Settembre 2010

Mercoledì, 1 settembre 2010

Qui il silenzio opprime

Da molto tempo
questo cortile rimane vuoto.
Mi aggiro solitario
le mani in tasca,
lo sguardo a frugare luoghi deserti,
un camminare che è quasi ciondolare.
Spazi vuoti, muti.
Le voci, le grida,
le canzoni, i carmi
sono svaniti
non risuonan più.
Prendere atto,
una stagione chiusa?
È già da un po' che ci sto pensando,
abbandonare il cortile vuoto.
La vita scorre
forse su altre strade,
fremiti, emozioni,
si spostano,
non muoiono,
e allora andare
è un imperativo!

Robin delle stelle

Mercoledì, 1 settembre 2010

Se il silenzio opprime…

Adoro portare sempre con me le cose che penso mi possano essere utili per crearmi un ambiente personale in qualsiasi posto mi trovi, anche se poi devo essere 'sintetica' per evitare di portarmi via la casa intera!

Ieri una persona mi ha detto una cosa bellissima: che erano due anni che non mi vedeva sorridere. E non è tanto il cosa ha detto, ma il come… come se avessi visto il mio sorriso riflesso nel suo, e quella magia di capire come si possa fare qualcosa di veramente importante per qualcun'altro anche solo con un sorriso.
Mamma mia, ho dentro tante di quelle emozioni che potrei scoppiare. Mi sento finalmente bene: tutta la tranquillità che mi sono creata, che mi sono - alla fine - imposta come conditio sine qua non per la buona riuscita della festa (e nell'ultimo periodo, anche della mia vita) è risultata essere una carta vincente. Penso che non potrei chiedere di meglio di quello che ho ora, per quello che c'è stato fino adesso e per quello che, spero, ci sarà in futuro: nessuna enorme felicità, nessuna utopia, ma solo una tranquilla serenità, una sicurezza bassa, come se avessi costruito un marciapiede: quando farò arrivare il sole sul marciapiede avrò la garanzia che se poi avrò freddo ai piedi - e se li metterò lì - essi si potranno scaldare e potrò così ricominciare a camminare (M. 2008)

Come mai tanto ritardo gentile Robin? Forse perché anch'io ho bisogno - come te, come ognuno credo - di essere abitato dall'entusiasmo, da quella fiducia nelle altre persone che - come d'incanto - accende e alimenta il desiderio di condivisione. Ed è una malattia contagiosa l'entusiasmo - non lo sapevi?, una virosi che diventa quasi da subito viremia. A volte se ne ha paura… ma senza di essa, senza la sua presenza e invasività, non ho mai conosciuto vite che potevano definirsi tali. E mi manca da morire…

Sully


Non esiste nulla di più bello al mondo che partecipare alla gioia semplice di un cuore che condivide con un amico il suo sentire (Sully)

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]