Settembre 2006

Venerdì, 1 settembre 2006

Grandi magazzini

Non pensavo… invece la felicità è esattamente paragonabile ai punti che ti danno ai grandi magazzini: prendi il tuo bel carrellino e vai a fare la spesa nel supermercato della vita, con gli scaffali carichi di emozioni; e nel momento in cui vai a pagare, in cassa ti danno i punti colmi di gioie e di sorrisi! Quando poi esci pensi di non poter essere più felice di così; e invece arriva l'indomani e tu, con il tuo bel carrellino, torni per riacquistare il pane quotidiano fatto con lievito, sale e sensazioni. Ovviamente al supermercato si deve anche pagare il conto; ed ogni punto vale un dolore, perché in teoria ci dev'essere sempre un equilibrio!!
Ed ecco il dolce arcano: per ogni dolore un punto di felicità; ma le cose belle che ci succedono valgono doppio… perché nessuna cosa triste può valere tanto quanto una cosa bella!
Il premio finale della raccolta punti? È l'amore!! L'amore… quello puro, quello vero, quello che ti fa capire che vivere ne è valsa la pena!!!

Lalla

Sabato, 2 settembre 2006

Quei "punti sorriso"…

Ciao Sully!
Bella la pubblicazione di Lalla - ragazza o signora - simpatica davvero! È riuscita a strapparmi un sorriso divertito.
E intanto mi scopro a invidiare te e le tue scorazzate - diurne e notturne - durante le quali vai incontro all'amore e alle meraviglie della natura, dove puoi cogliere sensazioni che commuovono, dove sai che una lacrima può essere spesa per stupore… e non soltanto per tristezza.
E mentre t'invidio mi rallegro, per quel tuo nuovo equilibrio dovuto senz'altro a un recente stato di cose che ti hanno aiutato a vivere meglio la tua esistenza. Cos'altro, in fondo, chiedere alla vita?
I "punti sorriso"… cercherò di utilizzare questo sistema, anche se credo di essere ancora parecchio a credito con la vita. Ma forse è proprio questo il mio errore!
Ti auguro una buona giornata e un dolce fine settimana insieme a chi ami e stimi di più come amiche… e come compagne di vita.
A presto…

Ginevra

Domenica, 3 settembre 2006

Tutto qui…

Ogni persona che ancora non conosco
- ma che condivide i suoi pensieri -
è come una finestra aperta sul silenzio…
in una notte di stelle (Sully)

Dopo tre settimane di lavoro più intenso del solito non mi andava certo di trascorrere oggi una giornata al mare; o per lo meno era quello che pensavo quando mi stavo preparando per la partenza: forse era la prospettiva del viaggio - piuttosto che la meta in sé - a frenare il mio entusiasmo. Ma ora, ora che è sera - ora che sono tornato - ripenso a questo tempo appena trascorso: e devo dire di essere stato bene. La mattina è volata nel vano tentativo di prendere all'amo qualche pesciolino: ma né la lenza né le esche erano adeguate (la solita scusa?). Fatto sta che ci ha pensato uno stupido scoglio a porre fine alle velleità di divenire pescatore per un giorno!
Nel pomeriggio le solite cose che si fanno al mare: poltrire sul lettino (rigorosamente all'ombra) con a fianco un libro rimasto mestamente chiuso. Credo di avere anche dormito, cullato dal rumore, da quel costante brusìo di sottofondo che tanto mi piace… e dalla voce robusta di un mare istigato dal vento.

Tutta qui la mia giornata: nessun evento esteriore - e neppure interiore - degno di essere raccontato, e nessuna emozione da condividere! Ma per fortuna ci siete voi - coi vostri scritti, coi vostri pensieri, con le vostre parole gentili - a pensare a me: come questa luna che s'affaccia sul notturno mondo delle colline…
Grazie!

