Agosto 2006

Mercoledì, 2 agosto 2006

Conflitti

Dove siete
ora che le vittime
divengono carnefici?
Dove siete
ora che le vostre voci
non si odono?
Dove sei sindaco,
parlamentare,
ministro ed ex ministro,
giornalista,
opinionista?
Dove siete tutti?

Ora che il rombo
di aerei pieni di morte,
irrompe nelle vite
di persone più umili,
perché non esplode
egualmente la vostra protesta?
Quanto vale
la vostra visibilità?
Un cadavere di un potente
a quanti morti comuni equivale?
La vostra solidarietà
è forse esaurita
nella riverenza
deposta
dinanzi ai piedi
di colui che è forte?

I bambini sono a giocare.
Altri bambini non possono più farlo!
Dei genitori piangono,
imprecano,
maledicono,
ma nulla
potrà restituire
ciò che di più prezioso
hanno perduto.
Altri genitori tremano,
impauriti
che arrivi il loro turno.
Il vostro silenzio
seppellisce
più di una palata di terra.
E le urla di chi soffre
restano inascoltate,
dentro notti rischiarate
da bagliori
di missili e stelle.

Robin delle stelle

Domenica, 6 agosto 2006

Rumore bianco

Ho saputo proprio oggi che lei, dottoressa, ha appena compiuto gli anni: sono ancora in tempo per farle anch'io gli auguri di un sereno compleanno?
Saprà sicuramente quanto sia importante, al giorno d'oggi, avere qualcuno per amico: naturalmente non ho certo la pretesa di essere io a rappresentare per lei tutto questo; ma il solo fatto di renderla partecipe di questi miei pensieri mi libera da un peso che stavo portando ormai da troppo tempo: il peso della lontananza, quel peso dato dal pensiero che non sempre siamo così importanti (e come potremmo?) per coloro verso i quali desidereremmo esserlo. Sono così difficili - e casuali - i rapporti umani!: uno, magari, potrebbe rappresentare - e illuminare - il nostro mondo… ma, ecco, che si limita soltanto a sfiorarci… per poi perdersi per sempre. Talora capita, invece, che chi ci vive accanto non riesca semplicemente a dirci quanto siamo noi - o potremmo diventare - importanti per lui: ma anche in questo caso spesso l'occasione sfuma per paura, per viltà o per mancanza di coraggio.
Certo, non si potrà mai conoscere il mondo intero… ma come vorrei, a volte, poterlo fare!
Crede che lei - in questo mese trascorso nel silenzio - non abbia mai abitato i miei pensieri? Ma se pensasse così… oh quanto si sbaglierebbe!
Rumore bianco

Cecilia (la ragazzina con la quale avevo una corrispondenza da circa tre anni) se ne è definitivamente andata!

LEI: Grazie per esserti ricordato di me… Anch'io, dopo gli esami, me ne andrò in giro (un po' da mia sorella, un po' da mia cugina e, se mi mandano, mi piacerebbe ritornare in Spagna).
Credo che questo sia un po' un addio visto che all'Università non avrò il computer e, di conseguenza, sarà difficile sentirci… Mi sento un po' in crisi, ma tu non preoccuparti.
Spero che tu sia felice, e grazie davvero del tuo interessamento nei miei confronti… perché non sempre merito tanta attenzione!
Un abbraccio.

IO: Beh… allora addio! E anch'io mi sento in crisi… ma, pure tu, non preoccuparti: sopravviverò. E non credo serva dirti che anch'io vorrei saperti felice… perché in cuor mio non ho fatto altro che augurartelo da quando ti conosco.
Avrei desiderato tanto conoscerti veramente… e poter osservare il tuo volto, e specchiarmi sul tuo sorriso. Ma forse sarà - come già ti dissi - per un'altra vita.
Ti ho voluto bene… ma è questo un sentimento che si espande anche in un presente dove tu - ormai - non ci sei.
Come sempre… il mio più bel sorriso.

Sono fatto male… Forse dovrei imparare a mandare a quel paese tutti quanti e fregarmene altamente! Se solo non fosse per questo amore che si espande…

Mi rendo conto che non è questo un modo molto allegro per augurarle buon compleanno. Ma, dopo un mese di silenzi interiori, sono felice che la prima persona alla quale ho pensato di confidare un malessere, volutamente occultato per così tanto tempo, sia stata lei.
Come sempre… un sorriso.

