Maggio 2008

Lunedì, 5 maggio 2008

Su un vecchio tram

Lo sferragliare privo di tempo
attraversa con lentezza la città,
unendo luoghi e architetture
diversi nelle forme,
nei contenuti,
ponte immaginario
fra istanti lontani decenni.
Stridore sui binari,
avverte del suo arrivo
anche chi non lo attende.
Cadenza avulsa
dal nervosismo della città.
Lento,
è una vecchia nonna,
come lei protettivo:
non importa il quando.
Scossoni e vibrazioni
eredità di tecnologia
di uomini trascorsi.
Solita via di metallo,
indifferente agli umori
di mutevoli segnaletiche.
Imperterrito,
sull'obbligato solco,
pescando
e rigettando
anime indaffarate.

Robin delle stelle

Lunedì, 5 maggio 2008

Orfani, i silenzi

Una settimana fa hanno portato via la mia moto. Ora si trova ancora in officina, in mani estranee (l'andrò forse a prendere venerdì mattina)… e non riesco ad impedire che il mio pensiero corra a lei almeno ogni 10 minuti. Ma si tratta soltanto di una moto, dirai! Vero, ma - se pur inanimata - è depositaria di tanti sogni avuti da bambino, sogni che non si spengono neppure ora che sono un uomo; ad essa ho sempre associato quella voglia di altrove che, col tempo, ho capito non essere altro che il desiderio di sentirmi a casa in qualunque posto io fossi. Perdonami se continuo ad usare una metafora per cercare di spiegare - e spiegarmi - quello che a breve ti dirò. Dunque, cosa rappresenta per me quel Guerriero che nel giugno di due anni fa decisi che sarebbe stato mio? Libertà di essere o - meglio - uno strumento che mi aiuta ad essere: ad essere libero! Ma libero di far cosa? Di ascoltarmi, di fare spazio a un silenzio che - insospettatamente - fa emergere pensieri che profumano come l'aria delle colline in autunno; che mi permette di continuare a crescere proprio perché m'aiuta ad accettare che c'è sempre un prezzo da pagare per non smettere di sognare, per non arrendermi a barriere che vorrebbero celare per sempre la speranza, il desiderio… e ogni cosa che mi fa vivere, che mi fa andare avanti nonostante quelle rovine che vorrebbero rallentare i miei passi. Così "lei" mi dà modo di ritrovare quei pensieri "perduti" che giornate sempre uguali potrebbero definitivamente non far emergere. E la musica funziona allo stesso modo, così che quando mi siedo all'organo so che le emozioni salgono alla coscienza senza che io mi dia pena di cercarle… di invocarle.
Alla fine si tratta di desideri e di passioni per cose che voglio che contino… e per le quali riverso quell'attenzione e quella premura che mi permette di conoscerle, di amarle. E così è l'amicizia, e così è l'amore: cose tremendamente serie, non qualcosa con cui sperimentare, giocare e dilettarmi per riempire uno spazio vuoto. Forse per la convinzione che l'amicizia sia qualcosa che ci capita - qualcosa che arriva dall'esterno - è così difficile l'amicizia… perché non sempre si diviene consapevoli che per offrire amicizia è necessario prima averla dentro di sé: essere già, quindi, nell'amicizia, essere già, dunque, nell'amore. E quando m'accorgo che per molte persone così non è - quelle stesse persone verso le quali mi stava portando il cuore - non bastano parole per estinguere l'amarezza, per cancellare quella malinconia che nasce da un silenzio divenuto ormai orfano dell'altro.

Sully

Giovedì, 8 maggio 2008

Sorrisi (Taccuino)

Ieri mattina, per l'emicrania, non sono riuscito ad alzarmi dal letto (mi preoccupano questi "assalti" che si fanno via via più frequenti) tanto che ho dovuto posticipare l'apertura dell'ambulatorio al pomeriggio. Ora va tutto bene, anche se residua un po' di stanchezza. È il sorriso a mancare - se proprio devo trovare qualcosa che non va - visto che oggi già due persone me l'hanno fatto notare. Ma - dico - si può sempre sorridere? Sorridere sempre?… anche quando le cose che per me contano sembrano andare a rotoli? Caso mai - in casi come questo - mi ritrovo piuttosto a cantare! Ok, da oggi dovrò imparare a smetterla di piangermi addosso (come recentemente mi ha consigliato un'amica), ma almeno voglio mantenere la libertà - e l'onestà - di continuare ad essere trasparente.
Fuori l'aria è tiepida, ma è come se fosse lo spazio - quello spazio che mi racchiude - ad aver perso un po' della sua trasparenza…

