Dicembre 2007

Domenica, 2 dicembre 2007

Notte, pensieri

Una stella e la luna,
buio profondo,
assenza di rumori,
nessun movimento,
non auto, non umani.
Il pensiero ne è catturato,
fascino potente,
una fuga è in atto,
la meta è sconosciuta,
il presente lo è altrettanto
ma il tentativo continua.
La vacuità apparente
del quotidiano andare,
si sgretola e ammutolisce
dinanzi all'incomprensibile,
a razionalità e cuore
costretti a rimbalzare
tra le pareti invisibili
del sentire ancestrale.

Robin delle stelle

Venerdì, 7 dicembre 2007

Guardando il mare

L'autunno è una stagione che amo. Eppure, se deve arrivare una "magagna" è questo il tempo più probabile perché accada. Sono ormai tre settimane che subisco una stanchezza fisica (me la sento soprattutto sulle gambe) che alla lunga condiziona negativamente anche il mio umore. Forse già sai quanto sia l'entusiasmo il vero motore delle mie azioni, l'alimento che mi fa star bene. Ricordi come mi rivolgevo a te un tempo? E il modo con cui ti cercavo? E quello che ti dicevo - e come te lo dicevo? Con entusiasmo. E l'entusiasmo nasceva dal fatto che credevo fermamente in qualcosa che alimentava i miei pensieri e le mie parole. Tempo fa sono andato a rileggere tutto quello che ti avevo scritto… e mi sono spaventato non poco pensando a cosa avrai pensato tu di un uomo che - senza praticamente conoscerti - riusciva a dirti quelle cose. Ma - mi dico - se quelle cose sono ancora vere adesso tanto più dovevano esserlo allora! Poi, però, tu hai smesso di "cercarmi"… e io mi sono adattato.

Ritornando alle mie magagne devo dire come sia soprattutto l'emicrania a non darmi tregua… tanto che un lunedì di tre settimane fa non sono praticamente riuscito ad andare in ambulatorio. È questo un disturbo iniziato in sordina quando avevo all'incirca 18 anni… e non ha più smesso di "tormentarmi". In genere, però, basta una pastiglietta; ma a volte - quando mi sveglio di notte dal dolore - nemmeno quella basta a farmelo passare.
Ma lasciamo perdere le brutture… e parliamo di cose belle!
Sto scoprendo - riscoprendo - la fotografia… ma nel momento stesso in cui te lo dico mi rendo conto quante siano invece le passioni dalle quali - ciclicamente - mi faccio "prendere".
Penso che la vera vita - la vita che ti fa star bene - sia quella che si riveste di progettualità sempre nuove, di quella smania di metterti all'opera che ti fa svegliare al mattino con una voglia matta di alzarti dal letto e che fa volare le ore come fossero minuti, riempiendoti la mente di pensieri! Capisci che cosa intendo?
Era da tanto che non riuscivo a scrivere qualcosa… e ora, mentre ti sto parlando, riscopro di nuovo quell'entusiasmo.

Guardando il mare

Amo prendermi cura di te. E non m'importa se non potrò mai conoscerti abbastanza. Mi basterà sapere che sai guardare, che sai ascoltare e sentire tutto quanto… anche quello che non si può vedere. Sei come la "donna che guarda il mare" che Marco Goldin (ideatore e curatore di grandi mostre del ciclo sull’Impressionismo) fa dire a Gauguin - da Tahiti - a proposito della pittura: «In fondo, la pittura è una donna che guarda il mare. Nient'altro io credo. Puoi metterci della sabbia gialla accesa, su cui la donna siede. Puoi aggiungerci onde alte bianchissime sulla distesa verde del mare. Ma infine non c'è niente più che questo: una donna che guarda il mare. Sapessi com'è questa luce, diventata tutta un colore. E quando l'ultimo raggio cerca la sabbia e le grandi chiome degli alberi, allora… allora tutto diventa un incendio. E il mondo potrebbe non esistere più. Ho dimenticato tutto senza dimenticare niente. Ho visto, ho pianto, ho avuto gioie e tristezze. Ma ho visto questa luce, queste donne che guardano il mare. E sembrano cercare un punto lontano, che né tu né io riusciremmo mai a trovare. Ore e ore su quel giallo della sabbia, un orizzonte che non cambia, la linea netta dell'infinito».

