Giugno 2005

Venerdì, 3 giugno 2005

Una musica costante

I

È con cuor leggero che mi domando
quanto spazio ancora resti…
se tutto - in me - è così pervaso di te.

E non c'è mai un dove, e mai un quando
- ovunque mi portino i miei pensieri -
ch'io non cerchi - e non ritrovi - il tuo volto:
come se il ricordo, che ancora
- e inesorabilmente - ci unisce,
divenuto fosse - ad un tratto -
smisurata cassa di risonanza
per una musica che io soltanto
potrò sentire.


II

Immagine bella quella che siano le cose
a volte - e la vita stessa -
a sentire la nostra mancanza…
venendoci così a cercare.
E così tu!, tu che lanciasti un piccolo ponte
verso l'isola dove io mi trovo.

Ma se quel ponte vorrai tagliarlo un giorno
- oh, ti prego - non senza prima un tuo sorriso.

Sully

Domenica, 5 giugno 2005

Se un gabbiano si sente troppo solo

Soltanto colui al quale posso rivelare completamente il mio cuore
comincia a essere mio intimo amico.

Matteo Ricci (fine XVI sec.)

Perdonami A***… sono stanco, e dovrei forse riposare. Ma rileggendo quello che ti avevo precedentemente scritto un atroce dubbio è affiorato in me.
Tu sai, io ho qualche anno più di te… e a volte - quando mi lascio andare - dimentico che sei una ragazza. E tu sai come la vita cambi le persone quando ci si lascia alle spalle la prima giovinezza. Questa però non vuole essere affatto una considerazione negativa, anzi. Anche se non desidererei pensare ancora come quando avevo 20 anni, perché troppe cose sono cambiate da allora, è anche vero che le cose mie più "segrete", quelle speranze e quei sogni non ancora infranti ci sono ancora… e ci sono ancora tutti.
A volte, "parlando" con te, - e questo è il dubbio - mi sfiora la sensazione che tu non capisca fino in fondo ciò che da sempre vorrei dire al mondo. Quella volta che ti dissi, ad esempio, che ti volevo bene (e che tu hai così prontamente retificato!) non baravo… anche se so benissimo di cosa abbisogni "il voler bene": di quella vicinanza che riempie la vita, nell'amicizia come nell'amore. Eppure io voglio bene a quella giovane donna che si compativa, e che un giorno decise di scrivere la prima lettera a un pazzo gabbiano, a un povero venditore di sogni.

In realtà quel gabbiano non vuole affatto vendere i propri sogni: lui, semplicemente, cerca di viverli! È solo che talvolta i cieli sono troppo solitari… e per questo è attento - ma sempre nel rispetto - a riconoscere una voce, a riconoscere un grido che assomigli un poco al suo, per condividere parte di se stesso. Ma se alla fine nessuno vorrà volare - almeno per un po' - al suo fianco, a lui non resterà altro che continuare a librarsi in alto, dove l'aria ancora è tersa e profuma di buono.
Un'ultima cosa: sono felice A***… ma, come avrai già intuito, la gioia si nutre soprattutto di ciò che siamo dentro. Ecco perché la prima volta ti dissi di avere pazienza, e di continuare a crescere… e che il coraggio - e la gioia, aggiungo - sarebbero, alla fine, arrivati.

Sully

Mercoledì, 8 giugno 2005

Aspettando l'aurora (2)

Guardando alla notte e ai suoi silenzi
chissà - mi chiedo - se da lei
imparerò davvero ad aspettare…

E mentre si consuma - il cuore -
tra i battiti di questa attesa
provo a fare spazio in me
dai tanti ieri, e da quei giorni
che occasione furono di un amore
che non colsi.

Così sarà - per me - una nuova aurora.

Sully

Giovedì, 9 giugno 2005

Aspettando Robin

Forse hai deciso - coi tuoi silenzi -
di spingermi a raschiare del cuore il fondo
per strappare quello che della mia anima
- silente e smarrita - rimane?

Beh… se solo questo era il tuo intento
qualche risultato hai pur ottenuto…
Ma - ti prego - che non troppo lungo
sia il tuo indugiare.

Sully

Venerdì, 10 giugno 2005

Un sogno in un foglio

…un fuoco che né scaldava né crepitava né si nutriva
di materia alcuna, ma di sé alimentandosi
bruciava sulle rocce fredde non consumandosi
né consumando, fatto di luce e pietra,
fontana di freddo fuoco attizzato dalla forza
della cascata e divampante a un tratto
di vitalità riflessa…

Antonia Susan Byatt

Spero soltanto che sia tu - Diletta -
a infondere luce a quei cristalli…
così che l'arcobaleno rimanga.

