Ottobre 2012

Lunedì, 1 ottobre 2012

Fenomenologia dello spirito

Sprazzi di Hegel
rendono quasi gioia,
ilarità.
Un avvicinarsi quasi impaurito,
un timido incontro
che diventa stupore.
Parole svelano concetti impensati,
quasi ingenui
nella loro semplicità.
Un mondo si apre,
tende di un sipario
celavano silenziosi attori
che esistevano a nostra insaputa.
Una nuova storia
si srotola dinanzi,
una tessera si aggiunge al mosaico
a formare la conoscenza
che caratterizza la nostra unicità.

Robin delle stelle

Martedì, 9 ottobre 2012

Tempo di transizione

Tutto muta,
tutto volge,
anche se verso dove
nessuno lo sa.
L'economia è una bestia ferita,
urla di dolore,
ansima,
s'inarca
digrigna i denti
si piega su sé stessa,
è sofferente
ma ancor di più
fa soffrire.
Destinatari delle sue attenzioni
sempre gli stessi,
deboli
poveri
gente senza voce
per cui il soffrire è normalità.
A loro si aggiungeranno
altri esseri muti
oppure inascoltati,
vite da prendere
usare
e gettare via.

Robin delle stelle

Martedì, 9 ottobre 2012

Autosufficienza

Con un'inconsapevole eleganza
- in una quiete autosufficiente -
nemmeno t'accorgi di ciò che dentro
mi succede.

Sono io - e non son più io - quello
che ti sta davanti…

Sully

Domenica, 14 ottobre 2012

Perturbazioni

Sembra una storia lunga, eppure dura da appena qualche mese. In realtà essa forse va avanti da anni, ma di certo non con la lucida e dolorosa consapevolezza degli ultimi tempi.
Al centro della storia c'è una Lei che - per oscuri motivi - affascina un Lui solo con la sua presenza, coi suoi gesti, con la sua gentilezza. Un Lui che - a quanto Lei stessa conferma - viene definito da qualcuno un farfallone.
Lei però non parla e non interagisce nel modo che Lui desiderebbe; non si apre e non manifesta le proprie emozioni, se non occasionalmente e con rari gesti... preziosi per Lui, ma troppo rari per poterci credere davvero.
Forse Lui non è del tutto consapevole di ciò che desidera… ma intanto il bene monta come la marea.

Poi arrivi Tu… e destabilizzi il tutto come con le foglie il vento d'inverno. E Lui s'aggrappa a quel vento e - insieme - riuscite a soffiare ancor più forte. Lei all'inizio sembra compiacersene, e forse non le dispiacciono tutte queste attenzioni, questo sentirsi quasi al centro di una contesa di emozioni. Di fatto però, destabilizzando Lei, sconvolgete anche voi stessi. Il predone (decisamente meglio di farfallone) sembra non essere del tutto consapevole di ciò che sta accadendo: a Lui, con stupido orgoglio, basta sapere, vuole sapere, vuole, vuole… e vuole ancora.
Poi, inevitabilmente, la crisi arriva… per tutti e tre.

Sully

Lunedì, 22 ottobre 2012

Libri: Il porto dei sogni incrociati (B. Larsson)

Era un piccolo porto, era una porta
aperta ai sogni.

Umberto Saba


Il porto dei sogni incrociati

 

 
C'erano giorni, sull'Atlantico, senza una nuvola all'orizzonte, in cui il mare e il cielo erano dello stesso azzurro profondo. In quei giorni un sole tagliente illuminava masse d'acqua in tumulto, le creste candide delle onde si strappavano in brandelli di schiuma, la nave rollava su quelle enormi montagne d'acqua e un vento implacabile sollevava un pulviscolo di spruzzi che accendeva fugaci arcobaleni attorno alla prua. Era quel genere di giorni per cui certe persone sarebbero pronte, sia pure in senso figurato, a dare la vita. Ma che la maggioranza darebbe qualsiasi cosa per evitare, non fosse altro che per paura della morte. O della vita.

