Novembre 2007

Giovedì, 1 novembre 2007

Senza misura

Non te ne vai tu sola,
ma il mondo che abitavamo insonni,
come gli dèi. Non perdo Te,
perdo l'universo che eravamo.
Staccatasi una parte, quel che resta dell'animo
non sa vivere a sé: si sgretola, si disfa…
è polvere (Saffo)

Senza misura

Sono assalito da sentimenti
contrastanti - d'amore e d'odio -
che non riesco più a gestire.
Ci sono momenti dove mi sembra
di star bene…
ma, ecco, subito dopo arrivare
crisi di pianto, e smarrimenti,
e angosce, e tormenti.

Mi guardo, e mi dico come possa
essere possibile tutto questo,
questo voler amare a tutti i costi,
questo vuoto che sento dentro
che mi tormenta, e che non mi dà pace.

Si può amare a metà?
Un sentimento magari pacato,
uno stare insieme generoso - ma semplice -
un lasciarsi andare - indolore -
quando eventi - esterni e interni -
rendano impossibile continuare
a camminare ancora.

Ma non sono fatto per questo,
non per contenere,
non per dosare una passione.
E non voglio una parte: voglio tutto!
Voglio l'anima, lo spirito… e il cuore.
E voglio il corpo - e le tue mani -
i gesti - e il tuo tempo -
perché misure non conosco
nel donare.

Sully

Domenica, 4 novembre 2007

Stimoli sopiti

Descrivo ciò che vedo,
la fantasia sembra non esser mia.
Spazi aperti evocano cieli e nuvole,
prati e foglie,
ma al chiuso di un box tutto inaridisce.
Le emozioni evitano
laser, ultrasuoni, massaggi,
RDS invade i condotti auricolari,
e le voci,
le voci emergono nel richiamo al terapista.
Manca la luce, qui è solo artificiale,
manca il suono, il respiro del bosco,
l'assalto del vento,
il freddo della pioggia.
L'inchiostro nella penna avvizzisce,
i quadretti del quaderno diventano nemici,
sfidano ad essere scarabocchiati,
trappola per mancanza di idee.

Robin delle stelle

Lunedì, 5 novembre 2007

Unusual places

Questa mattina la sveglia non ha suonato… non serve, sono a casa per qualche giorno. Apro gli occhi, mi guardo in giro e mi chiedo cosa devo fare oggi. Unusual places La risposta è… niente… non DEVO fare niente, e non perché non ci sia nulla da fare, ma perché voglio imparare che non Devo, mai!!!
Ho gironzolato un po' tra i blog, da quelli degli amici cari a quelli trovati per caso; alcuni riflessivi, altri solo luccicanti, molti pieni di buoni propositi e auguri…

Ed io ho dentro il niente, un niente che è come una colla: blocca ogni pensiero e ogni sorta di buona volontà. E sono confusa, malinconica. Non mi riconosco, e ho dentro la consapevolezza che essere sempre disponibile e accogliente mi sta distruggendo.
Ecco, forse per me è ora che i buoni propositi siano di puro egoismo: esisto io e basta. Chi si avvicinerà per farmi del male verrà accolto con un bel pugno sul naso.
Non mi sforzerò più di guardare con i suoi occhi. Ci sono i miei punti di vista prima, da rispettare, ci sono le mie aspettative, le mie esigenze e i miei sogni… prima!

Se per star bene bisogna diventare aridi questo è quello che farò!!!

Alice

Giovedì, 8 novembre 2007

Telefoni silenti

Ma come!… ti telefono e mi dicono che sei andato a prendere Unusual places il latte. Richiamo più tardi… e sei con gli amici dell'osteria a giocare a carte!
Nuovamente riprovo e stai ad un convegno, in Papuasia, sulle ulcere duodenali degli upupa glabri e nani!
Ma insomma quando stai a casa, mio amico evanescente? Solo quando c'è la pappa pronta, eh? Allora compari rapido indossando il bavaglione e… vaiiiiiiiiiiii a inforchettare pastasciutta a secchiate, a tracannare bardolini e valpolicelle…

Buona domenica - Sì, lo so che sei di guardia al pronto soccorso dove si è presentato quel tizio con l'accetta piantata vicino alla giugulare e che a una ragazzina hai estratto un pitone dalle fauci…

