Aprile 2010

Martedì, 13 aprile 2010

Sci di fondo

Un tracciato defilato,
il deserto dell'ora di pranzo;
un panino nel silenzio del bianco,
lo sguardo erra vagabondo,
si sofferma
in accordo col pensiero
sul bosco,
in apparenza inanimato,
si inerpica,
dove spariscono gli alberi,
in alto
oltre le vette.
Minuscole briciole di neve
dondolano nell'aria
sperdute, disperse.
Il candore del manto è inebriante,
espande il respiro,
dilata i confini
di una mente confusa,
affamata di risposte inesigibili.

Robin delle stelle

Lunedì, 19 aprile 2010

Pensieri in disuso

Quel che lo sguardo abbraccia
Inaudita bellezza,
boschi d'alberi spogli
rivestono morbidi rilievi
abbagliati dal sole
come polvere impalpabile,
sensazione di pace,
si posa attorno,
penetra
ovunque.
Estraniarsi
dall'infinito quotidiano,
seguire con l'udito
il gracchiare di cornacchia,
sciogliere le tensioni
che si accumulano nei giorni,
che lasciano segni
di irrisolte ansie.
Gli ideali,
i valori
che cerchiamo a parole
aborti accartocciati
perduti,
alle nostre spalle,
procediamo orgogliosi
con facciate imbiancate
occultando coscienti
i compromessi comodi.
Chi ha fame
continua con la mano tesa,
chi ha
dona solo il superfluo
accingendosi al desco
con animo sollevato.
Spadroneggia l'amarezza
nella dicotomia
tra solidarietà e vigliaccheria.

Robin delle stelle

Lunedì, 19 aprile 2010

Sakura

Tornando a vederli
i fiori di ciliegio, la sera,
son divenuti frutti.

Yosa Buson (1716-1784)

Sakura

Inutilmente agito
la superficie del lago
desiderando il vento.

Ammutolisce il sogno
questo silenzio.

Del fiore di ciliegio
non scontato è il frutto.

Sully

Martedì, 27 aprile 2010

Qual maraviglia…

Qual maraviglia, se ognor più s'accende
quel gentil foco in cui dolcemente ardo?
Se mille volte quel bel viso guardo,
mille nuove dolcezze agli occhi rende.

Il core, a cui questa bellezza scende,
si maraviglia, e l'occhio ottuso e tardo
a veder la virtù del bello sguardo
accusa di pigrizia, e lo riprende.

Amor per li occhi di madonna vede
gli occhi miei lassi, e al mio cor favella
pe' dolci raggi della vista pia:

«Infinito è il valor onde procede
agli occhi tuoi dolcezza ognor novella:
l'occhio è mortale; il foco eterno sia».

Lorenzo de' Medici


[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]