Aprile 2006

Sabato, 1 aprile 2006

Pensavo all'infinito…

Caro dolce amore,
sono a letto e ti sto scrivendo. È l'ultima volta, l'ultima volta in questo modo.
Sono tornata tardi questa sera, avevo un impegno. Prima di rientrare però ho ricevuto e letto il tuo messaggio. Così mi sono collegata e - verificato che nessuna lettera mi stava aspettando - ho aperto Diario Intimo. Ho letto e riletto la tua ultima poesia "Quando ami". E mi si è spezzato qualcosa dentro. Ancora.
Allora ho preso quanto c'è nella mia borsa: le ultime tue lettere, quelle per me, solo per me. E ho riso e ho pianto… ma di gioia infinita. Ho ripreso ancora "Quando ami" e ho ripetuto tante volte a voce alta le ultime quattro righe… e ho ricordato qualcos'altro. Una frase che mi ricordava qualcosa, una frase dedicata a un'altra. Ricordo il suo significato ma non le parole esatte che, in questo momento, non posso andare a cercare. Tu le dici che il destino ha voluto che vi conosceste ed amaste "solo" dopo scelte ormai compiute. E lo scrivi a lei…
Mi chiedi che cosa avrei fatto io al tuo posto: non lo so davvero per certo ma, conoscendomi, avrei probabilmente operato una scelta.
Domani forse vorrei non aver mai scritto quanto seguirà; in questo momento però decido di lasciar andare le tue mani. Basta addii trattenuti, perché sei stanco, perché sono indifesa, perché tu conosci il tuo futuro (fortunato!), mentre io nemmeno ne parlo. Basta con le incomprensioni, i dubbi, la possessione. Tu sei libero di amare, questo è sacrosanto, e io libera di decidere se continuare a soffrire per amore. Ma tu sei stanco di questo, come darti torto? Perché dunque continuare? Che il silenzio infine sia la medicina che cura questa ferita; essa smetterà di sanguinare fra qualche giorno, e tra qualche mese non farà nemmeno più così male. Capiterà allora che, accarezzando di tanto in tanto la cicatrice, proverò una forte emozione: perchè grande è stato il tuo amore, e dolce per me amarti nell'unico modo che conosco: per sempre.
Avrei tanto ancora da raccontare di me, di ciò che faccio, dei miei progetti. C'era il tempo per ascoltare, e c'era il tempo di ridere insieme. È trascorso, e alcune volte sprecato. Ma è servito ad entrambi; e forse certi errori non li commetteremo più.
Non è la prima volta che tento di decidere per noi… in realtà tu non puoi fare a meno di loro: e non puoi fare a meno di loro perché alla fine sono sempre più "reali", "vere", "delicate", "essenziali" e "amiche" di me…
Di Addii abbiamo detto basta, quindi… ciao gabbiano, sii libero di volare senza paura verso ogni altrove che vorrai.
Saluto il mare con un sorriso e - al "mio" gabbiano - un ultimo ti amo.

PS: Ora che è mattina ancora due righe di me, per te. Preparo il latte alla mia piccola, gesti quotidiani ma importanti, come l'abbraccio e l'infinito amore della mia bambina.
Ci sono tante cose che non sai di me: vuoto che rimarrà… perché il tempo è passato, ma vissuto con amore - con te - bruciato in passione - per te - e lasciato scivolare via per incredulità, sensi di colpa… e desiderio di qualcosa in più. Pensavo all'infinito… ma solo con te.
Con amore…

Ginevra

Domenica, 2 aprile 2006

Grammatiche della mente… e del cuore

Immagina pure tutto quanto…
e pianifica, e precorri il possibile.
E malgrado ogni sforzo ti ritroverai
senza alcun controllo…


