Maggio 2006

Lunedì, 1 maggio 2006

Congedo

A parte un raffreddore che si protrae - e a parte l'età che avanza - non posso proprio lamentarmi: tutto sembra "funzionare" bene nonostante i primi impedimenti di questa vecchia carcassa che mi ritrovo.
Ma se mi chiedi come sto, allora devo proprio dirti che le ansie, i dolori, e le ferite che mi porto dentro, sono un po' più di ieri. Ma in fondo so che questo è - e sarà - inevitabile!

Io - con te - sto mantenendo fede a una promessa: alla promessa di non tarparti le ali, di lasciarti libera, di non avere pretesa alcuna su di te, e di non sperare più in un'amicizia impossibile; tutto questo però - quando ci penso - mi riempie di smarrimento e di tristezza…
Qualche volta ho avuto paura che tu pensassi che i miei silenzi significassero abbandono, dimenticanza, disillusione: no!… so soltanto che i miei silenzi ti permetteranno di volare… dove, come, e quando vorrai; e so che permetteranno a me stesso di proteggermi.

Quante cose ti ho detto di me, e quante cose ho pensato di te; e quanta tenerezza, e quanto… amore? Se amore è quello spazio dentro di me dove tu abiti - dove tu continui a vivere - allora sì… allora posso dire di amarti.
Ora forse dovrei tentare di spiegarti meglio il concetto appena detto: ma come farò ad essere sicuro che tu capisca?
Una cosa, però, so che capirai: si può amare anche senza possedere, no? Bene… questo!… è quello che provo per te. E so che sarà così oggi… e so che sarà così domani.

Sully

Mercoledì, 3 maggio 2006

Quasi una guerriera…

Ciao amore mio,
quante cose desidererei dirti durante il giorno… e quanto vorrei poter condividere tutto con te. A volte mi sembra perfino di essere superficiale nell'aver voglia di raccontarti anche solo la mia quotidianità, quella quotidianità che pure tu abiti… ma senza essere al mio fianco. E quante volte - nei miei gesti - sento la tua presenza, e ricordo parole dette… e penso come già ci sia una nostra "storia".
Ricordi? Poco tempo fa eri tu a non credere possibile continuare questa storia; pensavi che ci sarebbe stato comunque qualcosa di "rotto"… Ed io che ti dicevo: "Perchè non potrebbe essere migliore?". Ripensando a "ieri" non posso credere che tutto ciò che è successo non ci abbia portato ad amarci ancor di più. A volte desidererei tanto che tu sentissi questo amore come "diverso", come "quasi perfetto"… ma, talora, ho l'impressione di essere solo io l'illusa a continuare a pensare di poter affrontare tutto con te.

Perchè scriverti queste parole?
Forse perché vivo nella paura che ci arrenderemo, che ci arrenderemo ancor prima di aver lottato per questo amore. In questo periodo sei tu a dirmi: "Viviamo ciò che abbiamo ora… e domani si vedrà!", mentre ero io un tempo a scriverti: "Il futuro?… ora non conta!".
Ma ciò che conta veramente di più per me è questa certezza, la certezza che nel mio futuro - e nel mio cuore - tu ci sarai… e che nulla - e nessuno - potrà mai inaridire ciò che sento, e ciò che provo.
Sembro proprio una selvaggia ora, quasi una guerriera…

Scrivendo queste ultime parole la mia immaginazione ha perso completamente il proprio lato spirituale… e ciò che ora prevale è solo pura passione. Ma lascerò a te - uomo dall'immaginazione vivace - indovinarne il seguito.