Sully

Lunedì, 7 agosto 2006

Alzheimer's disease

Ciao Patrizia, come sta tua madre? Non credo di avertelo mai chiesto: ma mi dispiace per lei… e mi dispiace per te. Tra le tante patologie che affliggono le nostre vite, quella che ha colpito tua madre è certo una delle più terribili.
Noi amiamo quel prodigioso miscuglio di miracolo e di follia che è la vita!… almeno fintantoché è ancora possibile dire un "ciao", dire un "ti voglio bene" a coloro che amiamo. Ma quando non si è più in grado di farlo? Credo che in questi casi diventi indispensabile una sovrabbondanza d'amore da parte di chi è ancora in grado di farlo, da parte di chi desidera con tutte le proprie forze continuare a credere che l'amore vince sempre… sempre, nonostante tutto.
Orizzonti Cara amica, le persone si misurano sulla loro capacità di amare… e questo è l'unico metro che conosco, e l'unico che conti veramente. E con la forza dell'amore sono sicuro che potremo continuare a credere nella "favola bella" e in quei sogni che ci piace colorino d'azzurro i nostri limitati - eppur smisurati - orizzonti.
Un abbraccio.

Sully

Martedì, 8 agosto 2006

Soltanto un attimo

Ti porterò con me dove il silenzio è più profondo,
dove muore il giorno e comincia la notte…
per colmare ogni ferita inferta. (Sully)

Ho così bisogno che questo amore
non si areni…
e bisogno di quella poesia
- mia e tua - che l'ha fatto nascere.

Cercando altrove ciò che ci donammo
a volte ancora mi perdo.
Ma è soltanto un attimo…
prima di ritrovarti ancora.

Sully

Venerdì, 11 agosto 2006

Chiuso per ferie

Agosto… il mese dell'abbandono, il mese dove, quando ascolti il TG e senti parlare di anziani lasciati a casa o di animali abbandonati, quelle come me, quelle che vivono amori "sbagliati", si sentono chiamate in causa.
Che orribile senzazione… l'hai mai provata Sully?
E perché non riesco a darmi una scrollata? Perché non riesco a mettere il cartello "Chiuso per ferie" alla mente… e staccare con tutto?
No, sto qui invece a massacrarmi i neuroni convinta che un giorno tutto migliorerà (forse un'altra illusione da aggiungere alla mia splendida collezione).

Dany

Sabato, 12 agosto 2006

Una storia senza fine

Ciao Sully, che gioia ricevere un tuo scritto… mi sento quasi "privilegiata". È strano pensare di averti letto per anni… e adesso essere qui a scriverti! Forse perché so che comprendi e perché so che sei lontano dalla mia vita… senza bisogno di nessuna giustificazione.
Il resto del mondo - del mio mondo - se fosse a conoscenza di questo mio grande amore so che si limiterebbe a giudicare, e lo farebbe senza prima domandarsi quanto sia profondo un sentimento. Tra poco starò con lui due giorni; ed è sciocco vivere e respirare solo per quegli attimi… ma mi riempie la vita di tutte le cose più belle; e so anche che varrà la pena attendere quei momenti di felicità rubata: rubati alla sua vita, e rubati alla mia.
Non riesco a vivere l'amore in modo "equilibrato", perché credo sia frutto di un totale squilibrio: ma come si può limitarlo? Forse chi lo fa ha solo l'impressione di arginare i danni… ma non credo sia proprio così: sono soltanto bugie che raccontiamo a noi stessi. Cerco tante risposte a tante domande che quotidianamente mi pongo: e mi chiedo perché la vita sia così crudele facendoci introntrare persone meravigliose nel momento sbagliato, quando ormai le scelte importanti sono già state fatte.
Senza fine
Io sono una giovane donna single aggrappata all'idea romantica del grande amore, quello "per sempre"… una parola, questa, che spaventa ma che a me dà, invece, una pace assoluta. Come tu mi dici bisogna essere contenti di aver provato ogni singola emozione, bella o brutta che sia… ma ho così paura che quest'uomo sia il grande amore della mia vita! Paura perché rimarrà sempre "ciò che non ho potuto avere", e paura che magari mi dovrò accontentare… o sognarlo per sempre. I ricordi - come dico sempre a lui - non ce li porta via nessuno… ma si può anche restare intrappolati in essi nel modo più dolce, oppure nel modo più lacerante. Ed è ciò che temo: quel sentirsi di appartenere a una persona, sentirsi talmente felici nello stare tra le sue braccia da desiderare di morire con la totale consapevolezza di chiudere gli occhi finalmente felice.
Mi scoppia il cuore… Scusa se ti scrivo… ma mi sento così compresa. Grazie delle tue parole… e grazie di avermi risposto.
Un abbraccio.