Non ho dormito bene stanotte: sveglia alle 3.20! Ho tentato di riaddormentarmi ma, non essendoci riuscito, ho cominciato a pensare. Le tue parole forti - parole dolorose e piene di passione - ritornavano con prepotenza. Credo che se avessi potuto registrare i pensieri avrei riempito un discreto numero di paginette. Alle 5, poi, ci ha pensato il gatto a mettere la parola fine a questa notte un po' "tormentata" (grattava la porta… così ho dovuto aprigli per evitare che svegliasse tutti quanti). E ora - dopo aver bevuto il caffè - mi ritrovo a scriverti su un foglio di carta intestata, senza pc… come si faceva una volta.
Sai qual è stato il primo pensiero avuto al risveglio? Quello che anche tu debba scrivere un'altra lettera, e anche tu - come una volta - con carta e penna: ma non a me… ma alla tua amica (o ex-amica come dici tu).
Sai, a volte - e sembra quasi impossibile - le parole dette faccia a faccia sembrano quasi non bastare… forse perché talora si sente il bisogno di qualcosa di più "reale", di qualcosa che rimanga; talora si sente il bisogno di emozioni e di pensieri da tenere in borsetta o nella tasca dei pantaloni, pensieri da rileggere… come per rassicurarsi che non sia stata solo un'illusione averli sentiti proferire da una persona che ci sta a cuore, da un amico.
Quello che tu ora stai provando assomiglia - con le debite differenze - a ciò che ho provato io quando avevi deciso che non aveva più senso continuare a parlarmi… e - ripeto, con le debite differenze - senza voler darmi una spiegazione valida per il tuo andare. Hai ragione quando dici che non si possono buttar via anni di sogni condivisi, di pensieri… anni di confidenze. Ma le persone cambiano: lo dici tu stessa di essere cambiata. E fin qui niente di male. Solo che a volte si cambia andando in direzioni opposte, o comunque diverse… e questo succede soprattutto nella giovinezza, quando cioè si deve ancora costruire quasi tutto quanto.
Quindi - se mi posso permettere - ti consiglio di scriverle… con dolcezza, ma anche con fermezza. E scriverle che se - da parte sua - questo è un addio avresti quantomeno il diritto ad una spiegazione… solo per il bene che le hai voluto (e che le vuoi). Si può accettare infatti di perdere un amico: ma non per un capriccio, non per un'incomprensione, non per orgoglio.
È vero, sei giovane… ma di una sensibilità ed intelligenza non comuni. E se a me è bastato soltanto questo di te per provare stima, quanto deve essere bello - mi chiedo - averti come amica! Ma proprio per questo non ti devi scoraggiare davanti a un fallimento (o quello che ti sembra essere un fallimento)… perché l'amore non lo è mai: mai!

Quanto a noi… che ti devo dire? Che hai ragione quando dici che la nostra differenza di età rappresenta un ostacolo (ma conoscevi la mia età quando hai iniziato a scrivermi); e hai ragione quando dici che - proprio ancora per colpa dell'età - non possiamo partire dallo stesso punto per guardare il mondo; e hai ragione un'altra volta ancora quando dici che la tua esperienza di vita non può essere "ricca" come la mia. Ma non è dalla tua parte la ragione quando pensi che io ti possa aver idealizzato, e che quindi sia convinto di parlare a una donna quando invece mi trovo davanti una ragazza. Questa tua convinzione non ti fa star bene (e lo credo!)… ma sei sicura che sia proprio questo quello che penso?
Io odio la finzione, odio chi m'imbelletta e mi adula: ma tu questo non l'hai mai fatto! E preferisco di gran lunga un tuo scherno ai sorrisi gratuiti di chi non capisce.
Io mi rendo conto dell'equilibrio instabile di questa cosa che ci lega (qualunque essa sia), e sono anche consapevole che non potrò fare più nulla se tu te ne vorrai andare ancora una volta: per quanto mi riguarda sono stato tenace a lungo! E lo sai perché lo sono stato? Perché desideravo tu capissi il vero significato di quel legame che era nato in me senza che lo volessimo, senza nient'altro che parole scritte sulla carta: ma dettate dal cuore.

Sully

Lunedì, 3 aprile 2006

Variazioni, scherzi


Variazioni

Robin delle stelle

Venerdì, 7 aprile 2006

Percorsi

Sei l'origine, l'incipit, l'esordio,
lo squillo di tromba dei tempi eccelsi.
Sei la mia interiore cronologia,
la mia lucida follia… e il mio amore.

E sei percezione - e pura esperienza
e riflessione - e tensione irrisolta
e mia crepuscolare ossessione
nel congedo della sera…
dove lunghe le nostre ombre ancora
s'attardano.

Sully

Domenica, 9 aprile 2006

Una giornata strana

Mi hai detto che saresti passata: e io ti sto aspettando.
E per riempire questa attesa, che altrimenti rischierebbe di sospendere i battiti del mio cuore, ripercorro ogni altra attesa e ogni altro momento che ho vissuto nella sicura certezza che tu - un giorno - saresti arrivata… arrivata finalmente da me. E mentre in sottofondo le onde sonore del concerto in re minore per due violini di Bach riempiono questa stanza, il pensiero di te mi pervade…
Quanto ti ho aspettata!

