Maggio 2009

Domenica, 3 maggio 2009

Viaggio in metro

Cambiano i tempi,
cambiano gli attori,
i suonatori adulti
di antiche fisarmoniche
sono svaniti
con le loro note di tango,
con i bicchieri di carta
dove versar monete.
A noi viaggiatori
di oscure gallerie,
vengono replicate
consuete melodie,
scaturite da mantici e tasti
pigiati da giovani e maschie dita,
e sguardi miti
vagare in un vuoto voluto,
e il bicchiere di carta
è in mani di fanciulla
troppo giovane per quel ventre gonfio,
troppo giovane per quel bambino in braccio.
Avanza la povertà,
l’ingegno si aguzza
alla ricerca di cuori
il cui astuccio
non resti sigillato.

Robin delle stelle

Sabato, 9 maggio 2009

Quello che non si perde

Quel che non si perde

Che cosa ti scriverò ora?
Che magari sto bene
ma che ancora mi succede
di ritornare a quei giorni
che furono solo "nostri"?
Forse potrei chiederti
se tutto va a meraviglia
o se ogni tanto ti ricordi ancora
di sorridere.
Quante cose, quante domande,
ma ancor più risposte…
che si perderanno.

Ma il pensiero di te rimane amico…
e so che non si perderà.


Mi piace a volte perdermi tra i ricordi, sentirne il peso e il rumore, come quando due mani rovistano dentro a un sacco di noci con addosso ancora il profumo del bosco: piacevole quel peso… e ancor più dolce quel profumo. Non sempre però sono bei ricordi, e non sempre mi rallegra ciò che in essi sembra essere fissato per sempre. Quello che mi consola è illudermi che essi sono stati compagni di viaggio, quel viaggio per arrivare dove mi ritrovo adesso, un po' spaesato per la verità, e sempre straniero a questa vita, e con il cuore ubriaco di stanchezza.
Ma mi scopro talvolta a cantare, a urlare a questo mondo così irto di contraddizioni, così pieno di conflitti e di compromessi. E mi scopro a sognare sogni di bambino se appena riesco a lasciar fuori tutto quanto, tutto quello che non conta, tutto quello che non è essenziale: momenti di lucida follia, come farfalle ubriache di luce in un cielo di tempesta.
Ma poi, una volta ancora, mi perdo tra le maglie fitte di una realtà che non consola, di una realtà che altri sentono invece come vera, amabile. E così ridivento di nuovo assurdo, straniero in un mondo che non so più riconoscere… e che non riesco quasi più ad amare.

Sully

Martedì, 12 maggio 2009

Viaggiar sulle onde

Il tuo entusiasmo incontenibile,
figlio dell'incoscienza,
del coraggio,
dell'amore della natura,
del desiderio di mettersi alla prova.
Ore e giorni e settimane
colmi del suono delle onde,
del vento,
del calore del sole,
del sudore e del salmastro
che non ti molla un istante.
E i turni al timone,
e le notti in cui parli alle stelle,
e la luna sorride comprensiva e benevola,
silenziosa e in ascolto,
tende la mano
ad un sole ubriaco di sonno.
I flutti schiaffeggiano la chiglia,
l'attenzione si sposta alle manovre,
la sfida è rispetto degli elementi indomabili,
è muovere le vele,
cercare equilibri nuovi.
E il pensiero supera le onde,
corre sulla terraferma,
si immerge nell'acqua di un incredibile blu,
e tu sei lì,
e questo è altrettanto incredibile,
e, e, e…
buon vento…
(A un amico che sta attraversando l'oceano su una barca a vela)

Robin delle stelle


[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]