Ottobre 2010

Venerdì, 21 ottobre 2010

Human Nature 2

Una mattina di febbraio di quasi due anni fa avevo avuto voglia di danzare alla notte sulle note di Human Nature di Michael Jackson. Ora sto ascoltando quella stesse note e sto rileggendo quello stesso testo… e mi chiedo dove io adesso mi trovi. Talora mi sembra così lontano quel tempo, anche se forse non così lontano se ancora mi emoziono.

Come mi spaventa il silenzio delle emozioni, quell'impalpabile apatia che t'inganna facendoti sembrare normale quello che normale non è. Che sia forse questo che succede quando s'invecchia? Voglio proprio sperare di no, perché non potrei sopportarlo. Il problema però è che spesso non ci si accorge di questo stato se non quando si ripercorrono quei sentieri che abbiamo tanto amato; ma quando questo succede non sappiamo se sia preferibile piangere per il tempo perduto o se sia più conveniente - più salutare - una scrollata di spalle considerando quelle "debolezze" pure e semplici "mollezze" del cuore. Ma sta di fatto che su queste "mollezze" ho costruito tutta quanta la mia vita e non è in mio potere - ora - cambiarla.
Si dice che il tempo cambi le cose - e le persone - in modo inesorabile, repentinamente o gradualmente che sia, senza che ci sia data una vera possibilità di opporci, anche se consapevoli che quello che stiamo diventando non ci piace e non rispecchia del tutto ciò che avevamo sempre voluto e creduto di essere.
Mah… io so che quello che davvero cambia è soltanto la pelle, quella scorza che - divenendo ogni giorno più dura - ci dovrebbe proteggere da quegli eccessi che tendono a spaventare così tanto gli adulti. Solo che la pelle che il tempo ci confeziona addosso - regalandoci quella sensazione di sicurezza e di stabilità - ci protegge anche da ciò che dovremmo invece lasciare entrare a dispetto delle convenienze.

Sully


[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]