Non si finisce mai d'imparare, e non si finisce mai di cambiare! Ieri è stata una giornata strana, nel senso che lo stare insieme - per ciò che ci riguarda - non rappresenta mai un dato di fatto, un evento che possa essere sempre controllabile… e questo - anche se talvolta è motivo di tensione - è sicuramente un bene per l'amore, nel senso che aiuta a mantenerlo vigile, attento, e tutt'altro che acquisito una volta per tutte.
Tu dici che ieri hai notato in me una dolcezza particolare: credo tu abbia proprio ragione… forse perché sapevo come tu desiderassi - e io pure - una sovrabbondanza di attenzioni dopo quel mio allontanamento volontario di questi ultimi giorni: e così ho risposto - senza calcolo - a questo nostro bisogno, a questo desiderio di protezione… e a questa voglia di tenerezza.

Sully

Venerdì, 14 aprile 2006

Mi trovo spesso a combattere

Mi trovo spesso a combattere – e questo fa parte del mio sentire e del mio modo di essere - tra due fuochi: da un lato la prudenza, l'attenzione, il rispetto e lo sforzo "naturale" di non essere troppo invadente; dall'altro quella certezza e sicurezza un po' arrogante di trovarsi di fronte a "qualcosa" di atteso che si materializza, con la conseguente spontanea esuberanza - quell'esuberanza che non ti permetteresti nella vita di tutti i giorni - di fronte ad una persona quasi sconosciuta… o conosciuta in questo modo.
(Ora però abbandono il ragionamento per riprenderlo dopo)

Sono tornato; ma mi chiedo se tu sia veramente curiosa di sapere da dove io sia tornato (ma sono quasi certo che tu voglia saperlo: per l'arroganza di cui sopra). Bene!… te lo voglio dire, ma non adesso: vorrei invece continuare il discorso…

E vorrei essere sincero: di solito lo sono (a meno che la verità non faccia troppo male a qualcuno a cui vuoi bene). Ma sono anche consapevole che la veste che avrebbe dovuto contenere tutto quello che sto per dirti (ma credo che mi fermerò presto data l'impazienza di scriverti) non è quella più adatta: di certo non un commento in un blog (avrei voluto utilizzare la tua mail: ma ho pensato che sarebbe stata arroganza e avventatezza…).
La mia storia col blog risale a poco più di un anno fa (utilizzando il blog di Tiscali), ma l'idea non era nata dall'esigenza di scrivere qualcosa di mio quanto, piuttosto, di "tastare il polso" a quei lettori che si sarebbero scontrati con alcuni miei testi già presenti sul sito, sito che da quattro anno "nutro" amorevolmente. Volevo sentire pareri, forse trovare consensi… non so! E detta così sembrerebbe cosa tutt'altro che nobile. Ma - dico - a chi non farebbero piacere commenti positivi (se sinceri) sulla propria scrittura? Poi però sono stato shockato da una dama (di cui non conoscevo quasi nulla) che nella sola - ed unica - mail che mi scrisse mi disse che stava per morire… e che quella stessa lettera sarebbe stata così un addio. Ho pianto così tanto… pianto per una sconosciuta, o conosciuta nell'unico modo che avevamo scelto: con parole e poesie. Alcuni giorni dopo "spensi" anch'io (come aveva nel frattempo fatto lei) il blog.
Ora, da qualche settimana, ho aperto un nuovo blog qui (in Kataweb)… anche se non so ancora che cosa ne farò. L'unica cosa che so è che non smetterò di cercare - o di farmi trovare - se qualcuno busserà alla mia porta.

Ritornando al mio viaggio ho pensato che per ora ti dovrai tenere la curiosità… e che le impressioni avute (non resoconti, ma immagini… e quei colori che tu sembri amare così tanto) forse te le racconterò un'altra volta. Sempre che tu lo desideri… e lo voglia.
Un sorriso

Questo, quello che scrivevo l'autunno scorso a una donna conosciuta attraverso le parole di un blog.
Ora quei suoi pensieri non esistono più… sono stati cancellati!
E mi sto chiedendo quanto resteranno ancora nella mia memoria…