Non riesco a sostenere oltre queste parole… ma so che è questo a dare un senso a tutto, alla mia vita, a dare un senso alla continua ricerca di un qualcosa che ognuno di noi - mi rendo conto - porta già dentro di sé.
Quello che talora manca sono però quei sussulti di gioia che nascono dallo stupore quando si è in due a cercare.

Sully

Commenti

A volte, mentre ti leggo, mi chiedo a chi tu ti rivolga. Ma poi mi basta continuare a leggere… e smetto di farmi domande, e assaporo le parole.
Un abbraccio… e un grazie per essere tornato.

Rachele

Non c'è nessuno a chi io possa rivolgere quelle parole, Rachele. Così scrivo al mio cuore… e ad ogni altro cuore che sappia ascoltare. Sono così contento che tu ci sia.
Un sorriso pieno d'amicizia.

Sully

Domenica, 9 dicembre 2007

Caro luogo

Vagammo tutto il pomeriggio in cerca
d'un luogo a fare di due vite una.

Rumorosa la vita, adulta, ostile,
minacciava la nostra giovinezza.

Ma qui giunti ove ancor cantano i grilli,
quanto silenzio sotto questa luna.

Umberto Saba

Domenica, 9 dicembre 2007

La vita… è ricordarsi di un risveglio
triste in un treno all'alba: aver veduto
fuori la luce incerta: aver sentito
nel corpo rotto la malinconia
vergine e aspra dell'aria pungente.

Ma ricordarsi la liberazione
improvvisa è più dolce: a me vicino
un marinaio giovane: l'azzurro
e il bianco della sua divisa, e fuori
un mare tutto fresco di colore.

Sandro Penna (1906 - 1977)

Sabato, 15 dicembre 2007

Per te

Notte chiara, notte di lettura, ma non basta a riprendere sonno.
Giro al buio per casa, con lo sguardo che buca la notte.
Il traffico é inesistente, e allora cosa faccio?
Mah, scrivo a te, mio lamentoso amico!
E ammiro i tuoi Colli Berici, in pieno sole o i cui contorni s'indovinano nella luce che sfiorisce. E penso all'immagine che hanno i tuoi occhi, ai silenzi delle tue orecchie; e il ronzio del pc mi ricorda che tra poco dovrò alzarmi… ma veramente già sono in piedi!
In un sussurro la giornata sta facendo capolino.
E allora una gonfia giornata di sogni reali.

Robin del cuoricino tenero


Momenti di tenerezza immensa,
e la tua immagine trasfigura
in bambina indifesa.
I furori di ieri,
strali urlati verso me,
si frantumavano
contro le mura granitiche
da cui scagliavo frecce,
esplosive di collera.
Mura demolite dal tempo,
dall'uomo.
Gli assalti di oggi
sono ondate,
smorzate su rive sabbiose.
Un sentimento,
impasto d'acqua e farina,
è lievitato, modellato,
volume espanso,
e in espansione.
Le mie labbra
si schiudono sui tuoi capelli,
le mani accarezzano la tua pelle,
e l'abbraccio
vorrei non finisse più.

Robin delle stelle

Martedì, 18 dicembre 2007

Di silenzio e di vento

Gli altri sono troppi, per me.
Ho un cuore eremita. Sono
impastata di silenzio e di vento.
Sono antica.
Mi pento ogni volta che vado
lontano dal mio stare lento
nella velocità della sera, nelle auto schizzate
di pianto. Col loro buio abitacolo.
E se sfreccio a volte
sulla modesta moto, è per cantare
a gola stesa l'ultimo del paradiso
fare il mio guizzo pericoloso
con tutto quel vento nel petto
seminare parole beate
nel panorama nervoso.