Björn Larsson (Il porto dei sogni incrociati - Iperborea, 2001)


Marcel - il protagonista di questo romanzo di porti e di mare - è una persona "strana", strana nel senso che se da un lato il suo rapportarsi con le persone assume gli aspetti di quella che io chiamo "trasparenza" - la volontà e il desiderio di svelare, mosso da reale curiosità e interesse, ciò che di più vero costituisce l'essenza di una persona - dall'altro non ha il coraggio di continuare ad esserci fino in fondo per l'altro, considerando quest'ultimo alla stregua di una reale minaccia per la sua libertà.
Un romanzo sulla vita interiore dunque, sulla complessità e talora ambiguità della vita stessa. Bellissimo!

Sully

Martedì, 23 ottobre 2012

Colazione

Lampeggia il cursore al ritmo del battito cardiaco, quasi volesse spingermi a battere alacremente sulla tastiera una lettera dopo l'altra, forse per impedirmi di esserne ipnotizzato se solo mi fermassi troppo tempo a fissarlo.

Giornata dura quella di oggi, giornata di corse una dopo l'altra, giornata che arriva dopo una notte di lavoro finita fortunatamente non troppo male. Sveglia alle sei e venti per l'arrivo di due fidanzatini accompagnati dalla mamma di lui, entrambi con la febbre a 40: sono sempre insieme - il commento della madre - come a significare una condivisione nel bene… e nel male. Poi un caffè alle sette, e prima di ritornare in sede una breve digressione per raggiungere la sommità di un colle ed osservare l'alba ergersi dalla bruma autunnale che evapora da una terra ancora tiepida e umida.
Subito dopo le otto eccomi da voi, tutto pimpante e baldanzoso (non è forse così che mi volete?) per quella che sarà la colazione vera e propria: una fetta di torta casereccia e un buon caffè macchiato. A dir la verità è la torta la vera sorpresa, un gesto semplice, quasi materno, un gesto di premura e d'affetto che non mi sarei mai aspettato ma che mi fa sentire come a casa.
E intanto - mentre mi vedo al centro di piacevoli attenzioni - ti osservo e penso. Il tempo per pensare, in realtà, lo devo ricomporre nelle rare pause che tua madre lascia tra le parole che mi dice, quasi sommergendomi di tenerezza.
Ma io continuo a guardarti… come se fossi sicuro che non potrò più farlo domani.

Sully

Giovedì, 25 ottobre 2012

Libri: Le parole sognate dai pesci

Le parole sognate dai pesci

 
Eccomi qui! Guardami bene… Guardami, lago! Sto come stai tu. Sono come sei tu: ho una profondità che non si vede, onde sulla faccia e pesci scuri nella testa… Ho striature negli occhi che segnano temporale… Sto come stai tu! Faccio come fai tu! Trasformo le ore in qualcos'altro, agito chi mi percorre, spruzzo chi si avvicina… e trattengo per sempre chi sprofonda dentro di me. Non ho perso niente di quello che mi hai dato. Non ho dimenticato nulla di quello che mi hai detto.

Davide Van De Sfroos (Le parole sognate dai pesci - Bompiani, 2003)


… mentre leggo mi chiedo dove ancora possa nascondersi la poesia se semplici parole bastano ad evocarla.
È un mondo che riconosco quello che sto leggendo… l'unico mondo che abbia veramente un senso; un sentore, un profumo di verità, un riappropriarsi di ricordi e una promessa di gioia.

Sully

Lunedì, 29 ottobre 2012

Poesia

Dove si può ancora nascondere la poesia?
A ben guardare essa la si può trovare un po' dappertutto, magari nei gesti che ogni giorno fai, nei pensieri che ti poni, in un sorriso che regali a persone sole, un sorriso che a te non costa nulla… ma che fa illuminare i loro occhi per la gioia; persone che dopo aver dedicato una vita ai figli, e prosciugate da ogni forza e da ogni sostanza, vengono poi dimenticate in vecchie case fredde e umide in attesa che il buon Dio le chiami a se. Non c'è voluto poi cosi tanto per strappare loro un sorriso. E quelli son sorrisi che ti fanno star bene dentro…
E anche questo è poesia.

Claudia


[Testi presenti in Diario Intimo]