Sully

Gioco,
ballo,
guardo il foglio
e… vedo un uomo
in una grotta
di cristalli:
blu,
rossi,
gialli,
verdi,
rosa,
azzurri,
viola…
c'è anche l'indaco.
Ci sono tutti i colori
del mondo!

Vedo anche un tavolo, una sedia,
una tazza di tè al limone,
un caminetto…
fatto di pietre rosse
che non ha
la legna
ma… cristalli azzurri
che scaldano il cuore.
E non c'è bisogno
di lampade
o di torce…
perché
il colore
dei cristalli
forma
un arcobaleno
di luminosità.

L'uomo
che scopre la grotta
resta lì…
finché la luce
dei cristalli
si spegne.

Diletta (8 anni)

Domenica, 12 giugno 2005

Farfalle e scarafaggi

Muto.
Scorre la vita,
come acqua corrente,
solito l'alveo,
diverso il turbinio.
Due gocce
s'infrangono su una roccia,
fenomeno inarrestabile,
continuo,
quasi eterno,
eppur diversi
gli spruzzi,
mai uguali ai precedenti.
Fiume o ruscello,
nel suo procedere
verso il destino,
prende velocità,
compie balzi,
si acquieta,
lenta e sonnacchiosa,
riprende vigore,
anche violenza.

Muto,
a volte sperduto,
spaesato,
ma vitale.
L'intensità
della corrente,
o la sua calma,
si ripetono instancabili.
I fogli scritti
che continuo ad accumulare,
li sento stanchi,
già conosciuti.
Restare in superficie,
galleggiare,
osservando all'intorno.

Muto,
in attesa.
Pausa e riflessione.
Respirare
ciò che mi circonda,
profondamente,
per accogliere
farfalle e scarafaggi,
per distillare
nettare e aceto,
affinché
la conoscenza
diventi tale.

Robin delle stelle

Lunedì, 13 giugno 2005

Quello che ci spaventa (Lettere a una ragazza)

È storia vecchia e risaputa come i salti generazionali possano creare difficoltà - talora apparentemente insormontabili - nel dialogo tra le persone. Spesso la prima dolorosa esperienza la si ha in famiglia - banco di prova e luogo privilegiato - dove più di frequente si consumano, coi figli, le piccole tragedie di quest'assenza di comunicazione. E anche se più volte mi sono chiesto quale potrebbe esserne il motivo, non credo di essere mai giunto che a conclusioni appena soddisfacenti.
Così, sperando di fare chiarezza nei miei pensieri, ho pensato di scrivere a te, a te - giovane donna spaventata - che ti sei defilata appena hai avvertito che cominciavo ad avere bisogno di te.

Quando hai pensato di porre fine alla nostra corrispondenza ho avvertito che la mancanza delle tue attenzioni distratte e delle tue acerbe dolcezze, ma soprattutto la mancanza dei tuoi distinguo, delle tue precisazioni e della tua quasi irruenza verbale era divenuta quel vuoto che aveva preso il posto della consapevolezza che - forse - sarebbe potuto nascere un'amicizia. Ma so anche un'altra cosa: che l'amicizia - a spaventare un'anima - non è seconda a nessuno… nemmeno all'amore. Forse è per questo che ho capito… e accettato che tu te ne sia andata.
Ma poiché nulla nasce e si costruisce - nemmeno un dialogo - se appena siamo spaventati, allora perché non fingere che un legame già esista? Così - mi son detto - potrò nuovamente scrivere alla mia giovane amica… e non importa se non ci saranno risposte a questa mia, e a ogni altra che verrà.

Ma soprattutto desideravo scriverti perché quello che ci spaventa tu lo conosci… e così so che capirai - e perdonerai - anche tutte le mie paure.

Sully

Giovedì, 16 giugno 2005

Anime prigioniere (Lettere a una ragazza)

Non sono sicuro di nulla
se non della santità dei sentimenti del cuore…
e della verità dell'immaginazione.

Keats

Le parole sono state tutta la mia vita… tutta la mia vita!

