Marzo 2007

Venerdì, 2 marzo 2007

Per questo amore…

Io

Permettimi che ancor ti sia vicino…
prima ch'io debba per forza tacere.

Così ti porterò con me - domani -
sulle colline. E lì nel vento
- e nei silenziosi spazi tra il verde -
canterò questo amore che ci trova…
e che ci perde.

Sully

Domenica, 4 marzo 2007

Der panther

Così stanco è divenuto il suo sguardo
al passar tra le sbarre, che più non fissa.
Per lei è come se le sbarre fossero mille
e dietro le mille sbarre nessun mondo.

Nella morbida andatura di quei passi
forti e flessuosi, che in racchiuso cerchio si volge,
par che l'impeto danzi attorno a un centro
ove un'indomita volontà si paralizza.

Solo a volte sale muto alla pupilla un velo
- e un'immagine vi entra, e in tacita tensione
attraverso le membra passa -
spegnendosi nel cuore.

Rainer Maria Rilke

Lunedì, 5 marzo 2007

Dal colore del mare…

Oggi mi hai visto passare senza che io mi accorgessi della tua presenza: avresti potuto lasciarmi andare - e per un attimo mi son chiesto se tu sia stata tentata di farlo - ma invece mi hai chiamato… e io sono venuto da te.
Quando stamattina mi sono ricordato dell'immagine della pantera intrappolata dalle sbarre di una prigione (e sono andato a spulciare i riferimenti relativi sul libro "Risvegli") è a te - è a noi - che pensavo: a "un'indomita volontà che si paralizza" davanti all'impossibilità di cambiare le cose, di cambiare - almeno in parte - una realtà che ci ostacola, che ci umilia… e che mortifica questo amore. E il nostro tenace aggrapparci a qualsiasi appiglio - a qualsiasi speranza pur di non lasciarlo morire - sembravano dirlo quei tuoi occhi dal colore del mare d'inverno.

Sei sempre stata un mistero per me… un mistero che - con la conoscenza - s'ingigantiva piuttosto che attenuarsi. Ma io non volevo - non potevo - lasciar perdere: così ho lottato strenuamente - ricordi? - perché tu potessi rendermi partecipe di quel tuo universo dove non facevo che perdermi… e dove ancora mi perdo. Ma come può fare paura uno spazio - pur se immenso e sconosciuto - se ciò che si trova alla fine è sempre e soltanto amore?

Ed era questo che fino ad oggi non avevo capito ancora.

Sully

Mercoledì, 7 marzo 2007

E ritrovarsi ancora…

Sarà per la musica che sto ascoltando; o magari - semplicemente - son fatto così… ma desidererei tanto parlare con te ora, mio sconosciuto lettore. E mi piacerebbe conoscere il tuo nome, o la ragione del perché ti sia fermato tra queste pagine; e sapere chi - o che cosa - "agiti" il tuo cuore…
Chiedo forse troppo?
Quasi ogni giorno scopro quanto forte sia nelle persone il bisogno di essere, quanto potente il desiderio di potersi liberare - almeno per un attimo - da tutto ciò che talvolta impedisce la piena rivelazione del sé e di quell'io più vero che abita nel profondo di noi tutti. Ed è una vera benedizione - sapete - quando questo accade: perdersi nelle profondità dell'altro, e ritrovarsi ancora… e ancora una volta scoprirsi degni d'amore.
Ciao!

Sully

Venerdì, 9 marzo 2007

Per un abbraccio

Se adesso io andassi a rileggere le tue prime lettere giuro che faticherei non poco a capire se si tratti della stessa donna che continua a farlo anche oggi… a scrivermi, intendo. E sono veramente felice che tu stia bene.
A volte - come stasera - mi manca la forza fisica per articolare una vera lettera; altre volte sento come tutto questo non possa bastare: potranno bastare soltanto parole per custodire un'amicizia? E poi ci sono altri momenti dove penso che tutto sia invece possibile: e questo succede quando il cuore si fa grande… e quando si respira spirito.

Oggi sono andato a un corso di aggiornamento. Lì ho visto - dopo due anni - una persona alla quale ho voluto bene. E sai che ti dico? Che le ho sorriso come allora… Come può infatti morire un sentimento quando nasce nella verità del cuore?

Sarebbe così facile per noi due divenire amici sul serio! Eppure qualche volta mi scoraggio quando penso che forse mai potremo scambiarci quell'abbraccio di cui tu parli.

Sully

Lunedì, 12 marzo 2007

Distanze

La distanza è sempre e solo una misura da colmare; alcune distanze però non si colmano mai, anche se la loro misura resta inferiore a qualche metro. Poi ci sono quelle che qualcuno non vuole o non può colmare: e da questo tipo di distanze bisogna sempre prendere "le distanze", senza indugi. In ultimo ci sono quelle rappresentate da un viaggio, dove la meta spesso coincide con quello che stava dentro di sé. Ah, come sono già diminuite le distanze in questo tipo di viaggi… e come tutto è un continuo scorgere l'arrivo!

