Gennaio 2006

Domenica, 1 gennaio 2006

Echi lontani

Echi di spari
rimbalzano
tra i fianchi delle colline.
Dietro uno sparo
un dito,
occhi concentrati su un obiettivo,
l'esultanza,
una preda raggiunta.
Davanti uno sparo
nelle zampe
la paura di chi è braccato,
gli occhi cercano
la tana salvifica.
Il dolore violento
inchioda ogni movimento.
La tana
attende,
chimerica,
la prossima bestia impaurita.

Robin delle stelle

Domenica, 15 gennaio 2006

Andante comodo…

Se dovessi analizzare lucidamente ciò che mi sta succedendo credo che avrei delle difficoltà ad arrivare ad una conclusione.

Solitudine

Mi sento come se fossi stato umiliato, bastonato. Le cose che prima mi procuravano entusiasmo ora mi sono quasi divenute indifferenti. E se prima di adesso il solo fatto di pensare a cosa avrei potuto scrivere mi dava carica, ora invece il solo pensarci mi rende nervoso ed irritabile.
In questo mio tempo - che dal punto di vista clinico oserei quasi definire di depressione - tutto sembra volersi incanalare nei grigi binari della routine. Ma se c'è una cosa che proprio non accetto - che non voglio - è proprio questo sottostare a un'odiosa e maledetta routine che m'imprigiona, che spegne quella gioia che normalmente trovo anche in una quotidianità che oserei definire ordinaria…
Ma ordinari proprio non lo sono i pensieri… così come quei sentimenti che sbattono violentemente contro la mia porta chiusa.
E sono loro (spero) che mi salveranno…

Sully

Martedì, 17 gennaio 2006

Il cielo

Il cielo è cupo,
e sa di pioggia.
Ovunque
sollevo e volgo lo sguardo,
lo sento maestoso,
ne bramo i silenzi interminabili,
le solitudini infinite.
Respirare
le sue algide atmosfere,
con ritmo rallentato,
muoversi
con leggerezza,
soavità.
E divenire
stilla di nuvola,
molecola d'acqua,
e svanire,
lassù.

Robin delle stelle

Domenica, 29 gennaio 2006

Per te che mi sei accanto

Notte.
Il sonno profondo
ti rende ancor più fragile,
indifesa.
Ti abbraccio,
rubo il tuo calore,
mi illudo di darti protezione.
Il tuo amore
regalato,
goccia a goccia,
giorno dopo giorno,
è stato, per lungo tempo, inascoltato,
canto di grilli
sul bordo di una strada trafficata.

L'insensibilità
ha alimentato la miopia;
non vedere
ha ingigantito
il non sentire.
La nebbia si solleva,
dalla mente,
dal cuore.
La tenerezza
diventa immensa,
per i tuoi occhi sgranati,
per quegli sguardi malinconici
per un'assenza di due giorni.
Ti muovi nel sonno,
allento il contatto,
ma poi ritorno
a stringere la tua delicatezza,
a nutrirmi del tuo calore,
a spiare i tuoi sogni.

Robin delle stelle

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]