Luglio 2007

Martedì, 3 luglio 2007

Un piccolo nuovo compagno di viaggio

"È meglio aver paura che non aver coraggio" dice una canzone. Ed è vero… la paura non deve bloccarci, dev'essere piuttosto la spinta - o almeno il tentativo - a farci trovare il motivo di quella paura, sfidando più e più volte quel muro che ci troviamo davanti!! (M)


Compagno di viaggio

Era da tempo che non dormivo così bene come stanotte! Ieri sera, dopo aver letto la tua risposta, me ne sono andato a letto (la notte precedente non avevo quasi chiuso occhio in guardia) e non ho sentito nemmeno mia figlia che ritornava a casa dalle prove di ballo (stanno preparando un balletto per la serata finale del GREST). E non importa se stamane mi son svegliato con un po' di emicrania (ho già preso la pastiglietta!)… ma la giornata è così piena di sole!
Ho letto il tuo ultimo post… e quel desiderio che manifesti di avere un animaletto (un gatto) che ti giri attorno, che abbia in te un punto di riferimento, qualcuno che ti "ami" senza chiedere nient'altro che un po' della tua presenza, un po' del tuo affetto. Lo sapevi che anch'io ho un gatto? Un maschietto che vive in casa (vedi foto), bianco e nero, bellissimo. Se qui - su a*** - si potessero mandare foto te ne manderei subito una… e forse non soltanto quella del gatto!
Sai? Io conosco una signora di B**** - la Signora dei gatti - che è letteralmente accerchiata da una popolazione di felini di tutte le età e razze; così se non sapessi a chi rivolgerti per averne uno… :-)

Sully

Giovedì, 5 luglio 2007

Se tutto ha un senso

Mi parli di un amore totale: senza limiti di spazio, di tempo, di gesti e condivisioni. Mi dici che non puoi amare a metà… e tu non sai quanto io ti capisca. Ma gli amori come i nostri sono già a metà: hanno le ali per volare lontano nella nostra mente, ma nel reale nascono, vivono e crescono con tutti i limiti possibili. E sai: credo sia più estremo l'amore di lei per te piuttosto che il tuo per lei: perché ha voluto tenerlo tutto nel cuore, togliendone i limiti, scegliendo di non viverlo più. Ti continua ad amare… ma nella consapevolezza di non poterti avere; credo sia la prova di quanto ti ami. Si legge nelle sue parole quanto sia grande il dolore che sta provando: forse sarà sbagliato il modo… ma il senso c'è.
E adesso tu credi di essere stato abbandonato, ed è così che ti senti. Ma lei ti ama di quell'amore perfetto che non si tocca, che non si sfiora, che abita l'inverosimile. Il tuo "volere tutto" lo capisco e lo condivido… ma dovreste scegliere entrambi di mollare tutto, di lasciare le vostre vite, le vostre famiglie per vivere davvero la perfezione di questo sentimento. Tu saresti disposto a farlo? Dalle sue parole si legge che se le dicessi di lasciare tutto per stare con te lei lo farebbe, lascerebbe tutto, lascerebbe il suo "certo" in virtù del suo amore. E sai, la capisco.

Ti dirò un'altra cosa, ed è quella che mi tocca in prima persona. Avete parlato tanto dell'impossibilità di un amore come il vostro: ma poi le cose escono dal controllo, e più ami più vorresti avere tutto, e non c'è più niente sotto controllo, e arrivi a un punto che vorresti che tutto finisse perché ti senti consumata. Io, quando sto con lui, lo guardo, l'osservo in ogni suo gesto. E lo faccio per riempirmi gli occhi e la mente di ogni possibile immagine. E quando facciamo l'amore c'è tutta la passione che possa esistere, e ogni mio respiro è un suo respiro, e mi vorrei finire tra le sue braccia, e il mondo potrebbe finire in quel momento… e non m'accorgerei di nulla. Ma poi pensi, e la mente non è mai sotto controllo, e parli, e ti confronti, e nel tuo essere irrazionale ti rendi conto della realtà… e così vacilli.
Ho parlato di questo con il mio Amore in questi giorni… Io lo amo come se lui fosse soltanto mio… anche se ho sempre saputo che non lo è. Lui mi risponde che non mi potrà dare un futuro… che non mi potrà dare nulla. E io lo so… ma il cuore va in una direzione diversa, il cuore vuole credere che le cose possano andare nel modo in cui spera. E per lei credo sia così: ha fatto quello che io non riesco a fare, e leggendo le sue parole mi fa ancora più paura quel momento.

Certi giorni mi chiedo se non sia meglio restare nella mediocrità dei sentimenti se questo è lo scotto che si deve pagare. Ma poi mi dico che tutto resta… che tutto quanto ha un senso… che è bene volare.

