Giugno 2006

Sabato, 3 giugno 2006

Un po' peperino…

Ciao Sully, forse la tua del 9 maggio non era rivolta a me, ma colgo ugualmente l'occasione per dirti che effettivamente ti sento molto diverso da come ti ricordavo, e non mi riferisco solo a quest'ultimo scritto. Peperino Un po' troppo aggressivo e un po' (e non ti devi offendere) arrogante: "peperino", come dici tu. Forse mi piace di più il contatto diretto con la persona; forse, e potrebbe essere un'illusione, ci sarebbe meno spazio per il fraintendimento. Non riesco mai a capire bene a cosa - e a chi - ti riferisci. A dire il vero ho molta curiosità - e intendo quella sana - per le persone, ma probabilmente non amo questi rapporti virtuali. Probabilmente non hai neppure capito bene come sono. Non sono mai stata molto loquace… sono una silenziosa; sono attenta e presente, ma amo poco parlare, forse perché è facile parlare troppo e per niente. Il mio amore per la poesia deriva probabilmente da questo: un testo ermetico e conciso.
Non ci crederai, ma a suo tempo ho cercato più volte di risponderti, anche se ogni volta ho pensato che non era la lettera che ti sarebbe piaciuta e che ti saresti aspettato. Ho scritto… e poi cancellato tutto.
L'amicizia - quella vera - credo sia quella che ti permette di dire veramente all'altro tutto quello che senti… e senza alcun timore.
Un caro saluto. Con affetto…

Fiore

"Take your sweet time": è questo il titolo del testo al quale ti riferisci? Evidentemente sì!
Però l'arrogante Fabrizio non ha scritto questo testo pensando alla gentile Fiore; lo ha scritto invece per una ragazza, per una "sua amica"… dopo due anni di corrispondenza.
A me non piace troppo il virtuale Fiore, proprio come a te. È per questo che ricordo così bene le nostre passeggiate, le nostre parole, la tua camminata pacata ed elegante… la tua "passione" e la voglia di musica che mi faceva così tanto piacere.
Sai Fiore? Non credo tu abbia ragione sul fatto dell'arroganza… semplicemente non puoi conoscere - e come potresti? - il contesto delle mie risposte, e del sottofondo emozionale che le suggerisce. Ma è possibile che a volte succeda come dici tu… ed è una cosa che neppure io sopporto. Io sono una persona che lotta - fino alla fine - quando quello per cui sta lottando è importante (e forse il desiderio di non arrendersi assomiglia a volte all'arroganza). E cosa c'è di più importante dell'amicizia? Che cosa più importante dell'amore?
Ti prego Fiore, non giudicarmi senza conoscere… e senza sapere; io e te siamo stati amici! Certo, sono passati tanti anni… ma cosa ti fa credere che io sia così cambiato? Così tanto che tu non possa ancora riconoscermi?
Un sorriso…

Sully

Domenica, 4 giugno 2006

Per non sbagliare ancora…

Ciao, ho le mani che mi tremano nel risponderti… e non so da dove partire. Ti scrivo da quest'indirizzo perché voglio proteggere le nostre confidenze, perché questa è una mail che non avrà mai nessun altro!
Mi sento molto confusa, non conosco tutto questo. Di solito cerco di avere il controllo su tutto, ma ora mi sento vacillare, mi sento persa… non avevo capito (o forse non volevo capirlo), e ho ripensato a quando mi hai detto "ma come deve fare una persona con te? Deve essere esplicita?!". Forse avevi ragione… ma ora sento di non capirmi. La prima reazione dopo aver letto la tua risposta è stata di rabbia… ma come?! Io gli scrivo quello che penso e lui… ma poi mi sono resa conto che, in realtà, non avevo scritto quello che provavo, che il soggetto della mail non ero io, ma eri tu, ancora tu… e ancora una volta mi sono fermata grazie a te per cercare di ascoltarmi.
Avrei voluto averti vicino per farti capire che in realtà io non avrei mai voluto provocare quella tua reazione. Mi sono sentita schiaffeggiata, hai cercato di aprirmi gli occhi "violentemente", mi sono sentita guardata dentro (riprendo la frase che ti ho già scritto) quando nemmeno io ho chiaro quello che sento. Tutto quello che sta succedendo mi rende fragile, quando ho sempre cercato di non esserlo; sono sempre scappata di fronte alle situazioni che non riuscivo a gestire.
La seconda reazione è stata quella di piangere, di piangere perché so che quello che succederà tra noi ora dipenderà anche da me… soprattutto da me. Volevo egoisticamente cercare di prendere tutte le cose belle che mi stavi dando senza mettermi in gioco… perché avevo trovato una persona che riesce a dire parole che altri non sanno usare, che riesce trovare la poesia in un film che avrebbe potuto annoiare, che sa apprezzare i silenzi, che sa essere protettivo e farti sentire protetta, che ti sorride, quando al mattino ti svegli assonnata e non riesci a dire una parola, che si commuove ascoltando una canzone (a cosa penserai?), che riesce ad andare oltre le solite parole scontate… una persona che ricerca la bellezza. E se ora penso che - forse per colpa delle mie parole, o delle mie non parole - potrei aver perso la possibilità di continuare a scoprire chissà quante altre bellezze mi sento una stupida… per non aver compreso quello che stava succedendo.
Non voglio perderti… ma non riesco ancora a capire cosa desidero! Penso che tra noi le cose non potranno essere più come prima, dopo le nostre confidenze… ma forse era quello che doveva succedere! Tu stai riuscendo a farmi provare delle emozioni che mi spaventano…
Dovrei dirti ancora tante cose, vorrei cercare di essere sincera come lo sei stato tu, ma mi sento confusa. Scusa se non ti ho capito… non voglio sbagliare ancora.
Ti abbraccio (virtualmente è più semplice!)