Thomasine

Sabato, 6 maggio 2006

Guerriero "K"

Da circa due settimane una sottile inquietudine si agita dentro di me, un'inquietudine mossa da un desiderio che sta emergendo piano piano. E così mi scopro a rubare immagini da riviste, e da internet; e mi scopro ad ascoltare un rombo che per strada fa voltare la testa, forse nella speranza - chissà - di vederla…
Sono così letteralmente bombardato dalle solite giapponesi che non pensavo minimamente ad altre tipologie di moto da acquistare.
E la mia Honda Transalp? Ottima moto, non c'è che dire… ma ora vorrei il sogno! Vorrei un animale da domare, ma un animale talmente bello da trattare anche con gentilezza. Ti ricordi quando ti dissi che l'estetica, in una moto, aveva per me un'importanza fondamentale? È chiaro come questa non basti da sola a soddisfare i miei desideri… ma sono sicuro che sacrificherei volentieri più di una prestazione piuttosto che rinunciare alla bellezza, piuttosto che rinunciare al carattere che emerge semplicemente guardandola.

KTM Adventure

Non so come io sia arrivato proprio stasera a questa "decisione" (una decisione - per la verità - ancora da limare con consigli che dovrò ascoltare)… ma so che se non potrò averla mi terrò la mia!
È un bicilindrico di 999 cc di cilindrata con 98 cavalli di potenza. L'aspetto è decisamente aggressivo… ma slanciato in alto: una moto dal carattere maschio! E forse è questa la sola cosa che un po' mi dispiace: ma credo che per una moto potrà andar bene lo stesso!

Sully

Lunedì, 8 maggio 2006

Per luoghi ritrovati

Ritrovar la solitudine,
il canto del cuculo,
il ronzio degli insetti,
il suono del vento
e l'ondeggiar leggero
dei rami estremi.
Ritrovar
le miriadi di fiori di campo,
il volo di uccelli ignoti,
il lento mutar di nuvole
su un sottofondo d'azzurro.
Il respiro torna a espandersi
su un abbraccio verde
di boschi, valli, colline,
e anche quel non so cosa
che ti rende partecipe
di questa immensità
che torna a scavar dentro.

Robin delle stelle

Martedì, 9 maggio 2006

Take your sweet time

Ti scuso di cuore per i tuoi silenzi. Ma forse sono io che dovrei farlo - chiederti scusa - per aver dubitato, per aver pensato di essermi sbagliato a "vedere" in te quella persona attorno alla quale ho sentito sbocciare quello che io chiamo amicizia. Qualche tempo fa mi dissi come non ti andasse più di confidarti con me, come non riuscissi più a raccontarti, a dirmi ciò che ti agitava dentro; e perché questo? Per la sola ragione che forse non riuscivi più a sentire un'amicizia per me.
Questa cosa mi ha ferito tantissimo… ma ho comunque accettato la verità del tuo cuore; anche perché da te non avrei mai voluto nient'altro.

Mare

Ho tentato allora di cancellarti dalla mia mente, di cancellarti dal mio cuore; e ho tentato di far finta che non esistessi, tentato di dimenticare di averti conosciuta. Ma non ci sono riuscito! E da quel giorno il silenzio è divenuto il mio rifugio, un posto dove potevo almeno proteggermi…

Nelle "solitarie" e poche parole che mi scrivi ti sento come perduta: posso, dunque, fare qualcosa nonostante io non sappia che cosa sia a turbarti? Forse un'incomprensione? Un amico che più non riconosci? Una delusione? O semplicemente la preoccupazione per la scuola, gli esami, la maturità?
Io sono grande, amica mia… e una parola per te - una parola che viene dal cuore - ci sarà sempre comunque.

Quanto mi piacerebbe, adesso, sentire che mi parli…
Ti voglio proprio un mondo di bene.

