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- 2013 -

Pensiero tra due silenzi *

Robin delle stelle |
[ * 'Inversione' del titolo di un Film iraniano: Il silenzio tra due pensieri (2003) ]

La stanza è vuota,
nessun mobile,
è il non avere,
non possedere.
La casa,
il cortile,
gli abiti,
solo l'essenziale.

E così
privato dei fronzoli
emerge lo spirito,
il soffermarsi,
il ritmo del tempo,
pensare.
Sentire il sapore
di quel che si fa.
Riflettere,
spingersi oltre,
vagare al di là della necessità
del viver quotidiano,
e ancora avanti
protendersi
verso qualcosa
che plachi la sete
inestinguibile.


jQuery

Sullivan |

jQuery è una libreria JavaScript il cui scopo principale è quello di permettere, e di semplificare rispetto al linguaggio JavaScript, la manipolazione degli elementi costitutivi di una pagina web in modo dinamico. Essa si integra in modo naturale e uniforme con i codici HTML e CSS, dei quali è richiesta una certa conoscenza per poterla sfruttare al meglio.
Premetto che non sono un programmatore. Il mio primo vero incontro con un linguaggio di programmazione avvenne nei primi anni ottanta (mentre frequentavo l'Università) con un computer Machintosh (Mac). A quel tempo l'Apple distribuiva, assieme al sistema operativo, un kit denominato HyperCard: linguaggio di programmazione ad alto livello orientato agli oggetti, semiprofessionale. Tanto per fare un esempio la sintassi di uno script (istruzione, comando) associato ad un pulsante per spostarsi da una scheda all'altra di un database era la seguente:

          on mouseUp
             go next card
          end mouseUp
    

Insomma, un linguaggio english-like, facile da apprendere e molto stimolante. Nel tempo il progetto è stato abbandonato, ma quel linguaggio continua ad esistere sotto altri nomi e prodotti, ultimo dei quali LiveCode.

Un esempio - il gioco 'Bomba!' - ideato e realizzato con HyperCard® da Gaetano 'Blue' Bottazzi (e modificato con LiveCode® dal sottoscritto) lo potete trovare, con un altro nome, a questo indirizzo: Jasmine 2.3

jQuery è di tutt'altra pasta: le sue componenti core sono decisamente a basso livello; inoltre non si presta a creazioni di applicazioni indipendenti dal browser. Quello che fa, però, la rende ai miei occhi fascinosa! Chiedo comunque venia al lettore per eventuali distrazioni, errori o incongruenze in cui dovesse incappare. Tutto quello che posso dire è che ciò che troverete in questa sezione sono i tentativi del sottoscritto per cercare di rendere più accattivante, ai propri occhi, la fruizione di una pagina web. Se una parte di questo contenuto vi tornasse in qualche modo utile sappiate, però, che non soltanto mio è il merito… ma di ogni persona, autore e programmatore a cui sto attingendo per documentarmi.
Il Web è - e resta - un'esperienza piacevole oltre che costituire un importante e prezioso strumento di lavoro: su questa semplice constatazione e convinzione nasce - e si alimenta - tutto quanto il mio entusiasmo.


Notte di Novembre

Robin delle stelle |

La pioggia,
leggera e continua,
avvolge la città
insieme al buio
dentro il sabato notte.
La fretta dei vent'anni,
l'urgenza,
pizze a domicilio,
lo scooter,
la strada viscida,
i binari del tram,
un'auto svolta
cambia la traiettoria
e qualcuno imprecherà
nell'attesa di una pizza
rovesciata sull'asfalto.

E voi dove siete,
voi spettatori casuali?
Cosa vi impedisce di fermarvi
e chiedere “come stai”?
Il disagio di lasciare un abitacolo caldo?
La voglia maledetta
di non partecipare mai?
Sì, è l'indifferenza a voi cara.
Vi evita il fastidio della pioggia,
di un ritardo,
dell'attesa di un'ambulanza,
di essere coinvolti.
Ma se foste voi
genitori, familiari, amici di quel ventenne
lo ignorereste ancora?
Ma lui è nostro fratello,
è nostro figlio,
è ognuno di noi.


Società incivile

Robin delle stelle |

Freddo dicembre,
nel buio mattino
corre l'autobus su strade vuote,
vetri appannati
dal respiro di corpi intorpiditi.
Esseri che ripetono
lo strazio quotidiano
rassegnati a un destino
prodigo di disagi.

Appartengo alla schiera
di chi è più fortunato,
nato nel Bel Paese,
con diritti acquisiti
e senza capir perché
ce ne facciamo vanto.
Esibiamo meriti
appartenenti ad altri,
ci fregiam della storia
di secoli trascorsi
mettendoci su un piano
di superiorità.

Io non son l'antenato
son solo la realtà,
l'oggi pensante
ovvero arrogante,
son l'oggi dubbioso
della mia civiltà.