Rachele

Sabato, 7 luglio 2007

Anche se fa male…

E sai cosa penso?… che non finisca mai, che l'amore non finisca mai. Finiscono i momenti… e finisce la condivisione della vita. Ma il sentimento in qualche modo ci accompagna sempre, e resta annidato nel cuore… e da lì non ci porta via niente nessuno (Rachele)


Quante volte vado a rileggere le tue parole sul sito!… e ogni giorno spero che tu scriva qualcosa di nuovo: perché le tue parole coccolano creando uno spazio che si toglie dal reale.
In questi giorni non so bene come mi sento… non sono felice, e non sono triste: sembro rassegnata, pur non sapendo a cosa, rassegnata forse al mio Amore. Nei giorni scorsi ci siamo visti… ed ho pianto, pianto mentre gli dicevo quanto lo amo e quanto la mente mi porti lontano, pianto mentre i miei pensieri mi dicevano di non farlo: non piango davanti a nessuno io! Questo il pensiero… ma era incontrollabile, e ho iniziato a singhiozzare come una bambina. Può l'amore, la cosa più meravigliosa che esista, portarti alla sofferenza più profonda? Perché non è disperazione, è qualcosa che t'accompagna, qualcosa che s'annida nel cuore e resta lì.
Ieri sera al telefono mi ha detto che mi sentiva più serena. Ma non è serenità… è che so di combattere contro i mulini a vento, è che sono totalmente consapevole che non mi posso imporre di smettere di amarlo. E adesso non ho la forza per impormi di smettere di viverlo… per pochi attimi, per pochi momenti rubati al paradiso. Ma come faccio a dire di no alla meraviglia pur sapendo che è tutto sbagliato?

E leggo le tue parole… e trovo la tristezza che cerco, l'abbandono di cui parli, l'abbandono che trapela dalle tue parole. Non siamo mai da soli… non lo siamo davvero mai. Io ho pochissime persone vicine che reputo Amiche… e sento che loro ci sono, anche la famiglia. Ma la solitudine non è questo, non è questo silenzio… ma solo l'assurda mancanza di ciò che vorremmo davvero avere vicino. Il resto consola l'assenza. E temo che questo ci mancherà sempre, che avremo sempre questa strana sensazione di non essere completi.

Credo di essere sul punto di iniziare a straparlare… e i pensieri fluiscono dalla mente alla tastiera in modo poco definito…
Volevo solo dirti di goderti la "consolazione", e io cercherò di fare lo stesso, anche se fa male… adesso troppo.

Rachele

Domenica, 8 luglio 2007

Psicological trainer

Stasera - mentre assistevo alla festa di chiusura del GREST, dove ballava anche mia figlia - avevo deciso di scriverti. Così ora, appena tornato a casa, mi collego e sbircio - come non manco mai di fare - il tuo blog: beh, sei stata brava! E sono felice per te che tu abbia finalmente finito la scuola superiore… e veramente contento per il voto riportato (un sorriso orgoglioso!).
Ma mentre continuo a leggere quello che scrivi, a un certo punto il cuore rimbalza forte contro lo sterno quando leggo: "Si ringraziano… medici stron*i, medici che diventano psicological trainers". E mi son subito sentito chiamato in causa! Se ci sarà una risposta a questa mia mi piacerebbe sapere se mi devo considerare l'oggetto di quella frase: non hai forse detto che mi dirai quello che pensi? Ma, indipendentemente dalla tua risposta, sappi che io ci sono, che continuerò ad esserci, che non me ne sono andato.
Vorrei però che ci ricordassimo quanto poco ci conosciamo per formulare giudizi di sorta - in entrambi i sensi - o cattiverie gratuite. Così se uno dei due si comporta da "stronzo" è bene che l'altro/a glielo faccia sapere… come è giusto che sia.
Io ci sono stato proprio male per ciò che mi hai scritto qualche giorno fa, e se un po' di silenzio c'è stato era solo per smarrimento… e per certi pensieri che mi son costretto a "seguire".

Volevo dirti che avevo pubblicato sul sito la lettera che ti avevo scritto riguardo al gattino… ma che poi l'avevo tolta alla luce delle tue "terribili" parole. Stasera però ho deciso di ripristinarla (ho soltanto tolto le cose troppo personali) perché il mio sentire non può cambiare nemmeno davanti a un rifiuto, a una chiusura… e non potrà cambiare davanti a un silenzio.
Ti abbraccio.

Sully (psicological trainer… e pure stronzo!)

Domenica, 8 luglio 2007

La Grande Muraglia a Simatai

La Grande Muraglia
Paesaggio seducente
e il sole fa sudare,
il cammino si svolge su mattoni millenari,
dissestati dall'uso,
dalla pioggia e dal vento.
La sorpresa taglia il respiro
a un cuore disincantato,
emozioni liquide
si rincorrono,
incontenibili.
E lei è lì,
grandiosa e imponente,
dolcemente adagiata
su creste dei rilievi,
connubio di terra e cielo.
E la salita segue
inclinazioni impensate,
il fondo sconnesso
aguzza l'attenzione
assopita dal caldo.
Momenti di vertigini,
vibrare adrenalinico,
e cenni di saluto
a chi vive il ritorno,
lasciando a chi sta andando
un good luck augurante.
Venditori acquattati
nella penombra di torrette,
assillano d'acqua e tè
escursionisti accaldati,
e cedono a lusinghe
di bottiglie gelate.

Robin delle stelle

Giovedì, 12 luglio 2007

Variazioni

Due mesi,
tanto è il distacco con pedali e bosco,
e un angolo di prato
sta mutando in villino.
Il sentiero si snoda,
ignaro di architetture e progetti,
allorché rumori
scuotono
sogni di quiete.
Uomini al lavoro,
pali conficcati nella terra,
l'implorazione
- non ci chiudete il bosco -
fa dire
- è solo una recinzione! -
Un puntino insignificante
trascolora sulla carta dei sentieri,
un campo erboso
illumina di verde
solo la mia memoria.