Amanda

Martedì, 6 giugno 2006

L'amicizia… talvolta

È bella l'immagine del mare: l'unica cosa che mi calma quando lo guardo. Il mare, come cura per i miei sbalzi di umore… benché tutto mi appaia ancor piĆ¹ nostalgico… (Cecilia)

Chissà a cosa starai pensando in questo momento… non so perché, ma è come se il tuo silenzio mi comunicasse qualcosa. È una cosa strana, non so spiegarti…
Forse preferisci non scrivere per un po'?
Ti chiedo questo non perché aspettavo una tua e-mail, ma solo perché ho questa sensazione… nient'altro.
Una domanda: a quando una tua nuova poesia nel sito? Che tu ci creda o no, io ricordo ancora quella stupenda che lessi la prima volta; non che le altre non siano belle ma, sinceramente, quella mi colpì tanto… e mi colpisce ancora.

Sto ascoltando Vasco (ovvio :-p ), una canzone bellissima che si chiama "Dormi dormi".
Ora vado.
Ciao Sully

Cecilia (Dom, 2 ott 2005)


È stata una buona giornata oggi… almeno per me (ma spero che lo sia stata anche per te): l'aria asciutta e tiepida, e un sole che mi era veramente mancato in tutti questi giorni di pioggia.
Ma è di sera che arrivano i turbamenti, i ripensamenti e le riflessioni spesso negative. Purtroppo non so nemmeno opporre una valida resistenza ai loro attacchi: forse perché sono stanco, o perché non ci tengo nemmeno così tanto a difendermi. Ma è anche vero che di sera - prima di andare a letto - non manco mai di rivolgerti un saluto… e un pensiero.
E ora lo sai!

Sully (Lun, 10 ott 2005)


Scusami se non rispondo subito… è che sono davvero incasinata; tra scuola, e scuola guida, non so dove sbattere la testa. :-p
Sì… di sera arrivano le malinconie più strane, che credevi dimenticate o sparite; però è la parte della giornata che più mi piace. Forse è sbagliato dire che la preferisco, perché tutto sommato sono un tipo vitale, che ama anche la luce del sole e stare con la gente. Però la sera scopre una parte di me che è difficile esternare; che sia un bene o un male, non lo so… E se a questo ci aggiungi una musica particolarmente nostalgica, l'opera è completata ;-).
Sto ascoltando Astor Piazzolla… un compositore argentino che suona il bandoneón (una specie di fisarmonica)… è stupendo…

Domani è manifestazione (nazionale, dicono… ma non lo so) contro la riforma della scuola prevista dalla Moratti. Questa donna fa solo danni… se fosse per me, si dovrebbe ritornare alle scuole filosofiche dei Greci, dove il sapere era davvero la cosa più importante, dove non esistevano i debiti, le promozioni (e le bocciature), le interrogazioni… e soprattutto i voti.
Potrei iniziare a dilungarmi su quest'argomento, ma non mi sembra il caso… perché poi divagherei pericolosamente :-).