Mariangela Gualtieri (Senza polvere senza peso, Einaudi 2006)


T'invio questo pensiero - e desiderio - di vicinanza, prima che scompaia travolto da una realtà che vorrebbe appiattire anche i sogni più belli. E non sto parlando di un qualcosa, di una realtà matrigna esterna a noi (sarebbe così facile eluderla) ma di un verme interiore che si nutre - appiattendola - di ogni bellezza, di ogni profumo che ci abita.
A volte mi compiaccio del mio cuore eremita (come racconta Mariangela, una commediografa e poetessa di teatro)… ma non è questo ciò che vorrei, ciò che maggiormente desidererei.
Mi sto accorgendo che le mie aspettative di vita stanno correndo mille volte più forte della vita stessa e, anziché attenuarsi, di come l'emozione mi strappi continuamente ai quei legami contingenti che vorrebbero definire i confini d'appartenenza del mio cuore agitato. Ma non c'è modo, per me, d'acquietarmi dentro spazi troppo ristretti, tra orizzonti finiti che demarchino quei limiti che vorrebbero contenere l'emozione trasformandola in calma, in controllo di sé.

Bisonte di Altamira

La grotta dei bisonti di Altamira, in Spagna, mi ha riportato stamane negli spazi aperti di praterie immense, in luoghi abitati dal vento, in regioni dove gli orizzonti restano vaghi, indeterminati, indefiniti, e dove non c'è limite alcuno all'immaginazione e all'attesa. Adoro attendere, aspettare ciò che - so - potrà succedere da un momento all'altro quando l'anima resta spalancata allo stupore, quando anche uno smarrimento diventa poesia… o attesa di poesia. Solo che a volte, proprio per questo mio sentire, temo d'assomigliare fin troppo ad un eremita.

Sully

Martedì, 25 dicembre 2007

Notte di Natale

Il saluto
del vecchio venditore di fazzoletti
al semaforo,
nella sera deserta,
è un momento
che esalta la vicinanza tra simili,
in una notte
dove l'augurio
scaturisce
dal profondo
di ognuno di noi.

Robin delle stelle

Venerdì, 28 dicembre 2007

A luci spente

Pensa al cuore!… non può essere che eremita… e il tuo ancor più degli altri: è troppo colmo, troppo emozionato, troppo tutto…
Pensa a quando ami… alla fine sei comunque da solo nel farlo, perché vivi tutte quelle inesprimibili sensazioni che non potrai mai condividere a pieno se non con te stesso. E - sai - io non credo neppure sia una cosa così brutta, perché poi arrivano quei momenti in cui ti coccoli e ti fai avvolgere dai tuoi pensieri, dal sogno… e sono momenti impagabili.
Non ci sono spazi ristretti… non esistono per il tuo cuore libero, per il tuo cuore insaziabile di immagini, di momenti, di vita. E la vita corre e va veloce, ed è piena di costrizioni anomale e assurde… ma restiamo comunque noi, sempre.
Ieri sera mi sono messa sul divano di casa mia, a luci spente, con il mio iPod nelle orecchie e la musica altissima; non sentivo più nulla che fosse esterno a me stessa, non c'era più nulla, solo io… io, e tutto il mio amore; ed ho pensato che era un momento bellissimo, un momento che sarebbe stato ancora più bello se al posto del cuscino avessi potuto abbracciare l'uomo che amo. Ma poi mi sono resa conto che lui era già lì, lì con me, nel mio cuore, quello stesso cuore apparentemente eremita… ma mai, mai solo.

Rachele

Domenica, 30 dicembre 2007

Respiro

La quiete,
che trasmette la veduta
di boschi,
e monti velati d'azzurro,
e vallette,
e il cielo vicino,
ripaga
sudore e fatica
profusi
per giunger quassù.

Robin delle stelle


Così ora vorrei parlare a te… a te che a nulla assomigli se non ad un sogno che si prolunga (Sully)

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]