Novembre 2005

Mercoledì, 2 novembre 2005

Un modo per dire… grazie!

In momenti di crisi - in quei momenti dove c'è troppa poca luce per trovare la strada da soli - è bello sapere che altri cuori ci hanno affidato parole di speranza confidando proprio in quello stesso sentire che unisce, che fa sentire meno soli, che nobilita. E che io chiamo amicizia.

Sullivan

Fregio

A volte mi capita di viaggiare come lettore tra le pagine di questo diario… e non riesco quasi mai a non emozionarmi. È come se ritrovassi la strada di casa riconoscendo le briciole sparse lungo il sentiero (come Hans e Gretel), quelle briciole del nostro tempo interiore che offriamo prima di tutto a noi stessi, ma anche ad ogni viandante che desideri e voglia leggere le tracce del nostro passaggio sapendo riconoscere quei segni - e quelle emozioni - che da fuori non si possono vedere. E così facendo tu - amica di giorni vaporosi e leggeri - forse saprai far rivivere in te ogni emozione, ogni scoperta, ogni moto e tensione del mio animo.

Io cerco la vita!… sì… ma quale vita? Forse una vita movimentata (una vita di viaggi, divertimenti, e sufficiente fantasia per programmarla secondo quelle modalità piuttosto esuberanti che oggi sembrano andare così di moda) potrebbe fare al caso mio? Non lo so… e se sono qui a scrivere a un'amica che ancora non conosco - a un'amica che è presente soltanto nei miei sogni - è perché proprio non lo so. O forse sì invece, forse sono qui proprio per questo, qui - che parlo a te - perché reputo l'amicizia più importante di ogni altra cosa, quell'incontro pieno di significati che sto aspettando da tempo indefinito, quel luogo tanto atteso dove tutte le emozioni "solitarie" possono venire finalmente condivise, diventando così anche le emozioni di un altro.
Questa la ragione principale della nascita di "Diario Intimo": un diario che ho voluto con tutto me stesso, anche se qualche volta sono stato tentato di gettare la spugna. Ma per non averlo fatto devo ringraziare voi… voi che sapete - e sentite - quanto poco basti per rendere un'anima semplice piena di gioia.

Vedi, amica mia, la mia è una vita interiore, e non conosco altra dimensione che potrebbe rendermi felice. È una vita che tanti - troppi - non capiscono; e so che per loro rimarrò sempre una monade solitaria che abita in caverne dove la luce sembra non possa filtrare mai. In realtà la luce - a giorni - è così accecante; e io mi abbandono ad essa… perdendomi dolcemente nel mio cielo.

Sully

Sabato, 5 novembre 2005

Qualcosa in più (Diario di Selkie)

Caro Simon,
la principessa delle fate ora deve diventare per qualche momento una semplice donna che ha qualcosa da raccontare.
Ho avuto già modo di spiegarti come la fortuna o il destino siano stati benevoli con me nel darmi la possibilità di conoscerti. Tu forse lo prendi come un complimento fine a se stesso; in realtà è qualcosa che ho percepito fin dalle prime battute e che si è confermato mano a mano che ti ho conosciuto un po' meglio.
Come ti dicevo al telefono potresti essere il più grosso e geniale bidone con due gambe sulla terra… ma credo invece nella tua sensibilità e nel tuo modo di porti verso le persone, nella tua dolcezza e nel tuo amore per l'anima.
Non capisco del tutto la tua paura nei miei confronti… non verrò mai a disturbare la tranquillità della tua vita! Ma se solo pensi che ci sia una possibilità che ciò possa avvenire forse è opportuno che tu consideri di non procedere oltre e di non far continuare a vivere la nostra amicizia.
Io penso che ognuno di noi abbia la necessità, la voglia, o anche solo la curiosità di poter avere qualcosa in più, qualcosa che non può venire solamente da un'unica persona, quei particolari elementi senza i quali si può certamente continuare a vivere - anche serenamente - ma dei quali senti perennemente la mancanza… e che spesso ti fanno sentire solo.
Ciò che voglio dire, mio caro Simon, è che penso sia umano cercare qualcosa: tutti lo facciamo, ma spesso senza sapere cosa… e soprattutto senza rendercene conto.
Ho esteso la mia ricerca da sempre, cercando negli occhi e nella mente delle donne e degli uomini che ho incontrato e conosciuto; mi sono illusa tante volte, e la mia solitudine e amarezza è aumentata sempre di più quando scoprivo che niente di ciò che avevo da offrire poteva loro interessare.
Probabilmente quello che posso offrire io è soltanto amore; ma forse il troppo amore spaventa… come fa paura la sua totale assenza.
Sicuramente riverserò ancora questo amore su persone che non lo vogliono… ma non mi arrenderò e - soprattutto - non smetterò di cercare per questo.