Sully

Giovedì, 7 settembre 2006

Vacanze estive

Eccoci tornati alla vita normale, all'ufficio, alla frenesia di tutti i giorni.
In queste ultime settimane volevo fermare il tempo… e l'avrei voluto fermare per non farmi sfuggire la gioia del ricordo. Come vorrei che queste mie strane vacanze estive mi restassero appiccicate addosso; ma mi rendo conto che, dopo appena una settimana di lavoro, tutto sembra già tanto lontano.
Quest'anno non ho visto il mare… ma la cosa fantastica è che non ne ho sentito la mancanza. Sono andata a *** a fare volontariato alla mensa dei poveri: che esperienza meravigliosa! Sembra quasi un paradosso definirla così… ma è stata davvero un'esperienza splendida. Ho conosciuto tante persone, ognuna con la sua storia, ognuna con il suo dramma: ma bastava un sorriso per far sì che la loro giornata cambiasse… e cambiasse anche la tua.
Le mie piccole "tartarughe"!: tutte con il loro piccolo sacchetto in mano, quel sacchetto dove tengono la loro vita… tutta quanta la loro vita. E mangiano con la loro piccola "casa" fra le mani: una tenerezza che non ti dico!
Queste cose, sai, fanno riflettere; e non lo dico per entrare nei soliti luoghi comuni. Sono perfino stata "accusata" di falso buonismo solo perché ora mi sembra di vedere tutto quanto diverso: la mia vita, e anche quella delle persone che mi circondano. Mi viene da sorridere al mondo, perché mi sono resa conto - ora più che mai - che basta davvero poco perché tutto cambi, perché tutto si stravolga: ed è una sensazione bellissima.
Sono così grandi i sentimenti che porto nel cuore in questi ultimi mesi… ma tutto con molta leggerezza. Mi sto anche rendendo conto che questo mio estremo bisogno di amare può essere riversato sul mondo in mille modi diversi… e senza ricevere nulla in cambio: il che rende la cosa ancor più intensa, più arricchente e affascinante.
Alla fine vorrei soltanto avere la possibilità di voler bene… nel modo più incondizionato che conosco.

Sai perché ti ho scritto la prima volta?
Perché tu sei anima…
e la mia voleva parlare con la tua.

Io non voglio essere una meteora… ma qui ce la giochiamo in due!
Un grosso abbraccio.

Rachele

Venerdì, 8 settembre 2006

Senza risposta

All'inizio è così facile mostrare agli altri la propria veste migliore, il sorriso più smagliante, la personalità più accattivante… tanto più se non ci si espone in prima persona ma soltanto attraverso l'ausilio di parole. Ed è principalmente questo su cui riflettevo quando iniziai a scrivere per il sito. Mi chiedevo, infatti, se coloro che inciampavano sui miei testi potessero nutrire qualche dubbio sulla vericidità emozionale degli stessi. Poi però pensai che, col tempo, sarebbero stati quegli stessi lettori a trarre le debite conclusioni in merito… e così non me ne preoccupai più.
Ora, la stessa cosa accade (si può dire?) al contrario: sono infatti i lettori a cercarmi e a inebriarmi con le loro parole gentili, a credere che un'amicizia incredibile - un'amicizia fatta quasi di niente - possa nascere qui, in questo modo. E spesso sono donne coloro che mi scrivono, e sono ancora donne coloro che vengono a cercarmi (e non dico certo che mi dispiaccia)… ma l'esempio di Robin (un amico che "non conosco") testimonia anche quanto io sia di "larghe vedute". :-)

Bene!… ma cosa rimane - alla fine - di tutti questi "eterei" incontri? Pensieri rimangono, e sentimenti, ed emozioni, e sogni, e paure, e perplessità, e pianti… e momenti di vita condivisi: e scusatemi se è poco! Se soltanto non fosse per quella malinconia profonda che nasce quando questi tenui legami (ma non meno veri) si spezzano…
E quando un legame si spezza? Allora sono io il primo a chiedermi dov'è che ho sbagliato. Ma il più delle volte la domanda è destinata a rimanere sospesa… senza risposta.

Sully

Domenica, 10 settembre 2006

All'ombra di un cuore gentile

Ti scrivo non per sollecitare una risposta all'ultima mia… ma perché avevo voglia di condividere qualcosa (qualsiasi cosa) solo con te. Oggi sono andato fino a *** per ordinare un libro per mia figlia. E mentre passeggiavo per le vie della città mi è passata davanti una ragazza in bici: avrà avuto (che ne so?) 18 anni. E perché ho pensato che tu potresti essere come lei? Ho perfino pensato di chiamarla col tuo nome… ma di certo non avrei ottenuto risposta.
Chissà - mi chiedo - cosa farei (o direi) se davvero sapessi che fossi tu quella che mi sta passando accanto in quel momento: non lo so davvero… ma so che mi batterebbe forte il cuore per l'apprensione. Che stupido! (ottobre 2005)