Sully

Martedì, 9 maggio 2006

o Mare, Amore

Quando un mattino ti sveglierai pensando - chiedendoti - se io ti stia portando ancora nel mio cuore… pensa soltanto a quel canto che risuona in me continuamente, pensa a quale sia la mia più grande speranza, il mio desiderio più grande: un amore per sempre!
Ma ne saremo capaci? Come un filo splendente di luce che ci leghi…
in questa notte buia. (Sully)

Parlerò ai tuoi silenzi…
perché nessuno - come te - mi è amico.
Così ti porterò con me - o Mare mio -
in luoghi solitari, nel deserto,
tra fredde montagne e boschi profondi,
tra grida d'amore perdute nel vento,
tra i vuoti paesaggi interiori
di tanta, tantissima gente…

In nessun posto adatto, ricorrerò a te
- Amore - per trovar riposo, in te…
per trovar quella pace in un abbraccio
che - so - non potrà spegnersi domani.

Sully

Martedì, 9 maggio 2006

La spiaggia di ossidiana

Palmarola

Alessandra

Venerdì, 12 maggio 2006

Un'amicizia non muore

Com'è che ancora non mi sono stancato di te?
Perché tu hai - e hai avuto - fiducia in me, hai sentito come il mio cuore si sforzasse di essere "puro" prima ancora di "conoscermi", prima ancora che mi inviassi la tua prima lettera; hai creduto che dietro a delle malinconiche parole di una poesia si potesse celare un cuore buono, un cuore di gabbiano! E non c'è nulla al mondo che possa ripagarti di quel gesto dettato - chissà - da quali pensieri, da quali sentimenti, da quali sensazioni ed emozioni. E non è certo un merito la mia pazienza di fronte a questa tua apertura.
È tardi stasera. Fuori la luna rischiara una notte particolarmente silenziosa: ma io veglio… e in questo momento sto pensando che tu - giovane donna - starai sicuramente riposando. Ed è bello sapere di esserci per qualcuno che nemmeno quasi si conosce…
La tua lettera - così generosa - mi ha allargato il cuore: e volevo dirtelo subito, volevo dirti subito - non desideravo farti aspettare - quanto sia dolce il sorriso che è spuntato mentre leggevo le tue parole.
Una mia lettera - una vera risposta all'ultima tua - seguirà (spero a breve) a questa… ma non potevo farti attendere oltre una risposta che sentivo già di poterti dare: che un'amicizia non muore.
Ti abbraccio forte.

Sully (Giovedì 15 set 2005, ore 0.50)

Lunedì, 15 maggio 2006

Un'amica un po'… speciale

Di David Grossman non soltanto possiedo il libro "Che tu sia per me il coltello" (ce l'ho sullo scaffale… ma non l'ho ancora letto) del quale tu fai riferimento nell'ultima tua, ma possiedo - ed ho letto - "Col corpo capisco", un buon libro, un libro che parla delle strade impervie - e dolorose - percorse dalla gelosia.
Ma questo - per me - non è proprio un buon momento per leggere; non che manchi il tempo… ma è come se i momenti liberi bastassero appena a permettere alla mia mente di veleggiare tranquilla dove più le aggrada… e dove più le pare. Comunque sicuramente arriveranno tempi migliori - chissà - anche per la lettura.
Io sto bene, e non m'importa se qualche volta ti dimentichi di chiedermelo… perché - a modo tuo - lo fai in continuazione quando mi scrivi; e basta questo a rendermi contento.

"Mi domando come sarebbe se ci incontrassimo realmente… se tutto sfumasse così! Magari non avremmo niente da dirci… o magari no!". Questo, quello che mi dici nell'ultima tua.
Che dire? Io ho 45 anni… e nulla sembra più spaventarmi ormai; nemmeno se da un evento del genere potessi uscirne deluso. Ho imparato che ogni occasione che si presenta - soprattutto se voluta e sentita profondamente - è sempre meglio viverla: viverla… piuttosto che rimpiangerla. Dire questo - nel nostro caso - potrebbe forse sembrarti esagerato: ma in fondo non credo lo sia.
Ma - dico - come potresti? Come potresti deludermi? Non sei forse tu quella che mi scrive - e si racconta - da così tanto tempo? Non sei forse tu quell'amica un po'… speciale?
Ma davvero ti spaventerebbe così tanto se ci dovessimo incontrare?