Robin delle stelle

Giovedì, 12 luglio 2007

Una giornata un po' così…

È bello svegliarsi al mattino e sapere che davanti ti aspetta una giornata da riempire coi progetti che senti dentro… piccoli o grandi che siano non importa. Stamattina però il risveglio è stato un vero incubo, un abisso abitato non da rose come direbbe Saba, ma da una cefalea che oscurava tutto quanto il resto. Nonostante la pastiglietta (e gocce di novalgina, e un plasil per la nausea) pensavo che non sarei mai riuscito ad andare in ambulatorio. Sai, in momenti come questo nulla ha più importanza, null'altro conta se non che passi al più presto questo dolore, questo tormento che s'impadronisce di tutto quanto te stesso. Poi però - piano piano - il tutto è cominciato a passare… e - pur dolorante come se avessi fatto a botte - ho ricominciato a vivere. Così, oggi pomeriggio, io e mia moglie siamo andati al mare, un pomeriggio in spiaggia… e ci siamo fatti baciare da un sole caldo e da un fresco venticello capriccioso che alzava qualche mulinello di sabbia. Una pizza al trancio e una coca prima di ritornare a casa… e una serata davanti ancora tutta da vivere.

Allora? È bello Pedro? È bello avercelo tra i piedi? È un po' spaventato? Ricordo che quando portai a casa il mio (aveva quasi tre mesi) si rannicchiava timoroso sotto ogni pertugio, sotto il divano, dietro la tv. Ma sono passati tre anni… ed ora sono io il suo re, il suo punto di riferimento, la persona che lo fa giocare, che lotta con lui, che lo rincorre quando ha voglia di sgranchirsi le gambe, che lo cura e si preoccupa quando non sta bene. Io lo lascio vivere, e non lo forzo mai a fare ciò che non vuole… e lui mi ripaga nei modi che sente e che conosce. Certo, gli manca la libertà (vive in appartamento), ma credo di capire che questa vita lo appaghi, e lo vedo tranquillo… di certo molto più del suo padrone.

Sully

Sabato, 14 luglio 2007

"Stay hungry, stay foolish"

Ve lo ripeto, non si possono unire i "puntini" guardando al futuro, si possono connettere in un disegno soltanto se si guarda al passato. Dovete quindi avere fiducia nel fatto che i puntini si connetteranno, in qualche modo, nel vostro futuro. Dovete avere fede in qualcosa - il vostro intuito, il destino, la vita, il karma, quello che sia. Questo approccio non mi ha mai deluso, e ha fatto tutta quanta la differenza nella mia vita (Steve Jobs, dal discorso "Siate affamati. Siate folli" tenuto in occasione della consegna dei diplomi celebratasi il 12 giugno 2005 presso la Stanford University. Palo Alto, California)

Steve Jobs

Quando a 19 anni scelsi la Facoltà di Medicina non potevo sapere con certezza se veramente sarebbe stata quella la mia strada, se sarei riuscito a terminare gli studi, e se sarei diventato un buon medico. Nella nudità e vulnerabilità di quegli anni sentivo soltanto che desideravo provarci. La carriera universitaria è stata però una corsa ad ostacoli, ostacoli che col senno di poi scoprii di essere stato io a creare: perché c'erano allora un sacco di altre cose che amavo fare, che sognavo continuamente… come diventare musicista ad esempio. Così mi capitava sempre più spesso di sognare una vita diversa, una vita di poesia, una vita che non riuscivo a credere possibile se avessi rinunciato alla mia musica. Ricordo che, mentre ero al terzo anno, feci due mesi d'apprendistato da un organaro: e me ne sono andato in giro per il Veneto a restaurare quegli organi a canne che stavano sempre più diventando un miraggio doloroso. E non pensare che non abbia fatto dei tentativi per entrare in Conservatorio: ho sostenuto perfino un saggio al Pollini, a Padova. Ma allora non ero ancora pronto per la musica, ero ancora acerbo… come una mela d'agosto.
Al quarto anno presi una decisione: abbandonai gli studi e feci l'anno di Leva. Durante il servizio militare a Udine mi misero in infermeria (aiutante di sanità) visto gli studi fino ad allora conseguiti. Ma appena terminato il militare, una volta tornato a casa, mi sono sposato: volevo quella vita, la vita insieme alla donna che amavo. Lei faceva l'insegnante, una casa ce l'avevamo… e così facemmo il gran passo, un passo che le persone più care (genitori compresi) osteggiarono. So che offesero perfino mia moglie, che ci accusarono di irresponsabilità: non ho mai perdonato loro tutto questo! È stato un periodo molto difficile: un senso di vuoto, di precarietà, di fallimento… e quante lacrime, e quanti "non valgo niente" mi son detto! Tre mesi dopo esserci sposati, quando gli unici posti di lavoro che mi offrivano erano impieghi in supermercati, ricominciai a studiare. Intanto la musica era finalmente divenuta un'amica, non più un'ossessione, non più un sogno soltanto doloroso. Ed eccomi qui ora, medico, e felice di poter lavorare, di esercitare una professione che mi permette di fare quello che amo di più: parlare con le persone. Ma l'ho capito tardi questo… col rischio che avrei potuto perdermi davvero.

Steve Jobs - al di là di una "naturale" retorica americana - ha ragione quando dice di non arrenderci mai, di ascoltare, di seguire le proprie aspirazioni, i propri sogni, di lottare per questi, fino in fondo, fino a "consumare" quell'amore che sentiamo dentro. Così quel suo "siate affamati, siate folli" diventa un modus vivendi per chi è curioso, per chi è ricco d'interessi e pieno di passione per ogni cosa potenzialmente in grado d'arricchire la vita di profondità, di bellezza, di tutto ciò che va oltre la superficie, di tutto quello che va oltre l'apparenza. Come può l'uomo, infatti, non vivere di profondità?
In definitiva credo sia necessario fare il possibile - una volta per tutte - per liberarci da ogni paura, liberarci di ogni cosa che imprigiona, che incatena lo spirito… anche inventandoci quella gioia che sarà il motore di ogni giorno, di ogni giorno che ci sarà dato da vivere.

