Giugno 2007

Mercoledì, 6 giugno 2007

Ma tu, oltre a fare il medico, che fai? :)

Bene… ora so che non hai paura! Mi bastava sapere questo di te.
A dire il vero non mi basta niente, soprattutto in sere silenziose come questa dove la stanchezza continua a dirti di andare a letto… ma tu sai che è come perdere qualcosa, come rinunciare a vivere ancora un poco!

Cosa faccio oltre a fare il medico?
Vivo, suono, leggo… e cavalco il mio Guerriero (un bestione nero come la notte: un KTM 990). E sono innamorato della vita… e delle persone. E mi piace parlare… e sognare. Mia suocera dice sempre quando la smetterò di essere un ragazzo! :-)
Ho una figlia bellissima (ma quale figlia non lo è?) di 17 anni che ama l'arte… e che è la gioia di papà.

Posso offrirti un caffè? :-)

Sully

Giovedì, 7 giugno 2007

Aiutami a capire…

Ciò che sfugge alla ragione non è detto che si perda; magari si nasconde in qualche angolo buio della nostra anima. E poi, quando meno te l'aspetti, salta fuori… (Cecilia)

Io non ti conosco… eppure sono qui che ti cerco, che cerco ogni più piccola traccia che possa parlarmi di te. Pensando razionalmente condanno questo mio modo di fare, questo voler a tutti i costi entrare nei pensieri di una persona che ha suscitato - anche se solo per un attimo - il mio interesse. Il problema è che non è mai soltanto un attimo, almeno fintantoché non sia l'altro a desiderare di andar via.
Aiutami a capire Esserci per una persona verso la quale senti "qualcosa" è per me la gioia suprema. Ma la mia condotta risulta tremendamente rischiosa, rischiosa proprio perché mi espongo giocoforza al rifiuto dell'altro. Non possiamo piacere a tutti, nevvero? Ma non posso evitare - senza farmi violenza, senza cadere in depressione - nessuno di questi rischi, perché ho bisogno di sapere e di far sapere, e ho bisogno di condividere quel "mondo" di emozioni, quei "sommovimenti geologici del pensiero" senza i quali io mi sentirei perduto.
Non so perché ora ti stia parlando come si farebbe con la migliore delle amiche; o forse lo faccio perché desidererei stimolare una tua risposta, un pensiero che sia vero, sincero, chiarificatore.
È "la vita della mente" che adoro, sono quei pensieri e quelle emozioni che si scambiano in amicizia che amo.
E mi sto chiedendo che amica saresti tu…

Credo di aver ingarbugliato anche me stesso con queste parole… e ti chiedo mille volte scusa.

Mi piacerebbe che un giorno fossi tu a cercarmi… e a parlarmi di te. Ma so che tutto questo avviene sempre - e soltanto - tra amici.
E noi non possiamo proprio dire di esserlo… non ancora.
Il mio sorriso più bello…

Sully

Lunedì, 11 giugno 2007

Arrivo a Beijing

Il cielo è uniforme,
opaco,
non lascia intuire che oltre
possa essere
l'azzurro,
il giallo
o il candore ovattato.
L'aria è velo polveroso,
si deposita addosso,
par di sentirla
tra lo sfregar di dita.
Signore invadente
è il rumore,
nel traffico
di auto, bici, persone,
con picchi acuti di clacson
e del vociar alto di tono.
E ancora vale
quel dribblar le regole,
con cortese rispetto
ma determinazione,
che fa chiedere scusa
il navigator di auto
a noi camminatori,
protetti illusi,
su bianche strisce,
un gesto della mano
che val perdono,
ma passo prima io.