Pochi minuti con te… e il tempo è volato; ed ora - ora che sto per inviare questa mia - sento già che mi mancherai, sento già che mi mancheranno questi momenti dove - tu ed io - siamo stati uno di fronte all'altra, magari anche soltanto per dirci cose banali…

Sully (Lunedì 12 set 2005, 22.28)

Martedì, 16 maggio 2006

Bottega d'artista

Ti muovi lieve
tra tavoli e tovaglie,
suggerisci pietanze,
fusioni equilibrate
fra sapori, colori, fragranze:
il nostro piacere trasmigra,
diviene tuo piacere.

L'armonia si incrina,
come nube improvvisa
che oscura la luce,
emerge il disappunto,
si affaccia lo sgomento:
un cappuccino,
intermezzo inaudito,
macchia informe
tra disegni d'autore.

Robin delle stelle

Mercoledì, 17 maggio 2006

Un "distratto" e fuggevole… incontro

Gentile amica,
lungo le strade della nostra vita incrociamo quotidianamente persone e volti nuovi. Ogni giorno, infatti, ci capita di posare almeno uno sguardo su chi ci passa accanto (uomo, donna, bambino), su ognuno che ci sfiora. Fuggevole incontro E qualche volta resta impressa un'espressione, un gesto, talora un bel viso, un sorriso… ma sono immagini, queste, quasi sempre destinate a perdersi, a divenire quelle "evanescenti meteore nel nostro cielo": perché senza una conoscenza - una conoscenza che segua a un pur fuggevole incontro - si resterà semplicemente degli estranei.

Con noi, oggi, è successo l'esatto contrario: un incontro - sì - "distratto" e fuggevole, un incontro preventivato e possibile… anche se non pianificato; ma due persone che non conoscevano i rispettivi volti - custodi però di confidenze reciproche - si sono alla fine incrociate: ed è stata una benedizione.
Ora mi sento più tranquillo, quasi appagato di poter dare un volto ai tuoi pensieri… e contento che anche tu possa fare altrettanto. Ma quante cose avrei voluto dirti oggi, quante cose osservare di te… E anche se questo non è stato alla fine possibile, ugualmente ti ringrazio per quei lampi di simpatica agitazione che ho scorto nei tuoi occhi… moti d'animo che hanno dato un senso e un significato anche agli accelerati battiti del mio cuore.
Ciao :-)

Sully

Giovedì, 18 maggio 2006

A uno sconosciuto

Sconosciuto che passi! non sai con quanto desiderio io ti guardo,
Tu devi essere colui che io cercavo, o colei che cercavo
(mi arriva come da un sogno),
In qualche luogo di certo ho vissuto con te una vita di gioia,
Tutto ricordo, l'istante che ci incrociamo, mutevoli, amanti, casti, maturi,
Tu sei cresciuto con me, sei stato ragazzo o ragazza con me,
Io ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo è divenuto qualcosa
che non appartiene soltanto a te, né ha lasciato che il mio
restasse mio soltanto,
Mi hai dato il piacere dei tuoi occhi, del tuo volto, della tua carne,
e mentre io passo, tu ne prendi in cambio dalla mia barba, dal mio petto…
e dalle mie mani,
Non devo parlarti, devo pensarti quando son solo o veglio la notte da solo,
Devo aspettarti, non dubito che ti incontrerò ancora,
E a questo dovrò badare… di non perderti.

Walt Whitman (Foglie d'erba, Calamus)

Giovedì, 18 maggio 2006

Torna

Ritorna ancora e prendimi,
amata sensazione, ritorna e prendimi,
quando si ridesta viva la memoria
del corpo, e l'antico desiderio di nuovo si versa nel sangue,
quando le labbra e la pelle ricordano, e la carne,
e le mani come se ancora toccassero.