Sully

Sabato, 14 luglio 2007

"E cosa volevi dirmi?! :-)"

Desideravo vederti, desideravo tu mi vedessi.
Desideravo non fossimo - e rimanessimo - soltanto ombre…

Volo libero

Mentre tu ora sarai tutta eccitata nell'attesa dello spettacolo, io provo a raccontare ciò che volevo scriverti ieri sera, prima di leggere il tuo ultimo post.
Volevo dirti che se a volte ti sono sembrato "maniaco", "ossessionato", è soltanto perché in parte lo sono :-) e in parte perché siamo diversi… e non ci conosciamo così tanto da sapere come l'altro reagisca davanti ad un evento ritenuto importante.
L'evento importante - in questo caso - sei tu, sono i tuoi pensieri, i tuoi desideri, le tue parole, e questa amicizia che sento… ma che non mi so spiegare. Non sempre le cose belle hanno una spiegazione chiara, non trovi?… semplicemente ci fanno star bene. E questo mi basta.
Ma dal momento che non soffro di ossessione - di quel tipo d'idee, a contenuto per lo più assurdo, che disturbano il corso normale del pensiero - è naturale che non desideri affatto star bene da solo: che me ne farei di un mondo solo immaginato?, o di un mondo virtuale troppo simile a un paradiso artificiale?
Da una parte, dunque, questo mio cercarti, questo mio andare a fondo, questo mio non mollare; dall'altra - altrettanto importante - quel rispetto per l'altro, e quell'attenzione e premura necessari per potersi avvicinare a una persona senza spaventare, e con la consapevolezza - sempre presente - di un suo possibile rifiuto.

Potrei raccontarti un sacco di altre cose… ma per ora desidero tenerle per me: non mi fido ancora - almeno non del tutto - di te! :-)

Sully

Domenica, 15 luglio 2007

Come se fossi uno sconosciuto

Detestare è parola che può appartenermi, odiare ho scientemente deciso di eliminarla… e spero di riuscire nell'intento.
La delusione può deformare il punto di osservazione, il giudizio, ma…
Caro amico, ora ti dico la percezione di quanto ti accade, filtrata dalle parole del blog; ma sei pronto a detestare anche me???
Sembra che coloro che intrecciano rapporti epistolari con te (se si sviluppano anche con conoscenza diretta non so!) debbano poi essere costretti a trascorrere tutta la vita ad… amarti! Ma il contatto virtuale, così come quello reale, è destinato a mutare, a modificarsi, ad evolversi: verso dove? Chissà!
Comunque ciò che è fantasmagorico oggi (innamoramento, infatuazione), magari domani, per vari motivi, sarà diverso.
So di dire ovvietà, e non ho ricette mediche (eh, eh, eh!) da prescriverti; solo di osservare Sullivan come se fosse uno sconosciuto.
Fai una piaciosa serata tramontosa.

Robin dei consigli inesistenti

Domenica, 15 luglio 2007

Come dentro a un sogno

Io spero vivamente che tu riprenda a scrivermi, come e più di una volta!
Come trascorri le tue giornate? Ultimamente io non sono quasi più a casa; sapevo di non essere tagliata per la famiglia, ma non avevo voluto crederlo fino all'ultimo…
A volte mi sembra di vivere come dentro a un sogno… in un mondo ovattato. Le cose accadono vicino a me, ma io non riesco a toccarle, ad interagire con loro… Sono di un altro colore!

Alessandra

Lunedì, 16 luglio 2007

Nelle tue mani

Lenta mi percorre la notte delle tue mani e del tuo desiderio, lenta raccoglie i sospiri, i gemiti e gli incanti, lenta come una litania in una chiesa, come l'apice di un piacere senza fine, lenta come una strada di montagna. Lenta…

Nelle tue mani

Dove sei??? Non ti vedo… non sento le tue mani, il tuo corpo, il tuo membro… non ti vedo. Spalanco gli occhi, dove sei??? Sei qui a percorrere le tue brame, a dar sfogo ai tuoi piaceri… eppure non ci sei. Raccolgo sperma e sudore, ansimi e fiati… eppure non ci sei, non ti sento. L'anima è vuota, strazia brandelli d'urla, baratta silenzi che non ci sono…va a morte nei laghi del piacere, gridando.

Chi sei tu??? Cosa vuoi???
Dove sei???… E continuerò a cercarti senza sosta, senza pace… perché ti voglio, perché voglio ciò che sei, voglio la tua mente - senza limiti, voglio l’amore che hai dentro… e voglio sciogliermi nella tua anima, e volare nel tuo sguardo senza confini, e desiderarti, e averti… e lasciarti andare.

Alice

Lunedì, 16 luglio 2007

Mentre ti guardo…

Sì, stasera c'ero, e per un po' ti ho guardata. Capelli ricci, una rosellina rosa a trattenerli, una camicetta semitrasparente e svolazzante sulle braccia, un "tubino" al posto della gonna… e calzini arrotolati attorno alle caviglie. Eri decisamente la coordinatrice, e l'anima della festa…
Io avevo una birra in mano… e mi sono sentito uno stupido, un estraneo, uno che non aveva nessun diritto di essere lì.

