Gennaio 2009

Domenica, 4 gennaio 2009

Antigone (primo stasimo)

L'esistere del mondo è uno stupore
infinito, ma nulla è più dell'uomo
stupendo. Anche di là dal grigio mare,
tra i venti tempestosi, quando s'apre
a lui sul capo l'onda alta di strepiti,
l'uomo passa; e la Terra, santa madre,
con l'aratro affatica d'anno in anno
e con la stirpe equina la rovescia.

La tenue prole degli uccelli o quella
selvaggia delle fiere o la progenie
abitatrice dei marini abissi
con intrico di reti a sé trascina
insidioso l'uomo; e doma scaltro
i liberi animali: piega al giogo
il crinito cavallo e placa l'impeto
del toro irresistibile sui monti.

La parola, il pensiero come il vento
veloce, l'indole civile apprese
da solo e a ripararsi dalla pioggia
e dai freddi sereni della notte;
fatto esperto di tutto, audace corre
al rischio del futuro: ma riparo
non avrà dalla morte, pur vincendo
l'assalto d'ogni morbo inaspettato.

Fornito oltre misura di sapere,
d'ingegno e d'arte, ora si volge al male,
ora al bene; e se accorda la giustizia
divina con le leggi della terra,
farà grande la patria. Ma se il male
abita in lui superbo, senza patria
e misero vivrà: ignoto allora
sia costui alla mia casa e al mio pensiero.

Sofocle (Il Teatro Greco, Sansoni Editore 1980)

Mercoledì, 7 gennaio 2009

Rumore bianco (2)

Non ho più la forza di credere ai sogni, a quel senso di appartenenza con il quale fino a non molto tempo fa si trastullavono i miei pensieri; e non vorrei più pensare a quell'amore impossibile - quello che non finisce, quello che non si arrende solo perché cambia il vento o quando sembra spegnersi lo stupore reciproco. Così ora vorrei provare a vivere giorno dopo giorno, senza fare progetti, senza puntare tutto quanto su chi so essere temporaneo o di passaggio. Chissà, forse alla fine è perché sto invecchiando, o forse è questo mio bisogno di stabilità a far sentire questo mio essere inquieto non più come un pregio, ma piuttosto come un difetto, come una colpa.
Avrei voluto consumare tutto il vissuto veleggiando tra i palazzi dell'estasi… ma così non è stato quasi mai. E mi sono dovuto reinventare costruendomi questo cuore di gabbiano svelando, a chi mi passava accanto, quello che veniva costruendosi dentro poco a poco. Ma col tempo sono divenuto troppo fragile… e troppo indifeso.

Qualcosa dovrà pur essere cambiato se sento di essere un po' più "pratico" e meno propenso a credere al sogno… anche se così facendo ho come la sensazione di essere stato defraudato di maggiori aspettative di bellezza.
Non so se questo silenzio che ora mi abita sia la risposta più giusta al rumore bianco che sento dentro… ma come trovarne altre? Nulla c'è - nessuna cosa sembra esistere - che possa prendere il posto di tutto l'amore che ho ricevuto e che a mia volta ho riversato. Così adesso ciò che rimane è soltanto uno spazio vuoto da colmare… ma che non so riempire se non di silenzi.

Sully

Domenica, 11 gennaio 2009

[…]

Soffiò la tramontana questa notte,
gelido e giallo turbinar di foglie.
E la luna, monocolo di puro argento,
vide la contorta preghiera di scure nudità,
rimpianto di un verde lontano.

AC

Domenica, 11 gennaio 2009

Un bicchiere senza confini

Non leggo libri di poesie,
forse ne scrivo.
L'impeto irrefrenabile di comunicare
lo muto in parole,
immagini da evocare,
fantasie da inventare.
Io contagocce,
lascio cadere una goccia
nel tuo bicchiere,
la superficie si agita
cerchi concentrici la diluiscono,
l'accolgono,
si modellano in un nuovo equilibrio,
e la parola suscita sensazioni,
incita alla corsa
la tua immaginazione.
Finisce qui il mio compito
e tu sei nel vento.

Robin delle stelle

Martedì, 20 gennaio 2009

Carneficina a Gaza

Non ci sono parole
per descrivere ciò che vedono gli occhi,
non ci sono orecchie
per ascoltare i perché di uno sterminio,
non ci sono più lacrime
da piangere su esseri umani fatti letteralmente a pezzi.

Restano nude le argomentazioni di una guerra,
che offende gli inermi e gli indifesi,
e l'odio, che ormai non si camuffa più
impone il suo dominio ad anime cieche,
ad anime sorde a richieste d'aiuto,
a corpi svuotati di ogni umanità.

Robin delle stelle

Martedì, 20 gennaio 2009

[…]

Sono sempre con te, pur se distante,
anche se ti sembro assente, oppure
quando sembra che sia solo il silenzio
ad abitarmi.

Un fiore tu sei, che non appassisce.