Come sto? A parte il rapporto con mia sorella, che in questo periodo mi angoscia particolarmente, penso che le cose vadano bene. Posso farti una domanda?
Nel sito ho letto varie lettere… con vari mittenti e destinatari… ma di chi sono? E perché le hai messe nel sito? Sono inventate o reali?
Come vedi sono 3 domande… ma sono fatta così…
Ti devo salutare… ma spero di trovare più tempo per scriverti altro.

PS… lo so che mi pensi… anch'io lo faccio, anche se può non sembrare :-).

Cecilia (Mar, 11 ott 2005)

Mare
Sai Cecilia? Quando ho avuto l'occasione di parlare di te (e di te ho parlato soltanto a due mie amiche) mi hanno sempre guardato in tralice… e con un sorriso ironico… forse chiedendosi che cosa tu veramente rappresentassi per me.
A volte è così difficile da capire il cuore… così difficile che pure noi stessi possiamo talora porci domande (e non sempre con una risposta chiara) a questo riguardo.
Io so soltanto che sono stato bene, so soltanto che - al di là di qualche paranoia - ti porto dentro di me… e che questo mi dà un senso di benessere e di tranquillità.
I momenti dell'agitazione sono ormai finiti… e ciò che rimane è riconoscenza… e un grande desiderio di dirti grazie.

Ieri ho ripercorso - anche se non in toto - quella nostra corrispondenza che mi è rimasta… quante cose belle ci siamo scritti!
Perdona la mia vanità (non è questo il caso)… ma per cose belle io intendo che - tra noi - a parlare è sempre stato il cuore.

Sully (Oggi)

Martedì, 6 giugno 2006

Lucciola

Lucciola, chiara
che, silenziosa, ondeggi
questa sera.
Ti muovi sola, nel buio
vacillante, incerta.
Chi chiami? Chi cerchi?
Per chi quella timida luce
serve da scia?

Quanto coraggio, in questo procedere.
Ogni qualvolta il passo si fa incerto
e il tuo solo chiarore non basta.
Quando non c'è quel qualcuno
lì, dietro di te,
a disegnare sul telo buio del cielo
una notte stellata.

Erika

Martedì, 6 giugno 2006

Solo cinque minuti fa

Calore di sfera infuocata,
libera la voglia di correre,
di uscire,
allenta inibizioni
e i loro laccioli.
Una strada qualsiasi,
in una città qualsiasi,
un qualsiasi incrocio,
un clacson suona disperato,
stridore di frenate,
e poi
un botto!
Disteso sull'asfalto,
sangue sotto il casco,
il braccio si muove,
si agita la speranza.
Immobili
le auto,
impietriti gli autisti,
la paura li blocca
attaccati al volante.
L'ambulanza ti solleva,
ti ingoia dentro sé,
ingurgita il dolore,
la tua disperazione.
Lo spazio di un caffè
e il tempo si riavvolge;
stai correndo distratto,
il vento viene incontro,
ti lasci trasportare
verso chissà quali sogni,
ma l'andare s'infrange
e lo specchio
in mille pezzi.

Robin delle stelle

Venerdì, 9 giugno 2006

Mutevolezza

Si dice che la donna sia mutevole: è così: ma tu
sei sempre tu nella tua mutevolezza,
come quel rivolo immutabile d'acqua che cade, sempre uno
dalla sorgente all'abbraccio nella polla immutabile
sempre rinnovato e sempre in moto
dal principio alla fine miriade di gocce d'acqua
e tu - per questo io ti amo - sei la cascata
che pur muovendosi custodisce la forma.

Antonia Susan Byatt

Lunedì, 12 giugno 2006

Se tu non ci sei

Non un pensiero soltanto tu sei
che - con stupore - emerge all'improvviso…
ma l'onda lunga dell'oceano
che - possente - ti porta in alto
nel leggero abbraccio della sua forza.

Ma tutto questo non mi salva dallo smarrimento, dalla solitudine, dalla rabbia, dalla gelosia che da questo amore traggono alimento… da quell'amore che ci ha reso migliori.
Se soltanto fosse meno quello che provo!… di sicuro non farebbe così male.
Non poteva bastare un sentimento onesto, un'attrazione, un desiderio semplice, immediato, un volersi reciproco… senza dolore? Perché questo vuoto, questo senso di perdita se tu non ci sei?
Perché soffocare sempre l'entusiasmo quando ti vedo?… quando non sei sola?
Perché non gridare che mi manchi?… che sei il mio amore?

