Ottobre 2007

Martedì, 2 ottobre 2007

Legàmi

Legami che nascono - e che muoiono -
un ritrovarsi - e un perdersi -
dopo essersi a lungo cercati.
Ma nulla, nulla muore nel cuore
se ciò che in esso scende
ha l'odore del mare.

Delusioni? Forse, ma
come dimenticare un'amicizia?
come cancellare un amore?

Che strana storia questa:
perdersi… e continuare ad amare.
Per quanto tempo ancora - mi domando -
riuscirò a sentirne il profumo?

Nel silenzio di una sera ubriaca di stanchezza
leggero scende il ricordo che ho di te…
ma senza più dolore.

Sully

Mercoledì, 3 ottobre 2007

Solitudine in città

Solo.
Sempre solo
nelle tue passeggiate,
ore d'aria di un vecchio solitario.
Bisbetico, scostante
da sempre,
con tutti.
Insofferente,
intollerante alle altrui ragioni.
Destano pena e commiserazione
i tuoi tanti anni
vissuti dalla parte
di chi è nel giusto,
inscalfibile,
di chi non conosce dubbi.
Solo, vecchio e solo,
le mani dietro la schiena,
ti aggiri per le vie deserte
di una città spopolata
confusa nei sogni.

Robin delle stelle

Mercoledì, 3 ottobre 2007

Per rubare attimi

Non credo esista il silenzio, almeno quello assoluto. Questo non l'ho provato mai - mai - nemmeno nei momenti di estrema solitudine o in luoghi lontani - mai. E il silenzio della sera non può che inondarsi di voci e d'immagini, di "riassunti", di momenti, di giornate, di persone. Forse è questa malinconia, questo sentire che m'accompagna sempre - e mi ci coccolo - a riempire di contenuti quelli che altri chiamano silenzi, questa malinconia che è desiderio di non staccarsi mai dal passato, questo ritornare, questo ripensare a momenti, a persone, a situazioni… Ed è così bello abbandonarsi - ora che ci stiamo affacciando a quella stagione in cui i pensieri possono tuffarsi in essa e legarsi al paesaggio - a questo autunno che adoro e dove mi preparo alla ricerca del tepore invernale e alla quiete della neve. Come vorrei che anche il mio cuore si ovattasse… come coperto da mille fiocchi; ma egli sente tutto e vede tutto, e soffre e gioisce delle stesse cose, e s'abbandona e si ritrae per gli stessi motivi, e muore e rinasce ogni giorno, per una parola, per una presenza, per un sorriso, per un'assenza…
Non so più cosa sia bene e cosa sia male; ma so che vivo… e so che amo.
A volte la vita non mi piace al punto che vorrei sparire. Altre volte, invece, so che vale la pena tutto, anche soltanto per rubare attimi di felicità inaspettata, per rubare respiri, per rubare vita… ancora.

Rachele

Giovedì, 4 ottobre 2007

To Autumn

Stagione di nebbie e morbida abbondanza,
Tu, intima amica del sole al suo culmine,
Che con lui cospiri per far grevi e benedette d'uva
Le viti appese alle gronde di paglia dei tetti,
Tu che fai piegare sotto le mele gli alberi muscosi del casolare,
E colmi di maturità fino al torsolo ogni frutto;
Tu che gonfi la zucca e arrotondi con un dolce seme
I gusci di nòcciola e ancora fai sbocciare
Fiori tardivi per le api, illudendole
Che i giorni del caldo non finiranno mai
Perché l'estate ha colmato le loro celle viscose:

Chi non ti ha mai vista, immersa nella tua ricchezza?
Può trovarti, a volte, chi ti cerca,
Seduta senza pensieri sull'aia
Coi capelli sollevati dal vaglio del vento,
O sprofondata nel sonno in un solco solo in parte mietuto,
Intontita dalle esalazioni dei papaveri, mentre il tuo falcetto
Risparmia il fascio vicino coi suoi fiori intrecciati.
A volte, come una spigolatrice, tieni ferma
La testa sotto un pesante fardello attraversando un torrente,
O, vicina, a un torchio da sidro, con uno sguardo paziente,
Sorvegli per ore lo stillicidio delle ultime gocce.

E i canti di primavera? Dove sono?
Non pensarci, tu, che una tua musica ce l'hai -
Nubi striate fioriscono il giorno che dolcemente muore,
E toccano con rosea tinta le pianure di stoppia;
Allora i moscerini in coro lamentoso, in alto sollevati
Dal vento lieve, o giù lasciati cadere,
Piangono tra i salici del fiume,
E agnelli già adulti belano forte dal baluardo dei colli,
Le cavallette cantano, e con dolci acuti
Il pettirosso zufola dal chiuso del suo giardino;
Si raccolgono le rondini, trillando nei cieli.

