Ottobre 2006

Domenica, 1 ottobre 2006

Sms

Il silenzio,
il rispetto
che esige la presenza di un tempio,
vivo da millenni in questi luoghi,
esalta le ragioni di chi lo eresse:
essere più vicino all'origine del tutto.
E il tutto
continua a restare
misterioso e più sfuggente.

Robin delle stelle

Domenica, 1 ottobre 2006

A mia moglie

Non ho mai compreso come si possa essere sazio di un essere umano.
La molteplicità delle conquiste contrasta con il desiderio di enumerare esattamente le ricchezze che ogni nuovo amore ci reca, di osservarlo mentre si trasforma; fors'anche, mentre invecchia.

P. Aelius Hadrianus, imp. (M. Yourcenar, Memorie di Adriano)

Chiuso tra quattro mura scalcinate
scalpita il corpo. Ma lo lascio fare…
purché continui il viaggio
di questa mente itinerante.

Ma ora mi manchi… e questo pensiero
baratterei per un abbraccio.

Sully

Sabato, 7 ottobre 2006

Pensieri così…

Sveglia alle 5,20 stamane… e il bisogno di far pipì ha fatto il resto: così mi sono alzato. L'aria fuori è leggermente tagliente… e non so ancora se sarà una bella giornata o meno: infatti vedo soltanto alcune stelle spruzzate su uno sfondo velato di nubi. Alle 8,30 inizierò un corso di aggiornamento che dovrebbe - accidenti - durare fino a sera (che rottura passare un sabato così!). Stasera saremo a cena dai miei genitori (compleanno di papà!)… e mi ritornano alla mente altri compleanni, altri momenti quando - più giovane - passavo molte delle mie giornate dai nonni materni. Ricordo quei momenti con profonda commozione: non sempre, infatti, si ha la fortuna di passare un'infanzia "dorata" come è stata la mia.
Io ho una convinzione: al di là di un temperamento ereditato, penso che il mio carattere sia stato plasmato prevalentemente da quel periodo di vita passato in campagna con la sola compagnia degli animali e dei miei primi sogni. Ed è così che ho conosciuto le prime fredde e profumate albe autunnali, le nebbiose mattine d'inverno e lo stupore e la dolcezza delle lunghe primavere abitate dai canti degli uccelli. E proprio lì, dai nonni, ho imparato a svegliarmi all'alba per non perdermi proprio nulla.
Ma ora, ora che quel tempo è irrimediabilmente passato, non può non stringermi il cuore quando ci penso; ciononostante - come dice un pensiero di Adriano (l'Imperatore) - quel sogno "mostruoso" (la libertà inventata), che avrebbe fatto tremare tanti di noi meno fortunati, io l'ho fatto… e l'averlo avuto solo un istante mi rende diverso da essi per sempre.

Sully

Domenica, 8 ottobre 2006

Fine d'estate

La voce del mare increspato,
onde si fracassano sugli scogli.
Lo sguardo si adagia sul borgo marino
acceso da un sole che sta per dormire.
Più oltre è solo scogliera,
protesa a fendere il mare.
Reminescenze di un passato da navigante,
ignoto alla ragione,
o puro desiderio di vivere
un'illusione irraggiungibile?
Il calore nell'aria si attenua
cedendo all'oscurità che avanza,
e il buio riporrà i sogni
là dove sono sbocciati.

Robin delle stelle

Domenica, 15 ottobre 2006

Per non sbagliare ancora

Non voglio perdere le parole con te… e le tue per me. Solo questo… (R.)

Bella giornata oggi, anche se per la verità un po' freddina. Mentre scrivo osservo la luce che si riflette sulla facciata dello stabile ospedaliero: una luce pallida, di un sole morente… che non scalda. E pallido pure l'azzurro del cielo, un azzurro slavato… fiacco.
In cuffia invece una musica di Frederik Magle, luminosa, eseguita dagli ottoni del gruppo "The Brass Ensemble of the Danish Royal Guards" assieme all'organo. Se solo si potesse avere la stessa forza!… quella forza emozionale che la musica è in grado di sprigionare.

