Marzo 2008

Sabato, 1 marzo 2008

Risposte (2)

Due giorni fa sono andato a rileggere tutto ciò che ci siamo scritti noi due… riportandone un certo malessere, come una sensazione d'indefinito imbarazzo. E penso che se te ne fossi andata per davvero sarebbe stata soltanto colpa mia. Ora le cose si sono ridimensionate (non so se te ne sarai accorta): ma non intendo con questo che sia cambiato il mio sentire o il mio modo di rapportarmi con te. No, sono sempre io, io coi miei entusiasmi, le mie curiosità, il mio continuare a credere a cose che gli altri reputano impossibili. Solo che il rispetto è anche questo: lasciare tutto lo spazio possibile perché nessuno possa sentirsi in gabbia o, in qualche modo, legato all'altro soltanto per gentilezza, o per educazione.
C'è un pensiero di Stig Dagerman che dice: «Ecco, il miracolo della liberazione s'avvicina. Può accadere sulla riva, e la stessa eternità che mi faceva paura ora testimonia che giungo alla libertà. In cosa consiste questo miracolo? Semplicemente nella scoperta improvvisa che niente, nessun potere, nessun essere umano, ha il diritto di pretendere da me qualcosa che possa far languire il mio desiderio di vivere. Infatti, chi potrebbe esistere senza questo desiderio?».
Avrei desiderato una prospettiva, un briciolo in più di realtà, di non escludere la possibilità di rivestire appena di reale qualcosa che sento importante, qualcosa che - come amo dire - profuma di buono. Ma ho deciso di non desiderare nulla di più di quello che tu senti giusto per te, di ciò che ti può far sentire solo bene. E questo è quanto!

Risposte_Oltre-Credit Valeria79

Dopo questa premessa (sono l'uomo delle premesse io, l'uomo delle precisazioni! :-) cosa potrei raccontarti? Che il freddo sta pian piano passando regalando (nonostante questa stupida nebbia) maggior libertà di movimento a una piccola amica? Forse potrei raccontarti quanto mi emozioni la musica, e quanto un'emozione possa cambiarmi nel profondo. O forse potrei renderti partecipe di quanto io mi scopra diverso ogni giorno che passa e quanto - di conseguenza - possa capire i cambiamenti vertiginosi che si succedono nel mondo di una diciannovenne. Potrei forse raccontarti quanto io mi senta solo, a volte, nonostante ci sia un sacco di gente che mi vuol bene…
Sai? Ieri mattina, mentre mi recavo all'Ulss per consegnare delle carte, ho incontrato una giovane donna portatrice di handicap, una donna che lavora al distretto… una donna che conosco per motivi di lavoro. Mi sono fermato per salutarla e lei mi ha chiesto se poteva darmi un bacio. Mi sono scoperto a sorridere dopo aver acconsentito che mi baciasse… ma poi le ho chiesto anche il motivo di quel bacio. Lei mi ha detto soltanto che dovevo farmi bastare il bacio.
E così - da ieri - mi sto portando dentro quel sorriso…

Domani mi aspettano 24 ore di guardia! Faccio sempre più fatica a sopportare queste lunghe sessioni di lavoro… ma spero che il tutto non continui ancora per molto. L'ambulatorio sta andando bene… così penso che a breve potrò lasciare finalmente la guardia. Però devo anche dire che questo lavoro - dai più bistrattato - mi ha dato molto, permettendomi di relazionarmi sempre meglio con le persone, imparando cose che forse in nessun altro posto di lavoro avrei appreso. Così ora provo a non pensare al disagio di dover stare così a lungo lontano da casa. Ma porterò con me musica, libri e… pensieri che mi facciano compagnia nel caso ci lasciassero un po' tranquilli.
A presto…

Sully

Martedì, 4 marzo 2008

München: viaggio in metro, e nel tempo

Notte di gelo,
manca tempo all'aurora.
Ti osservo
mentre sonnecchi in metro,
la mia fantasia
ti trasporta indietro,
di duemila anni,
forte guerriero,
stirpe teutonica,
a difesa della tua terra,
dall'invasione di legioni addestrate.
Riposi,
infreddolito,
sotto una tenda,
chiuso nei pensieri,
muto nella stanchezza,
solo,
ad attendere il giorno
intriso di paure,
a lottare
a difender la tua vita,
a lottare
dando ad altri morte.