John Keats ("Poesie" a cura di Silvano Sabbadini, A. Mondadori 1986)

Domenica, 7 ottobre 2007

Disattenzioni al volante

Solcare la città
a bordo di uno scooter,
docile puledro
sperso tra destrieri
e automobili,
con sembianze bovine.
La velocità è moderata, con qualche effervescenza,
il galoppo è frenato sulla corsia di sinistra;
restano indietro a destra i più lenti
e i distratti,
a muoversi e brucare erba e cespugli.
Un toro scalpita, impazzito,
cambia di direzione repentino,
invasione a sinistra,
chiude ogni passaggio.
Il puledro è ingabbiato nella traccia negata,
il contatto è ineluttabile,
manovra disperata,
attutire l'impatto,
le mani strappano i freni,
nelle pupille il terrore
di chi si immagina schiacciato
nello scontro animale.
Tocca il ginocchio quel corpo scalpitante,
e poi, clic!
Il nero invade lo schermo,
si riversa ovunque,
i suoni svaniscono,
la trasmissione
è sospesa.
Clic: finisce l'intervallo,
ritornano i rumori,
tutto si ricolora.
Sbalzato dal puledro
si risveglia il cavaliere,
disteso sulla pista
a guardare fette di cielo,
attraverso un casco appannato
da un respiro affannoso,
ad inseguire un cuore
che picchia alla follia.
Gambe e braccia
rispondono all'appello,
ma ossa silenziose
cominciano a chiamare,
a urlare la loro presenza.
Arriva l'ambulanza
carica il suo fardello,
la sirena reclama,
col suo grido ossessivo,
il diritto a far presto.
I pensieri si snodano confusi,
le parole frasi smozzicate,
giungono con lentezza
all'equipaggio medico
la cui umanità
allenta la tensione.
La visita, gli esami
fotografie di dolori.
Il dialogo nel taxi,
diretto verso casa,
riporta un dramma sfiorato
alla normalità.

Robin delle stelle

Lunedì, 15 ottobre 2007

Esplorando le stelle

Il corpo dolorante,
contuso, indolenzito
dai colpi e urti
di lamiere e asfalto,
urla il suo malessere
e chiama la coscienza
alla solidarietà.
Insieme,
muti,
osservano
lo svolger della notte.
Il buio profondo
lassù,
interrotto da sparute,
pallide stelle.
Il buio illuminato
quaggiù
da lampioni stradali
e da fari saltuari.
Lente oscillano
sagome scure
di panni appesi ai fili,
a tratti immobili,
indizio di brezza assonnata.
Buio e silenzio
legame indissolubile,
sciolgono le loro ali
sui sogni
di edifici addormentati.

Robin delle stelle

Martedì, 16 ottobre 2007

Per un sorriso

È una vita che non scrivo qualcosa!… ma se in momenti di "normalità" questo potrebbe disturbarmi, in altri - come quello che spero di essermi lasciato alle spalle - non sento punto l'esigenza di farlo. E poi adesso sono impegnato con il progetto di un data base per l'attività di guardia… e così la mente resta attiva - e impegnata - per altre cose più "servili" e restia - per fortuna - ad ascoltarsi troppo.
Tempo fa una ragazza con la quale parlavo aveva sentito di mancarsi mentre "spulciava" un suo album di fotografie. E io mi manco? Un sacco… ma davvero tanto!

Per un sorriso

Credo di non aver udito mai un frastuono di canti come quelli che sto sentendo ora provenire dagli alberi che circondano casa mia: sarà forse per questa giornata di sole d'autunno capace di regalarci attimi di gioia? Oppure - che ne so - per quell'indefinibile malinconia di chi si sta preparando per il lungo viaggio dell'inverno?
Ma alla vita bisogna imparare a cantare comunque, a cantare a questo mare di orizzonti indefinibili e inafferrabili, a cantare ancora, e ancora… purché un sorriso rimanga.

Sully

Mercoledì, 17 ottobre 2007

Tempo ordinario

Credo non esista nessun essere al mondo dal quale non si possa imparare qualcosa. Solo che nei nostri incontri quotidiani ci rendiamo conto troppo spesso quanto invece poco importi l'essere in se stesso.
Conoscete la spiritualità orientale? o quella degli Indiani d'America? Sono così "vicine" alla nostra ma, allo stesso tempo, così inafferrabili da sembrare pura poesia e desiderio.
Alla fine credo che i confini del mondo in cui si vive non valgano - e non esistano proprio - per le grandi anime, quei cuori immensi dove la parola diventa musica comprensibile da ognuno, da ogni essere in grado di saper ascoltare veramente.