Una serata speciale questa: e come mai? Perché, semplicemente, desidero che lo sia… anche se non lo è. Una serata tranquilla dopo un giorno e una notte di cefalea, una serata dove voglio lasciare che i miei pensieri rincorrano immagini e visioni che troppo spesso ignoriamo, oppure che volutamente lasciamo andare perché non abbiamo la forza - e la voglia - di trattenerle. E tu sei una di queste immagini, un'immagine sempre più sfuocata ormai… ma ancora luminosa e piena di attrattiva.
Quante volte mi sarebbe piaciuto poterti conoscere, e quante volte avrei desiderato poter parlare con te… come ad una "vecchia" amica alla quale poter confidare senza paura ogni mio tormento, ogni mio sogno, ogni lacrima nascosta; una vecchia amica da ascoltare e con la quale sorridere alla vita…

Stasera sentivo un bisogno particolarmente intenso di scriverti (anche senza sapere che cosa avrei potuto scrivere), un bisogno di ripercorrere quei momenti soltanto nostri, quei momenti che rimarranno scolpiti nella mia memoria… e desideravo farlo anche se so che tu non leggerai mai questa mia. E da dove nasca questo bisogno non saprei dire: ma so che è un desiderio che profuma di buono… come il pane appena sfornato in un giorno di festa.
Ora la musica che stavo ascoltando in cuffia è terminata… e la vita sembra già assumere una patina di grigiore senza quell'armonia piena di gentilezza, di forza e di speranza.
Bene!… ora non mi resta che riempire le mani di ogni nuovo fiore che nascerà all'ombra di un cuore gentile - un cuore come il tuo, un cuore come il mio - e fartene dono.
Per sempre…

Sully

Domenica, 10 settembre 2006

Sulle tracce di un gabbiano

Donne assetate
d'amore,
di caldi tramonti avvolgenti,
di parole che librano l'anima.

Donne alla ricerca
del boato di un mare in burrasca,
di sguardi su spiagge deserte,
dei silenzi del buio stellato.

Donne a caccia
di emozioni struggenti,
di sussulti del cuore.

Donne sospese
per la poesia di un fiore,
i versi della luna,
il respiro del vento.

Donne in attesa
di una carezza da donare
e un abbraccio per sognare.

Robin delle stelle

Martedì, 12 settembre 2006

Cet amour

Cet amour
Si violent
Si fragile
Si tendre
Si désespéré
Cet amour
Beau come le jour
Et mauvais comme le temps
Quand le temps est mauvais
Cet amour si vrai
Cet amour si beau
Si heureux
Si joyeux
Et si dérisoire
Tremblant de peur comme un enfant dans le noir
Et si sûr de lui
Comme un homme tranquille au milieu de la nuit
Cet amour qui faisait peur aux autres
Qui les faisait parler
Qui les faisait blêmir
Cet amour guetté
Parce que nous les guettions
Traqué blessé piétiné achevé nié oublié
Parce que nous l'avons traqué blessé piétiné achevé nié oublié
Cet amour tout entier
Si vivant encore
Et tout ensoleillé
C'est le tien
C'est le mien
Celui qui a été
Cette chose toujours nouvelle
Et qui n'a pas changé
Aussi vraie qu'une plante
Aussi tremblante qu'un oiseau
Aussi chaude aussi vivante que l'été
Nous puovons tous les deux
Aller et revenir
Nous pouvons oublier
Et puis nous rendormir
Nous réveiller souffrir vieillir
Nous endormir encore
Rêver à la mort
Nous éveiller sourire et rire
Et rajeunir
Notre amour reste là
Têtu comme une bourrique
Vivant comme le désir
Cruel comme la mémoire
Bête comme les regrets
Tendre comme le souvenir
Froid comme le marbre
Beau comme le jour
Fragile comme un enfant
Il nous regarde en souriant
Et il nous parle sans rien dire
Et moi je l'écoute en tremblant
Et je crie
Je crie pour toi
Je crie pour moi
Je te supplie
Pour toi pour moi et pour tous ceux qui s'aiment
Et qui se sont aimés
Oui je lui crie
Pour toi pour moi et pour tous les autres
Que je ne connais pas
Reste là
Là où tu es
Là où tu étais autrefois
Reste là
Ne bouge pas
Ne t'en va pas
Nous qui sommes aimés
Nous t'avons oublié
Toi ne nous oublie pas
Nous n'avions que toi sur la terre
Ne nous laisse pas devenir froids
Beaucoup plus loin toujours
Et n'importe où
Donne-nous signe de vie
Beaucoup plus tard au coin d'un bois
Dans la forêt de la mémoire
Surgis soudain
Tends-nous la main
Et sauve-nous.

