Marzo 2006

Mercoledì, 1 marzo 2006

Ora non conta…

Tante parole hai versato prima di questa mia… versato… sembravano quasi un pianto… Quante emozioni si possono esprimere con un pianto…
Oggi quando sono uscita dal tuo "nido" mi sono sentita come ripulita… ripulita dal grigiore che in questi giorni aveva oscurato il nostro sole.
La mia testa si riempie continuamente di domande, e quando Emma ti scrive che ultimamente mi sto mettendo in discussione forse si riferisce proprio a questo, a tutte queste domande le cui risposte sono sempre volte a cercare un possibile lato positivo…
Non sei cattivo con me François, sei sincero… quella sincerità che tanto ci è cara in questo percorso, e senza la quale probabilmente si alzerebbe un muro di solitudine per noi. A volte il bisogno di sentirti vicino è così forte che sembra quasi una sofferenza; ma poi - come è capitato oggi - ti guardo… e tutto si trasforma in un tale calore e in una meravigliosa sensazione di appartenenza!
Per quanto durerà questa sensazione di volare che sto provando ora?
Mi conosci François, la mia risposta è che ora voglio viverla… e domani affronterò ciò che accadrà. In fondo la realtà di questa nostra scelta, di vivere questo amore, è nata sapendo che ciò che conta davvero è il presente… e il passato - che io vedo guardando a ciò che ci è capitato - è ricco di colori, un arcobaleno… e non esisterebbe un arcobaleno se non ci fosse con il sole anche la pioggia.
Il futuro? Ora non conta…

Thomasine

Martedì, 7 marzo 2006

Schizofrenia

Non so se per la malattia, oppure per qualcosa di indefinito che mi pervade, ma sta di fatto che assomiglio troppo ad un allucinato.
Schizofrenia È la seconda notte di fila che mi sveglio alle 2. E ho sete… e un desiderio di ricominciare - adesso - un nuovo giorno. Ma il silenzio mi suggerisce che devo invece tacere, che devo aspettare e rispettare il sonno altrui. Dopo una spremuta d'arancia e una scorpacciata di fragole… una sigaretta nella solitudine della notte. Accendo il pc, mi collego a internet e - oplà! - ecco la tua lettera! Oh… bellissima!… quasi mi salgono le lacrime agli occhi! Spengo il pc… e dico a me stesso che ho fatto solo tardi, che bisogna andare subito a letto. Il sonno - ovvio - fatica ad arrivare… ma questo non ha mai costituito un problema.
Ci sono donne che mi cercano… per iniziare forse una corrispondenza o - chissà - per una possibile amicizia. Tra loro - ogni tanto - anche qualche ragazza. E mi chiedono consigli - quasi si confessano - aspettandosi chissà che cosa: qualche volta aiuto, talora condivisione… o più semplicemente comprensione. E mi parlano d'amore, e mi parlano di amicizia, di sogni e di speranze, di legami, di amicizie perdute. E lo fanno così… dolcemente… da spezzare il cuore. E io che faccio? Rispondo loro sempre… attento a non essere scontato e - tanto peggio - banale. E magari il tutto va avanti ancora per un po' di tempo… ma poi - troppo spesso - la vena che teneva in vita quella corrispondenza si esaurisce. Perché mai? Mah… forse perché il ritrovarsi è solo per coloro che sono amici (come dice Richard Bach), o forse perché il ritrovarsi resta quasi sempre un miracolo (come dico io). Ma qualche volta anche i miracoli succedono. La cosa curiosa, però, è che non te ne accorgi subito… come se non li stessi proprio aspettando. Ma all'improvviso qualcosa accade… e in men che non si dica il tuo respiro si fa sospiro. Passa del tempo… e riprendi a respirare… ma in modo nuovo, in un modo mai provato prima. E passa dell'altro tempo per verificare come il tutto "tenga"… e ancora dell'altro tempo per capire che forse sarà per sempre. Forse! Ma ti senti felice insomma… e guardi alla vita con occhi pieni di gratitudine, con occhi ricchi di progettualità!
A un certo punto, però, anche l'imprevisto arriva… e così vedi ogni cosa crollare intorno a te. Ma non vuoi crederci… e ti chiedi come possa essere possibile. Ti guardi attorno… e vedi soltanto rovine. Così perdi l'orientamento… e ogni punto di riferimento.
È la schizofrenia che ti abita!… e che io chiamo amore…