Ti ho vista… e confermo tutto quanto, tutto quello che ti ho detto in questi mesi, tutta la tenerezza e tutto il bene che può essere possibile così. Ma…

Guardandoti

Ma stasera ti guardavo - mentre tutto intorno il rumore sembrava indifferente - e ho avuto come la sensazione che quella sarebbe stata l'ultima volta che mi sarei permesso di esserti accanto senza prima un tuo invito, una tua richiesta.

Ma stasera ti guardavo… aspettando che i tuoi occhi incontrassero i miei, liberando così il mio imbarazzo di trovarmi lì, nei tuoi luoghi, tra la tua gente.

Non ti preoccupare, sto bene… solo che quando scrivo lascio scivolare fuori cose che sarebbe meglio trattenessi dentro di me.

Sully

Martedì, 17 luglio 2007

Se tu sei con me

Vogliamo davvero arrenderci a chi predica che nulla può essere per sempre? (Sully)

Se tu sei con me

Hai ragione, non ci sono motivazioni serie per questo silenzio, lo ritengo piuttosto un fatto pressocché fisiologico.
Io credo di aver smarrito la poesia per la vita mentre tu, invece, ne sei talmente coinvolto… quasi quasi mi sto convincendo che sia stato tu il grande trascinatore! Dopotutto, sono proprio così come pensavo d'essere? Non lo so più amico mio; e le vicende di mia sorella, e il training che le sto facendo mio malgrado, mi affaticano molto; affatica una situazione di base già parecchio onerosa e complicata. La stanchezza mi ha smorzato alla radice l'entusiasmo; ne esiste sempre la fiamma pilota… ma sono un po' a corto di gas ultimamente!

Leggo più o meno volentieri quanto trovo di te e delle altre su Diario Intimo. Leggo, e mi sento così lontana da tanta dolcezza espressa con le parole… ma nello stesso tempo sorrido per te, sempre alla ricerca di qualcosa che ti faccia stupire, sempre proteso a donare il meglio di te agli altri.
Cosa vuoi che ti dica? Che sono contenta per te! In fondo, nonostante le tue numerose crisi, riesci sempre a rimetterti in carreggiata e a riprendere coerentemente il filo del tuo pensiero e del tuo modo d'essere; io, invece, mi sento un po' - tanto in realtà - alla deriva… come se qualcuno avesse tranciato la catena della mia ancora. E così vivo alla giornata, scrutando il cielo… e soprattutto le sue nubi.

Il bene rimane Sully… e non sarò certo io tra quelli che sostengono che il sempre non esiste.

Ginevra


Si ferma il tempo… se tu sei con me,
o quando mi siedi accanto e mi parli.
E di gioia impazzisco se soltanto
mi sorridi, o quando trafelata mi rincorri
lungo le emozioni…

Sully

Mercoledì, 18 luglio 2007

Oltre il tempo e le distanze

Ci sono tante cose che non sai di me: vuoto che rimarrà… perché il tempo è passato, ma vissuto con amore - con te - bruciato in passione - per te - e lasciato scivolare via per incredulità, sensi di colpa… e desiderio di qualcosa in più. Pensavo all'infinito… ma solo con te (Ginevra)

Chi può dire di conoscere veramente una persona fino in fondo? Chi può - sinceramente - scommettere sul cuore di un altro? o scommettere su quali saranno i sentieri battuti dai suoi pensieri, domani? o quali le emozioni che vi continueranno ad abitare?

Io ero ancora a un passo dal tuo cuore… e già tu mi stavi insegnando - oltre il tempo e le distanze - che cosa significasse sentire un sempre ancor prima di conoscerlo, ancor prima che potessi sognarlo. E mentre rivivo ciò che eravamo so di essere già perso in te, in ciò che resta di noi, nelle parole, nei gesti, in questi nostri cuori trasfigurati, trasformati da un amore che non ci ha risparmiato nemmeno un'oncia di dolore; ma anche un amore che ci ha cambiati, un amore che ha fatto nascere quel noi che è la nostra eredità… la risposta ad ogni nostra possibile domanda.

Sully

Mercoledì, 18 luglio 2007

Live earth - Cosmo e microcosmo

Cosmo.
Un concerto,
tante città sparse nel mondo.
Miliardi di noi
ad ascoltare musica
per salvare la Terra.
Un sentire comune,
partecipazione,
lo sconosciuto a fianco
è fratello.

Microcosmo.
Sulla via del ritorno,
la meta è lontana,
possiamo accelerare
il motore consente.
I limiti restano indietro,
il carburante
brucia velocemente,
e i buoni propositi
svaniscono eterei
insieme ai gas di scarico.

Robin delle stelle

Venerdì, 20 luglio 2007

Caro gabbiano…

…sicuramente non ti aspetti che io ti scriva… invece è proprio così. Lo faccio, innanzitutto, per salutarti… e poi per dirti che quando posso "sfoglio" le pagine del tuo diario curiosa di sapere come stai e come ti trattino tutte queste donne che incontri (non so se realmente, o solo virtualmente)… almeno per assicurarmi che non siano cattive come lo sono stata io :-p
Ma a parte questo c'è una cosa che continua a meravigliarmi… le mie parole, qua e là, sparse tra le pagine: confesso che non me l'aspettavo… cioè, non proprio… è difficile spiegartelo, ma non fa niente.
Per il resto vediamo… È di nuovo estate, e c'è un bellissimo mare… e io sono triste, come sempre :)
Per quanto mi riguarda, ho capito che questa tristezza non è propriamente uno stato d'animo, ma una condizione esistenziale, qualcosa che fa parte di me così profondamente che non posso mandarla via. Non mi consola questa consapevolezza, ma almeno non ci perderò il sonno, hehehe :)… Sono così, punto!
Ma ho parlato, forse troppo… e non so se ti farà piacere ricevere questa mail; ma nella peggiore delle ipotesi la cancellerai… e questo non sarà davvero un dramma… ;)

"Vogliamo davvero arrenderci a chi predica che nulla può essere per sempre?" Mi piacerebbe dire qualcosa in proposito… ti dispiacerebbe?