Jacques Prévert

Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
È tuo
È mio
È stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l'estate
noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
Il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l'ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.

Jacques Prévert

Martedì, 12 settembre 2006

Immaginare di star bene…

"Ma vai da solo? Senza nessun amico?" Questo mi ha detto mia madre, stasera, riferendosi al viaggio in moto programmato per questo fine settimana.
Ora sono qui, davanti all'unico - e sempre presente - "amico" che ho: uno stupido e freddo monitor… ma che mi permette di parlare con il mondo! Ma neppure questo mi basta stasera: perché tutto tace - la posta, il telefono - e perché porto ancora dentro di me l'ombra fosca delle parole di mia madre. Ma è così difficile - mi chiedo - avermi come amico?

Ginevra - l'amica dei sogni, la mia principessa delle fate - ha nascosto ai miei occhi il suo mondo d'incanto, quel mondo dove avevo imparato come non sia mai abbastanza l'amore che si offre; eppure ora lei si nasconde… come se si fosse dimenticata di quella magia e di quello stupore che un tempo ci tenevano legati.
Di Cecilia ho riempito pagine e pagine di questo diario; ed è a lei che ho offerto la più limpida delle amicizie… ma, evidentemente, non è bastato per impedire che se ne andasse.
Devo continuare? Meglio di no! Sono troppo negativo stasera… decisamente troppo!
Ma perché la misura del voler bene deve sempre andare di pari passo con un bisogno esponenziale di presenza, di vicinanza? Non sarebbe meglio allora chiudere tutto qui - abbandonare definitivamente questa "avventura", questo gioco di emozioni - e rivolgere la propria attenzione esclusivamente al mondo tangibile, a quel mondo reale, a quel mondo che posso toccare veramente… e non soltanto sognare? Ora sarei seriamente tentato di farlo… ma perché non provare prima con una terapia farmacologica? Posologia: "Una pillola intera la mattina, metà pillola a mezzogiorno e sera… e immaginare di star bene". Ma quale sarà mai quel farmaco che andrà bene per questo?

Sully

Venerdì, 15 settembre 2006

Per un sogno…

Si sceglie di viaggiare per un sogno…
ma sono così stanco d'aspettare
che gli andrò incontro.

E so che mi ritroverò ad urlare
questo amore…

Sully

Venerdì, 15 settembre 2006

Prima di andare…

Ciao Sully,
che simpatico questo evento di ritrovare amici di vecchia data! Mi fa tanto piacere per te e spero tu riesca a realizzare questo piccolo - ma importante - desiderio.

Hai tolto dal sito il testo del 14 settembre: non ti piaceva?

Ti auguro buon viaggio Sully, e goditi quei momenti dando sfogo (perché no?) a lacrime di gioia se queste vorranno venire.

Sono sicura che tornerai sano e salvo!… un gladiatore come te non ha certo problemi a macinare la strada sul suo baldanzoso destriero. Ma lo stesso mi raccomando: massima attenzione!! E non ti distrarre troppo a guardare il fondoschiena delle bionde che incontrerai!
Ciao, ti abbraccio…