Selkie (Sullivan, Diario di Selkie)

Martedì, 8 novembre 2005

Autunno

Nonostante l'aria immobile
ininterrotte
cadono le foglie,
dopo l'unico volo
della loro esistenza.
Coprono la terra,
i solchi del sentiero,
eguagliandone le asperità.
Il rumore
del loro posarsi
è un susseguirsi di passi
che si rincorrono ovunque,
nel sonnecchiar del bosco.
Il tepore del sole
filtra tra alberi e rami spogli,
e fa rimpiangere
la crudeltà di una stella
che solo qualche mese fa
frustava la schiena
con tentacoli roventi.

Dove sono i ronzii degli insetti,
i canti di uccelli,
i richiami animali?
Giacciono addormentati
da un abbraccio materno
sotto una coltre
protettiva e amante.

Robin delle stelle

Martedì, 8 novembre 2005

Rovi (Lettere a una ragazza)

Solo una farfalla conobbi
- piccola farfalla di porcellana
dai colori del cielo -
così fragile… e così delicata.

Lei mi disse un giorno:
«Feriscono le persone…
e io non posso continuare
a trattenere tutto dentro:
come una stella esploderei,
e per trovarmi in uno spazio
senza tempo finirei…
e senza limiti».

Ora sono qui - solo -
che presto ascolto a questo tuo silenzio,
a questo silenzio che si protrae.
E sono stanco…
stanco d'inventarmi ancora.

Pensieri questi che si agitano
- come di rovi intricati grovigli -
dentro di me…

Sully

Giovedì, 10 novembre 2005

Questo mio volerti bene

Ciao,
è molto difficile per me scriverti questa lettera… ma i giorni mi spingono sempre di più a farlo. Io credevo che l'orgoglio non dovesse mai essere perso, credevo che le delusioni aiutassero a cancellare dal cuore le persone. Ora invece mi ritrovo con un orgoglio ormai a pezzi, e tante delusioni che però non hanno saputo mandarti via. Quando ripenso ai momenti trascorsi insieme una certa malinconia prende il sopravvento… e ad essa si unisce un sorriso che sfocia in emozione. Vorrei tanto odiarti, ma non ci riesco; in me c'è sola tanta rabbia verso di te perchè hai buttato via un grande amore, calpestandolo ripetutamente. Io con te avevo tutto, eri tu il mio amore, il mio amico… e la mia vita.
In questi giorni mi è capitato di pensarti spesso. Tutto è ricominciato da quella mattina quando mi cercavi con lo sguardo fuori scuola e, vedendomi, mi hai sorriso con occhi dolci salutandomi… e io sono stata talmente fredda che ti ho salutato con la mano mostrandomi per niente toccata. So che te ne sei accorto e che ne hai parlato con mia sorella. Lei mi dice che chiedi sempre di me… ma allora anch'io ti manco? A volte penso di sì, ma poi mi ricredo; perché se davvero cosi fosse mi avresti cercata. Non dire che non ne hai il coraggio, non ci credo. Quella del diario sarebbe stata una buona scusa. Lo ripetevi in continuazione che era tuo, e invece adesso è nella mie mani… e credo proprio che "morirà" in esse! Quel diario mi fa solo stare male, quel diario sa tutto di noi… e quando lo sfoglio ogni sua pagina ha un pezzo della nostra storia, ogni sua parola una mia emozione; dentro c'è anche la tua foto e la lettera che mi scrivesti per il nostro primo mese insieme. L'ho messa in una scatola insieme al tuo pupazzo; eh sì, il tuo pupazzo non può stare sul mio letto, mi ricorda troppo di te e aumenta in me la tua voglia.
Il convivere con lo star male mi sta uccidendo, e io ho bisogno di te. Sono convinta che se tu fossi qui sapresti colmare il vuoto che c'è in me. Lo sai no… ho perso anche le amiche, o meglio quelle che credevo amiche. E ho cambiato scheda nel cellulare: era per me un passo per percorrere una nuova via senza guardarmi indietro ma… com'è difficile! Sono tentata dallo squillarti, ma che senso avrebbe? Ogni mattina guardo tutti i motorini nella speranza di riverderti… ma dove voglio arrivare? Stamattina ti ho visto da lontano: se solo fossi arrivata due minuti prima!
Mi dici perché devo soffrire sempre così tanto? È tutta colpa tua…
Ho capito, devo rassegnarmi!… ma io ti vorrei nella mia vita almeno come amico… Lo so che le mie labbra non si poseranno mai più sulle tue, e lo so che il futuro non ha posto per noi come coppia… ma non può negarmi la tua amicizia. E io… non posso negarmelo! Ho bisogno di darti ancora la buonanotte, di parlarti per sfogarmi, di sapere che ci sei…