Per non sbagliare ancora

Che dire? Che predico bene… ma razzolo male. E il mio malessere è questo silenzio, il silenzio delle persone che se ne vanno (o che sembrano volersene andare) nel momento stesso in cui inizio ad intravvedere un possibile legame. Ma forse anche in questo un poco mi sbaglio: che di vero legame non si tratti ma, piuttosto, di un'aspettativa di legame. E se così fosse la colpa sarebbe soltanto mia.
Ma ascoltando parole come queste - "Mi fa piacere tenere questa corrispondenza con te, e mi sento tranquilla nel parlare e nel raccontarmi. Sono curiosa di scoprire la tua vita e, certamente, ti farò passeggiare nella mia… E non mi fa paura il tuo entusiasmo perché ne ho anch'io. Sarà l'inizio di quella che, credo, diventerà una bella amicizia?" - penso che dovrò invece rimanere tranquillo.
A volte penso di spaventare troppo le persone; forse per questa mia vivace curiosità, o forse per questo mio entusiastico desiderio di conoscenza. Ma so che se un'aspettativa c'è questa si chiama amicizia: un'amicizia offerta… ma mai imposta. E all'autrice di quei pensieri va tutta quanta la mia riconoscenza… e il mio grazie.

Sully

Domenica, 15 ottobre 2006

… e poi si va oltre

Ecco, gabbiano smarrito, un luogo fuori dal tempo… se non fosse per quelle botteghe di ricordini per turisti… ma se ti aggiri per l'area archeologica, se dietro le colonne di un tempio riesci ad intravvedere solo il cielo, il prato, i cespugli, altre rovine, allora anche i tuoi tormenti d'amore si placheranno.
Sto s'un sentiero che percorre qualsiasi umano, si sale, verso dove non si sa; si fanno incontri con simili che procedono con noi per brevi tratti, apprezziamo il contatto, ciò che ci possono regalare, e di noi apprezzano le stesse cose… e poi ciascuno prosegue per dove pensa sia meglio.
Così le tue donne.
Ti leggo.
Ti capisco.
Capisco le tue - come dire - "innamorate".
Ma sono innamorate di un'ombra, di un pensiero, di un sentimento, di un essere che sa farle commuovere, vibrare, intenerire… e poi si va oltre, si procede, non ripudiando quello che si è detto o fatto, ma considerandolo parte di un'evoluzione, una trasformazione.

Robin (della Magna Grecia)

Lunedì, 16 ottobre 2006

Poseidonia / Paestum

Ciò che resta:
l'immagine di templi,
quasi come allora.
Pronti a rivivere antichi attimi,
nel silenzio di un vento accennato.
Il sole
muove ombre tra colonne,
incurante dello scorrere dei millenni,
troppo breve per lui.
Sotto un cielo
spruzzato di soffici nuvole,
rimane il grido
di chi ha voluto placare deità,
dell'umano elevare un canto,
una preghiera,
un sacrificio,
un altare,
per avvicinare a comprendere
l'incommensurabile vuoto
che trasporta in sé.

Robin delle stelle

Giovedì, 19 ottobre 2006

Cambio di programma

Dovete sapere che il mio paese è circondato da una "corona" di colli che noi chiamiamo "Ferro di cavallo". All'inizio dell'emiciclo (a est) si erge un castello del '700, mentre dall'altra parte (a ovest) esso termina con i resti di una cava di pietra.
Ieri mi ero già preparato per un giro in moto; quando però sono andato in garage ho trovato una gomma completamente a terra (sì, quella posteriore cambiata proprio ieri!): non vi dico la rabbia! Sta di fatto che ho dovuto abortire il giro programmato.
Poi però mi sono ricordato di una promessa che mi ero fatto alcuni giorni prima: una passeggiata sulle colline. Ho così indossato un paio di scarponi e sono andato a fare un bel giretto nel bosco… e la foto sta a testimoniare l'evento (che magari non pensiate che vi sto raccontando fole! :-)

Tra i Colli

Pensavo di incontrare qualche lupo… ma mi son dovuto accontentare di una coppia di fagiani.

Sully

Lunedì, 23 ottobre 2006

Alla donna che mi vive accanto

Quando la sua veste
varcherà la soglia
della nostra porta,
quando il suo alito
aleggerà nella nostra casa,
per scegliere
chi,
dei due,
portare con sé,
le implorerò un favore,
solo uno,
senza timore,
da pari a pari:
scegli pure me,
ma solo un istante dopo
- un solo istante -
aver chiuso
i tuoi occhi alla luce.