Robin delle stelle

Martedì, 12 giugno 2007

Un doppio cordoncino nero

Caro vecchio gabbiano,
Sully è da un po' ormai che non faccio che guardarti. Di parlarti mi manca il coraggio, ma credo che ora dovrò proprio farlo!… anche se al solo pensiero mi si spezza il cuore. Ricordi che mi avevi pregato di scrollarti per bene quando sarebbe arrivato il momento? E ora quel momento è arrivato, quel tempo è adesso… e non posso più aspettare.
Ricordi che cosa scrivevi appena due mesi fa a quella ragazza che nemmeno conoscevi ma che già ti affascinava coi suoi pensieri? Quelle parole tu le chiamasti "canzone", forse perché erano nate libere da un cuore che sapeva ancora cantare, da un cuore pieno di gioia, da un cuore pieno di speranza. E ricordi di quelle sere quando la tua anima sembrava specchiarsi nella profondità dell'azzurro di un cielo mai visto?

«Quanto è bello godere dell'aria tiepida e spettinata della sera dopo una faticosa - ma esaltante - "cavalcata". Canti d'uccelli nell'aria, odori, e profumi da chissà dove… e gli ultimi voli di una rondine che dice "ciao" a un altro giorno che muore. Non troppo lontano le secolari magnolie sembrano quasi sfidare il cielo con la loro maestosa imponenza, un cielo di un azzurro così intenso da far brillare la luna quasi come fosse mezzanotte. All'altra estremità del terrazzo anche il mio gatto sembra partecipare di questa quiete, di questa bellezza che si offre ad ogni mio senso, imponendosi quasi… con alterigia! Ma io la lascio fare, e che prenda pure di me ciò che vuole, ogni mia energia… e tutta l'attenzione che merita.
Hai fatto caso come la gioia arriva quasi sempre in sordina, quando meno te lo aspetti? E quasi sempre da piccole cose, quelle cose che profumano di condivisione, di semplicità, di trasparenza…» (Sully)

Amico mio, sarebbe così facile per me ora infierire, e dirti che avevo ragione nel consigliarti di darmi ascolto quando ti pregavo - ti supplicavo - di proteggerti: com'è possibile vivere in questo modo? in balia delle emozioni? Le persone feriscono… e spesso non hanno nemmeno la sensibilità sufficiente per accorgersene. Non credi che pure tu, una buona volta, dovresti cominciare ad armarti? e trovare un po' di sano egoismo? Non pensi che sia giunto per te il tempo di dire basta? E quel doppio cordoncino nero a cingere un collo d'alabastro non rischia di divenire un ulteriore miraggio? un miraggio che mi strapperà - una volta ancora - quella metà di me che amo alla follia?
Io, anima pensante e razionale, provo nostalgia per il mio migliore amico, nostalgia delle sue gioie semplici, della sua leggerezza… e di quel suo sorriso che non mi scalda ormai da troppo tempo.

Sullivan

Giovedì, 14 giugno 2007

Storie marginali

"…la parola scritta è il più grande e invulnerabile dei rifugi" (Luis Sepúlveda)

Come dice il tuo amico Sepúlveda anche noi siamo storie marginali (oggi sono andato in libreria e ho "scelto" "Le rose di Atacama")… ma siamo anche storie piene di bellezza, storie che qualcun altro dovrà per forza raccontare un giorno. In attesa di quell'evento noi intanto viaggiamo nei cuori di chi ci vuol bene, nei cuori di coloro che abbiamo sentito che potevamo fidarci… nei cuori che avevamo "scelto" per raccontarci.

Tutta la mia bella primavera
svanisce quando incontro
la tua fosca ombra;
eppure il cuor mi dice ancora:
di nuovo è l'alba (Fragmenta)

Lei, giovane madre che mi parlava esortandomi a scrivere poesie mentre continuava ad inviarmi le sue, è una di queste storie.
Così mi chiedo se anch'io, un giorno, sarò mai in grado di raccontarla…