Occhi di Vita

Giovedì, 10 novembre 2005

Non c'è che il silenzio (Lettere a una ragazza)

Senza misura quest'assenza
- dolorosa e terribile -
e senza tempo… e speranza.

Interrogo ciascun attimo,
ma non c'è che il silenzio a rispondermi…
un silenzio orfano ormai di te.

E so che questo mio volerti bene
- nato chissà come e chissà quando -
mi annienterà… alla fine.

Sully

Venerdì, 11 novembre 2005

Una volta ancora… (Lettere a una ragazza)

Credo sia ormai inutile che io ti scriva ancora, ma il bisogno di parlarti è così forte che a stento riesco a contenerlo.
Che motivazione dare a questo tuo silenzio? Ho paura di ascoltare tutto ciò che la mente mi suggerisce… ma non posso non essere preoccupato per te. E anche se non posso dire di conoscerti a fondo so, però, che non te ne andresti mai senza una parola, che non te ne andresti lasciandomi in preda a questi dubbi: perché tu sei un'amica, e perché anche tu - come me - ami le parole.
Un arrivederci - o un addio - non è poi la fine del mondo tra amici; ma in questo tuo silenzio non vedo significati… e nessuna giustificazione.
E come pensi farò - domani - a perdonarti?

Ad ogni attimo e ad ogni istante del giorno - che mi vede vivere - vorrei ridare quel senso, quel significato che tu hai portato via con te… Ma sto ancora aspettando che ritorni!

Sully

Sabato, 12 novembre 2005

Il tuo nome è Danae (Lettere a una ragazza)

In questo "post" non troverai il solito Sully (quel Sully forse troppo serioso e malinconico); almeno per una volta desidero lasciare qui sensazioni e pensieri non troppo "organizzati", parole semplici - così come vengono - soltanto per rammentare a me stesso che oggi è stato semplicemente un giorno speciale, un giorno dove - per la verità - non è capitato nulla che meriti di essere raccontato, ma che mi ha reso leggero… leggero come il vento.


[06:00] Sono stato svegliato dall'emicrania, un'emicrania non troppo violenta per la verità… ma pulsante, e invadente. Dal cassetto prendo subito una compressa di Almotriptan e mi infilo nuovamente sotto le coperte sperando che faccia presto effetto. (Più tardi, verso le 9, mi aspetta un corso di aggiornamento al quale avevo promesso di andare).

[07:00] La cefalea si fa più opprimente ed è accompagnata ora anche da una sottile nausea (spero solo di non vomitare…). Mia moglie, sentendomi sveglio, mi porta il caffè a letto chiedendomi come va… ma capisce da sola - guardandomi - come stanno le cose. In realtà non devo avere un bell'aspetto: ho la barba di due giorni e i capelli… beh, quelli vanno sempre dove pare a loro. Comunque prima di partire ho già in programma un massiccio intervento di rigenerazione corporale. :)

[08:10] Se alle 9 devo essere al Corso devo proprio alzarmi… ma non ce la faccio proprio! Di ritornare a letto però non mi gusta poi così tanto; allora accendo il pc e vedo un po' che cosa aspettarmi oggi dalla posta (mi arrivano decine e decine di mail spazzatura… ma per fortuna possiedo un software che mi permette di controllarle ed eliminarle alla fonte senza doverle prima scaricare): le solite cose (news mediche, pubblicità, richieste di aggiornamento software)… non quello che aspettavo. Ma non ho nemmeno la forza di essere deluso… così mi siedo sul divano (di fronte al pc che ronza) e cerco di dimenticare di avere una testa, quella testa che ancora violentemente mi romba.
C'è un bel silenzio stamane… così, facendo della "giacca da fumo" coperta (e dopo aver deciso di rimanere a casa), provo a riposare ancora un poco.