Sully

Mercoledì, 8 marzo 2006

Campo Imperatore

Il colore è il bianco,
attorno a noi,
sulle vette,
sul fondo di pareti scoscese,
e lassù nel cielo
il bianco prevale,
conteso da nubi
cupe e pesanti.
Il rosso e il nero
di un cartello stradale,
come fiore d'acciaio
che sbuca dalla neve.
Lo scivolare,
lento e faticoso,
degli sci
infrange il silenzio del vento,
incide due linee
su un manto troppo morbido.
Per ore e ore
nessun segno di vita,
solo
il nostro procedere lento.
Il cielo
ancor più tetro,
accorcia la sosta,
ci pungola,
di nuovo in cammino.
La strada si fa dolce,
scivolare non è più faticoso,
e il cielo magnanimo
ci concede uno squarcio
su versanti boscosi
rivestiti di neve,
laggiù.

Robin delle stelle

Mercoledì, 8 marzo 2006

A una passante

Ero per strada, in mezzo al suo clamore.
Esile e alta, in lutto, maestà di dolore,
una donna è passata. Con un gesto sovrano
l'orlo della sua veste sollevò con la mano.

Era agile e fiera, le sue gambe eran quelle
d'una scultura antica. Istupidito
bevevo nei suoi occhi vividi di tempesta
la dolcezza che incanta e il piacere che uccide.

Un lampo… e poi il buio! - Bellezza fuggitiva
che con un solo sguardo m'hai chiamato da morte,
non ti vedrò più dunque che al di là della vita,

che altrove, là, lontano - e tardi, e forse mai?
Tu ignori dove vado, io dove sei sparita;
so che t'avrei amata, e so che tu lo sai!

Charles Baudelaire (Les fleurs du mal)

Mercoledì, 8 marzo 2006

Fuoco

Ricordo quanto fossi agitato allora, quando cioè incominciai questa "avventura", quando pubblicai online i miei primi testi. E ricordo come fossi attento alle parole, ai concetti espressi… e ricordo come li rivedessi e li modificassi decine e decine di volte pur di non lasciarmi sfuggire nulla che potesse – in qualche modo – offendere e turbare la sensibilità altrui.
Ora che alcuni anni sono passati parte di quella "paura" è scomparsa… ma, ugualmente, è rimasta la stessa attenzione nell'analizzare parole e pensieri che potrebbero prestarsi a fraintendimenti.
Ma ora mi dico e chiedo: significa veramente questo scrivere un diario? Un diario non dovrebbe contenere e custodire anche quei pensieri segreti e quei moti dell'animo che non si direbbero a nessuno se non a un amico? Certo che sì… visto che si scrive prima di tutto per se stessi. Allora ho pensato una cosa…
Visto che la prudenza avuta non è stata sufficiente, e visto che non è servita granché ad impedire numerosi fraintendimenti e incomprensioni, credo che da oggi mi dirò – e vi dirò – "fuori dai denti" quello che semplicemente mi passa per la testa, senza troppi filtri. Tanto io rimango io!…anche nei momenti in cui sono "incazzato". Per chi vorrà capire bene!… per gli altri… Tanto non si può pensare e pretendere di piacere a tutti, nevvero?
Ricordate? Una volta dissi di essere spirito e fuoco! Da adesso - dunque - voglio permettermi di essere fuoco.

Sully

Sabato, 11 marzo 2006

Ti sei stancata

Ti sei stancata di portare il mio peso,
ti sei stancata delle mie mani
dei miei occhi, della mia ombra,
dei miei tradimenti.
Le mie parole erano incendi
le mie parole erano pozzi profondi
le mie parole erano stanchezza, noia serale…
Un giorno, improvvisamente,
sentirai dentro di te
il peso dei miei passi
che si allontanano esitando…
e quel peso sarà quello più grave.

