Maggio 2005

Martedì, 3 maggio 2005

Spazi infiniti

Dallo sperone di roccia
il salto nel vuoto,
planando sul folto degli alberi,
e subito,
pochi metri oltre,
il tuffo nel lago.
Le acque disegnate dal vento,
sensazioni fredde,
suggeriscono un volo radente,
ma da uno squarcio tra le nuvole
la luce, il colore del sole,
deviano in alto lo sguardo,
catturano il viaggiatore,
ora uccello,
sperduto in un territorio sconosciuto,
e il confine
è sempre
un poco più in là.

Robin delle stelle

Lunedì, 9 maggio 2005

Ho udito parole d'amore

È volata via,
tua figlia,
insieme a frammenti
di vetro, metallo, plastica.
È volata via,
tra brandelli di esseri umani,
tra l'odore di polvere esplosa,
di carne bruciata.
Il suo zaino, i suoi libri intatti,
uniti nell'abbraccio mortale
a una cintura esplosiva,
testimone di ideali manipolati
da volontà criminali.
È volata via,
vittima di un conflitto inutile,
a una fermata di autobus,
in una calda mattina
nella primavera di Tel Aviv.

Ti ha lasciato, tuo figlio,
senza neppure salutarti.
Una pallottola militare
gli ha reciso il sorriso.
Ti ha lasciato,
ma il suo ultimo
disperato pensiero,
è stato per te,
un saluto in un lampo.
Pietre e urla
contro fucili e carri armati;
la maglietta bianca, sudata,
mostra un fiore rosso,
e polvere e pianti
screziano la luminosità
dell'aria di Jericho.

Una madre e un padre.
Due popoli in lotta.
L'odio non lenisce il dolore,
la vendetta è bandita.
Una madre e un padre,
insieme, civili,
sulle assi di un palco romano,
a leggere poesie,
a mostrare un aspetto
del loro dolore,
a chi come noi non sa,
non vive l'orrore,
ma rimane ad ascoltare,
a udire
parole d'amore.

Robin delle stelle

Mercoledì, 18 maggio 2005

Natura viva

Un sentiero che porta chi sa dove.
Ai lati prati, innumerevoli fili d'erba, cespugli di ginestra. Fiori gialli rallegrano lo sfondo, e un reticolato separa, illusorio, il verde dei prati.
Querce maestose accarezzano, con l'oscillare delle foglie, la parte inferiore di un cielo dove il sole non disdegna la compagnia di sparpagliate e mobili nuvole.
Tra l'erba e i fiori, va incessante il ronzio di api, il tormento di mosche, l'elegante battito d'ali delle farfalle, l'ondeggiare di nugoli di moscerini.
Assorbire dentro me la pace, il significato, l'essenza di ciò che vedo, ascolto, annuso.
Aspirare questo quadro, immagine idilliaca da portare dietro, riesumandola, per rivederla e riviverla, quando nasce il bisogno, quando la realtà diviene un macigno tremendo, e opprime il desiderio di fantasia.

Robin delle stelle

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]