Luglio 2006

Sabato, 1 luglio 2006

Per difendirmi…

Come ho già avuto modo di dirti - fermo restando che il mio bene per te è rimasto intatto - ho cercato di cambiare prospettiva e modo di agire e pensare nei tuoi confronti. Devo dire che mi costa sempre fatica perché è un po' come remare controcorrente, ma sono certa che è il modo più giusto di pormi nei tuoi confronti per il mio bene, senz'altro, ma poi anche per il tuo di riflesso.
Troppa acqua è passata sotto i ponti. Tu ci hai navigato sopra, io invece mi sono sentita trascinata via e persa in quel turbinio di eventi e avvenimenti che ti hanno riguardato, e che mi hanno lasciata spettatrice sola.
Troppa acqua ma… è passata, appunto. Dopo l'ultima esperienza infatti - rivederti, leggerti in un certo "amorevole" modo, sentirti realmente presente - avevo riscoperto antiche emozioni.
È stato doloroso e lacerante dover tornare immediatamente sui miei passi, difficile spiegarne a te il motivo. Forse è triste e desolante da dire, ma pur amandoti e conoscendo il tuo bene per me, devo difendermi da questo amore.
Così, ci sentiremo è ovvio, mi farà sempre piacere sentirti, leggerti, conoscere qualche cosa della tua vita, sapere che non sei cambiato. Ma preferirei fosse una cosa da "amici"; tanto lo so che il difficile sarà soprattutto per me!

Ginevra

Domenica, 9 luglio 2006

Una vita a scomparti

Leggo di sentimenti puri: la gioia, il dolore, il calore dell'amore traspare in ogni frase; e cercando - e scavando - in ogni parola ritrovo un po' di me… e tutto il mare di sentimenti che mi travolgono.
Vivo un amore "sbagliato", un amore che so non dovrebbe esistere; un amore che in alcuni momenti diventa logorante, un sentimento che sembra consumarmi…
Sapevo che sarebbe andata così, era tutto talmente chiaro sin dall'inizio… ma come si può rinunciare alla meraviglia? E allora ti abbandoni… pensando che qualsiasi dolore arrivi sia sopportabile in virtù di tutto l'amore che provi.
Vorrei che la mia vita fosse a scomparti… tutto separato, e nulla che intacchi nulla: ma so che non è possibile! Solo che i pensieri nascono, e con essi la gelosia e quell'ansia di perdere tutto ciò che era già perduto sin dal principio…
Può un amore nascere nonostante l'assoluta e certa consapevolezza della sua fine?
Solo un grande grazie a te… e al tuo cuore.

Rachele

Ciao Rachele,
scusa del ritardo con cui rispondo a questa tua… ma sono stato via una settimana (sono tornato ieri).
Quello che mi scrivi lo capisco (oh… come lo capisco!); e leggendoti ripercorro ancora ogni attimo, ogni emozione provata, ogni turbamento che sempre accompagnano l'amore… quando questo ha la fortuna di nascere! E so che non è possibile scindere le sensazioni che vorresti da quelle che non vorresti provare: ma così è - inevitabilmente - l'amore: solo che ti fa sentire viva, ti fa sentire speciale… con un cuore grande. E lo so che spesso siamo legati da un'antica promessa - da una promessa d'amore - ad un'altra persona: ma forse dovremmo impedirci (e come?) di provare ciò che proviamo?
Comunque ricorda (e lo dico soprattutto per me) che l'amore rimane… e che non potrà mai essere rinnegato.
Venere di Milo In allegato ti invio quella che reputo un'opera sublime della genialità greca, la Venere di Milo (Afrodite). Ritorno infatti da Parigi e - al Louvre - me la sono ritrovata davanti: icona stupefacente di un amore severo ma totale, di un amore "ostinato", voluto, di un amore che sembra voler dire: per sempre! E mi sono emozionato fino alle lacrime; e avrei voluto toccarla, accarezzarle il viso, il collo… il seno.
L'arte (come la vita) quando è vera, dona senso a tutto quanto: a certi turbamenti, a certi smarrimenti… e a tutte le nostre lacrime.
Grazie Rachele…

Sully

Venerdì, 28 luglio 2006

Prima di ritrovarci

Dopo quel tuo sms di stasera - letto con quasi due ore di ritardo - provo a cavare da questa mia mente assopita (dal caldo?) quelle parole che faticherebbero ad emergere da sole. Sono come chiuso in un involucro, in una cappa ermetica che non riesco - o forse non voglio - distruggere e che mi tiene come sospeso sopra le emozioni. È come se queste ultime mi scivolassero addosso senza stimolare un vero evento, un motivo o un impulso al cambiamento… se non un sorriso ebete (anche se beato).
Sono stato bene oggi… e nemmeno io avrei voluto essere da un'altra parte: forse per il fresco?. Ma sì, lasciami scherzare un po'; vorrei tanto cercare di sdrammatizzare quell'ansia sottile che leggo nei tuoi occhi, quella sensazione di precarietà… come se improvvisamente temessi di dover correre da sola.
Ti voglio bene… e non sarà certo uno smarrimento dello spirito, una stanchezza passeggera o un umore altalenante - quasi ciclotimico - ad intaccare questa consapevolezza.

Sully

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]