Nazim Hikmet

Domenica, 12 marzo 2006

Sei tu quella?

Quando una nube maschera il tuo sole,
quando ti sembra di non aver più la forza
di andare avanti,
quando quella serenità interiore implode
per mancanza di speranza
e di fiducia nel futuro…
oh, come vorrei essere allora
quel vento che soffia gagliardo,
o quel mare che annega
- portando via con sé -
le sporcizie della risacca.
Come vorrei essere allora
quel pensiero, quella musica costante
che ti accompagna nei tuoi sogni.

Sei tu quella? Sei tu - donna -
quella che avevo sempre sognato?
La persona con cui vivere la vita,
con la quale condividere la quotidianità
e la straordinarietà del tempo?
Sei tu la donna dalle gonne ampie
e dagli occhi di tempesta?
Tu la donna… dallo sguardo di mare?

Sully

Mercoledì, 15 marzo 2006

Quando ami

Sai essere spietata a volte!
Ma spietatamente ami…
senza ripensamenti,
senza malinconie che ti frenino.
E non sei mai trattenuta…
e questo mi commuove sempre.
Come una farfalla sei entrata in me…
ma voglio che continui a volare
- anche se non fosse per me - domani.

Sono stanco di pianti,
stanco di addii a mani trattenute
- stanco - perché si accumulano dentro,
e perché fanno male.
Tu non parli di futuro…
il mio invece lo conosco
(forse perché diverso non potrei immaginarmelo).
Ma quello che uccide quando ami
è proprio questa consapevolezza…
l'ineluttabilità di una scelta già fatta,
compiuta!
E questa sì per sempre…

Sully

Venerdì, 17 marzo 2006

I colori nel silenzio (2)

Sono ubriaco stasera. Cefalea che dal mattino mi tormenta. Luce del monitor che m'acceca. Ronzio del pc che mi dà sui nervi. Vorrei prendere a schiaffi il mondo… ma so già che non servirebbe a nulla. Ingoio allora una confezione di patatine… e poi mi scolo una coca. Poi è la volta di una confezione di fragole. E poi una birra. E ancora fragole…
Intanto il collega mi sta sbuffando accanto per sistemare i turni di aprile (a quanto pare tutti se ne vogliono andare in ferie).
E io? Io sono ubriaco… e non me ne frega niente di niente (quanto ho fatto arrabbiare un'amica, un giorno, con questa espressione!).
Siamo in due in questa piccola stanza… eppure non mi sono mai sentito solo come ora!
Mi ami? E se mi ami… perché non me lo dici? Saranno passate almeno 10 ore dall'ultima volta che me l'hai detto… ma sono ore che si allungano a dismisura. Ma ora la testa mi gira - eccome se mi gira - e mi sento subito meglio.
Fuori le stelle!… ma che importanza dare all'infinito? Quella di un buco nero: sai che c'è, ma che non potrà mai significare qualcosa per la tua vita.
Il silenzio del telefono mi tranquillizza… mentre quello del cellulare mi tormenta.

Sono stato punito… punito per non aver saputo fare una scelta. Scegliere era necessario (come diceva Pascal). Ma io non l'ho saputo fare… e tu allora l'hai fatto per me. Una scelta d'amore! Ma come può essere amore se si sceglie di andare? Sì - stupido - lo è eccome! Si può perfino scegliere di morire per amore (l'hai forse dimenticato?).
Ma era proprio necessario che io dovessi scegliere? In base a cosa? E con quali criteri poi? Quello della vicinanza-lontananza? Quello della maturità-giovinezza? Quali altri criteri???
Potrà mai essere quantificato l'amore?
E se invece avessi optato per la via più facile? Allora non avrei avuto dubbi!
No… in realtà non potevo proprio scegliere… perché scegliere avrebbe voluto dire rinnegare tutto quello in cui ho sempre creduto… tutto quello per cui ho lottato e sperato per tanto, tantissimo tempo.