[11:15] Ormai la mattinata se ne è quasi andata: e quanto mi rompe 'sta cosa, quella cioè di essere impossibilitato a fare le cose che devo per uno stupido impedimento fisico. A questo proposito ho detto a mia moglie che se dovesse capitarmi di non essere più autosufficiente… (beh… è meglio sorvolare che cosa ho veramente detto). Nel frattempo la cefalea è quasi del tutto passata… e mi sembra di rinascere.

[12:20] Faccio un reload della posta in arrivo… :( così decido che è molto meglio andare in cucina e vedere che cosa mi aspetta per pranzo. Mia figlia e la sua amica hanno già deciso per una pasta ai carciofi… ma io chiedo alla suocera - che abita a un tiro di schioppo - se per caso non abbia a disposizione un brodino di carne per il mio stomaco in subbuglio.
Primi piatti differenziati quindi oggi: pasta da una parte e tagliatelle in brodo dall'altra: che meraviglia! Si può essere felici per così poco? Sì, si può!

[13:27] Credo che a quest'ora stessi controllando le news dal sito dell'ANSA con la tecnologia RSS (un'altra piccola stronzata inutile) e ricordo di aver letto con dispiacere dell'entusiasmo di Valentino Rossi per la "rossa" di Maranello (dopo che aveva effettuato per la seconda volta un giretto su quel bolide): con dispiacere, perché? Perché la moto per Valentino è come l'aria per un gabbiano…
Ma mentre io mi perdevo in queste news rivestite di tecnologia c'era qualcuno che in quel preciso momento mi stava inviando una mail: quella mail che aspettavo da così tanto tempo!
E la mia giornata non è stata più la stessa…

Sully

Lunedì, 14 novembre 2005

Fosforo a Falluja

Orrore, raccapriccio
destano corpi irriconoscibili,
pupazzi carbonizzati.
Il dolore per la sofferenza subita
monta lo sdegno,
alimenta l'incredulità,
tramuta la riprovazione
in sorda rabbia,
di più,
in qualcosa di violento e pericoloso:
l'odio.
Odio verso azioni inumane,
odio verso chi idea e decide,
e verso chi seduto,
nel silenzio tranquillo di un pomeriggio assolato,
a oceani di distanza,
pianifica lo sterminio
di colpevoli e innocenti,
uniti nell'abbraccio
di una fine straziante.

Robin delle stelle

Venerdì, 18 novembre 2005

L'incontro (Diario di Selkie)

La Principessa delle fate rincorre il suo Signore dei boschi.
Oggi è trafelata e sembra che ogni suo sforzo sia vanificato da un vento dispettoso foriero solo di piccole malignità. Ma lei non si fermerà davanti a nessun ostacolo - in qualsiasi forma questo dovesse presentarsi - perché deve ritrovare la sua guida, deve vederlo, deve incontrarlo… per poterlo segretamente abbracciare e accarezzare. Deve potergli raccontare del suo amore, dello sfavillìo di sensazioni che lui le sa donare; e deve farlo al più presto!
Dove sei ora mio Signore dei boschi?
Non nasconderti… non ha senso senza di te.
A domani allora…

Ci siamo salutati da poco ed ho ancora il cuore che mi batte per l'emozione, sono accaldata e ho le guanciotte tutte rosse… mi sembra di assomigliare ad Heidi! Sei un uomo unico, speciale, e mi sento onorata di aver avuto l'opportunità di fare la tua conoscenza: onorata, perchè dire fortunata sarebbe veramente minimizzare.
Mi sai trasmettere sensazioni mai realmente provate: desiderate sì, sognate sempre… ma ora le sto sentendo dentro di me ed è come fossero vibrazioni che mi penetrano nell'anima.
Non so ancora - e per questo spesso mi senti incerta - se crederci… forse per paura di soffrire, forse per paura di dovermi svegliare e di non trovarti più.
Ma il mio istinto mi dice di seguirti perché so che con te diventerò grande, perché so che da te riceverò solo amore, perché sentirti vicino è come essere avvolti dalla tua musica.
Ti voglio bene… da sempre.