Rachele

Sabato, 12 agosto 2006

Arriverà anche settembre

Stasera (ma ormai è quasi domani) sono andato a rileggere alcune vostre lettere. In questo mese di agosto la posta, infatti, è desolatamente vuota: così ho pensato che se fossi andato a rileggere ciò che mi avevate scritto forse mi sarei sentito meglio.
Dany spiega in modo meravigliosamente triste ciò che alcuni di noi provano in questi giorni quando le città si svuotano e i più se ne vanno in vacanza; ma so che a me non serve aspettare agosto per provare quella malinconia (a volte così dolce!) che nasce da un silenzio dove c'è spazio soltanto per pensieri solitari; no, per provare questo genere di abbandono a me basta che arrivi la sera. Eppure io amo la sera… l'unico momento in cui non posso proprio barare con me stesso. Durante il giorno, infatti, anche un pensiero che fa male trova difese che tendono a scoraggiare i suoi assalti. Ma la sera… sembra quasi che l'amore non basti!

Quanti pensieri, quante confidenze, quante parole coraggiose… quelle stesse parole che hanno cambiato tutta quanta la mia vita. Rachele - e tante come lei - mi dicono grazie… ma sono io che dovrei ringraziarle: perché la paura di essere da soli a portare questo sentire può paralizzare la speranza, accecare la vita.
Dany sta aspettando che questo mese finisca presto… ma per me - dopo un recente addio di un'amica - so che non ci sarà settembre.

Sully

Martedì, 15 agosto 2006

Bambola

La Bambola custodisce un Segreto
più di un'Amica fidata
la Simpatia Silente della Bambola
permane eterna, senza data.

Gli amici possono tradire
può finire l'Amore
la Discrezione della Bambola
sopravvive al nostro Cuore.

Può la Bambola parlare di noi?
Ha labbra di cera sigillate.
Quanto ha meditato
quanto, oh, quanto ha preservato.

La Bambola non dorme
veglia su
frammenti e reliquie
del nostro Amore perduto
che le sue dita piccine
conservano insoluto.

La Bambola è innocente.
Noi che dolore causammo
diverremo freddi come lei
noi ora così ardenti.
Lei Eternità schernisce
con maliziosi intenti.

Antonia S. Byatt

Perché questa poesia? Perché è bellissima… e perché l'immagine del segreto da custodire è bellissima!

Sully

Mercoledì, 16 agosto 2006

Festa di compleanno

Ti ho voluto bene… ma è questo un sentimento che si espande anche in un presente dove tu - ormai - non ci sei (Sully)

La nostra storia - la storia di un'amicizia - inizia con una poesia che ti era piaciuta - Emanazione di un'assenza - nata in una fredda serata di marzo… quando avevo sognato il mare. E quando tu me lo dicesti so di essermi chiesto perché proprio quella poesia e non un'altra… Da allora, da quella tua prima lettera, sono passati ormai più di tre anni, ma ogni emozione è rimasta intatta… e così ogni pensiero. Ecco perché, nella festa del tuo compleanno, volevo esserci ancora un'ultima volta… per un saluto, per un abbraccio, per un sorriso.

Non ti scriverò più Cecilia… ma - lo stesso - desideravo lasciare qui il senso di questo tempo passato insieme ad esplorare se un'amicizia - la nostra - poteva essere.
Negli anni che verranno, quando la malinconia ti sfiorerà portandoti sentori di un tempo ormai lontano, mi piacerà pensare che non dimenticherai questo cuore di gabbiano…

Non c'è luogo dove io possa andare,
nulla che mi protegga
da quest'incalzante malinconia.

Un mare d'inverno questo silenzio,
e questo vento… che mi respira.

E scalzo, ormai, cammino sulla rena…
col tuo sorriso in tasca.