Robin delle stelle

Lunedì, 23 ottobre 2006

Noi due (2)

Gabbiano stanco e un po' ferito, dove stai curando i tuoi tormenti?
Non intendo dare insegnamenti, solo trasmettere mie esperienze. E non credo valgano più di quelle di altri - tue o meno - ma solo uno spunto per valutare quegli stessi accadimenti da un albero anziché dal terreno o da una caverna, o da una barca, o… o… Intanto scorre la musica di Grieg (lo sto scoprendo ora) e sto per scappare da clienti con lo scooter; e speriamo non venga a piovere!

Le tue fanciulle si sono placate? Ma che le hai narcotizzate? Non scrivono più sul blog-sito da un po'!
Goditi le scorrazzate su quell'arnese scoppiettante e puzzolente di petrolio.

Robin delle pedalate su sognati sentieri

Sono silenzioso… e lo sono anche le fanciulle! Il mio silenzio - a quanto pare - sembra essere la loro miglior narcosi. E questo mi dispiace… e fa un po' male.
Ma quell'arnese scoppiettante di cui tu parli mi fa stare coi piedi a terra… e credo che questo mi farà solo bene!

Sully

Mercoledì, 25 ottobre 2006

Mio unico bene

Ascolta, ti prego, quello che ti chiedo: vedrai, è una cosa da nulla e per te sarà facilissimo accontentarmi. Finché mi sarà negata la tua presenza, mostrami il tuo dolce volto almeno con quelle parole suadenti di cui disponi in abbondanza! Inutile sperare la tua presenza materiale, se devo subire persino il tuo silenzio. Finora ho creduto di meritarti, visto che tutto quel che facevo lo facevo per te, e ancora adesso mi ostino a ubbidirti.
……
Dio mi è testimone che, a un tuo ordine, non avrei esitato un attimo a precederti o a seguirti se ti fossi buttato in un vulcano. Eri tu che contavi, non io, e ancora oggi, senza di te non esisto: non posso essere niente senza di te. Ma se conto almeno un po', dimostramelo, te ne prego. Sarò con te con tutto il cuore, se ti mostrerai benevolo, se darai grazia su grazia, anche poco in cambio di tanto, una parola in cambio di fatti. Come vorrei, carissimo, che tu fossi meno sicuro del mio amore, forse ti preoccuperesti di più. Ma purtroppo più ti ho reso sicuro del mio amore, più ho subito la tua indifferenza.
Ricordati, ti scongiuro, di tutto quello che ho fatto per te, e pensa a tutto quello che mi devi… considera quello che ti chiedo. Termino questa mia con poche parole: abbi cura di te, mio unico bene.

Héloïse (1095/1100 ca. - 1164)

Lunedì, 30 ottobre 2006

Un giorno sei venuta a cercarmi

Come iniziare questa mia? Sarebbe di gran lunga più facile il parlarti… mentre lo scrivere assume quasi sempre un aspetto così "arrogante"! Perché? Perché il linguaggio che conta è quello non verbale… l'unico linguaggio che non può ingannare a lungo. Così, il solo scrivere - soprattutto tra due persone che non si conoscono - deve caricarsi di così tanti significati - per ovviare e supplire alla ricchezza di un vero dialogo - da divenire quasi sospetto.
Ma a noi due che ci resta se togliamo anche questi significativi segnucci d'inchiostro? Nulla… proprio nulla.
Nell'ultima tua hai alzato tante di quelle barriere che - anche volendo - non potrei non sbatterci contro. Tu dici di non amare la gente. Ma quale gente? Credi forse che io la ami? Credi forse che ognuno sia degno di amore? E poi credi davvero che ognuna di quelle persone che s'incontrano ogni giorno lungo le strade della vita siano tutte pronte e aperte al dialogo? Ma quale dialogo poi? Credi che per trovare amici basti soltanto girare la testa?

Ci sono tante cose che non condivido in quello che mi dici… ma a quasi tutto si può passare sopra tranne quando dici che non hai bisogno di nessuno (di un interlocutore) solo perché ti senti male, e perché non lo trovi giusto. Giusto!… e cosa è giusto? Forse è giusto voltare le spalle a una vita che ci vuole spezzare? O voltare le spalle a chi - per il solo fatto che ci vuol bene - sia disposto ad accompagnarci quando i nostri passi si avvicinano troppo all'abisso?
Non distogliere proprio ora lo sguardo… e continua a guardare - anche con arroganza se vuoi - alle persone che ti amano!
In quanto a me fammi pure diventare l'ultimo dei tuoi pensieri se solo dovessi avere il sospetto che potrei distogliere lo sguardo domani.

Tu un giorno sei venuta a cercarmi… e ora, mi volterai le spalle?

Sully

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]