Robin delle stelle

Sabato, 8 marzo 2008

Elezioni

Tempo di proclami,
adunate,
riaggregar di fazioni,
il confronto di idee
si frantuma
contro spessi argini di numeri,
di percentuali.
Cercavo, pretendevo
l'etica esemplare
da questi nostri eletti,
ora non più.
Nel gioco del rovescio
gli opposti scambiano i ruoli,
il fondo è vetta
e viceversa.
Volano le nostre coscienze
ben visibili, in alto,
a tracciare una strada,
là s'incammineranno
cotali amministratori,
affinché il volere del voto
non appassisca in un vaso,
dimentico dell'acqua,
e lentamente un sogno
cominci a prender vita.

Robin delle stelle

Domenica, 9 marzo 2008

Blümlein blau! Verdorre nicht!

Penso che non potrei chiedere di meglio di quello che ho ora, per quello che c'è stato fino adesso e per quello che spero ci sarà in futuro: nessuna enorme felicità, nessuna utopia, ma solo una tranquilla serenità, una sicurezza bassa, come se avessi costruito un marciapiede: quando farò arrivare il sole sul marciapiede avrò la garanzia che se poi avrò freddo ai piedi, e se li metterò lì, si potranno scaldare e potrò così ricominciare a camminare (M)

«Un giorno sono andata a fare una passeggiata attorno al lago Trasimeno. Una meraviglia, secondo la mia padrona di casa. Ero sola. All'inizio ho trovato il paesaggio sinistro e, all'improvviso, ho capito. Lo guardavo con gli occhi vuoti e il cuore arido. L'avevo spopolato delle ninfe, dei loro giochi sotto i salici, ma non appena ho riconosciuto le loro risa nel mormorio della sorgente, per un attimo, come un dardo d'oro, il ricordo di Narciso che si china sull'acqua ha illuminato il paesaggio. Forse la farò ridere ma, da quel giorno, ho deciso di fabbricarmi un sesto senso per riconciliarmi con il mondo. Un senso che mi permettesse di vedere, di sentire e di respirare il mondo esattamente com'è, il mondo con la sua memoria. Il mondo e le sue corrispondenze segrete».
(Hélène Grimaud - Lezioni private, ed. Bollati Boringhieri 2007)

Se ci credi avevo letto appena da cinque minuti - prima di leggere l'ultima tua - il precedente paragrafo, parole che ho voluto trascrivere per te. Hélène è una pianista di prim'ordine… e questo è il suo secondo libro. La corrispondenza del tuo sentire - che mi ha davvero emozionato - con il concetto di "riconciliazione" col mondo espressa nel libro mi sembrava perfetta, così tanto che ho voluto condividerla con te.
Mi hai reso felice con queste tue parole, felice per quelle emozioni che sembrano scoppiarti dentro, felice dei tuoi sorrisi.
Loto blu Ti devo confidare una cosa: quando qualche giorno fa mi parlasti entusiasticamente dei preparativi per la tua festa ero un tantino preoccupato, preoccupato da pensieri insistenti che sembravano suggerirmi: e se la sua festa non dovesse - per qualche ragione - andar bene? E se questo dovesse succedere, lei come la prenderebbe? Non sarebbe una delusione troppo grande per lei? Ti potrà sembrare buffa questa mia preoccupazione o - quanto meno - strana. Ma che vuoi farci? Credo però tu possa capirmi alla luce di quel tenue legame di corrispondenza che ci unisce, ma che ci racconta all'altro in un modo che talora non succede neppure nei rapporti reali quando questi restano superficiali o - peggio - di convenienza. E, ancora, si spiega da sola se soltanto immagini che le ninfe - e gli elfi - forse esistono per davvero.
E poi c'è un'altra cosa che mi rende particolarmente contento: che non c'è per me niente al mondo di più bello che partecipare alla gioia semplice di un cuore che condivide con un amico il suo sentire. Così se ancora dovevo trovare un senso a questo mio scriverti forse oggi tu me ne hai donato uno.
Continua a sorridere alla vita, fiorellino azzurro.
Con riconoscenza…