Sully

Domenica, 16 aprile 2006

Sul Panaro…

Che giro in moto ho fatto ieri! 530 km di monti, colline, prati, fiumi, rocce… e neve incontrata sul passo dell'Abetone, dove ancora si può sciare.
Ma non è tanto l'importanza, il valore intrinseco dei luoghi visti - non proprio visitati, perché non ho fatto quasi altro che correre - quanto l'emozione che alcuni di essi hanno suscitato in me. La foto che allego a questa mia ne è un esempio! Stavo scendendo verso la valle del fiume Panaro quando mi sono imbattuto in un campo fiorito, un'immensa distesa di fiori gialli (ranuncoli?) a ricoprire la collina. Laggiù - in fondo - la strada, una vecchia cava abbandonata, le acque del fiume e - più in là - le montagne che nascondono la pianura modenese: uno spettacolo! Ho guardato a quel campo con occhi diversi, più limpidi… ma con un rammarico: di non aver potuto condividere tutto questo con un amico! Ho pensato subito a Van Gogh e a come avrebbe guardato lui quel "mare tutto fresco di colore". Io non potevo certo creare una tela… ma in quel momento è stato quello stesso quadro a creare me.

Fiori gialli

Adoro viaggiare così, senza quasi mete prefissate, e senza precisi programmi; adoro lasciarmi condurre dalle strade che s'inerpicano tra le colline, strade che non sempre sai bene dove ti porteranno: eh sì… perché a volte mi abbandono più al mio senso di orientamento che alle cartine geografiche!

530 Km per vedere un campo, e 530 Km per vedere uno spuntone di roccia all'apparenza ordinario, se non lo si rivestisse di poesia e di magia: quella poesia e magia che noi conosciamo così bene!

Sully

Mercoledì, 19 aprile 2006

Quale me stesso?

Quale me stesso?
Colui che si commuove
dinanzi a un cucciolo indifeso?
Colui che vaga smarrito
nel lento andirivieni delle nubi?
Colui che si riconosce
dalla parte dei reietti?
Quale me stesso?
Colui che domina con fatica
l'ira di un gesto ritenuto sgarbato?
Colui che frettolosamente
giustifica una vendetta come giusta?
Colui che si dipinge fuori
come realmente dentro non è?
Quale me stesso?

Robin delle stelle

Domenica, 23 aprile 2006

Quando tu non ci sei…

Inquieto veglio sul tuo sonno
all'alba di un nuovo giorno…

Che amore sarà mai questo
se appena non ci spaventa
e se a turbare non viene i nostri sogni…
e i nostri giorni.
E che sarà mai questo sentire,
quel perdersi, quel ritrovarsi ancora…
disperatamente.


È strano come a volte pensieri contrapposti emergano quasi contemporaneamente, come a voler equilibrare una situazione o uno stato d'animo di forte impatto emotivo.
Stamane, mentre guardavo un arco di luna d'argento in un cielo che ancora attendeva l'alba, pensavo quanto difficilmente - domani - giungeremo a una maggior consapevolezza di questo amore che ci lega, di questo desiderio sconvolgente, di questa passione che c'inebria e ci travolge. Ma nell'attimo stesso in cui è nato questo pensiero ne è emerso subito un altro a contraltare il primo: quale miglior momento di adesso per lasciare che ognuno segua la sua strada - peraltro già segnata? Perché aspettare lo sfinimento, il logoramento di un sentire che - sappiamo - non potrà che essere al massimo emulo di ciò che già stiamo provando ora?

Ho pensato questo, e mi sono vergognato con me stesso, ma - più forte - ho avvertito anche di non saper accettare di dirti addio se ancora ti amo… e se ancora mi ami. Ma dobbiamo forse aspettare - per farlo - che questo amore finisca? Dobbiamo aspettare - e subire - la stanchezza, il dolore di un allontanamento freddo e silenzioso? Dovrò aspettare che si esaurisca quel sorriso che nasce, quasi inconsapevole, quando ti penso… e quando mi pensi?

Attimi fa ancora vegliavo sui tuoi sogni! Ora, invece, pensieri inutili si affollano, quasi soffocandomi… pensieri che nascono soltanto quando tu non ci sei…

Sully

Giovedì, 27 aprile 2006

Siamo venuti qui…

Siamo venuti qui tutti e due, amica mia…
ed ecco che a questo bivio mi fermo
per dirti addio.

La strada s'apre larga e dritta davanti a te.
Il mio traguardo invece non può essere raggiunto
che per sentieri sconosciuti o scorciatoie.

Seguirò il vento e le nuvole,
seguirò le stelle fino in cima alla collina,
dove si vede sorgere l'alba;
seguirò gli amanti che intrecciano
con le loro numerose parole
una stessa ghirlanda.

R. Tagore

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]