Se vorrai rispondere a questa mia ne sarò felice… ma capirò se invece non sarà così.
Un'ultima cosa: ti scrivo mentre ascolto "Oblivion" di A. Piazzolla… Se puoi, ascoltala anche tu quando leggerai (o meglio, rileggerai) queste mie parole… penso saranno più vere.
Un abbraccio…

Cecilia

Fregio


Pensavo di aver pianto tutte le mie lacrime, così che non potevo immaginare che ce ne sarebbero state altre… ma di gioia, questa volta.
Sto ascoltando "Oblivion", una versione per violoncello e pianoforte: bellissima! Una musica che non aiuta certo a risollevare la tua tristezza… ma che mi parla di te, e che mi suggerisce altre parole, altri pensieri, altre emozioni.
La vita sembra davvero dare le sue risposte, magari quando meno te lo aspetti… come la tua lettera di oggi, per tanto tempo attesa, desiderata, voluta. Pochi pensieri a rivestire di significati un tempo speso per le parole e con le parole, quelle parole che ci facevano compagnia, che ci raccontavano come nient'altro avrebbe potuto fare mai, parole a dare un senso a un "incontro" iniziato magari per gioco, forse per malinconia o - più semplicemente - per il desiderio di crederci, per la volontà di andare oltre le apparenze. E ora tu mi chiedi perché ritrovi un po' di te tra le pagine del diario?

Ho dovuto imparare ad accettare anche i silenzi… ma come fanno male!… un po' come quando ci si perde, come quando in un amico scopri una persona che non riesci più a riconoscere.
Le parole… le uniche a restare!… incancellabili, indelebili… a testimoniare un legame, affinità, desiderio di conoscenza… le parole come àncora, come porto sicuro e di salvezza… e speranza di poter essere migliori.

Rileggo mille volte la tua mail… e sembri la Cecilia di un tempo, la Cecilia prudente e gentile, la Cecilia che, in punta di piedi, bussa con discrezione alla mia porta. E mi chiedi di poter parlare di quel sempre che "predico"… ma che giorno dopo giorno cerco anche di vivere, come ci riesco, così… come ne sono capace.
Parlami allora, parlami amica mia… è tanto che ti sto aspettando.

Sully

Sabato, 21 luglio 2007

Fear…

Una versione di Oblivion con il violoncello? Ma dev'essere stupenda! Pensa che tanto tempo fa ho iniziato a suonare il violoncello ma poi l'ho abbandonato… tipico di me :)

Violoncello

Sentivo che nell'aria c'era un odore diverso stasera… e infatti mi è arrivata la tua mail. Grazie per aver risposto. Ma c'è una cosa che prima di tutto devo dirti, ed è che leggendo già le prime righe della tua risposta mi sono emozionata… te lo giuro, è stato qualcosa di totamente diverso dalle altre volte. Non voglio dire che prima mi scrivessi cose che non mi piacevano, ma questa è la prima volta che quasi stavo per piangere anch'io :')

Ti chiederai perché ti abbia scritto ieri. Sentivo che volevo farlo, a costo di rimetterci anche qualche lacrima di dolore… Se solo penso a quanto male ho causato io so che è stato giusto così.

"Vogliamo davvero arrenderci a chi predica che nulla può essere per sempre?"
La verità, Sully, è che secondo me sia chi sostiene che il "per sempre" può esistere, sia chi sostiene il suo contrario, fa i conti con la verità. L'uomo vive con un disperato bisogno di infinito nel cuore, proprio muore dalla voglia di sentirsi eterno e di provare sentimenti che dureranno per sempre. La sua aspirazione verso l'Assoluto credo sia una trovata divina per ricordarci che esiste qualcosa di infinitamente più grande della nostra quotidianità. E penso che questo abbia in sé una punta di sadismo se pensiamo a coloro che smentiscono "il per sempre" guardando semplicemente ai fatti. E non si può dire che abbiano torto… tutto finisce.
Vedi, tra noi due… cosa c'è di eterno? L'amicizia? Hai visto come è andata… E comunque anche se penso all'esperienze avute è difficile crederci in questo "per sempre". Non mi giustifico… anch'io chiudo storie, taglio i ponti, allontano persone… eppure continuo disperatamente (e sottolineo disperatamente) a temere gli addii, a piangere alle partenze, ad abbracciare i miei amici a lungo… perché non si può mai sapere cosa ci accadrà da un minuto all'altro.
Siamo immortali a metà :-p

Ti ho scritto un po' di più perché in questi giorni non ci sarò… così spero che le mie parole ti consoleranno almeno un poco, hehe :)

Se puoi ascolta anche "Fear" di Piazzolla… Nonostante il titolo è più "allegra" di Oblivion, anche se non è vera allegria… ma una malinconia mascherata.
Ti lascio…

Cecilia

Domenica, 22 luglio 2007

In balia del vento

A volte mi domando che cosa lei pensi quando scopre un mio messaggio in attesa… qualcosa di me che la sta aspettando. Le farà piacere? Desidererà che io continui a farlo?