Sully

Venerdì, 15 giugno 2007

Xinjiang

Xinjiang

Montagne grigie
tendono al nero,
solo polvere e pietra,
la vita non c'è.
Sul fondo
una valle stretta,
e tra altre pietre nere
cerca spazio un ruscello,
che non riesce
a diventar fiume,
ma imbratta,
con piccoli punti verdi,
uno smorto paesaggio.
Il cielo
è solo blu,
il sole
incendia l'aria
e anche nel pulmino,
che corre via veloce,
l'aria condizionata
stenta nella sua lotta.
La valle
si allarga di colpo,
il verde dilaga ovunque,
macchie bianche e nere
ne suggono nutrimento.
Lo sfondo in lontananza
penetra più nel cielo
tingendo i suoi confini
del freddo della neve.
Lunghi parallelepipedi,
un unico livello,
squallide abitazioni
accolgono membra stanche,
impastate di polvere e sudore,
bruciate dal sole,
nel tormentoso ronzio degli insetti.
Misere esistenze,
le desolazione impazza,
la povertà assale gli occhi,
e intanto sporcizia,
consueta sua compagna,
le danza a fianco.
E torni a domandare
come possa un uomo
subire tutto questo,
ma come possa un uomo
far subire questo
a un fratello.

Robin delle stelle

Lunedì, 18 giugno 2007

Nel fuoco amico

Vivo sol d'amore
e pulsa incessante
il battito del mio re
in questa passione costante:
salirò sui gradini del tempio antico,
fra le stelle, nella luce e nel fuoco amico.

Fragmenta

Fregio

Mi sono addormentato sul divano stasera… per risvegliarmi di soprassalto adesso, appena passata la mezzanotte, in preda all'angoscia.
E ritrovo le tue parole a dar voce a questo tormento… a dare un senso a questo mio pianto.

Sully

Lunedì, 18 giugno 2007

Questo amore (2)

Ho provato a liberarmene
sputandoci sopra
umiliandolo, deridendolo
e maledendo l'attimo
che lo vide sorgere.
Ho provato a voltargli le spalle
ignorandolo
fingendo che non fosse,
illudendomi di non essere
cambiato.

Ma lui abita il mio sguardo, i miei gesti…
e ogni mia paura.
Ed è lui che mi fa piangere,
che mi fa ridere,
lui che m'accompagna lungo il giorno,
lui che mi sa parlare
come nessun altro farebbe mai,
lui che apre il cuore alla speranza,
alla gioia, alla bontà.

Lui la ragione per cui esisto…
il solo ed unico compagno
di questo viaggio.

Sully

Giovedì, 21 giugno 2007

Tender happy shoes

"Stasera sono inciampato in questo tuo spazio… e mi sono fermato un poco". Ricordi? Era il 5 aprile, e ti scrivevo dopo aver letto il post del 27 marzo 2007 dove dicevi: "Ho voglia di piangere… voglia di poter prendere un treno, voglia di rischiare ancora ma non di svenire in mezzo alla strada, voglia di vivere appieno… di ritornare a vivere".
Ed eccomi qui, ora, a soppesare quel dolore di allora con la tua gioia di stasera. E come quel dolore s'appiccicava addosso rallentando il respiro, così la "gioia saltellante" di stasera dà - e darà - un senso ad ogni tua fatica, donandoti quel coraggio per continuare a credere nella bontà e nella verità di quel mondo interiore che ti rende così bella.

Penso che m'addormenterò con un sorriso…

Sully

Sabato, 23 giugno 2007

Ciao!!

Sei stanca? Preoccupata? Sei rinchiusa in qualche posto dove è il silenzio a regnare?
Per ora mi basta tu sappia che ti sono vicino… e che non me ne andrò mai troppo lontano dalla tua ombra! :-)
Ho bisogno di parlarti, di scriverti… e lo farò appena possibile. Tu intanto vivi pienamente questo momento d'impegno, questo tempo di fatica, senza troppo dimenticare di sorridere a te stessa.
Sono così felice di saperti "viva"…
Un abbraccio