Ginevra

Domenica, 17 settembre 2006

Gabbiano d'acqua

Erano i miei due giorni… due giorni soltanto per me: e non ha fatto che piovere! All'inizio ero sì contrariato, ma avevo comunque la speranza che presto ci sarebbe stata una tregua a questo impenetrabile muro d'acqua.
I programmi della vigilia - tutti quei luoghi dove mi ero ripromesso di andare - sono così definitivamente saltati. Ad un certo punto però - già subito dopo la partenza - mi son ripetuto mentalmente lo scopo del viaggio: il viaggio… punto! Non quindi Gubbio (dove ho pernottato), non San Leo (città fortezza medievale, nel Montefeltro, posta sulla sommità di un massiccio calcareo che sembra sfidare il cielo), non le Alpe della Luna (fascino particolare queste, tanto da suscitare forti emozioni anche in giornate come questa)… ma il piacere di viaggiare, di essere tutt'uno con la moto e con la strada, con il cielo e con il vento… e - sì - anche con la pioggia. Provate solo a pensare che cosa possa significare viaggiare per tre ore in moto sotto la pioggia: alla fine è l'acqua a scandire il tempo, il ritmo del respiro e del cuore… ed è l'acqua a parlare. Eppure la tentazione di maledirla montava continuamente; per fortuna ho lasciato subito perdere riuscendo a scacciare ogni cosa - ogni cosa prima desiderata - per far spazio solo a quello che in quel momento era l'evento che mi succedeva… e che potevo vivere! Il desiderio di "pennellare" le curve delle colline diveniva allora attenzione e perizia per evitare di cadere; l'ebrezza della velocità si trasformava in un gusto quasi viscerale nel sentire che il mio guerriero obbediva in modo dolce alla mia dolcezza, e in modo rude - anche se controllato - a questa voglia che mi ritrovo, a questo indefinito desiderio di magia che mi spinge chissà dove… chissà dove!

San Leo

La vita è passione… così provo a farla giocare con me. Ma se lei non riesce a stupirmi… allora la provoco!

Sully

Martedì, 19 settembre 2006

Tra le emozioni

Forse è troppo tardi per cominciare una lettera come questa… ma non importa: voglio ugualmente provarci.
Cosa sta cambiando in me? Sono diverso ora nel rapportarmi a te? E la tua affermazione/domanda "quanto poco ti conosco!" ha veramente ragione d'essere?
Mi sto chiedendo tutto questo dopo aver letto le ultime tue… dopo aver "bevuto" ed essermi ubriacato delle tue parole. Ti ringrazio per ciò che dici, e per il modo come lo dici. E quella premura e attenzione che manifesti nei miei riguardi - che tempo fa mi rimproveravi per non essermene accorto - ora la respiro tutta, e mi riempie di tenerezza e di gratitudine. Sei tu ad essere cambiata; o meglio, sei tu che mi fai rivivere e risentire la ragazza di un tempo. Sai? Era il mio dolore più grande questo: la paura cioè che le mie parole e le mie "pretese" avessero potuto soffocare quella spontaneità che ti è propria. Non so se riesco a farmi capire: ho avuto il timore che tu ritenessi in qualche modo interessato ed esagerato ciò che pensavo, ciò che dicevo di te… e che per questo motivo tu ti fossi sentita quasi costretta a dover mutare atteggiamenti nei miei confronti.

Ritornando alle domande iniziali devo dire che - sì - sono cambiato… ma non sai quanto mi sia costato il farlo. Io non riesco molto bene a tener nascoste le emozioni che mi agitano; ma qualche volta credo sia un bene, invece, il farlo: sia per proteggersi, e sia per proteggere. Con te ho pensato che non fossi io quello ad avere bisogno di protezione… e per non perderti ho voluto con tutte le mie forze lasciare libero il tuo spazio: forse perché pensavo che solo così quello stesso spazio avrebbe potuto divenire uno spazio aperto, uno spazio libero… dove anch'io avrei potuto volare qualche volta.
Provo anch'io ad abbracciarti…

Sully (marzo 2006)

Mercoledì, 20 settembre 2006

Ospitalità

In una terra - la Romagna - che è adorabile per le persone che la abitano, per l'accoglienza e per l'incapacità di questa gente di chiudere le porte all'emozione, sono giunto a Bertinoro in un giorno di pioggia. Senza saperlo ho parcheggiato il mio "guerriero" all'ombra (si fa per dire, vista la giornata) della "colonna delle Anelle", in piazza maggiore. Questo monumento, eretto nel XIII secolo, aveva avuto la funzione di mettere fine alle continue dispute che sorgevano tra famiglie nobili ogni qualvolta un forestiero giungeva in paese. Così, grazie alla Colonna, lo straniero che arrivava e legava il suo cavallo, o appendeva il cappello o il bastone a uno degli anelli, era ospite della famiglia a cui l'anello apparteneva. E anch'io - pur se scanzonato viandante motorizzato, e tutt'altro che nobile - avevo un anello che mi stava aspettando.

A volte capita di perdersi tra le parole, e perfino di non credere in esse fino in fondo: così che un sorriso, un bacio, un abbraccio solo detto porta certo conforto riscaldando il cuore… ma non avrà mai il medesimo profumo di quello che ci viene spontaneamente offerto.