Selkie (Sullivan, Diario di Selkie)

Domenica, 20 novembre 2005

Parole per te (Diario di Selkie)

Buonasera mio Signore dei boschi,
la tua presenza qui, accanto a me, è così viva che se tendo la mano ho la sensazione di sfiorare la tua.
Ascolto le note a me sconosciute della musica di cui mi hai fatto dono ed è, sai, come una magia… mi entrano nell'anima, e sento la commozione salire e velare i miei occhi. Non è tristezza, né maliconia… è un sentimento così puro che non riesco nemmeno a definire. È qualcosa di così travolgente e subito dopo, invece, così generoso e pacato.
Mi batte forte il cuore… e mentre - da sola - ti parlo so che mi stai ascoltando. Tu non sei qui con me… ma ora sei dentro di me. Non ti vedo, ma i miei occhi si riflettono nei tuoi… e ti sorrido sempre.

Guarda la data!… quasi un mese è trascorso dal tuo primo discreto approccio. Sono sempre più felice di questa nostra conoscenza e, anche se non brinderemo insieme per festeggiare il nostro primo mese di gioia, so che mi penserai almeno una volta per trasmettermi tutto il tuo amore.
Non possiamo sapere quello che ci riserverà il futuro, ma ormai la certezza di vivere un amore così grande non potrà essere spazzata via. Non fare che il dubbio del tutto umano, quel "se" che anteponi così spesso alle tue meravigliose frasi possa offuscare, in qualche modo, la limpidezza del nostro sentimento; il nostro amore è la nostra isola, è il nostro rifugio, è - e sarà sempre - il luogo dove potremo tornare alla fine di una giornata, dopo un dolore o dopo una delusione e - sì, senz'altro - per ridere e godere insieme del bello che la vita saprà donarci.
Mi siedo vicino a te ora, poso la testa sulla tua spalla… e in attesa di una tua carezza - e di un tuo abbraccio - penso solamente che ti amo.

Selkie (Sullivan, Diario di Selkie)

Lunedì, 21 novembre 2005

E ti verrò a cercare

Vicinanza,
e sentire la tua voce,
e osservarti mentre sorridi…
ecco cosa mi manca.

Dunque ti verrò a cercare…
in quei silenzi dove ti rifugi,
tra i mille volti dove ti nascondi.
E sarò quel mare, o quel vento che ti parla,
un'idea - forse un'emozione - oppure un sogno
per fugare ogni tua paura…
perché limpida è la natura
di questo mio volerti bene.

Sully

Martedì, 22 novembre 2005

Come potrei non amarti? (Lettere a Thomasine)

Ti ho appena augurato la buonanotte con l'immagine di me che dormo sul tuo seno, e tu che mi parli, e io che non capisco un accidente di ciò che mi dici perché già sono stato preso in trappola da Morfeo. Addormentarmi fra le tue braccia: una cosa che mi manca! Ma sono - e saranno - molte di più le cose che ci mancheranno domani; e allora - sono sicuro - ritorneremo con nostalgia a quelle brevi notti dove anche un bacio era rubato.

Poter leggere le tue parole: questo il mio continuo pensiero oggi. Le ore passavano… ed io - indaffarata - non riuscivo a non desiderare di stare un po' con te. E ora, dopo una giornata difficile, sono qui… e già una lacrima scorre sulla mia guancia: una lacrima che sembra portarsi via la tensione di questo giorno per lasciare spazio a quello che tu mi scrivi, alle emozioni che sempre riesci a trasmettermi. In realtà sono io che vorrei vivere nel tuo mondo, François, in quel mondo dove la musica è il motore e le emozioni il carburante, in un mondo che - ai miei occhi - vive esigenze di condivisione, di libertà, di "vita". Mi accorgo che viviamo degli stessi sogni, quei sogni che sembrano a volte irrealizzabili e a volte talmente reali da non poter quasi credere agli stessi. Parli di amicizia come se parlassi di linfa vitale… e sabato sera mi sono ritrovata sul letto a piangere per non riuscire a viverla come vorrei…

Come vorrei - e questa volta non posso che esprimermi con questo verbo - tu fossi qui ora, François, per poter parlare di questo sentire che mi si sta rivoltando dentro; e come vorrei poterlo far uscire con la stessa forza con la quale a volte lo soffoco! Ma con te è possibile… con te riesco finalmente a condividere anche i miei pensieri più segreti.
Probabilmente immaginerai quale sia il mio secondo desiderio ora: scappare, prendere la macchina e cercare un luogo dove potermi ascoltare. Una volta - quando ancora non facevi parte della mia vita - sarebbe stato il primo: ma ora hai preso tu quel posto!
Ti amo senza fine…

