Aprile 2009

Sabato, 4 aprile 2009

Da quando ne ho memoria

Fuori piove, è tardi… e sto aspettando che mia figlia rientri. Così mi ritrovo sola a pensare. Ci sono parole e pensieri che messi insieme sembrano soltanto fantasie di nuvole, come quelle che stanno passando ora sopra la mia testa.
Sentirsi felici? Non sempre ci si accorge di esserlo, e mi sto chiedendo il perché. La mia vita è stata tutta così, piena di piccoli segni che mi venivano a cercare, ma che spesso mi hanno trovato impreparata, tanto che ho conosciuto solo la nostalgia della felicità… o la sua lunga attesa.

Piccola

Da quando ne ho memoria

È passato così tanto tempo!… ma non ho mai smesso di cercarti. So che stai bene, ed è questo che davvero importa. E poi, quello che ti dissi allora so che potrei ripeterlo anche adesso: nulla è cambiato. Forse è questa mia "impazienza" ad essere cambiata, l'impazienza di fronte a una realtà che - per lo più - rimane solo vuota apparenza senza sostanza. Fatto sta che l'unica cosa che davvero non delude è questa bellezza… la bellezza che ritrovo se appena guardo un tramonto o quando vengo svegliato al mattino dai rumori del bosco, oppure se appena mi abbandono al sogno. Sai? Da quando ne ho memoria credo che la gioia autentica sia sempre nata nell'intimo segreto della vita della mente.

Sully

Domenica, 12 aprile 2009

Parole silenti

L'amore che ti dono
non sono solo carezze,
ma sbuffi, lamentele
e a volte intransigenza.
L'amore che ti dono
è cercarti nel sonno,
il respiro profondo,
il tuo corpo caldo,
la mano che ti trova,
un contatto,
e tu non saprai mai.
L'amore che ti dono
è voglia,
è desiderio di far l'amore con te,
continuamente,
nelle sue varie forme,
ma troppo spesso si infrange
contro l'indifferenza.
L'amore che ti dono
è andar con le mani allacciate,
è fare il buffone
e godere delle tue risa fresche.
L'amore che ti dono
sono i miei sbalzi d'umore,
e la tua comprensione,
e le tue invettive saettanti
e l'accettazione di ciò.

Robin delle stelle

Domenica, 12 aprile 2009

Strana Pasqua

Una città più leggera, meno auto, meno frastuono, ma il disagio di questi giorni non si affievolisce. Le scosse per noi sono solo paura; per nostri simili dramma, tragedia, lacrime.
Pasqua è sentimento cristiano, e comunque un avvicinamento tra anime e corpi. Strana Pasqua, o strano sono io. Chissà…
P.S. Gli auguri che ti invio sono oltre la religione: sono auguri.

Robin delle stelle cadenti


Pasqua è festa religiosa, quindi gli auguri che mi fai è perché forse sei strano come dici! :-) Però sono auguri - i tuoi - che mi fanno davvero piacere, anche se forse stai assumendo sulle tue spalle una dimensione che oserei definire "tragica"… e di solito sono io (in altri ambiti) ad essere tragico.

Sai? Quando si parla di disgrazie si rischia sempre di sembrare retorici o indifferenti (talora senza nessun'altra apparente via di scampo). In caso di eventi catastrofici naturali (non sempre prevedibili) dalle persone viene sempre fuori il meglio… anche se qualche volta il peggio.
Essere attoniti davanti alla sofferenza è giusto, rimboccarsi le maniche (qualsiasi sia il modo) doveroso! Ma domani nessuno parlerà più di questo evento, e la vita continuerà - almeno per quei "sopravvissuti" che non hanno perso i propri cari tra le macerie - come se nulla fosse successo, come se tutto quanto fosse normale.
Istinto di sopravvivenza? Forse. Durezza di cuore? Probabile. Insensibilità? Possibile.
Sta di fatto che ogni buon proposito che nasce da una situazione di crisi domani s'infrangerà contro la legge del profitto, contro il particolarismo e l'egoismo che - più o meno - abita in ognuno di noi. E si continueranno a fare case che crollano alla prima scossa di terremoto… e si continueranno a versare lacrime e invettive contro un sistema che non riesce più a proteggerci. Ma quel sistema non siamo forse noi? E non siamo forse noi che giorno dopo giorno contribuiamo a nutrirlo, a sostenerlo, a coccolarlo?

Soluzioni? Utopia!… come può essere quella che vorrebbe che ogni cuore cambiasse dal profondo, cambiando così davvero l'uomo.
Pasqua è un passaggio, un passaggio del cuore. E anche questo è un augurio che va oltre la religione.
Ti abbraccio guerriero…

Sully

Lunedì, 13 aprile 2009

Inseguendo significati

Come sto? Non lo so con certezza… e forse questo un po' mi spaventa.
Guardo il firmamento… e quello che vedo stasera è un cielo che non so riconoscere: troppe le stelle a cui non so dare un nome. Così mi limito a guardarle. Ma il mio sguardo si perde nel profondo buio che le circonda.

Questi due giorni sono stati all'insegna della fiction, nel senso che mi sono gustato alcuni bei film. Mi piace quel cinema che riesce a sbrigliare i pensieri, quel cinema che, suscitando emozioni, risveglia il sogno.
Domani mi aspetta una dura giornata… ma non ho voglia di dormire. Mi piacerebbe parlare tutta la notte. Avrei così tante cose da raccontare - ora che scrivere mi affatica - che potrei camminare tutta la notte assaporando già il profumo di una colazione quando l'usignolo comincerà a cantare. E, anche se so che non farò niente di tutto questo, il solo pensiero che potrei davvero farlo già mi fa spuntare un sorriso.

Sully


[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]