Sully

Martedì, 11 marzo 2008

Lavoro di squadra

C'è chi dice che io lascio troppo fare, che lascio troppa "libertà" ai nuovi colleghi; chi dice ancora che, come è successo a noi veterani, anche i giovani dovrebbero farsi le ossa. In che modo? Ma naturalmente svolgendo quei compiti che risultano sgraditi ai "vecchi"!
Pensieri stantii questi, ammuffiti, pensieri che mi sanno da "vecchia guardia" o da caserma di soldati, pensieri che vorrebbero celare l'arroganza negli abiti di una presunta correttezza.
Credo di non aver mai manifestato prima d'ora cose di questo genere a colleghi che non posso ancora dire di conoscere. Sta di fatto che però stasera avevo questa voglia, il desiderio di rendervi partecipi di ciò che potrà passare nella testa di alcuni di noi quando si lamenteranno con me del fatto che ad entrambe le "novizie" ho concesso la possibilità di starsene lontane dalla guardia nei "giorni di vacanza" attorno al 25 aprile.
Sia chiaro che quello che turbina in testa ai colleghi non m'interessa poi così tanto se - in fede - non lo ritengo corretto. Comunque sia, noi - al di là di palesi insufficienze - siamo e restiamo una squadra e, di conseguenza, dovremmo imparare sempre più a lavorare e a collaborare insieme. Ci sono infatti certi periodi dell'anno davvero terribili per il lavoro in guardia, soprattutto se dovessero venire a mancare un minimo di collaborazione e di buona volontà da parte di ognuno.
Io non so ancora quali saranno le indisponibilità degli altri riguardo al 25 aprile (le conoscerò a breve). Di sicuro però posso assicurarvi ciò che già vi promisi. A questo proposito ricordatemi che forse sarà meglio fare un prospetto per quelle che, invece, saranno le prossime vacanze estive.
Ciao ragazze.

P.S. E se organizzassimo una serata insieme per una pizza? L'invito non è riservato ai soli colleghi: piena libertà per ognuno, dunque, di portare con sé qualche amico.
Quest'ultima è una mia idea… ma spero che nessuno avrà nulla da obiettare :-)

Sully

Mercoledì, 12 marzo 2008

L'inverno negli occhi

Allora per la pizza va bene, verremo con Giù e i gatti. Ehi mica si era parlato di niente animali! E tu allora che cosa ci fai? Sì, prometto che saranno buoni, e poi la pizza a Zappo piace tanto, magari con le alici! Senti, rimedia piuttosto qualche verdurina cruda, un'insalatina con olio buono… ovvio, d'oliva!
A fine aprile allora, caro guardio medico (Robin delle pizze terapeutiche)

Il turbinio del vento
s'insinua nelle orecchie,
cade improvviso,
solo si ascolta
il ticchettio sordo di gocce
su foglie secche,
umide di pioggia.
Negli occhi
si specchiano alberi spogli,
assonnati d'inverno;
esili braccia ondeggianti,
frammentano con i loro intrecci
un cielo straordinario e cupo.