Ritorna ancora e prendimi, la notte,
quando le labbra ricordano, e la carne…

Costantinos Kavafis

Venerdì, 19 maggio 2006

Per scambiare due parole (Lettere a una sconosciuta)

Stasera mi son detto: e se fossi io ad avvertire l'esigenza di scrivirle? Eccomi qui allora, per un saluto, e per scambiare due parole in amicizia…
Sei dunque anche tu della classe 19**? E sai perché ti avevo scambiata per una ragazza? Per quel tuo "bussare" piano alla porta, quasi con timore… e per quel "voi" che continui ad usare anche adesso (come se dando del "tu" avessi paura di offendere qualcuno). Devi sapere però che qui - al mio indirizzo - si può dire di tutto (o quasi)… e senza nessuna paura. È passato da un bel po' il tempo dove una parola buttata lì, "imprudentemente", poteva farmi arrabbiare. Qualche mese fa ricevetti, infatti, un "attacco" in piena regola da una donna che reputava questo mio sito un semplice "sfogatoio"; e ho pensato che la mia miglior risposta sarebbe stata quella di pubblicarne integralmente il testo, come poi ho puntualmente fatto in data 17 mar 2006.

Tu mi racconti di quello che stai vivendo, e di come questo non sia un buon momento per te… Ma chi è colui che talvolta non sperimenta periodi di questo genere? Nessuno - purtroppo - è del tutto immune agli attacchi delle "bufere" interiori. Ma spero tanto che il problema condizionante questo tuo stato sia - alla fine - risolvibile.
Ho pensato - in merito al fatto che mi dici di non poterti permettere di sentirti così - che forse sei una madre… E - si sa - come davanti agli occhi dei figli si cerchi e ci si sforzi sempre di non sembrare troppo fragili. Ma spesso sono proprio i figli a pretendere che i genitori siano sempre forti… per poterci fare carico anche dei loro problemi. Ma che altro possiamo fare? Li amiamo…
Troppo spesso la vita sembra andare oltre… trascinandoci, piuttosto che essere da noi condotta. E chissà se, in questi casi, il semplice fatto di essere donna sia di qualche aiuto…

E hai ragione a proposito della solitudine, quando dici che "ci si sente soli anche se in realtà non lo si è… un po' come succede nell'amore". Io credo, infatti, che a volte ci si senta soli perché l'amore che si prova dentro crea spazi di bisogni così grandi, così smisurati, che nessuno mai potrà colmare interamente.
Buona serata…

Sully

Venerdì, 19 maggio 2006

Quasi un Frate Indovino…

Non è vero che l'amore lascia spazi…
e non è vero che non si possano colmare!

Scrivi davvero proprio a tutti! Sei ormai un saggio: consigli e perle di dolcezza… un Frate Indovino online! Ah ah ah…
Ciao, e buona giornata :-)

Ginevra

Sabato, 20 maggio 2006

Quando si è soli

Leggo e rileggo la poesia "A uno sconosciuto"… e la trovo bellissima!
Quello che sento dentro nei momenti in cui sono sola - in cui tu non ci sei - è una sensazione fatta di contrasti; ma quello che alla fine rimane è proprio espresso da queste parole:

Non devo parlarti, devo pensarti quando son solo o veglio la notte da solo,
Devo aspettarti, non dubito che ti incontrerò ancora,
E a questo dovrò badare… di non perderti.

Perchè il mio bisogno più grande sei tu… e non posso proprio perderti.
Sono sempre vigile nel cercare di capire se può essere cambiato il tuo sentire; e giorno dopo giorno mi chiedo - "mi amerà come ieri?" - pur sapendo che non si può mai quantificare l'amore; immagina se esistesse una misura dell'amore… ma non è quello che cerco! La mia attenzione nel guardare il tuo volto, le tue espressioni, i tuoi gesti… nasce però anche da questo.
Quando sei con me - tu lo sai - amo osservarti, amo scorgere i tuoi pensieri anche senza le tue parole, amo i tuoi silenzi d'amore… ma ho così paura quando i tuoi occhi si velano.
E quando sei con me so anche che ogni cosa è possibile, e che - insieme - possiamo tutto… veramente tutto.
E quando si è soli? Quando sono sola allora ascolto, ascolto e vivo del sentire che è nato con te… anche se so che non è - e non sarà mai - abbastanza.