Sully

Domenica, 24 giugno 2007

Urumqi

Urumqui Di questa città ricorderò
la pioggia torrenziale,
strade con l'acqua al ginocchio
e Caronte giunge in soccorso,
un triciclo e il pianale è la sua barca,
i remi sono pedali,
e muscoli il suo motore.
Traghetta tre anime alla volta,
pioggia e freddo imperversano,
l'obolo, decima parte d'euro,
la giacca è zuppa
ma non se ne accorge,
intento ad evitare veicoli sfreccianti
urlanti il loro arrivo.
Ricorderò lo squallore di edifici fatiscenti,
vetri sporchi o rotti,
facciate scrostate, cadenti,
con tracce di vita interna,
immaginando mamme
con spesa e figli,
varcare quei portoni,
sembianze d'ingressi infernali.
Ricorderò vecchi questuanti,
storpi accattoni,
muoversi instancabili
tra folla di passanti,
con umile povertà,
ricever carità cortese.
Ricorderò i taxi,
vestiti di bordeaux,
malmessi e sempre pronti
a pervadere l'aria di suoni,
segnalando l'invadente presenza
persino su marciapiedi.
Ricorderò le voci
di telefonate notturne,
messaggi incomprensibili
incastrati tra i sogni,
e un deciso bussare
alla stanza d'albergo,
di graziose sirene
dal canto inascoltato.

Robin delle stelle

Domenica, 24 giugno 2007

Psyché

Di sofferta solitudine icona
il tuo sorriso…
ma anche d'inarrivabilità
Psyché per chi presunzione avesse
d'avvicinarsi a te
senza che tu lo permetta.

Adoro guardarti… e quando lo faccio
tu mi trasmetti ogni volta qualcosa,
qualcosa che prima non conoscevo,
come se mi parlassi in un linguaggio
segreto, in una lingua chiara
a me soltanto.
Eppur so che lungi d'esser questa
è la realtà… ma lo stesso
così mi piace pensarla.
E ti vedo in mezzo a un campo di grano
- disteso al sole e agitato dal vento -
sola, tu donna, tu figlia della terra…
mentre mi sorridi intonando un canto.

Sully

Martedì, 26 giugno 2007

Zone di confine

È difficile accettare di non aver tempo a sufficienza per se stessi! Quando capita a me di lavorare a ritmi serrati mi tormenta perfino il pensiero del riposo: perché so già che sarò così stanco che ogni desiderio - e ogni emozione - faranno fatica a rimanere "accesi"… e che, alla fine, mi si spegnerà qualcosa dentro.

Zone di confine

Stamattina, appena sveglio, ho avuto come una visione: io e te che ci parlavamo con dolcezza, con tenerezza, senza paura - e senza ansie - nonostante i nostri corpi si toccassero; e senza timori… nonostante un abbraccio durato tutta la notte.
A volte penso che, se vogliamo veramente bene a una persona, si potrebbe perfino rischiare di divenire spirito soltanto.

Sully

Mercoledì, 27 giugno 2007

Zone di confine (2)

Sto dicendo a me stesso: "Perché avere fretta? Vedrai che prima o poi ti scriverà, che avvertirà il bisogno di raccontarsi, il bisogno di rivelarsi uscendo un po' dai suoi confini, forse vincendo la tentazione che il farlo rappresenti una resa!". Non sta succedendo… e allora provo ancora una volta io a farlo, con prudenza certo, e di sicuro con rispetto… ma anche con convinta certezza che il non farlo rappresenterebbe un'occasione perduta.
Il parlarti è emotivamente "insostenibile", è conflitto potenziale e in atto, è un avvicinarsi ad una zona di confine, ad una zona di turbolenza dove l'imprevisto, la trasformazione, il cambiamento sono sempre in agguato. E poi non sei mai consolatoria, mai facile, mai scontata… e sempre pronta a smorzare quelli che forse consideri i miei voli pindarici. Eppure continuo a girovagare, a portarmi dalle tue parti; ma la cosa non mi scoraggia affatto, non mi spaventa, e non mi fa paura… Anzi, credo che non riuscirei a vivere troppo a lungo lontano da quegli stessi confini.

