Luglio 2005

Domenica, 3 luglio 2005

Perché tu sei…

Appunto perché l'essere singolo ha un valore soltanto nell'amore,
esclusivamente nell'amore - e non nel pensiero astratto -
si dischiude il mistero dell'essere…

Feuerbach


È perché tu sei… che io ti amo,
tu… che per me sei così importante,
più importante di ogni tua e mia parola,
più di ogni gesto… e di ogni idea.

E più importante di ogni mio bisogno…

Sully

Lunedì, 4 luglio 2005

Fino a quando?

Gli arbusti, le felci,
gli alberi e le ginestre,
sono pareti verdi
di un pozzo dai tanti odori.
Il fondo è un morbido velo,
di erbe e fiori.
La volta è rivestita
di canti di uccelli,
e dipingono d'incanto
l'azzurro macchiato dal sole.
L'idillio non mitiga l'amarezza.
È l'uomo che opprime il fratello,
nascosto,
da proclami di pace,
e impone il proprio volere,
agitando un futuro
di merci e di abbondanza,
in un presente
segnato dai privilegi,
di pochi.
Inesorabile,
si ripete e perpetua il gioco,
vecchio quanto l'uomo.
Ma fino a quando?
Fino a quando
la nostra tavola
sarà ricca e guarnita,
e la vostra misera e sporca?
Fino a quando
trattori scintillanti
spappoleranno, rombanti,
frutta prelibata,
e smunti animali
trascineranno aratri,
in terre remote,
buie ai nostri occhi?
Fino a quando
ci faremo blandire e convincere,
a mostrare,
sensibilità e solidarietà,
con un sms?
Fino a quando
tollereremo
che un resoconto di fame,
sete,
e paura,
sia spazzato via
dal fascino seducente
di un viaggio esotico?

Robin delle stelle

Giovedì, 7 luglio 2005

Fiori di lavanda

Ho bisogno delle tue parole…
più di quanto io voglia ammettere
e più di quanto tu possa immaginare.

Ma oggi sto bruciando…
e sono carne, e sono sangue
che a questo fuoco si consuma.
E non può bastar quel che ci accomuna,
non i tuoi impeti di rabbia e di tristezza,
non le tue gioie e le tue speranze…
se mai un tempo ci sarà per noi.

Nel caldo meriggio - leggiadra -
una farfalla… tra fiori di lavanda…
come metafora del mio sentire.

Sully

Venerdì, 8 luglio 2005

Gigante azzurra

Quello che per il fiore è la farfalla
tu sei per me… donna gentile.

E sei il fuoco, e sei il vento…
e l'aria che respiro.

Tu sei la stella del mio universo
e un sole che riscalda…
una gigante azzurra nel mio cielo.

Sully

Fregio

Un'utopia - grande quanto l'universo -
l'amore! E non solo guardando ai lupi…

Troppo poche le stelle…
per sentirne il calore.

Sully

Sabato, 9 luglio 2005

"Sally"… to Sully

Sally cammina per la strada senza nemmeno…
…guardare per terra
Sally è una donna che non ha più voglia
…di fare la guerra
Sally ha patito troppo
Sally ha già visto che cosa…
"ti può crollare addosso"!
Sally è già stata "punita"…
per ogni sua distrazione o debolezza…
per ogni "candida carezza"…
"data" per non sentire… l'amarezza!
Senti che fuori piove
senti che bel rumore…
Sally cammina per la strada sicura
senza pensare a niente!
…ormai guarda la gente
con aria indifferente…
…sono lontani quei "momenti"…
quando "uno sguardo" provocava "turbamenti"…
quando la vita era più facile…
e si potevano mangiare anche le fragole…
perché la vita è un brivido che vola via
è tutt'un equilibrio sopra la follia…
…sopra la follia!
senti che fuori piove
senti che bel rumore…

Ma forse Sally è proprio questo il senso… il senso…
del tuo "vagare"…
forse davvero ci si deve sentire…
alla fine… un po' male!…
Forse alla fine di questa "triste storia"
qualcuno troverà il coraggio
per affrontare "i sensi di colpa"…
e CANCELLARLI da questo "viaggio"…
per vivere davvero ogni momento…
con ogni suo "turbamento"!…
e come se fosse l'ultimo!

Sally cammina per la strada… "leggera"…
ormai è sera…
"si accendono le luci dei lampioni"…
"tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni"…
ed un pensiero le passa per la testa
"forse la vita non è stata tutta persa"…
forse qualcosa "s'è salvato"!!…
forse davvero!… non è stato "poi tutto sbagliato"!
"forse era giusto così!?!"…
…eheheheh!…
forse, ma forse, ma sì…
Cosa vuoi che ti dica io
senti che bel rumore…

Vasco Rossi

Domenica, 10 luglio 2005

Come se fosse facile…

Vorrei smettere di sognare di essere parte di un mistero
e far finta di pensare che ciò in cui credo non sia vero.

E vorrei smettere di soffrire e di gridare…
se così facile è per te dimenticare.

Sully

Lunedì, 11 luglio 2005

Incontri

Incontri di un giorno qualunque,
volti sconosciuti e no;
tutto scivola via,
adagio, ripetitivo.
Zattera leggera e solida,
naviga su un fiume placido;
pochi i vortici,
inesistenti gli scossoni:
un viaggio che sa di rilassatezza.