Sully

Domenica, 20 agosto 2006

Giovinezza

Noi siamo stati soltanto amore, amore uno per l'altra; e anche se adesso usiamo parole diverse per definire ciò che siamo, di fatto noi continuiamo ancora a camminare sotto la sua grande ombra…

È l'idea - o meglio - è l'emozione di questo mio sentire a farmi parlare così… così che lei diventa soltanto un riflesso di quella giovinezza, di quell'età dell'innocenza dove ancora è impossibile arrendersi alla realtà, quell'età dove nessun ostacolo si erge tra sogni straordinari: quei sogni che io sento il dovere di alimentare: per me, per te… per noi.
Le battaglie della vita si combatteranno - e si vinceranno - solo se esiste un noi; e se a mancare sarà un noi di fatto, abbiamo comunque il dovere di ricrearlo: con il nostro sentire, con la nostra amicizia, col nostro amore.
L'icona della giovinezza (quella giovinezza che più non mi appartiene), quella giovinezza che ognuno di noi dovrebbe portarsi dentro sempre, diventa per me motivo di sperare e continuare a credere in questa vita… nonostante tutto. E quando per queste emozioni arriverà il tempo della fine, allora sarà giunto per me anche il tempo di morire.

A proposito della gioia: essa mi abita quando ho il cuore colmo di queste sensazioni, di questi sentimenti… ma mi rendo conto che talora è proprio questo a dar fastidio a chi mi sta attorno: forse perché lo si reputa come semplice estraniamento… come una non vita.
Ma è questa l'unica vita che conosco…

Sully

Martedì, 22 agosto 2006

Concerto nella valle del Reno

Come una foglia
naviga,
ora placida ed ora tumultuosa,
sulla superficie delle acque di fiume,
così ci lasciamo condurre
da richiami ignoti.
L'itinerario si snoda
su un programma inesistente.
Seguiamo una traccia
indefinita:
il tempo fa la sua strada,
la sosta
è un nome che affascina,
o il desiderio di muover le gambe.
L'emozione che coglie
fra note musicali,
dentro una chiesa,
tra gotico e romanico,
sceglie per noi
il concerto serale.

L'alloggio,
la cena,
quasi in affanno,
una corsa contro il tempo;
arriviamo in orario.

La musica oscilla
tra classico e moderno,
a spasso tra secoli
lontani e attuali,
destando sensazioni
che sempre si rinnovano
pur rimanendo tali.

Robin delle stelle

Mercoledì, 23 agosto 2006

Non sono un angelo…

Quasi continuamente mi chiedo quale sia quel mondo dove prendono vita i nostri sogni, quel luogo dove nasce ogni nostro proposito di bene, ogni nostra aspettativa… e ogni nostra speranza (Sully)

Continuo a spulciare tra vecchie lettere… e ritrovo parole vive che sfidano la polvere del tempo e della memoria; parole che sono nate dall'emozione di un momento vissuto fino in fondo, parole dettate dalla limpidezza di un cuore in subbuglio…

Ciao Sullivan, oggi ho fatto la tua "conoscenza" e sono molto felice di ciò. Ero qui in studio e cercavo l'autore di questa frase che mi è stata inviata da una mia "amica speciale":

Il silenzio condiviso sia un immacolato linguaggio di amanti,
più potente di tutte le assenze, di tutti i dolori.
E che la forza di quell'amore rimanga intatta
anche se altri amori verranno.

Per caso quindi mi sono "imbattuto" nel tuo sito, al cui interno ho trovato parole di cui ho bisogno come dell'aria che respiro.
Buonasperanza


Grazie Sully per le belle parole di conforto… sapessi quanto ne avevo bisogno! E grazie per non avermi delusa: avevo intuito subito quale persona speciale tu fossi, una di quelle persone che vanno oltre l'età, l'aspetto fisico o la regione di nascita; sentivo che tu eri al di sopra di tutto questo… ecco perché io (io che non avevo mai chattato) ho voluto - grazie alle tue poesie - scrivere a te, anima sensibile, che fai sognare coloro che hanno la fortuna di leggere quello che il tuo spirito suggerisce.
Grazie a colui che osserva con occhi compassionevoli le debolezze altrui e che ha sete di scoprire il mistero che si nasconde dentro l'anima delle persone. Grazie.
Giusy

La stanchezza non mi ha certo impedito, stasera, di provare nuovamente le stesse emozioni di allora, ma anche - e non lo nascondo - un certo imbarazzo dettato dalla mia inadeguatezza, dalla mia insufficienza di fronte a queste parole. E come se non bastasse ciò che rimane è questa malinconia… per un "dialogo" non consumato.