Sully

Mercoledì, 27 giugno 2007

Turbolenze

"Cos'è il giusto, e dove risiede? Nei dettami della mente o nelle infinite galoppate del cuore?" (Rosa)

… Ma veniamo ora alla tua domanda: una domanda alla quale sai anche tu che una vera risposta forse non c'è. Però io credo che la verità non sia né nei dettami della mente né nelle galoppate del cuore: ma in mezzo. Toh… un compromesso??? No, niente di tutto questo. Come potrebbe esistere, infatti, l'amore soltanto cerebrale? o, quantomeno, durare a lungo? Per ciò che concerne invece le corse libere del cuore - dove le emozioni ti conducono a correre coi sogni più luminosi - queste caratterizzano sempre - e soprattutto - la prima fase dell'amore: l'innamoramento.
Ma l'amore quello vero - quello che è premura, sollecitudine, rispetto, conoscenza - resta sempre un movimento attivo, consapevole e libero. Non si tratta più dunque di un qualcosa che si subisce passivamente e dal quale si viene sopraffatti; piuttosto è il rendersi conto con stupore della nascita di un "noi", di un universo che prima non esisteva, ma che adesso assume le sembianze di noi che ci abita… e che ci cambia.

Sully

Mercoledì, 27 giugno 2007

Soltanto una voce…

"Dame, mon cuer en vous remaint" mentre sei sola - una volta ancora - davanti a quello che potresti pensare essere una fine… ma che invece sappiamo essere un inizio.
Se penso a questi momenti, a quei momenti che tu stai vivendo, mi si spacca il cuore: quelle ore troppo lunghe, e troppo corte… un sorriso che non arriva, una parola che vorresti sentire ma che si perde nell'oscurità di una notte che ti si stringe addosso troppo forte, impedendoti quasi di respirare.
Fuori la luna a custodire il tuo silenzio, quel silenzio di ore interminabili, di solitudine turbolenta e agitata. Si vorrebbe scappare via… e invece non si trova di meglio da fare che continuare a preparare il caffè.

Domani non potrò esserti accanto… e non potrò esserci (anche se lo vorrei tanto) perché io sono soltanto una voce, un'idea, un'illusione tenuta in piedi - e permessa - solamente da stupidi meccanismi elettronici; ma è però con questi che posso almeno lasciare qui un bacio, un sorriso che t'accompagni al di là della notte… forse con la speranza che ti potrà far sentire un po' meno sola.
Grazie per la poesia delle tue parole…

Sully

Giovedì, 28 giugno 2007

Ritorni

Ritorni

Credo profondamente nei sentimenti, e credo nelle emozioni che agitano l'animo umano e che lo fanno vivere.

E sono convinto che anche una delusione provata non potrà mai far rimpiangere quei momenti di stupore, quei momenti d'attesa pieni di magia che caratterizzano un "incontro" con un'anima bella.

Sono ancora agitato… ma felice.

Sully

Venerdì, 29 giugno 2007

Un vestito nuovo

In questi giorni il tempo è stato molto poco… e le emozioni tante e contrastanti (talvolta mi hanno stordito, impedendomi anche di ragionare). Se adesso dovessi riprenderle in mano come si fa con la lista delle cose da fare probabilmente le semplificherei troppo, perderebbero d'importanza e sarebbe tutto un lavoro inutile. Preferisco invece aspettare che mi si ripresentino una per volta… e vivere tutto come dev'essere, senza pretendere di dare un ordine preciso alle cose, senza tentare di dare una spiegazione troppo razionale a quelle che magari non lo sono (Mary)