Mi sto rendendo conto come non sia proprio possibile il silenzio - un silenzio incolore - per chi ama…

Sully

Venerdì, 17 marzo 2006

Vorrei…

Vorrei volare, ma non sento le ali
Vorrei ridere, ma una lacrima scende
Vorrei essere più di ciò che penso di essere…
e vorrei non sentire il peso che sento.

Ho rinunciato a tanto per poter vivere in pienezza…
ma ancora mi sto chiedendo
se ne è valsa la pena.
E mentre scrivo mi rispondo "Sì!".

Carla

Venerdì, 17 marzo 2006

Una lezione di "stile" (per Sully!)

È la prima volta che entro in questo sito e mi ha colpito da subito! Un diario intimo aperto a tutti… sembra un idea dal sapore folle e quindi… ho subito pensato che fosse fatto per me.
Così comincio a leggere partendo proprio da marzo 2006. Ma… che cavolo, vi sembra un diario? Non sono nemmeno riuscita a leggere gli altri mesi che ho subito sentito l'esigenza di scrivervi.
Io tengo un diario da quando ero in quinta elementare ed è la cosa più bella che abbia mai fatto perché ci annoto tutto, è un compagno a cui non saprei rinunciare.

Il vostro però è uno sfogatoio, non un diario! Tutte cose tristi, tutte ansie - prive di una qualsiasi luce - che mettono malessere ai lettori. Siamo vivi, sta arrivando la primavera, abbiamo il mondo a nostra disposizione ed ossigeno che ci riempie i polmoni tutte le mattine. Non cerchiamo l'amore negli altri perché la nostra vita sarà sempre velata da insoddisfazioni. L'amore sta dentro di noi, dobbiamo imparare a donarlo a noi stessi, alla natura, al lavoro che ci riempie le ore o alla musica che scandisce i nostri minuti. E cercare le persone che più sanno risvegliare questi sentimenti in noi. Nessuno ci può donare niente, perché una cosa che si dona si rovina o finisce. Invece l'amore è un arto che non si può amputare e che non si logorerà mai, ma può solo crescere, maturare ed evolvere.
Come potete lamentare che non vi sentite amati o poco capiti se non emanate nessun calore ma solo malinconia? O come potete pretendere sorrisi se non riuscite a donare al vostro volto la gioia di una risata senza un perché, solo per la gioia di sentirvi vivi?
Un diario deve essere pieno di qualsiasi sentimento; non si può usarlo alla stregua di una palestra per gettarvi i vostri pensieri più neri come sudore dalla fronte. Dobbiamo invece renderlo partecipe di ogni nostro secondo per farlo diventare quell'amico che non ci tradirà mai e che ci conosce come nessun altro, perché è esattamente lo specchio di noi stessi nel tempo che vola…