Soltanto se imprigiono il pensiero di te riesco a sopravvivere. Ma se appena lo lascio libero, ecco che mi sento completamente alla sua mercè… e muoio.

Sully

Sabato, 17 giugno 2006

Io

A volte mi dispiace essere così logorante, logorante come molte persone che conosco… come se avessi due lati di me completamente opposti. Per un verso ho sempre il sorriso stampato in viso, l'umorismo, la pazienza, la dolcezza mista a un po' di stronzaggine; la capacità di ascoltare, di cadere e di rialzarmi, di prendere il buono e d'ignorare il cattivo in ogni cosa, in ogni persona; e credere sempre nella buona fede degli altri.
Per altri versi, invece, porto all'eccesso i miei bisogni di comunicazione: maniaca delle spiegazioni di ogni sentimento, di ogni emozione… come se per tutti fosse facile parlarne quanto lo è per me. In fondo conosco i miei errori molto bene, e sono sempre gli stessi quelli contro i quali vado a sbattere, ma non sono disposta a correggerli se non sento di essere arrivata al punto ultimo di questo affanno - punto in cui devo per forza fermarmi per non impazzire davvero. Eppure sono sicura che se non avessi questa foga, questa passione dentro, questa impulsività indomabile, avrei potuto evitare molta sofferenza - a me, come agli altri - e avrei rispettato il carattere diverso delle altre persone… e - chissà - forse non avrei nemmeno perso quello che ho perso. Ma senza questa mia impulsività io mi spengo, non esisto, non sono più…
Chi mi conosce ha imparato anche a non preoccuparsi troppo delle mie parole, dei miei stati d'animo sempre così umorali, sempre così imprevedibili; e così mi lasciano fare, magari sorridendoci sopra, perchè sanno che domani tutto sarà passato… forse. Non sono fatta per i grandi distacchi e i riavvicinamenti, non sono fatta per le pause, per le attese; e non voglio pensare più a niente: non è mai stata la ragione, infatti, a guidare il mio cuore e il mio comportamento, ma l'emozione del momento… che a volte premia, ma che talora punisce.
E oggi sono qui che mi auguro di smettere di aspettare… di aspettare che qualcuno abbia ancora voglia di rivedermi.
Adesso dovrebbe seguire un abbraccio…

Alessandra

Martedì, 20 giugno 2006

Ad Alessandra

Incido,
scavo,
carne viva,
il sangue affiora,
procedo,
instancabile,
inflessibile.
Ogni ferita
uccide una parte di me.
Da ogni ferita
nasce un uomo nuovo.
Fatica,
sudore,
dolore,
ogni giorno si rinnova.
Chi ero ieri
meno di ciò che sono oggi,
e il domani
mi troverà
ancora inadeguato.

Robin delle stelle

Martedì, 20 giugno 2006

Così difficile…

È così difficile tutto questo… così difficile saperti in compagnia, liberamente, serenamente (come è giusto che sia) ma senza di me. Credi forse che quando mi hai chiesto di vederci anche stasera io non sia stato tentato di dirti di sì? Ma non posso averti soltanto per me!… e non posso perché - anche volendo - io non ci sono; io non ci sono quando viene la sera, quando dopo una giornata di lavoro si libera la mente e - insieme - si percorrono i sentieri dell'amicizia, della condivisione, dell'amore.
Noi siamo due mondi irrimediabilmente separati ma che - dopo essersi conosciuti - irrimediabilmente si attraggono l'un l'altro. Ma non è tanto l'oscurità il loro regno condivisibile, non le dolci ombre della sera, quanto piuttosto la luce forte del giorno, una luce talora accecante… così tanto da ferire gli occhi.

Mi manchi… ma va bene così, e dovrò accettarlo per le ragioni di cui sopra e per un milione di altre ragioni. Soltanto che, subito dopo esserci allontanati, quella sensazione di perdita e quel senso di vuoto - che ti fa perdere ogni punto di riferimento - crescono a dismisura!