Robin dei telefoni silenti…

Domenica, 11 novembre 2007

No comment

E bravo! Oltre a non rispondere al telefono ti diverti con i giochi!
Ma come, io affido la mia scarsa ironia alla tua discrezione e tu come mi ripaghi? In piazza, sul sagrato della chiesa, esposta al vento e alle occhiate riprovevoli di severe bigotte (e bigotti), una pagina di segreti resoconti sta lì, nuda! Potrebbe leggerla anche un bambino!
Ma come ti sei permesso?!?!?
A questo punto chiamo la Siae e tu mi paghi salatamente i diritti d'autore (così t'accollo le rate dell'auto che volevo cambiare!).
Bene, ora sei sistemato e ti posso augurare una bella passeggiata su quel catorcio di moto che hai pure fotografato… e i tuoi lettori, ops! scusa, volevo dire lettrici, stanno ancora ridendo perchè sanno che non arrivi nemmeno alla sella!!! Sic!

Robin dell'animo maligno

Domenica, 11 novembre 2007

Flash dalla metro

Esce allo scoperto attraversando un ponte,
e dona una visione:
l'acqua scorre con lentezza
che sa d'immobilità.
Il sole,
nell'ascesa,
illumina
le foglie alte
di antichi platani
che ricamano il lungotevere,
distende le sue braccia
sul fiume,
e accende l'oscurità dell'acqua
di innumerevoli riflessi.
Pochi secondi
e c'è il rientro
nel ventre della terra,
pochi secondi
assaggio della tranquillità dell'infinito.

Robin delle stelle

Lunedì, 19 novembre 2007

Uomini

Uomini che comandano,
uomini che vogliono obbedire
lasciando ad altri l'impegno di decidere.
Uomini alla ricerca di una fede,
l'abbracciano,
se ne nutrono
e dormono rassicurati.
Uomini a cui è fatica pensare,
e succhiano la vita come una bibita,
dondolando sull'amaca.
Uomini che leggono lo stesso giornale gratuito,
bebé che vengono imboccati,
l'espressione dei volti neutra e incolore
come il giornale:
e la passione vola via lontano.

Uomini che chiedono il perché di ogni cosa,
uomini che cercano sentieri ignoti da calpestare,
uomini privi di ideologia,
uomini in perenne dissidio con se stessi,
uomini che non domini,
e che non sanno dominare,
uomini in affanno,
ogni giorno, ora, minuto.

Robin delle stelle

Venerdì, 23 novembre 2007

Senza il limite del tempo


Sono una barca spogliata di vela
che anela inutilmente al mare aperto
mentre via la trascina la corrente:
ogni spinta e sostegno mi abbandona
ed a te mi riporta la deriva.

Corrado Calabrò

Senza il limite del tempo

Mi piacciono i voli dell'emozione… ma soprattutto le persone che se li permettono. Quanto mi sei mancata, amica mia!
Fuori sta ancora piovendo… e c'è silenzio nella stanza dalla quale ti scrivo. Ieri sera stavo per andare a letto quando mi è arrivata la tua lettera: ma perché ogni volta che leggo di te mi metto a piangere? E non so nemmeno io che valenza dare a queste lacrime; forse è solo la capacità di condividere uno stato emotivo - e di vissuto - che comprendo benissimo perché è lo stesso che continua a tessere anche la mia vita. E pur se la situazione che ci vede protagonisti è senza dubbio diversa, ciononostante i nostri cuori sanno di cosa stanno parlando… e per che cosa stanno palpitando.

Quando sei agitata diventi un grumo di poesia incontrollabile, un roseto - dai mille profumi - di selvatica bellezza. E chi mai potrà resistere alla malia del tuo amore?
"Il tempo senza il limite del tempo": questo tu mi dici, e questo mi fa tremare… ma forse perché è soltanto un modo come un altro per dire ancora un "sempre".

Sully

Domenica, 25 novembre 2007

In ospedale

Attese.
È il protrarsi a dismisura.
Aspettare,
solo questo.
Una porta si apre,
inghiotte personaggi in attesa,
chissà da quanto.
E nuove presenze
prendono il loro posto.

Attese,
in apparenza prive di logica,
discrezionali, casuali.
Occhi spaesati chiedono ad altri occhi,
con speranza,
ma le risposte restano domande.
Nascono solidarietà
tra chi divide l'attesa di un tempo ignoto.
La porta è a lungo chiusa,
si dilata il bordo di una situazione irreale.
E domani rimarrà una lieve memoria
negli attori che cambieranno volto.

Robin delle stelle

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]