Sully

Giovedì, 21 settembre 2006

Fine estate

Ma ritornando a noi: forse sei imbarazzato perché ho detto di volerti bene?… e magari hai anche un po' di paura! Ora capirai la mia "strana" reazione a queste stesse parole che anche tu mi dicesti qualche tempo fa. (Cecilia, set 2005)

Quest'aria di fine estate mi dà una malinconia immensa… (Cecilia, set 2005)

"Quest'aria di fine estate…" e la malinconia di una donna che mi chiama per nome! Che dire? Che sono contento di aver ricevuto tue notizie; le aspettavo ma, come ti ho già detto, credo di aver imparato ad avere pazienza, quando aver pazienza - ed aspettare - significa "incontrare" qualcuno che ci sta particolarmente a cuore. Inoltre è giusto che sia tu a dettare i tempi della nostra corrispondenza, perché credo - e spero - di aver imparato a non metterti fretta, a lasciare che siano i tuoi tempi - non i miei - e le tue esigenze - non le mie - a guidare il tuo cuore, senza forzature. E non potrà che essere così soprattutto in una situazione che - come la nostra - avrebbe mille validi motivi per essere considerata quanto meno anomala. Ma da parte mia so che così non è: e allora me ne frego di ogni obiezione che talora mi sale in testa, di ogni pensiero che mi sussurra che forse sarebbe meglio smettere. Ma la sola condizione per questa "nostra storia" sarà ancora una volta la tua: il tuo desiderio - o meno - di continuare questo strano viaggio con me!
Mi sarebbe piaciuto poterti fare gli auguri "in diretta" quel martedì, un martedì che per me, invece, è stato un giorno terribile riguardo al lavoro; mi sarebbe piaciuto tanto sentire dalla tua voce che cosa avevi provato quando ti eri svegliata ricordandoti di essere ormai maggiorenne: ma forse sto chiedendo troppo. Così mi basta sapere che sei stata bene… almeno fintantoché non ti è giunta quella terribile notizia: e mi dispiace per Frère Roger… e mi dispiace per te, amica dolce.
Io sono stato bene in questo mese, anche se da anni lavoro di più proprio quando gli altri vanno in ferie; e sono stato bene nonostante mi siano un po' mancati quei momenti soltanto per me, quei momenti dove si respira spirito. Ma so che anche tu conosci quei momenti! (Sully a Cecilia, settembre 2005)

Il lettore si chiederà perché io continui a riproporre testi scritti a colei che, qualche tempo fa, decise di andarsene. Ma non è nostalgia la mia, e nemmeno ossessione ciò che mi spinge a rivisitare quelle parole che ci siamo detti, a ripercorrere pensieri, a rivivere emozioni di un attimo, emozioni condivise da due persone che hanno voluto e lottato perché questa amicizia potesse essere.

Allora… questa malinconia che sento, sarà forse perché l'estate sta finendo e io non posso proprio trattenerla?

Sully

Venerdì, 22 settembre 2006

Della giovinezza

Avevo avuto paura,
paura d'essermi sbagliato
a leggere il tuo cuore,
paura d'essermi illuso
nel vedere in te - pur se giovane -
quella donna che conosce il sentire,
quella che non si arrende
davanti a una giornata amara…
davanti a una delusione.

Quale orizzonte contempli?
E dove sta andando la tua vita?
Forse nell'unica direzione possibile…
su quella strada - quella dell'amore -
che in leggerezza stai già percorrendo
con un entusiasmo che ti trasforma,
che ti rende migliore.
Tu continua ad amare come sai…
e chissà che non sia un Angelo - domani -
a suggerirti il sogno.

Ma serviranno queste mie parole?
Sapere che qualcuno ti vuol bene
- e che si sta trasformando
soltanto perché questo bene esiste -
forse un po' ti sarà di conforto.