Thomasine

Sto ascoltando in cuffia il primo tempo della suite in do minore per liuto di Bach. Ah… la musica!… ci credi che è lei, forse, il principale artefice di tutto il mio sentire?… di come sono oggi… e di come sarò domani? Se penso alla mia vita posso solo dire di essere vissuto sempre sotto la sua ombra: così che ogni mio più bel sogno è potuto nascere solo perché era lei a suggerirmelo. E a volte la sento perfino come una presenza, come una personificazione stessa dell'amicizia.
Quanto importante e preziosa è l'amicizia, Thomasine… Ma dove sono ora i miei amici? E com'è possibile non averne se si ritiene che nella propria vita l'amicizia sia così importante? Quante volte mi son posto questa domanda… e quante volte ho invidiato (anche se l'invidia non trova spazio nel mio bagaglio) chi poteva dire: ho un amico!
Le uniche persone che posso considerare - oggi - mie amiche sono anche quelle stesse che devo celare agli occhi del mondo: perché sono donne… e questo non può andar bene, non è vero? Così alla domanda: dove sono i tuoi amici?… io non saprei cosa rispondere.
A volte avrei voglia di bere un caffè in compagnia: e quale miglior occasione per invitare un amico? Beh, è così facile!, basta una telefonata: pronto, Thomasine? Dai vieni giù - ti aspetto - che prendiamo un caffè!
Quando la sera tutto intorno a me tace - come ora - e dove la sola compagnia è un'amica speciale che mi è stata donata da uno spirito immenso vissuto nel '700, pensi che sia così facile continuare a credere che domani sarà diverso?

Manca ormai poco alle 23, e mi sta passando quel sonno che quasi un'ora fa mi aveva suggerito di inviarti l'augurio di una notte tranquilla. Ma come faccio ad avere sonno… se ora sto piangendo?
Io ti amo Thomasine… e ti amo di più - e ancora di più - perché nei tuoi occhi posso vedere quel mondo dove mi piacerebbe vivere, dove le cose più vere occupano sempre il posto che a loro spetta: il primo!
Sei così ricca di umanità, e di calore, e di dolcezza… come potrei non amarti?

François (Sullivan, Lettere a Thomasine)

Mercoledì, 23 novembre 2005

Una stazione

Stazione Termini
terra di fantasmi,
storie di ombre invisibili.
Anime perse,
prive di dimora,
distese a dormire su un marciapiede,
sporche e puzzolenti,
raccolgono le briciole che la vita offre.
Scorrono le immagini come in un filmato,
occhi in attesa e piedi impazienti.
Tabelloni luminosi dettano i tempi degli abbracci,
del ritrovarsi
e di separazioni.
La confusione esplode,
il treno è arrivato,
sguardi alla ricerca di altri sguardi,
stupore spaesato di viaggiatori,
la fretta decisa di chi ritorna a casa.
E anime perse,
prive di dimora,
dignitose e impeccabili
dentro vestiti stazzonati,
memorie di un passato diverso,
svelato dal gesto di sbucciare una mela.
Terra di fantasmi,
sagome vaganti
vivono ai bordi dell'illegalità,
offrono merci e prestazioni varie
a chi si muove nella loro debolezza.
Stazione Termini
come ce ne sono tante,
anime perse,
anche loro ovunque,
a destare commiserazione,
a germogliare parole
che qualcuno leggerà.

Robin delle stelle

Giovedì, 24 novembre 2005

Monti Azzurri

Ieri - nonostante il freddo intenso - ho inforcato la mia moto (un'Honda Transalp) approfittando di una magnifica giornata di sole: avevo infatti una voglia matta di riabitare il vento! Così ho attraversato una prima catena di colli - i miei - per andare in un'altra catena di colli gemelli, a circa 20 km di distanza dai primi. A mezza costa - in un ampio spazio - mi sono fermato, ho tolto il casco e i guanti e, mentre fumavo una sigaretta, ho potuto ammirare da lontano i colli dai quali ero partito. Li chiamano i Monti Azzurri: e lo sapete il perché? Perché sono quasi sempre avvolti da una leggera foschia di una bellissima tonalità tra il grigio e l'azzurro, foschia che li rendi quasi surreali.
Ho pensato: guardali! i miei monti… sono lì da milioni di anni; eppure sembrano essere stati messi là da poco da una mano gentile, da una mano amica. E il loro profilo è così dolce e vellutato… e sono così belli!

