assurdo; la vita vera - hai ragione - è lì fuori… Eppure, questa è la prima volta che sfido il timore e scrivo a qualcuno che non conosco; e ciò che mi spinge a questo è solamente la voglia di lasciarmi guidare dal mio istinto e non dalla ragione. È vero che posso finire male, ma a cosa mi sono servite le occasioni se poi le ho malamente sprecate a causa di questa stupida paura che mi segue?
A questo punto devo proprio farti pena: forse credevi che Cecilia colpita dai tuoi versi fosse una ragazza molto più matura, e che ti avrebbe esposto chissà quali pensieri profondi… Ed invece hai conosciuto un'adolescente come tante che assillano l'intero mondo in cerca di risposte e che alla fine qualche malcapitato se ne deve sorbire gli effetti.
Confessarti le mie paure… hai ragione, perché proprio a te?
Per una poesia…

Cecilia


Buongiorno Sully,
non ho saputo aspettare una tua probabile risposta, così ti scrivo io.
Ieri sono andata sul tuo sito ed è davvero straordinario… le poesie, i racconti, le storie di qualunque essere mortale sono scritte lì, da persone che non hanno paura di essere giudicate troppo severamente da altri "compagni di viaggio". A questo proposito, ho letto di quella giovane donna che ha ritenuto banali i tuoi versi… troppo scontati… e tu che ti sei sentito offeso o, meglio, non capito… Mi dispiace che qualcuno giudichi con tanta leggerezza le emozioni e i sentimenti altrui, come se si trattasse di vecchie cianfrusaglie arrugginite e pronte per essere buttate via. Non sei assolutamente banale, né superficiale… Forse sarà una magra consolazione, ma io ritengo straordinarie le tue poesie… ed anche i racconti… mi lasciano fuori dal tempo… Continua sempre…

Cecilia

Fregio

Quando i giorni cupi ingrigiscono,
il mondo ha uno sguardo freddo e ostile,
e timida la tua fiducia
posa solo su di te.

Ma ricacciato in te stesso
dal paese delle antiche gioie
vedi verso nuovi paradisi
volgere la tua fede.

Riconosci come ciò che più ti appartiene
quel che ti sembrava estraneo e ostile,
con nomi nuovi chiami
il tuo destino e lo accetti.

Quanto minacciava di schiacciarti
si mostra amichevole, respira spirito,
è una guida, è un messaggero
che ti indirizza in alto, ancora più in alto.

Hermann Hesse


Quando nasce un dialogo, quando due persone qualsiasi hanno il coraggio di essere se stesse - una di fronte all'altra - il miracolo si compie. E non importa l'età, non importano le convenzioni e tutto ciò che la gente pensa. La vita è un viaggio, spesso arduo, a volte difficile, ma sempre… sempre meraviglioso. Dio non voglia che dobbiamo affrontarlo troppo spesso da soli!
Grazie Cecilia… di cuore.

Sullivan, Il coraggio alla fine...

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