Sully

Sabato, 23 settembre 2006

Quando stiamo insieme

In giorni come questi, nei quali la tristezza mi accomagna in modo costante, la sua assenza è una delle cose che pesano maggiormente. Avrei il desiderio di stare tra le sue braccia, in silenzio: perchè nulla c'è da dire che si possa esprimere a parole, perché il silenzio è pieno di tutto ciò che è impronunciabile… e perché le parole sarebbero soltanto un limite.
Quanto mi consola sentire la sua voce… ma non mi basta! Così, nei giorni che mi separano dal vederlo, cerco nel modo più disperato di riempire il vuoto che sento: ma in ogni cosa che faccio sento di essere sempre assente, con quella malinconia - e quell'aria quasi sognante - che accompagna ogni mia parola… e ogni mio gesto.
Ma ciò che più mi spaventa è la pienezza di quegli attimi, di quei momenti in cui stiamo insieme…

Rachele

Sabato, 23 settembre 2006

Silenzio amico

È come un furore quello che mi prende quando dentro monta il numinoso… con una forza diecimila volte più grande di quella che sarà mai la mia capacità reale di tradurre in parole e pensieri tutto quello di cui sono stato involontario - e quasi inconsapevole - testimone. E sono momenti come questo dove si resta letteralmente folgorati dal mistero, da quegli attimi donati - ma così fuggevoli - dove non si sa se piangere o ridere, dove non si sa neppure dare un nome a questa marea di emozioni che ti trasporta in un'altra dimensione, in un silenzio finalmente amico.
Ora mi guardo attorno… e cosa vedo? Alberi vedo, e colline, e cielo azzurro, e il mio gatto accoccolato in un angolo del terrazzo; e vedo me stesso - uomo ormai maturo - che tenta invano di afferrare questo vento impetuoso del quale non conosce l'origine… ma che lo lascia così diverso, così cambiato. E allora penso: toglietemi tutto, toglietemi pure ogni cosa che incornicia la mia vita: questi stessi alberi, questa sedia, questa casa… e ogni possesso che mi rende così stupidamente orgoglioso e fiero di me stesso; e strappatemi pure dalle mani il mio guerriero, la mia musica e i miei libri… ma non portatemi via questo sentire, non privatemi di questo vento che mi sa parlare come nessuno aveva fatto mai, che mi sa donare quella forza che mi trasforma, quella forza che mi cambia… e che io chiamo amore.

Sully

Lunedì, 25 settembre 2006

Uno strano gioco

Quando la vita ci palpita dentro
- quando siamo innamorati -
tutte le sfumature del sentire (nessuna esclusa)
è come se facessero tra loro a gara,
come se ognuna di queste pretendesse la sua parte
in quel gioco che non è possibile contenere
tra argini divenuti troppo fragili.

Ecco allora emergere la nostalgia, e la malinconia…
e subito dopo anche lo stupore,
e l'entusiasmo di sentirsi vivi…
quasi fossimo prismi di cristallo - trasparenti -
incapaci di trattenere la luce
e - come quelli - trasformare un raggio
nella miriade di colori di un arcobaleno.

Sully

Mercoledì, 27 settembre 2006

Testamento

Mi avevi detto che ti avrei trovata - che avrei letto parole pensate per me, quelle parole che il tuo cuore aveva dettato - ma invano ti ho cercata tra una posta rimasta desolatamente vuota.

Sveglia alle 3,30 stamattina… per la verità un po' prestino! anche se ieri sera credo di essermi addormentato prima delle 23. Forse il volo di un cimice? Oppure questa cefalea che ancora non m'abbandona? Alle 5 colazione e pastiglia relativa… ed eccomi qui per cercare d'inventarmi anche questa giornata.
Ma perché quando mi metto a scrivere mi viene quasi sempre da piangere? Mah… sembra quasi che debba ogni volta redigere un testamento. Ma se veramente dovessi scrivere un testamento quali sarebbero le parole da usare? E che cosa potrei lasciare - a chi resterà dopo di me - se non questo mio cuore in tumulto? Ma a chi interessa un cuore così?
Sto guardando Orione seguito dalla sua luminosa compagna, Sirio, in un cielo che ancora sta abbracciando la notte: e sembra già arrivato l'inverno…

Sully

Giovedì, 28 settembre 2006

Difesa passiva

Per creature piccole come noi, l'immensità è sopportabile solamente con l'amore. (Carl Sagan)

Di rado mi capita di leggere un quotidiano; così, per supplire a questa mancanza, devo accendere la TV (che non amo) per apprendere quel che viene riferito sugli accadimenti che segnano, per lo più tragicamente, la vita delle persone.