Una corsa nel sole, e una corsa nel vento: e ho dimenticato ogni cosa… ogni cosa che fa male dentro.
Ci sarà pure da qualche parte una parola - un'emozione - per far sì che tu ritorni? Avevi promesso - ricordi? - che i tuoi addii non avrebbero fatto male…

Sully

Lunedì, 28 novembre 2005

Questa nostra amicizia (Diario di Selkie: parole ultime)

Riparo dal gelo dell'indifferenza
questa nostra amicizia…
rifugio per le nostre paure,
fonte per le nostre speranze,
alimento per i nostri sogni…


Caro Simon,
è sabato mattina: ne approfitto dunque per lasciar correre liberi i miei pensieri.
Ieri sera mi hai detto che in questo periodo ti senti bene e che sei contento per come sono le cose tra noi; ma poi hai anche aggiunto che se un giorno dovesse essere diverso metteresti la parola fine a tutto quanto. La mia reazione, come avrai capito, non è stata di passiva accettazione… tutt'altro!
L'affetto che provo per te m'impedisce di annuire serenamente all'eventuale impossibilità di continuare a condividere i nostri pensieri, di approfondire la nostra reciproca conoscenza e - non da ultimo - di desiderare di rimanerti accanto in questo comune percorso di vita.
Continuiamo ad interrogarci su quale possa essere la definizione da dare alla nostra amicizia… ma perché? Essa non è in fondo solo la semplice conoscenza di due persone che hanno trovato - l'una nell'altra - il comune piacere di sognare e lo stesso amore per le parole? "Le parole sono tutta la mia vita"… me lo hai rivelato da subito! Sì, Simon, è stata proprio questa tua semplice frase a farmi intuire che sei la persona che può ascoltare i miei sogni e capire fino in fondo l'amicizia che posso e che desidererei offrirti.
Le parole sono magiche: ci permettono di esprimere e vivere emozioni, sensazioni… alimentando desideri fino ad ora insospettati. E ancora: poter leggere parole di altri ci regala la meravigliosa opportunità di vivere e condividere pensieri… e la vita stessa.

Hai usato per noi la definizione di "spiriti liberi"… è in questo senso che vivo la nostra conoscenza: libertà di essere vicini senza etichette, libertà di comunicare amore senza morbosità e maliziosa bramosìa, libertà di partecipare le nostre vite. E ancora: libertà di avvertire l'esigenza di incontrarti e - infine - libertà di sognare di stringerti la mano e di accarezzare il tuo volto.
Sei libero di volare lontano Simon, sei libero di scegliere di non parlarmi più… e sei libero di tornare - se lo desideri - in qualsiasi momento.
Io ti ho conosciuto! Ora posso soltanto volerti bene.

Selkie (Sullivan, Diario di Selkie)

Mercoledì, 30 novembre 2005

Ciò che ora rimane

C'è un tempo per ogni cosa. È un infinito perdersi e ritrovarsi, come le stagioni naturali, come le stagioni del cuore.
Nemmeno tu, mio caro amico, puoi immaginare le senzazioni della tua scrittura che mi hanno tanto giovato. Di questo, ti sono riconoscente.
Ti abbraccio…

Fragmenta
(agosto 2005)


Ho pianto così tanto…
pianto per una sconosciuta,
o conosciuta nell'unico modo
che avevamo scelto per farlo:
con parole… e poesie.

Avevo un blog. Ora non più. E non ho più un blog da quando te ne sei andata.
Non posso dire di averti conosciuta, e non ti scrissi mai personalmente: solo qualche commento, qualche emozione condivisa… qua e là. Eppure non riesco a non piangere quando rivedo il tuo nome comparire tra i vecchi amici di blog, tra tutti coloro che avevano potuto condividere i tuoi pensieri… e le tue malinconie.
Non posso proprio dire di averti conosciuta… ma so che non ritornerai, che non ritornerai più.
E ciò che ora rimane è questa amicizia, così sconvolgente, così ineffabile… e questo mio volerti bene.
Ciao Frag, ciao… amica mia.

Sully

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]