Tempo ordinario

Io sono qui, con periodi di entusiasmo folgorante alternati a tempi di abbandono dove ogni cosa che sento sembra perdere il proprio significato. So che non dovrei preoccuparmi troppo… e so che dovrei smetterla di rimuginare in continuazione pensieri negativi.
Ma una volta conosciuta l'estasi dell'emozione com'è possibile rassegnarsi al grigiore di un tempo ordinario?

Sully

Lunedì, 22 ottobre 2007

Dissociazioni

È andare per le strade,
vedere,
udire,
trasmettere,
da dentro una cabina di cristallo.
Vita filtrata,
emozioni indirette.
Il pensiero si muove imballato.
I passi, i movimenti
sono estranei a chi li fa,
l'osservatore si separa dall'osservato,
ma il soggetto è uno.
Entusiasmi appiattiti,
velleità smorzate.
Non rassegnazione,
la calma, il distacco
quel che vedi
è vita di un altro.
La fisicità continua a vagare,
i piedi, le scarpe sul suolo,
la mente più in alto
ondeggia sospinta nell'aria.

Robin delle stelle

Martedì, 23 ottobre 2007

Sentieri

Sentieri

Sentieri già percorsi,
altri appena sfiorati…
e un mare di cui non vedo i confini
quelli solo sognati.

E quanti inizi,
quanti sorrisi e promesse rubate
ai territori dell'emozione.
E quante paure…

Chissà se un sempre esiste per davvero…
ma mi piace pensare che assomigli
a questo vento che ci sbatte forte,

a questa bellezza che sento,
a quello che provo quando ti penso…
e quando ti cerco.

Sully

Venerdì, 26 ottobre 2007

Provocazioni!

Provocazioni 1

Provocazioni 2

Robin delle stelle

Venerdì, 26 ottobre 2007

L'ordine di Sully!

In realtà tu, amica mia, hai aperto una porta che non potrà mai essere chiusa rendendomi presente in un mondo di poesia, in un mondo di tenerezza e di sogno che da sempre mi appartiene - è vero - ma che da sempre avevo cercato invano (Sully, Diario di Maia)

Sono le 0.19 di un venerdì qualunque quando inizio a scrivere. E lo faccio perché quel simpatico burlone di Robin ha sviato il sonno che stava quasi per sopraggiungere. In questo senso posso davvero dire di essere stato scompaginato a sufficienza stasera. Ma il nostro amico - un amico che mi coccola da tempo, ma che talora mi bacchetta - forse non immagina che l'ordine di Sully prende perenne nutrimento da un tumultuoso disordine: quello dei sentimenti e delle emozioni.
E riesce altrettanto difficile credere che ciò che ci lega da oltre cinque anni siano soltanto dei pensieri, delle parole riversate su quaderni, e postate perché si rivestino di folgorante luce digitale. Mai una telefonata, mai un incontro, mai un gesto a suggellare una comunanza di pensieri che solo per pudore non chiamo amicizia.
Certo, la vita è un gioco… ma è un gioco proprio perché si può sempre contare su qualcuno con cui farlo. Che gusto ci sarebbe a giocare da soli? E questa creatura - Diario Intimo - deve la sua nascita - e la sua esistenza - proprio ad uno di quei giochi…

Anche se il sonno ora sembra essere passato proverò ugualmente ad andare a letto. E chissà se domani sarà questo stesso sorriso a svegliarmi…

Sully

Martedì, 30 ottobre 2007

Notte di luglio

Risuonano passi notturni
su sampietrini sconnessi
di vicoli tortuosi,
deserti,
medioevali.
La luce arancio,
calda,
dei lampioni
ammorbidisce
il colore della notte.
L'afa domina su tutto;
girovagare
è perdersi,
è ritrovarsi.
Spargo spasmi sottili,
dissipo antichi dolori
nei rumori attutiti
di una città
mai taciturna.
Lo scooter è là,
in placida attesa,
pronto a scattare
tra il disordine a motore,
e a cancellare
aspirazioni e slanci
violenti e misteriosi.

Robin delle stelle


Amicizia - come l'amore - che cambia ogni nostro sentire… e che trasforma irrimediabilmente le nostre vite (Sully)

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]