Sì, vorrei sempre di più, quel "di più" che sento ogni volta che tu ci sei, ogni volta che tu "scegli me"… ancora.
Ti amo, senza limite…

Thomasine

Lunedì, 22 maggio 2006

Onde

Come ondate
arrivano
morsi di dolore.
Brandelli d'anima
si disperdono intorno.

Solo il tempo
che passa
dona sollievo.
Ore o giorni di quiete,
fino a un nuovo montare
di onde schiumose.

Robin delle stelle

Venerdì, 26 maggio 2006

La metà migliore

Che cosa dà una persona a un'altra? Dà se stessa, ciò che possiede di più prezioso, dà una parte della sua vita. Ciò non significa necessariamente che essa sacrifichi la sua vita per l'altra, ma che le dà ciò che di più vivo ha in sé; le dà la propria gioia, il proprio interesse, il proprio umorismo, la propria tristezza, tutte le espressioni e le manifestazioni di ciò che ha di più vitale. In questo dono di se stessa, essa arricchisce l'altra persona, sublima il senso di vivere dell'altro, sublimando il proprio. Non dà per ricevere; dare in se stesso è una gioia squisita. Ma nel dare non può fare a meno di portare qualche cosa alla vita dell'altra persona, e colui che riceve si riflette in essa; nel dare con generosità, non si può evitare di ricevere ciò che le viene dato di ritorno. Dare significa fare anche dell'altra persona un essere che dà, ed entrambi dividono la gioia di sentirsi vivi. Nell'atto di dare nasce qualcosa, e un senso di mutua gratitudine per la vita che è nata in loro unisce entrambe.

Erich Fromm (L'arte di amare)


Riprendendo in mano questo saggio di Fromm mi accorgo - con sgomento - della data d'acquisto in calce: marzo 1982.
Erano quelli i miei anni venti!, gli anni della mia rivoluzione interiore, gli anni del mio apprendistato…

Sto rileggendo per l'ennesima volta "Il miglio verde" di Stephen King, e anche questo mi riporta indietro a quegli anni… ma per vie traverse che ora non so spiegare. E mi sto accorgendo come questi pensieri che mi stanno sgusciando fuori dalle mani non siano soltanto per me… ma anche per voi che ora state leggendo. E scrivo con gli occhi velati… e con il cuore in subbuglio, per tutte quelle immagini che il libro continua a smuovermi dentro, in un accavallarsi disordinato di emozioni afferrate da un ardito - quanto prodigioso - slancio di memoria, in questa bella mattina di maggio.
Anni difficili quelli, anni di inquieto torpore dove maturavano - senza saperlo - i germi di quello che sarei diventato poi; anni che mai e poi mai - anche potendo - vorrei rivivere. Ero uno stupido ragazzo, superficiale quanto basta per mettere continuamente a tacere la coscienza, quella coscienza che, però, non mi ha mai dato tregua, che mai mi ha lasciato tranquillo, quella coscienza che continuava a dirmi di avere pazienza, di perseverare… ma senza mai indicare chiaramente uno stralcio di meta che non fosse avvolta nella nebbia.
Sono stati anni d'inquietudine profonda…

E che cosa - alla fine - sono diventato? L'unica risposta che so darmi, oggi, è quella di una persona che non ha più paura di fare spazio, di vivere l'emozione… anche quando questa fa così male da annientare, anche quando sarebbe opportuno soffocarla ricollocandola laggiù… oltre quelle onde schiumose di cui parla Robin.
Non credo sia proprio possibile vivere soltanto la metà migliore della vita… ma non sarà forse questo a rendere quest'ultima così bella?