Sto leggendo "Le parole sognate dai pesci"… e mentre leggo mi chiedo dove ancora possa nascondersi la poesia se anche semplici parole bastano ad evocarla.
È un mondo che riconosco… un mondo dove ritrovo un senso, un sentore, un profumo di verità; è un riappropriarsi di ricordi… e una promessa di gioia.

Mi chiedo: dove nasconderà lei il suo mondo? E perché non si riveste di esso così da accecare di bellezza anche chi soltanto la sfiora?
"Vai… vai dove tutti ti aspettano… e scrivi un nuovo diario! Non avere paura… Vai!".

Ogni volta mi dico che non sarà possibile continuare a scriverle, che bisogna lasciare andare chi non desidera restare. Ma sto aspettando che sia lei a dirmelo…
Poi, però, una frase basta, o una poesia… e i "buoni" propositi s'involano in un attimo, come foglie in balia del vento.
No, non mi ero sbagliato, perché è un po' anche il mio mondo quello che ho scoperto nelle sue profondità, in quei tramonti affamati di malinconia che l'illuminano… in quell'universo di cristallo che lei sembra desiderare di continuare a proteggere.

Sully

Domenica, 22 luglio 2007

Spesso è Montale

Ehi, ma cos'è un nuovo gioco?
Ti scrivo, e tu? Mi proietti sul tuo schermo! Almeno avvertimi, mi pettino, indosso la camicia elegante, uno spruzzo di profumo e voilà!… Adesso sono presentabile anche per le tue donne!

Oggi nel bosco sono incappato in un ciclista appiedato. L'ho affiancato chiedendogli se aveva bisogno di aiuto, e purtroppo non potevo darglielo: si era rotto la clavicola!
L'unica cosa che ho potuto fare è stato di scendere di bici e camminargli accanto; abbiamo parlato, tanto per distoglierlo dal dolore.
Un ragazzo. Mannaggia! (Robin dei passi nel bosco)


Mezzogiorno.
Il bosco
è tornato in quiete.
Scivolo, oramai solitario,
su sentieri in discesa.
Sobbalzi, frenate, sbandate.
Fa caldo,
anche qui.
La polvere s'impasta al sudore;
quello che era il calore
nello sforzo della salita,
è l'aria calda,
via via bollente,
più ci si allontana dalle nuvole.
L'ora in cui il silenzio
occupa lo spazio
di chi è tornato verso casa.
L'ora in cui
gli ossi di seppia
si affacciano alla mente,
depositando
un rimpianto inestinguibile.

Robin delle stelle

Lunedì, 23 luglio 2007

Quando la vita ci palpita dentro

Fatico a trovare pensieri che ti facciano sentire quel grazie che nasce dalle tue parole, e per inviarti quel sorriso che fiorisce sempre… sempre, quando ti penso.
È in momenti o in luoghi come questo - in quei luoghi desertici abitati da rose - che facilmente nasce la malinconia, quella malinconia che riveste i nostri sorrisi dei colori caldi e affamati dell'autunno.
Sono agitato - e affamato più di allora - mentre leggo le tue parole…
Ma cos'è questo sapore? questo retrogusto d'amaro, come di commiato, come di solitudine che resta dopo un ciao, dopo un arrivederci, dopo un addio di un amico?

Te ne andrai ancora, non è vero?

No!, non consolano quelle note… e non mi calmerà quel canto che oggi ti porto in dono.
Pensavo avessi capito il significato del mio sempre. E non è una questione di crederci o meno: è semplicemente così, è così per me.
Ma mi riempie di gioia che tu sia tornata, che tu sia venuta da me… una volta ancora.
Ora ti lascio…

Sully

Martedì, 24 luglio 2007

Ai margini della storia

Sulle note malinconiche di "Oblivion" comincio a scriverti alle 23.26 di un lunedì di guardia. Ma voglio bandire ogni malinconia stasera, perché altre sono le emozioni, altri i desideri che mi sfiorano: il desiderio di una maggior condivisione ad esempio, o quello di parlarci e di cercarci un po' di più, il desiderio di costruire un'amicizia che rimanga.
Cavaliere Quel poco che conosco di te sono le tue parole a raccontarmelo, o quello che io immagino se mi fermo ad osservare quel volto "fissato" in una cartolina. Una ragazza "acqua e sapone": questo il primo pensiero quando lo vidi la prima volta.

È una specie di venerazione ciò che sento per quelle giovani donne che non temono di mostrare un cuore gonfio di sogni… quei sogni per i quali potrei combattere, proteggendoli, fino alla fine, come i cavalieri di Artù. Ma quali armi posso vantare di possedere? Nessuna armatura luccicante nel mio corredo, nessun elmo per i fendenti di spada, non un usbergo che mi protegga da pugnali o frecce, non uno scudo il mio baluardo. Niente di niente, se non questo cuore che tenta di parlare… ma che vorrebbe anche ascoltare o - tacendo - poter passeggiare nei pensieri, nei sogni dell'altro.
Ma non l'ambiente di corte è quello che cerco, quello che voglio, non il baldo destriero che lampeggia di schegge sul selciato il mio compagno.
No! Essere un menestrello forse - un cantastorie - potrebbe andar meglio, una figura più umile, senza legami, e per questo più libera, libera di andare ovunque le aggrada… ma libera anche di restare. Un giramondo per osservare la vita, ai margini della storia… per poi raccontarla.