Antonia Susan Byatt

Guardo alla notte e ai suoi silenzi… e mi ritorna in mente quando anch'io ero giovane, quando i miei pensieri erano in lotta perenne per dare un barlume di senso a quell'intricato groviglio di emozioni, quando la notte non era ancora divenuta un'amica. Ricordo come non accettassi - e non capissi - la solitudine, e non sapessi (e come avrei potuto?) quanto invece fosse uno spazio privilegiato per preparare e costruire me stesso all'ascolto, all'amicizia e all'amore. E così quando vedo negli occhi della giovinezza riflettersi i turbamenti e tutti quei moti dell'animo che pure io - e tutti noi - abbiamo conosciuto, non riesco proprio a non emozionarmi… e mi ritrovo smarrito - e quasi impotente - come allora.
Ma lo stupore e la tenerezza monta gagliarda quando una giovane vita decide che tu sia degno di una rivelazione… rischiando, con te, di diventare fragile, di mettersi a nudo, di piangere e di ridere, di aprire il proprio cuore con la certezza che non riderai mai di lei e che - anzi - capirai ciò che la lacera e ciò che le infonde gioia e speranza.
E non è forse questo ciò che i giovani vogliono? Non è forse questo il "sogno" - comprensione, ascolto, amicizia, amore - che noi tutti vorremmo? E perché ci si stanca troppo presto di cercare… consegnandoci così alla rinuncia? E perché tanti - troppi - sono i sogni immolati sull'altare di una realtà che ci umilia - e ci limita - come persone?

Amica mia, se siamo anime prigioniere siamo solo noi a volerlo, e noi soltanto… a permetterlo.

Sully

Domenica, 19 giugno 2005

Come il ramo del biancospino (Lettere a una ragazza)

Ma fin est mon commencement
Et mon commencement ma fin.

Guillaume de Machaut (XIV sec)

La plus jolie et la plus belle,
La plus gaie, la plus novelle,
La mieulx garnie de doulçour
C'est celle en qui de jour en jour
mon cuer en joye renovelle.

Anonimo (Codex Reina, XIV-XV sec)

Girl
Dame, mon cuer en vous remaint… comment que de vous me departe (Guillaume de Machaut).

Con le parole di un poeta - e di un musicista sublime del XIV secolo - prendo congedo da te, dolce amica: ma non prima di un ultimo grazie per avere condiviso con me una parte di te. Mi è di conforto sapere - è una certezza la mia - che la tua strada, quella strada che è apertura alla vita, quella strada sulla quale camminerai - senza paura - ogni nuovo giorno, tu la stia già percorrendo.
Vorrei che tu non ti preoccupassi per me… perché il mio cuore è colmo di gioia per questa avventura alla quale ognuno di noi è stato chiamato, quest'avventura che si chiama vita e che, da sempre, riserva a chi fiducioso le si abbandona quel po' di coraggio e forza per continuare a credere e a sperare in essa… nonostante tutto.
Con le parole del primo trovatore - Guglielmo d'Aquitania - il mio augurio per te: di una vita in pienezza, di una vita dove il tuo sogno più grande si rivesti del "sempre", di quel sempre che è fedeltà, che è amicizia… che è amore.

Del nostro amore accade
come del ramo di biancospino,
che sta sulla pianta tremando
la notte alla pioggia e al gelo…
fino al domani, che il sole s'effonde
infra le foglie verdi sulla fronde.

Sully

Fregio

La notte avanza, muta e silenziosa…
e nessuno che ascolti il mio silenzio
mentre chiara in cielo splende la luna (Sully)

Martedì, 21 giugno 2005

La bestia

Una bestia che azzanna,
morde,
strappa brandelli di carne.
Mai sazia,
ma sempre vigile,
in agguato.
Pronta ad assalire,
a martoriare.
Cosa può placare la sua rabbia?
Suoni, parole, immagini, movimenti.
I suoni di un concerto
capace di trasportare;
le parole di una poesia
che induce i sogni;
le immagini di un dipinto
che cattura il silenzio;
i movimenti di corpi
volteggianti tra recita e danza.
La bestia si calma inebetita,
narcotizzata.
Non crolla,
ma diviene inoffensiva.
La sua aggressività,
per ora, è doma.
Sensazioni di calma,
riscoperta di sapori,
di piaceri quasi tattili,
di piccole cose:
il colore e il calore,
l'odore e il rumore.
Il dolore è chiuso
in un buio sotterraneo.
Al momento.

Robin delle stelle

Mercoledì, 22 giugno 2005

Made For Loving You

Figlia mia,
non so se troverò mai il coraggio di dirti apertamente ciò che sento - e ciò che provo - quando ti guardo… e quando ti penso. Così ho deciso di farlo con questo scritto il cui titolo è stato rubato a una canzone dei Blue, quei Blue che - in qualche modo - hanno fatto emergere quei sogni che custodisci così gelosamente… e che io ora posso guardare.
Tu forse già sai - mentre io lo so per certo - come i sogni che ognuno di noi porta dentro siano quanto di più intimo caratterizzi una persona (giovane o vecchia che sia); essi sono come porte aperte sull'anima, porte che solo ad un amico è consentito aprire. E io non posso ancora considerarmi un tuo amico… per ora sono solo tuo padre, ma un padre che si sforza di crescere - e di cambiare - per amore tuo.