Gnocchi di patate oggi a pranzo, e pollo fritto… e per "contorno" la voce del cronista che racconta dell'uccisione di una giovane sposa in Venezuela, e di quel folle che sequestra - e uccide - una ragazza in un Liceo del Colorado. Mia moglie si è alzata da tavola… ed io non sono più riuscito a mangiare!
Mi domando a cosa serva che ci facciano sapere tutto questo, soprattutto se mezz'ora dopo abbiamo già dimenticato! Dimenticato?

Adesso che è sera vedo aggirarsi per casa mia figlia - studente al Liceo artistico - alle prese con "problemi" come i "denti bianchi", la "linea", i pensieri di vecchi filosofi che forse non le cambieranno la vita, e così via… Ma che altro dovrebbe pensare una ragazza di 16 anni? Ho avuto anch'io quell'età… e non avevo nessuna voglia - ve l'assicuro - di pensare ai "problemi del mondo". Ma ora che sono adulto mi domando continuamente che cosa sia in nostro potere fare… e non sempre è consolante la risposta che riesco a darmi! Perché secondo voi possiamo continuare indisturbati la nostra vita - alzarsi, andare al lavoro, nutrirsi, parlare, scherzare, sorridere - come se nulla fosse successo? Ma siamo veramente così insensibili? No, non lo credo… semplicemente ci stiamo difendendo. Ma la nostra sembra essere soltanto una difesa passiva, una difesa che alla lunga ci umilia, che ci annienta.

L'immensità - l'universo - di cui parla Sagan ha certo un significato e una valenza positiva, una connotazione di speranza che si contrappone nettamente a quell'inquietante abisso - altrettanto grande - che l'uomo è in grado di "generare" quando dimentica di amare.

Sully

Venerdì, 29 settembre 2006

Per un abbraccio

Senza l'Amore sento di non avere niente…
quel niente che m'annienta! (Dany)

Mi sono addormentata con un sogno…
e svegliata abbracciata a quello stesso sogno. (Dany)

Buongiorno Sully,
eccomi qui, appena rientrata da un tour ospedaliero. Avrei mille cosa da fare, ma prevale su tutto la voglia di scriverti anche se non ho piena lucidità di pensiero. E se butterò giù un gazzabuglio di "robe" so che tu capirai.
Questa mattina mi hai scritto che ti sei sentito importante per una mia affermazione; così voglio confermartelo: tu sei importante!… ma non solo per me. Sei importante per tanti esseri umani che non ti conoscono, o almeno che non ti conoscono a fondo, e sei importante per la tua famiglia, e per i tuoi amici… vicini e lontani. Riesci a trasmettere tanto di quell'amore col quale si potrebbe "sfamare" una nazione intera!
Ah, l'amore… sempre lui viene a galla… l'onnipresente! Ma l'amore non è uno scherzetto… è " roba" splendida e allo stesso tempo drammatica, stravolgente e inquietante, rapitore di pensieri e collettore di emozioni: esclusivista! Insomma… roba da gente adulta!… motivata!

Vorrei parlarti un po' più di me… e riuscire ad esternare tutto ciò che, per quelli che mi conoscono, talora resta incomprensibile (e non so neppure, in realtà, cosa tu abbia "raccolto" di Dany). Ma, vedi, parlare di me a volte mi terrorizza: sono cosi normale!… e in questa società potrei definirmi anche un po' depressa!
Penso di valere poco col cervello… ma tanto con il cuore, e sento che esso rappresenta la cosa piu sacra ed utopica, quella che nessuno riuscirà ad annebbiare mai: il cuore… quello che fa rima con… Amore.
E questa mia grande voglia di dare Amore - per ricevere anche solo in cambio una carezza - a volte la vivo come una forma di prostituzione; ed è in quei momenti che vado in completa apatia e… mi nascondo. Ma sentirmi amata mi carica, e così riesco ad affrontare gli ostacoli con più forza…

Rileggo quello che ho appena scritto: e più che parole per te sembra quasi un urlo alla vita… quella vita della quale vorrei riuscire a raccogliere i cocci senza tagliarmi, affrontando con serenità quel futuro - che vedo cosi tortuoso - che mi confonde. Vorrei aggredirla la vita… ma puntualmente mi ritrovo a subirla, uscendone ferita nell'orgoglio ogni volta che ci provo.

E il mio uomo?… quell'uomo che io vedo come unico e insostituibile? Chissà se mi abbraccia con il cuore!
E tu?… sì… tu sì… tu sai abbracciarmi con il cuore… perfino a km di distanza.

Daniela

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]