Un vestito nuovo Ieri è stata una giornata strana, difficile, una giornata dove le domande incalzavano con una velocità tale da non riuscire nemmeno a trovare il tempo utile per una risposta; una giornata di tumulti, di sentimenti, di emozioni… e una giornata di lacrime. E pensare che è stata pure una giornata lavorativamente piena, con l'ambulatorio al mattino e l'aggiornamento al pomeriggio. Ma mi trovavo nei tuoi luoghi, racchiuso tra quelle stesse mura dove stava per consumarsi anche la tua passione.
È così strana - ma così umana - la tentazione di sminuire un evento importante per la propria vita quando questo abbia già avuto luogo, quel minimizzarne e attutirne l'impatto emotivo quando il tutto è ormai compiuto; in fondo credo sia anche questo un modo per proteggerci, per impedirci di andare - come ami dire tu - in cortocircuito. Noi sappiamo però di aver vissuto fino in fondo quell'evento, e conosciamo quelle fatiche, quelle ore di noia, quell'infinità di attimi, di sospensioni, di apnea, celati - quasi soffocati - per timore di essere di peso a coloro che ci amano, per non agitarli, per non preoccuparli oltre misura.
Ma ora, nel momento del risveglio, quando si deve ancora elaborare il pensiero che sia veramente finita, già si comincia a liberare il campo rimettendo tutto a posto (libri, appunti, pensieri, emozioni…); e già l'aria che si respira sembra quella di un altro tempo, quella di un altro giorno, un giorno tutto nuovo, un giorno per ricominciare a vivere, un giorno ancora tutto quanto da inventare. E ci si sente più leggeri, come in pace con se stessi… e così ricchi di una progettualità nuova, anche se ancora acerba, anche se ancora da definire.
E adesso? Cosa farò ora? Beh, tanto per cominciare potresti pensare a quel vestito nuovo di cui mi parli con amorevole arroganza, quel vestito che hai scelto, o che sceglierai d'indossare per questa occasione speciale, quel vestito che non dovrà necessariamente essere il più bello, ma di certo quello che più ti piacerà, quello che amerai portare, quello di cui non potrai fare a meno per continuare a vivere questa meravigliosa danza.
Con amicizia…

Sully

Sabato, 30 giugno 2007

Casella di posta

Casella di posta

Ciao,
questa sera sono io a scrivere… Ti confesso che la tua mail mi ha lasciato un po' a bocca aperta: pensa che io, nella mia ignoranza enorme di Internet, pensavo che Sully fosse un cosa tipo "Libero" o "Hotmail" o comunque il nome commerciale (non so se si dica così) di una casella di posta… quindi non è che ci abbia pensato più di tanto.
Mi sono collegata al sito e l'ho guardato velocemente (sono tornata alle 21 e trenta dal lavoro). Penso che con il carattere del cavolo che mi ritrovo non riuscirei mai a parlare così profondamente di me, delle mie emozioni e sensazioni come fai tu e gli altri in quelle pagine. Quando l'altra sera mi dicevi di non pensare che io sia timida non so se avessi del tutto ragione… nel senso che ci sono tanti livelli ai quali una persona si può scoprire; sicuramente io sono quella che può parlare ed essere estroversa anche con persone che non conosce, quella che a volte può raccontare un po' troppo i fatti suoi, o magari non avere remore a fare un giro in moto con te che alla fine conosco così poco. Ma, ti assicuro, che tra questo e l'aprirsi veramente ce ne passa. Io ho i miei tempi, e sono abbastanza lunghi. Sarà che sono abbastanza insicura di tutto (anche se molti pensano di no, ma so abbastanza mascherare); e forse proprio questi sono i motivi di alcuni silenzi o domande non fatte. Comunque è una cosa che tu hai notato, ma che la maggior parte delle persone proprio non vede; anzi pensa il contrario, perché forse ho un modo di fare abbastanza socievole!
Poi, guarda, è un periodo di assestamento, nel senso che ho avuto quasi cinque anni che a pensarci adesso mi viene da dire solo brutti. In realtà avranno anche avuto i loro lati positivi, ma l'idea di non essere riuscita a costruire (che parola grossa) una cosa vera in tutto questo periodo mi fa stare abbastanza male.

Quando avrò un attimo di calma mi farà piacere leggere qualcosa dal tuo diario; scrivi veramente bene, e mi chiedevo da dove prendessi le poesie che alle volte alleghi alle tue mail… ma ora ho capito che sono tue.
Ci vuole, penso, una sensibilità particolare… e io sono anni luce indietro rispetto a voi.
Spero tu abbia capito qualcosa in più di me… e soprattutto che - dopo averlo capito - tu abbia ancora il desiderio di scrivermi! :-)

Una voce


Ci sono sere che rovesci la testa sul petto… e pensi che sei solo stanca (M)

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]