E mentre ora tu starai giustamente riposando dalle fatiche di un lungo anno scolastico non sai - e come potresti? - che io mi ritrovo qui a piangere come uno stupido - in un ambulatorio deserto - pensando a quanto tutto di te sia fragile… e nello stesso tempo così prezioso, così vero. In questo momento ogni torto dato e subito - e ogni incomprensione - non hanno più nessuna importanza davanti al miracolo dell'amore che si perpetua e che unisce le persone in modo indissolubile. Così in forza e per mezzo di questo amore - e per lo spazio che vorrai concedermi - io sarò il baluardo incrollabile a salvaguardia della tua innocenza… e della tua giovane vita.
Io ti guardo… e già vedo che non potrò difenderti da tutte quelle delusioni, da tutte quelle ipocrisie e da quel senso di solitudine che inevitabilmente accompagna le anime nobili nella dura battaglia della vita. Ma sarò sempre al tuo fianco - per il tempo che mi sarà concesso di farlo - per proteggere, preservare e nutrire quei sogni che - soli - ci danno la forza per continuare a vivere.

Papà (Sully)

Venerdì, 24 giugno 2005

7 giorni d'amore

The patient Sully of year 45
will have undergo following treatment: Amore® spray
making number 1 sprays 2 times/day for via oral.
This treatment will last: 7 days.

El paciente Sully de edad 45
deberá seguir el siguiente tratamiento: Amore® atomizador
practicando número 1 rociadas 2 al día por via oral.
Duración total del tratamiento: 7 dís.

Il paziente Sully di anni 45
dovrà seguire la seguente terapia: Amore® spray
praticando numero 1 spruzzi 2 volte al giorno per via orale.
Tale terapia avrà la durata di: 7 giorni.


Strictly follow the prescibed posology. Opportunely consult the physician in case of every side effect.

Seguir rigurosamente el esquema posológico prescrito. Comunicar oportunamente al médico la aparición de cualquier efecto indeseado.

Seguire rigorosamente lo schema posologico prescritto. Comunicare tempestivamente al medico la comparsa di qualsiasi effetto indesiderato.


Tre colori… per un unico desiderio!

Sully

Sabato, 25 giugno 2005

Quella rugiada che ci bagna

Cara amica (troppo impegnativo il termine?),
c'è chi va - e c'è chi resta - quando le acque iniziano ad agitarsi. E io sono uno che resta (almeno così spero). A volte però è così difficile esserci, così difficile essere vicino a una persona in difficoltà, a una persona che ci sta chiedendo aiuto (ma altra via non c'è, se vogliamo continuare a parlare di amicizia). L'amico - come dice Matteo Ricci - non è forse "colui che non cambia nelle mie cose che cambiano"? (Che stupenda immagine!)

A volte mi capita di urlare al vento il mio bisogno: tutto ciò che mi rende come sono, i miei desideri, i miei sentimenti, i miei sogni; e in tutto questo può anche capitare che nessuno ascolti! E allora? Dovremmo forse scoraggiarci per questo? No di certo!, perché essere questo nostro sentire ci rende felici… e non importa se talora i nostri sorrisi si bagnano con qualche lacrima.
Vorrei anche dirti di guardare per prima cosa dentro di te - e attorno a te: perché il sogno spesso ci sfiora continuamente, nascosto ad arte nelle piccole cose di ogni giorno, nelle persone che ci passano distrattamente accanto, all'interno delle nostre famiglie che, talora, ci sembrano così "ordinarie". Ma nessuna persona lo è (ordinaria); e se talvolta saresti tentata di pensare il contrario adoperati con tutte le tue forze per aiutarla a togliere quella patina di grigiore che l'opprime, così che ti si rivelerà in tutta la sua bellezza, e in tutto il suo splendore.

Ci vuole pazienza con se stessi… e tanto, tanto amore! Mi prometti che così farai anche tu?
Non ti chiedo di ridimensionare i tuoi sogni… no, questo no! ma solo di guardare in te - e attorno a te - per vedere se per caso - ammirando orizzonti troppo lontani - tu ti sia dimenticata della rugiada che ti bagna i piedi.

Sully

Martedì, 28 giugno 2005

Prima del silenzio

…un bisogno immenso di sapere
che il tuo andare non sarà per sempre.

Sully


Un mese straordinario
tra poco avrà termine.
Un mese di emozioni travolgenti,
di parole e pensieri condivisi…
un mese che più non si ripeterà.

Ma non è soltanto l'estasi
ad avermi abbandonato…

Sully

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]