Ciao tesoro,
ho voluto iniziare questa mia così, forse perché in questi giorni la mia anima è appesantita di molteplici fardelli… troppo grandi per un piccolo corpo. Solo Dio sa quanto darei per aver la vicinanza di un amore che - pur vicino - sento lontano. E maledico le distanze quando mi sento cosi. E, come avrai percepito, non solo le distanze materiali… che a volte separano meno di quelle mentali.

Oggi per la prima volta si percepisce l'arrivo dell'inverno (tanto per stare in tema mi sto ascoltando quello di Vivaldi, che adoro)… e ho acceso il fuoco nel caminetto. Forse non ci crederai… ma sentirne gli schioppettii e l'odore - e percepirne il calore anche da lontano - è come se ci fosse una presenza accanto a me… una presenza che mi fa compagnia.

Daniela (Inverno 2006)

Lunedì, 12 marzo 2007

Non ti chiedo di parlarmi…

Ho aperto la posta per mandarti un saluto, e tra quella ricevuta ho letto gli "oggetti"… tutti nomi di donne: Cecilia, Daniela, Alessandra, Ocea… e una mail "per non sentirci soli" in cui mi scrivevi: "Sai… è difficile non vedersi quando si è così vicini. Ma dovremmo imparare a fare di necessità virtù (e parlo soprattutto per me) riprendendo a scriverci. Quando ci si scrive è come se fossimo un po' più vicini e, di questi tempi avari di sorrisi condivisi, potrà almeno consolare un poco". Ma non è successo… e il risultato è che entrambi ci sentiamo più soli!

Questa sera, tornata dall'ambulatorio, ho acceso il pc per scrivere il caso clinico che dovrò presentare domani all'esame: e cosa mi ritrovo a fare? A cercarti… e a parlare con te. Forse non basta, ma son troppe le parole che sembrano volare sopra di noi… sfiorandoci senza toccarci. Ma io non ho dimenticato le tue mani, il tuo corpo, le tue labbra… e il desiderio non ha un interruttore, e non riesco a spegnerlo od accenderlo a piacimento: come si può infatti spegnere una passione? O almeno io non ne sono capace!
Potranno le mie parole essere fredde; ma tu mi conosci… e sai quanto a volte io ne sia avara - correndo il rischio anche di mostrarmi fredda e distaccata. Ma il mio cuore non lo è!

Non ti chiedo di parlarmi - sono già in troppe ad aspettarsi questo da te. Io ti chiedo di ascoltarmi con orecchie che siano soltanto per me…
e io suonerò per te.

Amanda (Inverno 2006)

Giovedì, 15 marzo 2007

Se soltanto volessimo…

Si versa qualche lacrima e poi si deve comunque continuare a vivere. Ma come ci si libera da quello che manca? Come si fa a smettere di sognare per non provare più quella terribile nostalgia? Era questo che voleva le dicessero, ma nei suoi libri non c'era. Dove sono scritte le cose importanti, quelle che bisogna sapere per essere felici nella vita?
Björn Larsson (Il porto dei sogni incrociati)

Tra le mani un libro, "Colorate briciole di vita nel passato lasciate" donatomi da un poeta e pittore incontrato a Gardone Riviera in un pomeriggio di sole del mese di agosto del 2003, libro che ogni tanto mi capita di sfogliare. In esso vi trovo - più che racconti ed episodi autobiografici - impressioni, immagini, emozioni… e tracce di un'interiorità disarmante: una storia del cuore e dei sogni che lo abitano, delle malinconie che lo agitano e delle speranze che lo nutrono… e l'ostinazione di continuare a credere e a vivere lo stupore di quel dono che sappiamo essere la vita.
Uno scambio di poche parole (15 minuti in tutto) e un augurio di buona vita: tutto lì quel nostro fugace incontro, troppo breve per dar spazio a una conoscenza. Mi raccontò di essere ammalato… e io so che gli restava poco da vivere. Poco tempo dopo ricordo di avergli anche scritto… ma senza mai ottenere risposta!

Quando penso a quanto grande sia il bisogno di condivisione, quanto grande il desiderio di amicizia in ognuno di noi, mi spavento pensando a quel poco che facciamo per alimentare lo stupore nell'altro, di colui che ci passa accanto magari spiando se per caso il nostro cuore potrà mai battere all'unisono con il suo.
Se soltanto volessimo…

Sully

Lunedì, 19 marzo 2007

Parlami di te

Balthus_Jeune Fille Ci sono giornate intere che passano senza che io possa scambiare se non qualche parola: non un vero pensiero che stimoli a seguirlo, non un gesto che inciti al sorriso, non un'emozione che alimenti il sogno. E dal momento che io non posso spegnermi del tutto (sto così male quando mi succede) capita che mi trovi a parlare a me stesso. Ma dopo un po' anche i pensieri più stimolanti mi vengono a noia quando non c'è un dialogo… un vero dialogo. E ci sono sere - come questa - dove vorrei poter scrivere ad un'amica: ma mi sento così svuotato… come un bozzolo vuoto di farfalla.

