Settembre 2005

Giovedì, 1 settembre 2005

Un gabbiano senza ali…

Alti e bassi e malinconia stamane! E qualcosa di non ben definito che mi trattiene con forza a terra, impedendomi di volare: un gabbiano senza ali…

Ci sono giorni in cui ci si sente solo bene; altri nei quali ci si chiede se abbia veramente un senso quest'avventura che chiamiamo vita. Ma se anche un senso c'è non sempre ci si crede veramente… e si sta male senza un perché!
In tutto questo l'età non costituisce affatto una garanzia, non protegge minimamente dai moti balordi dell'animo: ché si continua a nuotare con forza tra marosi venti di tempesta, quasi come nei giorni della giovinezza - almeno per coloro che non hanno perso lo spirito della giovinezza. In più però, a tutto questo, ora si somma un qualcosa di scarsamente definito che ti permea l'animo, come il vuoto che lascia in te il tempo che passa - e che non ritorna - e quel senso di perdita per tutto ciò che di bello si è sperimentato nella vita, e quel senso di esserci irrimediabilmente allontanati da un'origine per andare incontro - forse - a un'altra origine…

E chissà perché stiamo così lottando noi!… lottando con la vita, e lottando con Dio. Lui non si fa vedere… e se a Lui pensiamo con gli occhi della mente ecco che subito sembra giungere la notte: perché solo col cuore si riesce (credo) a intravedere un barlume di luce! Così se penso con la mente, Lui è un Dio che non mi ama - perché è un Dio non può esistere! Ma se Lo penso con il cuore, ecco che avverto una pienezza che diventa speranza… e subito dopo forza. Certo, forse domani metterò in dubbio anche questo mio sentire; ma so anche che una possibile risposta - una risposta per la mia fame - la troverò in altri cuori che battono - e batteranno - all'unisono con il mio, e so che troverò nuove risposte - e nuove domande - nell'amicizia e in qualsiasi essere ancora capace di credere nel miracolo dell'amore.

Che cos'altro, oggi, può contare di più?

Sully

Domenica, 4 settembre 2005

Il lato oscuro

Il lato migliore
è quello che ti mostro.
Nemmeno.
Non è un mio lato,
ma proiezione mentale,
rappresentazione di un desiderio,
è il come vorrei essere.
Ma non sono.
Aspirazione ad essere migliore,
fine lodevole, ma…
non sono ciò che ostento.
Le meschinità,
le vigliaccherie,
i pensieri turpi,
le invidie e gelosie,
le sigillo in un pozzo profondo,
irraggiungibile.

Tu
leggi lievi parole,
viaggi tra descrizioni incantate,
apri il tuo portone
per sognare accanto a me.
Il mio lato oscuro
resta nell'ombra,
camuffandosi
tra tendaggi
e tronchi d'albero,
tra pallide lune
e occhi spalancati.
Se tu sapessi…
del piacere
nel veder maltrattato un accattone,
nel deridere un ubriaco,
nell'imporre a un inerme…
…ma non saprai mai.
Chiuse le iniquità
nelle buie segrete,
tu non le vedrai.
Apro la botola,
le tiro fuori
quando son solo,
ben sicuro
che nessuno osservi.
Soffoco
Il ruggito violento
della bestialità che mi scuote,
il digrignar di denti,
il suo morso feroce.
Oscurate
alle tue pupille,
isolate
al tuo ascolto,
ma vive e presenti
mentre
ti conduco per mano,
nelle sale odorose
della mia magione.

Robin delle stelle

Mercoledì, 7 settembre 2005

Questo nostro tempo

Quanto sei diversa - e quanto sei cambiata - da quando t'incontrai la prima volta. E sembra passato un secolo da allora… un secolo di conoscenza.
Qualche volta mi accorgo di voler affrettare il tempo se tu non ci sei, ma non è questo ciò che vorrei: perché il tempo passa… e non ritorna! Eppure dovrà pur essere un tempo prezioso questo se alimenta questo bene che sento dentro, questo bene che mi cambia, questo bene che ci cambia. E se anche guardo al futuro, a un futuro che mi fa paura - e che ci spaventa - a un futuro dove tu ed io potremmo più non esserci per l'altro, ora però mi consola sapere che niente - e nessuno - potrà mai offuscare questo nostro sentire, e questo amore che ci rende così liberi, così leggeri… e così veri. E so che sarà per sempre una benedizione questo nostro tempo, questo spazio condiviso dove stiamo imparando a volare insieme… una benedizione per noi, e per ogni altra persona che incontreremo nel nostro cielo.