Sully

Mercoledì, 21 gennaio 2009

Tra le mani

Oggi, rovistando nel mio tempo, nei ricordi, nelle emozioni, mi chiedo cosa ancora pesa sul petto, quale luce e quale tenebra riposano negli occhi, quali brividi ed energie ancora scorrono sulla pelle.
Il tempo passato - o rinunciato - è ormai andato, questo si sa, e recuperarlo non si può; ma mi chiedo se ancora in noi lo conserviamo, come cicatrice o sorriso, come lezione o emozione, come ragione o sensazione, come respiro o sospiro.
Mi chiedo se, tra le mani, custodiamo ancora e sempre ciò che, comunque, siamo stati, ciò che, comunque, abbiamo amato o, in quell'impalpabile soffio di un bacio, solo sognato di amare…

Virgola

Mercoledì, 21 gennaio 2009

Una domanda

È da stamane che mi frulla in mente una domanda che, ormai, mi perseguita da anni e a cui, ancora una volta, non sono riuscita a dare una risposta!
Perché, quando si è disponibili, forti, almeno in apparenza, quando non ci si lamenta di fronte alle avversità ma ci si rimbocca le maniche e si va avanti, quando non si chiede, ma si dà, quando si ha dignità e grande rispetto dell'altro, tutti - dico tutti - sono naturalmente portati a pensare di poterti colpire o addirittura ignorare: tanto "tu ce la fai comunque! tu sei forte!"? Perché?…

Virgola

Venerdì, 23 gennaio 2009

Se il cuore cambia

Non credi anche tu che il significato della vita sia semplicemente la passione che un giorno invade il nostro cuore, la nostra anima e il nostro corpo e che, qualunque cosa accada, continua a bruciare in eterno, fino alla morte? E non credi che non saremo vissuti invano, poiché abbiamo provato questa passione? (Sándor Márai, "Le braci")

È da un po', ormai, che mi sto proteggendo, che ho eretto un'invisibile barriera tra me e il mondo, tra il mio cuore e quello che succede al di fuori di esso. Ho dovuto farlo - mio malgrado - per non morire… e per continuare a sorridere. A dir la verità - se proprio devo essere sincero - stavo meglio prima, quando non mi proteggevo, quando davo tutto me stesso anche per un solo istante di vita, e quando non economizzavo in emozioni. E - si sa - quanto queste siano diffusive, quanto possano incendiare ogni cosa che ci attornia, quanto possano cambiare la visione che ognuno di noi ha della vita. A volte basta uno sguardo "nudo" per cambiare un cuore, per farlo rinascere… Un tempo io avevo quello sguardo, e so che mi ha cambiato per sempre. Ora ignoro cosa sia ciò che mi sta succedendo, ma sento che la potenza di quello sguardo - e la sua forza - continua ancora ad abitare in me.

Abitare la passione, cercandola in ogni momento, costa fatica: perché enorme è il dispendio di energia quando si cerca di vivere (e non semplicemente di farsi vivere), quando si possiede il dono di rivestire ogni cosa di significati, di senso, quando ogni "miracolo" diventa metafora di qualcosa di più alto. Così, al calar della sera, quando Saturno splende alto sul cielo di sud-ovest, sento di non essere più solo… continuando a credere nell'amicizia; e quando la nostra stella accende le nuvole inondando la terra della sua luce, sento di non essere cambiato. Eppure avverto, in qualche modo, che il mio sguardo sul mondo si è come incattivito; forse sarà la disillusione al cadere di qualche sogno, magari solo la sensazione che ogni sforzo per cambiare non valga i risultati che poi si ottengono. Di una cosa però rimango certo: vale sempre la pena di lottare, anche soltanto per noi stessi, per il nostro benessere, per la nostra gioia… continuando a crescere. Certo, la tristezza monta gagliarda quando sembra che i nostri sforzi non portino da nessuna parte, quando la realtà che ci circonda continua a restare indifferente. Ma in realtà ad essere cambiato è il nostro cuore… e questo è già un motivo di speranza.

Sully

Domenica, 25 gennaio 2009

Cicala!

Cicala!
beata te,
che sopra il letto di terra
muori ubriaca di luce.

Tu sai delle campagne
il segreto della vita,
e il racconto della vecchia fata
che nascere sentiva l'erba
rimane nascosto in te.

Cicala!
Beata te.
Che muori sotto il sangue
di un cuore azzurro.
La luce è Dio che scende,
e il sole,
breccia per dove filtra.

Cicala!
Beata te.
Se senti nell'agonia
tutto il peso dell'azzurro.

Tutto il vivo che passa
dalle porte della morte
va con la testa bassa
e un'aria bianca assonnata.
Con parola di pensiero.
Senza suoni…
Tristemente,
coperto dal silenzio
ch'è il mantello della morte.

Ma tu cicala assorta,
piena di suoni, muori
e resti trasfigurata
in suono e luce celeste.

Cicala!
Beata te.
T'avvolge nel suo mantello
lo Spirito Santo stesso
ch'è luce.

Cicala!
stella sonora
sopra i campi addormentati,
vecchia amica delle rane
e dei grilli neri,
hai sepolcri d'oro
nei raggi vibranti
del sole che ti colpisce dolcemente
nel vigore dell'estate,
e il sole porta via la tua anima
per farla luce.

Il mio cuore diventi cicala
sopra i campi divini.
Muoia cantando lentamente
nel cielo azzurro ferito
e quando sta per spirare
la donna ch'io so
lo sparga con le sue mani
nella polvere.

E il mio sangue sopra il campo
sia limo dolce e rosato
dove le zappe affondino
gli stanchi contadini.

Cicala!
Beata te!
Se ti feriscono le invisibili spade
dell'azzurro.

Federico García Lorca (1918)

Martedì, 27 gennaio 2009

Figura eterea

Immagini nitide di situazione irreale.
Una bimba compie acrobazie
la terra è laggiù.
L'io narrante la emula
e fallisce,
tenta ancora,
e ancora insuccessi,
ma incontra te.
Dolce figura,
si adagia
tra braccia accoglienti,
porge labbra
a teneri baci,
le parole scivolano pacate
miste a sorrisi accennati
a complici sguardi e…
L'irreale si spegne
e tu continuerai a esistere
nei territori confusi dei sogni,
o nello srotolarsi
di un presente parallelo.

(Il risveglio è la prosecuzione del sogno, mantenerlo vivo, caldo, per poterne subire i suoi affascinanti influssi. A volte accade…)

Robin delle stelle


[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]