Sully

Venerdì, 23 giugno 2006

Al primo posto

Ho deciso di scriverti senza prima leggere l'ultima tua perché non voglio farmi condizionare dai tuoi pensieri, pensieri che potrebbero essere alterati dal tuo stato - come tu l'hai definito questa mattina - "patologico". Quindi lascio liberi i miei di pensieri… che forse non sono meno patologici dei tuoi.
In questi giorni vivo nello smarrimento; tu sei un punto di riferimento che sento si sta allontanando per una qualche forma di resa: ma io non riesco ad accettarlo. Non sono mai riuscita ad arrendermi quando credo in qualcosa e tu, proprio ieri, mi hai chiesto se penso sia possibile continuare: sì, lo credo… con tutta me stessa, e non pensare che non sia a conoscenza di tutte le possibili difficoltà che potremmo incontrare lungo la strada che abbiamo deciso di percorrere insieme. Ti sento contraddittorio nella visione del nostro futuro, anche sulla base di ciò che mi racconti, e del rapporto che desidereresti: un rapporto perfetto! Vorresti, infatti, poter vivere l'amore a pieno non credendo sia possibile viverlo a metà. Bene, sono d'accordo, nel senso che sarebbe anche il mio desiderio se se solo ci fossimo incontrati in un altro momento della nostra vita: ma così non è! Da qui nasce il mio senso d'impotenza, e quell'urgenza di voler fare qualcosa per cambiare la situazione. Sai qual è la differenza tra di noi? Che se io penso di cambiare le cose "salvo" la nostra storia e rinuncio al resto. E tu? Rinunceresti a ciò che provi per non affrontare il resto? Anzi - mi correggo (non penso potresti rinunciare a ciò che provi) - rinunceresti a continuare a condividerlo? Ma qual è la verità in tutto questo?
Nessuno di noi sembra essere in grado di cambiare la propria vita… ma da qui la domanda che spesso ritorna nei miei pensieri: come possiamo rinunciare a ciò che ci ha reso migliori? Io penso che l'averti conosciuto, l'amarti… anzi no, forse è stato il tuo modo di amare che mi ha resa migliore; sai amare proprio come dici… in maniera "perfetta"… e pensi che voglia rinunciare a tutto questo soltanto perché non possiamo avere "tutto"?
Anche per me è difficile non poterti stare vicina quanto desidererei, averti quando ne ho voglia, parlarti senza dover aspettare che i nostri impegni ce lo permettano, baciarci in ogni dove ed essere libera di viverla questa storia. Ma il peso di tutto ciò scompare se solo penso a quello che tu mi dai quando ci sei, ma anche quando non ci sei… tu, che continui a vivere nei miei pensieri!
Quando mi dici che l'idea di programmare i nostri incontri ti disturba lo posso capire; ma mi chiedo anche come non sia possibile superare l'imbarazzo di ciò che possono pensare degli estranei di noi! Ma chi cazzo se ne frega se qualcuno potrebbe pensare che ci amiamo? Ma che male c'è? Cosa ne può sapere quell'estraneo di noi? E chi cazzo se ne frega se qualcuno pensa che stiamo andando a scopare?
Questi sono i pensieri che a volte popolano la mia mente: come quello che al primo posto ci sei tu… e questo amore che provo per te.

Amanda

Sabato, 24 giugno 2006

Come sigillo…

Stasera non ho sonno… e starei su tutta la notte (l'ho fatto più di una volta!) ma so che domani la mia stanchezza maledirebbe una decisione del genere.
In questi giorni ho pensato alle parole che mi dici quasi in continuazione (magari tra le righe), al fatto di sentirci - a volte - irrimediabilmente soli (e non sempre perché soli fisicamente), costretti a consumare da soli ciò che ci turba e ci preoccupa… condannati a non poter quasi mai condividere fino in fondo quelle emozioni che ci abitano, che ci cambiano, che ci fanno vivere.
Stasera mi ascolto che mi dico: - Non voglio diventare vecchio! :-) forse perché è in questa stagione che sto vivendo le emozioni più forti, una stagione che altri etichetterebbero come "troppo tardi". Ma troppo tardi per cosa??? Vorrei gridare la mia gioia… e vorrei gridare la mia rabbia e la mia passione; vorrei che qualcun altro si accorgesse di ciò che si agita al di là di quel mio "broncio" che da fuori appare. Ed è soltanto fortuna che qualcuno che conta se ne sia alla fine accorto! :-)

Mettimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l'amore,
tenace come gli inferi è la passione:
le sue vampe son vampe di fuoco…
(Cantico dei Cantici)

Che altro chiedere alla vita se - per qualcuno - rappresentiamo tutto questo?