Sully

Giovedì, 26 luglio 2007

Chi ci pone domande…

In genere ci stimola chi ci pone domande (l'hai detto anche tu una volta)… ma ci fa felice se a farlo è un amico, una persona che ci vuol bene! Nel porti le mie spero di aver usato sempre tutta la discrezione possibile… ma sono sicuro che a guidarmi nel farlo è sempre stato quell'interesse "pulito" verso di te, quel desiderio di conoscenza nato dalle tue parole.
Ti devo proprio ringraziare per quello che mi dici nell'ultima tua, per le tue confidenze, per quel tuo parlarmi di te… e ringraziarti anche per tutto ciò che taci, per tutto quello che sorvoli con leggerezza, forse con un sorriso.
Donna che legge Ti rispondo a una domanda che mi avevi fatto qualche giorno fa a proposito di chi fosse l'autore del libro che volevo donarti: no, non sono io, non ho mai scritto nessun libro; quello che volevo regalarti era un testo che - alla luce delle tue preferenze letterarie - immaginavo ti avrebbe fatto piacere.
Sai? Oggi sono andato a TdQ a cambiare la gomma anteriore della moto: una KTM 990 Adventure… e così rispondo anche alla domanda che mi poni nell'ultima tua. Mentre aspettavo che me la consegnassero sono entrato al centro commerciale: e sai dove ho passato il tempo? Alla Feltrinelli! Lì, mi è capitato di prendere in mano proprio quel libro: glielo prendo? - mi son detto, e quando potrò donarglielo? E poi, lei me lo permetterebbe? Nel dubbio ci ho rinunciato.
Quella sera ciò che avevo pensato di portarti era invece il "mio" libro… la sola copia in mio possesso.

Sully

Sabato, 28 luglio 2007

Attonita

Caro amico, malinconico e sognatore. La tua presunta pigrizia ti permette di avere il tempo di volare in alto. Di te ho sempre un dolce ricordo di serenità. Ti auguro tutto il bene che desideri compresi i tuoi affetti.
Per favore, scrivi poesie (Fragmenta 2005)

Attonita

Un verbo antico
mosse l'animo tremulo:
questa è la vita! tremenda
e bella; vita che c'innamora
in un breve attimo:
eppur sembra l'infinito.
Resto attonita, e non so
dov'è l'inferno,
dov'è il paradiso.

Fragmenta (2005)

Sabato, 28 luglio 2007

Desiderio di capirsi

Di cieco senso, a modulo inverso,
sento giocare e rincorrersi
il tempo e l'umore mio, riverso
l'annebbiato disgusto, sottrarsi
al senso della sorte: un percorso
vano; un lento desiderio di capirsi.

Fragmenta (2005)

Domenica, 29 luglio 2007

Lenbachhaus – Munchen

La città non si svuota, le sue anime in movimento si agitano tra un sole troppo caldo, strade in liquefazione, gelati ambiti e bibite gelate.
Ed io? Mi agito insieme alle altre anime. E la sera avvolge le nostre malinconie… (Robin delle serate sfumate)


Nuvole grigie,
sfrangiate,
si muovono lentamente,
su sfondo
dal bianco
ad un pallido celeste.
In basso,
molto più in basso,
rami e foglie
si lasciano
solleticare dal vento.
Ancora più giù
lo sguardo
vaga tra un giardino fiorito,
siepi curate, e
i movimenti della costruzione
che lo racchiude.
Un rincorrersi di finestre,
archi, portici, colonne.
Tetti inclinati, tegole
e rampicanti.
L'apertura è a breve,
ma l'attesa non è grave,
è piacere,
è osservazione
di un fanciullo in bronzo,
è ascolto di campane
che fondono la loro voce
al passaggio di ruote e motori.
Di scarpe
con passi discreti,
che transitano
davanti ad un uomo
che scrive seduto.
La pace si anima,
si veste da turisti vocianti.
Un cancello si apre,
inghiotte corpi
assetati di colori e forme,
affamati di sensazioni.
L'uomo
smette di scrivere
per cercare
alimenti invisibili.

Robin delle stelle

Lunedì, 30 luglio 2007

Sassoleone

…a volte sai mi sembra che
tutto è normale tranne me
come se io dal mondo
fossi differente
come gli sguardi giù in città
quelli che tagliano a metà
occhi vaganti ed io un alieno
tra la gente…

Gianluca Grignani


Sabato sono letteralmente scappato, scappato via… sui monti dell'Appennino tosco-emiliano. Dieci ore sempre in moto, 540 km di vento, un vento che non sapeva rinfrescare, ma che mi ha fatto star bene… impedendomi di pensare.

Sassoleone

I pensieri sono tutta la mia vita - nel bene e nel male… solo che adesso sono i secondi a prevalere. Sai? quei pensieri negativi, di abbandono, quegli stati d'animo che ti suggeriscono che tutto è inutile e che non serve a niente continuare a lottare… quegli attimi troppo lunghi dove ogni cosa che ami - e che fai - sembra non avere più un senso.
Così non riesco a leggere, a suonare… e nessun pensiero viene - e nessuno amico - a soccorrermi. E vegeto su un divano - preoccupando e addolorando mia moglie - dove la TV - che odio - riempie infiniti spazi di solitudine.
A volte vorrei essere come tanti altri… come coloro per i quali la vita non costituisce un problema, come coloro che sanno vivere alla giornata.
Spero soltanto che il tutto passi presto…

Non ti preoccupare, anche se adesso non so se sia giusto che io ti dica queste cose. Ogni tanto mi capitano periodi di "depressione"… e sembra quasi che io non sia in grado di vivere di compromessi - sai, le vie di mezzo! dove si vive senza abissi… ma anche senza estasi.

Sully


Confessarti le mie paure… hai ragione, perché proprio a te?
Per una poesia… (Cecilia)

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]