Tra tanti un viso ti colpisce,
inatteso e rapido scatta il meccanismo:
occhi che si incontrano,
si cercano,
quasi si attendessero, ignari.
Le parole sono corde di un ponte sospeso,
i dialoghi stringono e uniscono
il passaggio sul vuoto.
La lettura, il consulto di planimetrie,
toglie spazio alle distanze,
desiderio velato di un contatto.
Il tempo incombe,
i doveri incedono,
una stretta di mano,
decisa e accogliente,
scioglie l'ebbrezza di un incontro che è sorpresa.

Trascorrono i giorni,
il desiderio di rivederla si rinnova,
è potente.
Dolce follia irresponsabile,
desta e muove sogni sopiti,
in un cuore da tanto tempo adulto,
con impulsi e l'incoscienza
di un ragazzo.

Robin delle stelle

Mercoledì, 13 luglio 2005

Quel giorno…

Sono stanco… stanco di queste mie parole, e stanco di queste emozioni che mi annientano. E ho bisogno di un aiuto; ma nessuno aiuto viene… quasi mai!
E in fretta vanno via giornate senza che nessuno si fermi alla mia porta chiedendomi: "ehi!… come stai?". Già… come sto?
E mi accorgo di continuare a parlare a me stesso attraverso i miei testi… ma immensamente di più coi miei pensieri, quei pensieri che non si possono vedere se non si possiede un po' di coraggio, e la forza, e quel poco di umiltà che serve per poterli condividere… tanto da alleggerirci da quel peso che talora è così difficile da portare.

Un bàratro si è aperto tra gli uomini… un abisso di solitudine malamente travestito da superficialità, un vuoto che vorrebbe assomigliare a leggerezza; ma la vera leggerezza è profondità, profondità rivestita di rispetto e conoscenza. E nella scala di valori dell'uomo - qualunque sia il loro credo - il rispetto è al primo posto, il primo passo nel cammino verso quella dignità della persona che sembra, ogni giorno di più, sfuggirci di mano…
E cosa ne sarà di noi? Cosa ne sarà di noi domani quando ci accorgeremo - ma troppo tardi - di tutti i nostri orrori?… cosa ne sarà di noi quando comprenderemo di aver violato quel miracolo che noi chiamiamo vita? No!… non ci sarà pietà… e non ci sarà pietà per colui che incrinerà anche soltanto un pezzettino di quella fiducia e di quella speranza di un'anima bella che sorride alla vita.

Quel giorno a Londra - e a Madrid, e a New York, e a Baghdad… e in mille altri luoghi di questo nostro disperato spazio tempo - non ci hanno rubato soltanto la speranza… ma ci hanno strappato la nostra innocenza.

Così se oggi vedo volare libera una farfalla so soltanto… che mi si stringe il cuore.

Sully

Venerdì, 15 luglio 2005

Rivelazioni

Ci si incontra.
Ci si conosce.
Nasce lo stupore…
e con esso un'amicizia.
Due persone:
una di fronte all'altra…
ed è rivelazione…
e la promessa di un sempre.

Ma in agguato è la paura
che con felino passo
ti prende, e ti attanaglia,
quasi come un abbraccio
che vuole proteggere,
che vuole salvare…
ma che tradisce una promessa
data… e voluta.

Il tuo sempre allora…
forse non è il mio sempre!
Permettimi dunque…
di raccontartelo.

Sully

Martedì, 19 luglio 2005

Rivelazioni (2)

Hai illuminato il mio silenzio
con l'invisibile pienezza
di una presenza che si cela.

Potuto avresti non essere...
ma tu - invece - dispiegasti la forma.

Sully

Mercoledì, 20 luglio 2005

Congedo, a vietarle il lamento

Come quietamente i giusti spirano
e alle anime loro sussurrano di andare,
mentre alcuni dei tristi amici dicono:
si spegne il suo respiro, ed altri: non ancora,

sciolgliamoci così, senza voce, né flutto
di lacrime muoviamo, né furia di sospiri:
si profana la gioia
svelando ai secolari questo amore.

Il moto della terra porta mali e paure,
specula l'uomo il fatto e ciò che volle dire,
ma la trepidazione delle sfere
è innocente, seppur tanto maggiore.

L'amore degli ottusi amanti sublunari
(la cui anima è il senso) non intende
l'assenza, che rimuove
le cose che gli furono elemento.

Ma noi, grazie a un amore raffinato
al punto che noi stessi ne ignoriamo l'essenza,
nella mutua certezza della mente
meno curiamo perdere labbra, pupille, mani.

Le nostre anime, dunque, che sono una,
sebbene io debba andare, non patiscono
frattura ma espansione, come oro
battuto fino alla più aerea lama.

Siano pur due, lo sono come i rigidi
gemelli del compasso sono due:
la tua anima il piede fisso che, all'apparenza
immoto, muove al moto del compagno

e, se pure dimori nel suo centro
quando l'altro si spinge più lontano,
piega e lo segue intento
e torna eretto al suo tornare al centro.

Così tu sei per me che debbo, simile
all'altro piede, obliquamente correre:
la tua fermezza chiude giustamente il mio cerchio
e al mio principio mi riporta sempre.

John Donne (Einaudi 1971, Traduzione di Cristina Campo)

Domenica, 24 luglio 2005

Fame di emozioni

Sussulti del cuore.
Flash improvvisi.
L'eccitazione tocca vette inaudite.
Tutto trasfonde,
tutto si muove,
si amplifica.
Il normale muta in speciale,
il diverso vola verso l'infinito.
Cristallizzare sensazioni,
per assaporarle e respirarle,
profondamente.
Perpetuare l'estasi,
vagando in un territorio irreale,
alle pendici di un sogno.

Robin delle stelle

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]