Sully

Venerdì, 16 settembre 2005

L'edicola

San Lorenzo, quartiere popolare, storico, identifica i personaggi che vi recitano la loro vita. Lo vivo in modo marginale, lo sfioro o lo attraverso in occasionali itinerari quotidiani.
La sosta e il contatto: il chiosco addossato alle mura romane e l'edicolante.
Il suo sorriso, oltre sulle labbra, lo trovi nei suoi occhi chiari e nelle parole di quarantenne, con lo scherzo e la battuta sempre all'erta. Ed è la confidenza del breve incontro saltuario mattutino, il ritrovarsi con idee comuni che, senza scambiarci i nomi, peraltro ignoti l'uno all'altro, ci appelliamo "tesoro, o stella, o amore, o…", e appena sceso dallo scooter ci lanciamo il saluto a voce alta.
L'anziana signora, ferma a pochi metri, sembra in attesa di qualcuno che arriverà, e ascolta sorpresa lo scambio di parole di miele, tra un quarantenne e un "pò di più".
Dopo lo stupore, nelle sue pupille severe si scorge la riprovazione, e il monito si sposta sulla muta reazione delle labbra. Colgo il suo disappunto, e con il tono più disarmante che riesco a indossare, apro le braccia e le palme delle mani, e testuale scandisco serafico "ci vogliamo bene, e non facciamo niente di male con questo!".
L'espressione quasi schifata si attenua in un lieve sorriso di comprensione e perdono, e annuendo la sua voce benedice quell'amore profano "ma sì, tanto il mondo è proprio cambiato!".

Robin delle stelle

Giovedì, 22 settembre 2005

Per continuare il sogno

Trasportarti in un sogno…
ma cos'è un sogno?
Il desiderio dentro di noi,
inventato, covato, sperato.
Il desiderio e la voglia
di essere pensati, cercati, amati.
L'ebbrezza
di sentirsi sollevati dal suolo,
di levare il naso verso il cielo,
di leggere nel manto celeste,
nella luminosità della stella
la gioia che ci sentiamo dentro,
e spinge per uscire,
preme per contagiare chi ci avvicina;
come le tessere del domino,
se una cade cadono tutte…
E il cuore prende il controllo,
e la razionalità si oscura,
le emozioni vincono,
e ci muoviamo su un pianeta diverso,
e, e, e…

La grigia materia
riprende le redini,
e le pulsioni rimangono sospese
in quel pianeta,
i cui soli e lune
continuano a brillare
per chi vuol continuare a sognare…

Robin delle stelle

Martedì, 27 settembre 2005

Dentro un film

Questo giorno
è come entrare dentro un film di Wenders.
Atmosfera lenta e ovattata,
dialoghi lenti e essenziali,
chiaroscuri e penombre
si alternano a strade assolate.
La vita srotola
e non percepisci variazioni.
Muti sguardi seguono i movimenti,
sorrisi appena accennati ti sfilano davanti,
e la solitudine si fa più opprimente,
gira per le strade,
s'impossessa di ogni cosa
e anche vivere è fatica.
Quello che manca
è lo scorrere dei titoli di coda,
chiudere un capitolo
per ripartire da zero.
Dimenticare ieri,
annullare oggi
per scoprire il domani che sarà.

Robin delle stelle

Mercoledì, 28 settembre 2005

Il nido del mio vento

Eppur morrà questa dolce nemica
speranza, che mai sazia vita amara,
logora gl'istinti e spezza il cuore.
Tu non puoi sapere… nemmeno puoi vedere
il nido del mio vento, la luce fredda
che impietosa m'attraversa;
danzo con gli spiriti della notte
e sola m'accompagno col mio piano
avvolta nei miei stretti veli.
Ho perso il mio giaciglio
nemmeno più mi pettino
né odo il cigolìo della porta
che silenziosa qualcuno apre
e socchiusa poi rimane.

Fragmenta

Giovedì, 29 settembre 2005

Frammenti di un caleidoscopio

Le parole stentano a uscire.
Attonito è lo sguardo.
Momenti in cui solo il silenzio ha voce.
Impietrito.
La disperazione,
il messaggio,
la richiesta di aiuto,
un muto perché
non avrà risposta.
Ho ammirato i suoi versi,
mi sono chiesto quanta parte del tempo vi dedicasse,
rare volte sono entrato nel suo giardino,
spesse volte mi ha incantato con i suoi fiori.
Una parte di noi,
sta svanendo,
una parte di noi,
ci ha arricchito,
siam migliori di ieri
grazie anche ai suoi doni.

Abbracciala,
stringila…
anche per noi.

Robin delle stelle

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]