Robin delle stelle

Giovedì, 13 marzo 2008

E tutto si reinventa

Annuso i capelli dell'amata e tutto si reinventa.
Se eseguendo questo semplice atto,
annusare i capelli dell'amata, non si rischia la vita,
non si gioca il destino dell'ultimo atomo del proprio sangue,
e dell'astro più lontano,
se in quel frammento di secondo
in cui si esegue una qualsiasi cosa sul corpo dell'amata
non si risolvono nella loro totalità
i nostri interrogativi, le nostre inquietudini
e le nostre aspirazioni più contradditorie,
allora l'amore è in effetti
così come dicono i porci…
un'operazione digestiva
di propagazione della specie.

Gherasim Luca

Domenica, 16 marzo 2008

L'aggressione del tempo

Aggirarsi notturno
per la casa, nel buio,
trascinando le membra
che rifuggono il sonno
cosparso di dolore.
Il continuo avanzare
di lancette rumorose
frantuma il silenzio
l'immobilità della notte.
La mente è tesa,
impaurita,
nervosa nell'attesa
del prossimo assalto,
violento ed implacabile,
a lacerare il tempo.
Pensieri dilaniati,
non si ergono più,
più non vanno
per gli spazi infiniti
ma si aggirano, inermi,
troppo vicini al suolo.

Robin delle stelle

Giovedì, 20 marzo 2008

Ari

Ari

Ciao. Allora, come hai visto Ari ieri? (Ale)

Mi si è spezzato il cuore quando mi sono accorto che il suo sorriso non c'era più. Ma sono sicuro che ritornerà. Noi tutti stiamo aspettando che ritorni! Bisognerà aver pazienza, anche se mi rendo conto quanto sia difficile l'attesa per tutte le persone che le vogliono bene.
Domani sarà primavera… speriamo bene dunque. Ciao sorellona dolce.

Lo so. Quando l'ho vista domenica per la prima volta è stato un colpo anche per me. Ma ho tanta fiducia. Oggi vado su io… proviamo a farle ascoltare della musica. Le porto anche dei bei fiori… con le colombine bianche appese alle foglie… Ciao, a presto (Ale)

Sully

Venerdì, 21 marzo 2008

Aprirsi

Le corolle ancor chiuse
ad attendere il sole,
spuntano bucaneve
tra rami e foglie secche
su terra priva di manto bianco.

Bucaneve siamo noi,
son le aspirazioni
alla ricerca di luce,
per mostrare
la forza delle idee;
per smettere di opprimere
i bisogni più puri,
e l'umano poter dire all'umano
ciò che di più recondito
nasconde
dentro sé.

Robin delle stelle

Lunedì, 24 marzo 2008

Ancora la notte

La notte,
è il buio,
è il silenzio,
è l'essere soli.
È, a luci spente,
camminar per casa,
è leggere poche pagine del libro,
è carezzare i gatti
vaganti tra sprazzi di sonno,
è distogliere la mente dal dolore,
è inviare sms e ottener risposte,
è osservare i tetti lucidi di umidità,
è seguire auto silenziose filare via,
è immaginar che tra poco tutto svanirà
nel chiarore del giorno
e nel suo risvegliarsi.

Robin delle stelle

Domenica, 30 marzo 2008

Il dolore è accanto

Fulmineo, inaspettato
aggressione violenta,
pugnali affilatissimi,
resistere nell'urlo,
soffoca il respiro.
Scorrono giorni e notti,
l'assalto piega il corpo,
vana difesa
è cambiare posizione.
Scorrono notti e giorni
la paura si insinua,
non voluta ospite,
e la mente vacilla
dinanzi ad uno spettro
in agguato perenne.
La paura si espande
odi quasi il rumore
del suo cibarsi
dei tuoi timori.
Scorrono giorni e notti,
affondi inusitati
e pause
e quieto il corpo,
e sola
la mente grida
ma quando finirà?

Robin delle stelle


Quando la vena di giada appare nella roccia, l'intera montagna ne risplende (Lu Ji, III-IV sec)

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]