Sully

Lunedì, 26 giugno 2006

Desideravo un sogno

Sospesa sopra di me - come le fitte maglie di questa canicola - la mia voglia di te. Ma essa pure mi abita - e mi possiede - influenzando ogni cosa, ogni mio movimento, ogni mia postura, ogni mio atteggiamento. Non quindi una semplice presenza la sua… ma un possesso pieno, un qualcosa che mi cambia, che mi completa e che mi fa sentire - pur nella mia fragilità - invincibile.
La consapevolezza di appartenerci sta "liberando" sempre di più questa nostra corporeità proprio in virtù di questo amore, un amore che ci affranca dalle pastoie, dalle catene di tutto ciò che comunemente viene considerato lecito, conveniente. Divenendo l'uno parte dell'altra veniamo restituiti nuovamente a noi stessi… ma in modo nuovo, cambiati e trasformati da quello stesso amore al quale ci eravamo affidati all'inizio con tremore, ma anche con fiducia e speranza. Ed è per questo che anche l'assenza di te, oggi, profuma di poesia, di desiderio, di pensieri nuovi…
Danae Mi sto rendendo conto come sia l'amore - non la sola attrazione, non il solo desiderio - ad abbattere gli argini che trattengono questa passione, a liberarla, a renderla incontrollabile e incontrollata; come soltanto l'amore riesca a spostare in avanti - allontanandoli - i limiti di questa voglia che ho di te, di questo desiderio che mi accende, di questi fremiti che scuotono le mie carni. E mi scopro a guardarmi, a toccarmi, ad osservarmi… come non avevo fatto mai; e la certezza di appartenerci fa di me un tuo possesso, un qualcosa che esiste per i tuoi occhi, per le tue mani, per la tua bocca…

Desideravo un sogno che fosse soltanto mio, e un nome che portasse con sé - celandoli - significati da custodire, da preservare… e sei arrivata tu!

Sully

Giovedì, 29 giugno 2006

Figli di un dio minore?

Osserva il corpo,
involucro intatto,
ma la sua mente
dov'è?
Vaga smarrita
dentro la nebbia
che confonde e annulla i contorni?
Oppure corre,
allegra e leggera
su distese infinite,
bagnate di sole
e da tranquille brezze?
O forse prigioniera
in una dimensione incantata,
ignota a noi,
ma così fantastica
che non vuol più abbandonare?
Invece,
abbandona a noi
il vestito
fatto di pelle, ossa e carne,
che curiamo e nutriamo
nell'attesa
di un improbabile
suo ritorno.

Robin delle stelle

Venerdì, 30 giugno 2006

Inquietudine

Vedi come sono? Imprevedibile! Sicuramente pensavi che non mi sarei mai fatto vivo stamane… e invece eccomi qui a condividere con te un piccolo momento della mia "semplice" vita. Quando ridivento consapevole che tu sei con me - che tu abiti in me - provo una gioia quasi viscerale, contagiosa…

Stasera mi ha sfiorato il tramonto in un campo di grano… e ho pianto come un bambino; e quanto avrei voluto condividere con te questo momento, e poterti descrivere ciò che ho potuto vedere, sentire. Ma vediamo un po' se riesco a raccontartelo.

Verso le 18 ho inforcato la moto - e il libro che sto attualmente leggendo - e sono andato al passo Roverello per poter leggere in un luogo che aiutasse a farmi sentire maggiormente parte di un tutto. Complice in questo una piacevole brezza finalmente fresca che veniva a incontrare il mio volto, e i miei capelli; a un certo punto mi sono perfino sdraiato sull'erba con il libro aperto sullo sfondo azzurro del cielo. Verso le 19, deciso che era giunta l'ora di partire per tornare verso casa, i miei occhi si sono posati casualmente su un campo di grano mosso dal vento e investito dai raggi dell'ultimo sole. È stato proprio in quel preciso istante - forse complice uno sfarfallìo dorato di luci ed ombre - che ho deciso di "tuffarmici" in mezzo: e mi sono messo a correre, con le braccia aperte, e sfiorando col palmo delle mani quelle spighe mosse dal vento. E ho avvertito - con un'improvvisa vertigine - che quello sarebbe stato anche un buon momento per morire…

A volte ho paura di questa mia sensibilità, di questa piacevole inquietudine che mi fa cercare di continuo quelle emozioni che mi fanno vivere… ma che mi lasciano così svuotato dopo averle provate, che mi lasciano - come dopo un incontro tanto atteso - con quella malinconia che affiora quando giunge il momento di andare…

Ora non mi resta che abbracciarti…

Sully

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]