Sully

Giovedì, 8 maggio 2008

Nim's Island (Taccuino)

Ultimamente mi sono accorto di accusare un calo di visus; così - approfittando del fatto che tra circa un mese dovrò rinnovare la patente di guida - mi sono recato dall'ottico nella speranza che un paio di occhiali nuovi possano ridurre anche la frequenza degli attacchi di emicrania.
Gli occhiali sono una vera figata: in titanio, leggerissimi e quasi invisibili… per non nascondere troppo quello che ci sta dietro.
Dal barbiere ho trovato ancora chiuso: così rimando a domani lo sfoltimento della "criniera" che mi ritrovo. Ho studiato Bach per un paio d'ore - invenzione 14 a 3 voci, qualche contrappunto dell'arte della fuga e pezzi vari delle suites inglesi e francesi - e infine ho cenato con mia moglie. È stato soltanto dopo cena che ho iniziato a sentirmi inquieto; prima, durante la giornata, c'era stata solo qualche piccola avvisaglia, qualche lacrima… ma niente che mi preoccupasse più di tanto (sono abituato a sfogarmi piangendo). Invece stasera continuavo a dirmi: e ora che faccio? con una tensione e uno smarrimento che mi spaventavano. Ho pensato allora di andare al cinema. E nel momento stesso della mia decisione ho avvertito che forse avevo trovato il modo per far defluire l'ansia anche stasera, senza doverla subire del tutto. Ho visto "Nim's Island", una storia a lieto fine per quei bambini ai cui fanno male le emozioni troppo forti. E poi Jodie Foster mi piace un sacco.
Cinque persone in tutto in sala… con un sonoro avvolgente dal quale mi son fatto trasportare per un paio d'ore. Sono stato bene…

Nim's Island

Mezzanotte è arrivata ormai da poco… ma senza ulteriori danni.

Sully

Sabato, 10 maggio 2008

Seicento euro, una pensione

Scansi i soldi di affitto,
gas, telefono, elettricità.
La parsimonia,
compagnia obbligata,
aiuta a sparpagliare
la cifra che rimane
tra le necessità.
Non c'è spazio al superfluo,
l'essenziale è contemplato,
il decoro rispettato,
l'imprevisto è temuto,
evento indesiderato.
Equilibri contabili
punteggiano
ogni giorno del mese,
e malumori affiorano
nelle conversazioni.
Rabbia sorda si genera
dai sorrisi imbonitori,
di chi spande promesse
per catturare voti,
e ancora una volta
gli obblighi disattesi
giaceranno abbandonati,
nella penombra
di ripostigli silenziosi.

Robin delle stelle

Sabato, 10 maggio 2008

Baci così? (Taccuino)

Tre garofanini rosa il dono semplice di un'anziana signora per il suo dottore che, a sua volta, di quei boccioli profumati omaggia una ragazzina di 15 anni che si sbraccia solo per salutarlo. Mi ha commosso il sorriso sincero - anche se appena velato di stupore - con il quale lei ha accolto il suo gesto.
Null'altro di particolarmente significativo da raccontare - o da ricordare - della giornata di ieri.

Oggi invece siamo stati in spiaggia a farci baciare dal primo sole della stagione. A dir la verità avrei preferito altri - e più succosi - baci, quelli veri (come diceva un'amica di un tempo)… "quelli dove il cuore impazzisce, dove il resto del mondo scompare, dove sei felice. Sei felice? Baci così?". Sì, bacio proprio così. Se sono felice? Beh, diciamo di sì… anche se stasera l'unico fuoco che sento è quello di due orecchie in fiamme.

Sully

Giovedì, 15 maggio 2008

Wolf (Taccuino)

"Ci sono due lupi che lottano
nel cuore di ogni uomo:
uno è l'amore, l'altro è l'odio.
Quale dei due vince?
Quello che nutriamo di più…"

Ho guardato in faccia
la perversione dell'Io…
e la schizofrenia che ti abita:
e non posso non dire
d'esser stato tentato di nutrire
la seconda bestia.

Sully

Lunedì, 26 maggio 2008

Una stanza all'aperto

Nel chiuso di una stanza
langue la fantasia,
cammina avanti e indietro
con l'ossessione
di animale in gabbia.
Eppur basta sentire
il vento sulla pelle,
nelle pupille nuvole,
l'odore della terra,
e tutto si trasforma.
La penna scorre sola,
con affanno e inadeguata,
a scegliere parole
per modellare frasi,
che tramutano il senso
di una percezione
della grandiosità del tutto
a cui apparteniamo.

Robin delle stelle


Non voglio perdere le parole con te, e le tue per me. Solo questo…

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]