Sully

Sabato, 26 agosto 2006

Exiit diluculo

Al sorgere dell'alba
uscì la villanella
col gregge, col bastone
con la lana novella.

È piccoletto il gregge:
l'asina, l'agnelletta,
la vitella, il vitello,
il capro e la capretta.

Vide sul prato erboso
sedere uno scolare:
"Che cosa fai, signore?
Vieni meco a scherzare!"

Carmina Burana

Domenica, 27 agosto 2006

Risposte…

Ore piccole ieri sera (a letto alle due) ma già con un idea fissa per stamane: un piccolo progetto motoristico, progetto che però si è scontrato alle 6.15 (quando mi sono svegliato) con una pioggia battente, con un temporale vero e proprio… dopo una notte di stelle!
Ma ho deciso di non prendermela troppo per le cose verso le quali non posso far nulla (anche se un'emicrania incipiente resta a testimonianza che forse non ci sono del tutto riuscito). Ma con te sì, invece, mi accorgo di poter fare di più… molto di più.
Rileggendo l'ultima tua sento come un vuoto dentro, un vuoto che s'allarga… perché la sensazione - che del nostro inizio permane - è che tu fossi forte, forte come un angelo che viene in soccorso sempre, come un angelo che mai si spaventa. Chissà perché ho sempre avuto quest'impressione, questa percezione di forza - la tua - che nasce da dentro e che si irradia tutto intorno, una forza che rende invincibile anche chi ti cammina accanto. Ed è così che mi sento adesso: invincibile. Ma ora, ora che scopro di abitare nei tuoi occhi, capisco anche che qualcosa è cambiato nel tuo essere persona, nel tuo essere donna; perché anche per te sono arrivati quei momenti di fragilità e di solitudine, quei momenti dove senti che forse non ti basta ciò che stai vivendo, quei momenti dove senti vertiginosamente la discrepanza tra quello che provi - e che vorresti - e ciò che hai: e allora ogni movimento interiore - in precedenza percepito come forza - diventa fragilità, diventa smarrimento… e malinconia.

Che strano, oggi sto facendo con te ciò che facevi tu all'inizio di quella che sarebbe poi divenuta la nostra storia: e cioè parlare di me piuttosto che di te. Ma poiché non puoi essere uno specchio per te stessa provo io ad assumere - per un attimo - quel ruolo… -:)

Specchio

Non ti sto offrendo risposte (me ne rendo conto), ma so che mi sto difendendo da te: da questo sentirmi solo, da questo bisogno che ho di te… e da questo desiderio che prolunga il tempo quando tu non ci sei.

Sully

Martedì, 29 agosto 2006

A volte il silenzio…

Ti sei persa amica mia? Mi piace chiamarti così - amica - perché non conosco termine più bello per definire ciò che sento, e ciò che provo nei tuoi confronti. Sono consapevole (e pure tu lo sei) dell'ambiguità, delle valenze sospette che quel termine possiede quando lo si usa per un rappresentante dell'altro sesso: ma ho deciso di andare oltre anche all'ambiguità.
Ti sei persa allora? Come pure a me è successo il mese scorso? No… non credo sia questo il tuo caso. Il troppo poco tempo che ti rimane ti sta forse ingabbiando? Comunque - se puoi - cerca di non permettere che qualcuno - o qualcosa - ti rubi a te stessa. E non mi sto riferendo al fatto che non mi scrivi: perché io sono - e devo essere - l'ultimo dei tuoi pensieri… anche se, ugualmente, sono un pensiero: un pensiero che si occupa - e si preoccupa - per te. E cerca di non farti spaventare troppo dai cambiamenti… anche se so bene quanto a volte sia difficile.

Parlarci non è stato mai possibile; ma nelle poche occasioni che ti ho incontrata ho potuto però guardarti: e ciò che ho visto rimanda di continuo all'immagine di una persona bella, di una giovane donna ricca di fascino… e di magia.

Gentile amica, tu promettimi soltanto di star bene… e io mi farò bastare anche i tuoi silenzi.

Sully

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]