Alessia

Mercoledì, 22 marzo 2006

Sono solo pensieri

Questa mattina hai preso la decisione che avrei dovuto prendere io… o almeno così tu mi dici! Ma perché, perché decidere per me? Ed è proprio questo che vuoi? Questa decisione la stai prendendo per te stesso e - come hai scritto prima di parlarmi - te ne farai una ragione!
Mi sembra tutto così irreale… parlarsi martedì, credere ancora in noi, e poi sentire che lei potrebbe venire da te e tu che forse ti chiedi "quando arriverà come mi comporterò?". Forse vuoi essere e sentirti libero di amarla. Ma ti ho forse mai vietato di farlo? Ti ho forse detto che è inaccettabile? No, no… e ancora no!
Ti chiedi come possa accettarlo? Forse sapendo che non sei mai stato solo mio! In fondo ho sempre accettato che tu potessi essere diviso nel tuo amare…
L'amore può non essere possessione? Per te forse non è possibile, hai sempre fatto fatica ad accettare che amare significasse non "possedere", ma come posso pensare di legare a me una persona a tutti costi, quando ciò che vuole è la libertà?… anche se libertà può voler dire libertà di amare un'altra.
Perché non riesci ad accettare che a me possa bastare anche solo una parte del tuo amore? Potresti chiederti "ma perché accontentarsi?". Perché quello che tu puoi darmi per me significa tanto. Perché? Perché non è una finzione, perché è amore vero… e amore sincero! Non voglio elemosinarlo - non è questa la mia intenzione - ma non ho scelta: o con te o senza di te! Senza di te… non potrebbe essere la mia scelta.
Oggi, domani e ancora domani lavorerò; e vorrei andare, scappare, trovare un posto tutto mio, vorrei potermene stare in pace… e tu continueresti ad esserci. Continuo a desiderare di poterti ancora amare, di poter condividere con te ancora qualcosa.
Cosa succederà quando non ci sarai più?
Forse ciò che mi manca di più è essere sincera, poter raccontarmi, poter essere libera di non usare sempre questa maschera sorridente, quella facciata dove tutto va bene… e fingere, fingere… e ancora fingere. Sono stanca, tanto stanca… ed ho il cuore aperto, aperto su pensieri che mi stanno corazzando.
Hai presente la mia facciata impermeabile? Bene, ora sono solo facciata con tutti, perchè l'unica persona con cui sono stata veramente me stessa ora la sto perdendo, se ne sta andando, lontano da me, per stare bene, per amare. E a me… cosa resta? Inquietudine… e tutto che torna ad essere solo forma. I contenuti? Inesistenti!! Cio che si prova? Solo il superfluo… e solo per se stessi!!
Vuoi stare bene? Vattene lontano!! Cambia, non essere più quell'uomo di cui mi sono innamorata; diventa superficiale, diventa solo facciata anche tu, non parlarmi più di ciò che provi, non parlarmi più di ciò che ci può unire, non parlarmi più di te… continuerei a vedere sempre la persona che amo e che non posso avere; e vedrei solo ciò che ho perso senza riuscire a smettere di amarti. Per me sarebbe troppo difficile il farlo… troppo doloroso. Quello che desidero è che tu cambi senza continuare a mostrarmi ciò che amo: non sarebbe possibile per me sopportarlo! Come potrei bendare gli occhi del cuore?

Sono solo pensieri disorganizzati!
Ma ora desidero solo quel mare… quel mare dove noi saremmo dovuti andare.

Amanda

Sabato, 25 marzo 2006

Se pure osi

Vento d'autunno e di passione. E polvere,
polvere che striscia sulla terra
di queste vie più candide che ossa.
Tempo, questo, che il cuore oppresso s'agita,
revoca in dubbio quel che fu reale,
non fiaba, non apparizione vana.
Tue notizie che possono recarmi?
Ti conosco abbastanza per saperti
inquieta, sono certo che osi appena,
se pure osi, chiederti che penso.
Penso a te, alla tua passione schiusa,
alla luce di gemma ch'è dell'Umbria
di prima estate tra Foligno e Terni,
mi chiedo, scusa la follia, se mai
una gioia sarà gioia per sempre
o comunque sia colma la misura
delle cose che devo amare e perdere.

Mario Luzi

Martedì, 28 marzo 2006

Vorrei…

Un'aria appena tiepida e umida - intrisa di rinnovati umori - porta con sé la primavera dopo un inverno che sembrava non dovesse finire mai. E i rumori di una sega elettrica, i latrati di un cane, il tubare delle tortore e - più in là, tra gli alberi del parco - la voce dell'usignolo mi dicono che non mi sto sbagliando…
È un momento straordinario questo per me, un'occasione per ricominciare, un tempo per riascoltare voci troppo a lungo dimenticate… e profumi, e odori, e sensazioni. E quanti desideri! E quanta voglia di te… una voglia che mi consuma. Essa monta come la marea senza che io possa farci nulla, come un turbine che mi conduce in alto… senza controllo.
Voglio che tu abiti il mio tempo, voglio che tu senta ciò che io sento, voglio che tu beva questa mia linfa, e voglio che diventiamo insieme uno stesso desiderio… e uno stesso sogno.
Non voglio più reinventarti ogni giorno, e non voglio aspettare una nuova primavera per averti. L'innocenza vorrei rubarti, ma soltanto per ridonartela un po' più grande subito dopo… con i segni lasciati da questo amore.

Sully

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]