Non ne posso più del dolore che sento e vedo, capo.
Non ne posso più di vivere in strada, solo come un pettirosso sotto la pioggia. Mai un amico da andarci assieme, un amico che mi dice da dove veniamo e dove stiamo andando e perché.
Non ne posso più della gente cattiva che si fa del male. Per me è come cocci di vetro piantati nella testa.
Non ne posso più di tutte le volte che ho voluto rimediare e non ho potuto.
Non ne posso più di stare al buio. Soprattutto è il dolore… ce n'è troppo. Se potessi smettere di sentirlo, lo farei. Ma non posso.

John Coffey (da "Il miglio verde" di Stephen King)

Sully

Venerdì, 26 maggio 2006

Tra le tue mani

Spina che pungi leggera la carne,
che scivoli tra le pieghe della pelle
profonde e mature,
dolorosa passione d'esistere.

Quella tua lacrima si prese cura di me
del mio essere sola.
Mi ha stretta in una paterna fermezza
in un bacio di uomo vacillante, sorpreso.

Forse non sai di come sia stato facile amarti
di come si leva, alto, nel cielo
il mio lato più bello
se sospeso, tra le tue mani.

Erika

Domenica, 28 maggio 2006

Il tuo lato più bello

Conosci Vivaldi? Non soltanto il Vivaldi delle "Quattro stagioni"… ma qualcun altro dei suoi concerti per violino?
Non so perché questo pensiero, stamane… ma questa musica mi ricorda te, almeno quel poco di te che credo di conoscere, quello che sento leggendoti, e quello che nasce lasciando parlare le tue poesie… quelle poesie che hai voluto condividere con me.
"E mi piace pensare che ci farà credere maggiormente in questa amicizia" mi scrivi nell'ultima tua. E mi fa felice questo, questo tuo desiderio che si tinge di una speranza ancora acerba… ma "volitiva". Comunque devi sapere - ma forse già lo immagini - che io continuerò ad esserci fintantoché tu continuerai a credere in questa "cosa".
E a questo proposito ecco che ritorna Vivaldi con quei suoni limpidi, naturali - quasi suoni di natura - che ti fanno desiderare che la musica continui… che continui ancora per un poco. Ma mentre ascolto c'è dell'altro che mi riporta a te… la dolcezza, la leggerezza di questa musica unita alla triste consapevolezza che tra poco sarà - ancora una volta - silenzio. Per quest'ultima immagine confesso di aver avuto bisogno di vederti, di guardarti… anche mentre scappavi via con il tuo amore, quasi correndo, di sicuro con urgenza, e indovinandone il motivo. E credo che la malinconia che quell'immagine ha suscitato in me sia il frutto delle tue parole, di ciò che mi scrivi nelle tue lettere, di quel sentimento di accettazione, quasi di rassegnazione a un destino che non vorresti, ma che sembra sovrastarti.
Ed è questa tua resa apparente a riempirmi di tristezza… come il canto limpido di un violino nel silenzio della sera.
Un bacio, mia giovane amica…

Sully

Mercoledì, 31 maggio 2006

Nei tuoi scritti

Credo che quel poco che conosco di te basti a capire che l'amore è altro dalla curiosità, dalla ricerca di un contatto, dalla condivisione di qualche pensiero, di qualche esperienza, di qualche emozione… perché è questo che si fa nel tuo diario, giusto? Amore… amicizia: spesso fatico anch'io a capire dove appartieni - all'uno o all'altra - nei tuoi scritti; ma penso che non necessariamente si desideri sempre etichettare quello che si prova, soprattutto quando non serve a nessuno, soprattutto quando si può non rivestire per forza un ruolo definito.
Di persona le cose cambiano, il coinvolgimento è diverso: non intendo dire più o meno profondo, ma diverso. La fisicità ha una sua essenza magica: il contatto con la pelle, il profumo, l'energia…

Erika

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]