Il pensiero che qualcuno ci voglia bene non sempre funziona se poi quel qualcuno non ci parla; e anche se per un po' può bastare che sia uno dei due ad alimentare il dialogo, alla fine ci si stanca sempre. E le ragioni - i motivi di questo allontanamento, di questa tiepidezza - non sempre si spiegano alla luce di un'amicizia.
Ci pensa già la distanza - il non vedersi, il non parlarsi - a scoraggiare anche gli spiriti più intrepidi, a far dimenticare propositi… antiche promesse. Ma speravo che almeno tu, ragazza, avresti continuato a farlo… a parlarmi di te.

Sully

Mercoledì, 21 marzo 2007

Sommovimenti geologici

L'amore provoca così nel pensiero dei veri e propri sommovimenti geologici. In quello del signor Charlus, che - qualche giorno prima - somigliava a una pianura così uniforme che fino ai limiti estremi egli non avrebbe potuto scorgere un'idea sola levarsi dal suolo, erano sorte d'improvviso, dure come la pietra, catene di montagne, ma di montagne scolpite, quasi che un statuario, invece di portarne via il marmo, l'avesse scalpellato sul posto, e dove si torcevano in gruppi giganteschi e titanici il Furore, la Gelosia, la Curiosità, l'Invidia, l'Odio, la Sofferenza, l'Orgoglio, lo Spavento e l'Amore.

Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto (Sodoma e Gomorra)

Sommovimenti geologici

Ho sorriso leggendo quello che una persona ha voluto oggi dirmi: "Sei un poeta". E il motivo di quel mio sorriso un po' imbarazzato era un pensiero di Keats sulla poesia che quella sconosciuta aveva - con le sue parole - riportato alla mente. Keats diceva infatti che senza visione non si è poeti. Ma nemmeno la visione da sola basta per esserlo: ci vuole la tecnica. Egli diceva pure che se si possiede soltanto quest'ultima - senza visione - il poeta è un falso lirico, uno spaccone trasandato, un autoadoratore dei suoi "tronfi, pessimi versicoli". Un egotista, insomma, un noioso egocentrico.

Che io non abbia la tecnica è fuori discussione… ma spero almeno di non appartenere a colui che ciarla al vento senza aver mai provato l'estasi - la visione appunto! E dunque, appurato di non essere un poeta, mi sento più libero - e più sereno - d'intrattenervi (e d'intrattenermi) con le mie lagne.

Sono così travolto… così inebriato di vita!

Sully

Venerdì, 30 marzo 2007

Piaceri d'amore

Sì, i piaceri dell'amore che abbiamo assiduamente condiviso sono stati per me tanto dolci al punto che non posso provarne dispiacere, e ancor meno cancellarli dalla memoria. Ovunque mi volti, mi accorrono davanti agli occhi, trascinano i desideri, e i loro inganni non mi risparmiano nemmeno nel sonno. Persino durante la Messa, quando la preghiera dovrebbe essere più pura, gli inconfessabili fantasmi di quei piaceri s'impadroniscono della mia anima infelice al punto che i miei pensieri vanno più verso simili orrori che verso la preghiera. Invece di piangere per quel che ho commesso, sospiro per quel che ho perduto.
Nella mia memoria tutto quello che abbiamo fatto, i luoghi, persino i momenti restano legati a te, e con te rivivo tutto, e non trovo mai pace, nemmeno quando dovrei riposare. Talvolta, un movimento improvviso del corpo tradisce i miei pensieri, mi sfuggono parole inattese…
……
Ma dentro di me, il fuoco della giovinezza e il ricordo dei desideri più gioiosi ravvivano soprattutto gli stimoli della carne, la fiamma del desiderio, e crollo sotto il loro impeto tanto più che la natura che mediano è debole.
Mi credono casta, e non vedono l'ipocrita che sono. Si considera virtuosa la purezza della carne, ma la vera virtù non è quella del corpo, è quella dell'anima.

Héloïse (1095/1100 ca. - 1164)

Coppia di lupi

Ti sembrerà strano sentirmi in questi giorni, ma ora che ti ho aperto il mio cuore non puoi essere spaventato. E mi chiedo del perché delle tue paure! Non ti ferirò, non ti deriderò, non ti porterò a non provare quello che provi! Ti ricambierò… perché lo sento, perché ora so che lo voglio, perché non voglio pensare che non ci sarà.
Quando ieri ti ho visto mi son lasciata trasportare da ciò che sentivo, ti volevo vicino, e volevo un abbraccio… ma non era abbastanza. Mi sono fidata, e ho sentito che non potevo temere. Per questo vorrei farti capire quanto importante tu sia per me, quanto io abbia voglia di stare con te!
Sono assetata… ma voglio dissetarmi a piccoli sorsi, e voglio gustare ogni goccia per continuare a desiderare…

Amanda (luglio 2005)


Soli, come gabbiani, lungo la riva di un mare grande, incommensurabile… come i nostri sogni (Sully)

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]