Marzo 2005

Martedì, 1 marzo 2005

Michael

L'entusiasmo di un bambino,
dentro
un metro e novanta di uomo.
La spontaneità,
la genuinità
dei gesti e dei pensieri
è coinvolgente,
è palpabile.
Il passo
lungo e sciolto,
instancabile;
l'amore profondo
per la tua città,
l'orgoglio di
sentirti tedesco.
L'abbigliamento
eternamente leggero,
la tua disponibilità
verso chiunque,
conquista la riconoscenza
di chi ti conosce.
Un'amicizia
che si alimenta
di un pomeriggio
e di una serata,
trascorsi insieme
una volta l'anno.
E si rinnova
dentro un museo,
nel brindisi chiassoso
di un boccale di birra,
nel tono di voce
che si tramuta
in confidenziale,
nella mia sete
di ascoltare il racconto
del tuo ultimo,
incredibile viaggio;
nell'osservare le lancette,
sentinelle svizzere
dell'incontro
che sta per svanire.
E, infine,
il saluto,
in un bacio,
in un abbraccio,
e sparisci
nelle fauci della metro.
Un'amicizia,
che si protrae
di anno in anno,
che non chiede altro
che di rivederci,
e continua a crescere,
al di là della distanza,
oltre il tempo,
e trasforma
due essenze
in un solo pensiero.

Robin delle stelle

Lunedì, 7 marzo 2005

Prima pagina

Prima pagina:
un titolo,
espressione di gioia,
resoconto di dramma.
La gioia,
la liberazione di Giuliana;
il dramma,
l'uccisione di Nicola...
Ostaggio e salvatore,
insieme vittime.
Vittime di una guerra maledetta,
maledetta come tutte le guerre.
Guerre ammantate di ideali,
coperte di interessi,
giustificate,
motivate;
ma sempre e solo
guerre.
Nicola e Giuliana,
Giuliana e Nicola,
compagni in una gioia fugace
che si mutua in tragedia.
Nicola,
un gesto estremo,
oltre il dovere,
oltre la logica,
puro atto d'amore:
la propria vita.

Robin delle stelle

Giovedì, 24 marzo 2005

In Primavera

Di', tu che sogni alla luce del giorno,
che cosa, oggi, ti fa tanta paura?
È primavera: al bosco giri intorno
come il cieco a cui vista si fa oscura.

"Cieco non sono, ma non vedo; accanto
a me non so se ombra o luce intuire.
Rider potrei, potrei scoppiare in pianto;
però a nessuno lo potrei mai dire."

Eppure il sole ti sorride, amabile:
ansia e rimpianto perché ti fan velo?
Getta il tuo peso, uomo inconsolabile,
e ti sia conforto il sole, il cielo.

"Né il sole né l'azzurro mi rischiara.
Amo la primavera che ritorna,
ma a lei soltanto penso, alla più cara,
che già da tempo lontana soggiorna."

Gustav Mahler
(da Cinque Canti per Voce di Tenore, dedicati a Josephine)

Domenica, 27 marzo 2005

Auguri e tecnologia

La tastiera, un piccolo schermo.
Le dita corrono, impacciate,
a comporre un messaggio augurale.
La fantasia,
schiava della vanità,
modifica, seleziona parole,
le unisce e separa,
le sposta, le cancella,
le riprende e le riusa.
Le parole assumono forma,
la struttura è costruita;
momento di dettagli.
Limare e stringere,
in centosessanta spazi,
l'intensità,
l'emozione di un concetto
che elimini la distanza.
La rilettura gratifica l'ego,
l'invio lo esalta,
moltiplicandone la dimensione,
nell'attesa di un riscontro.
Il bip bip fende il silenzio,
la reazione è avviata.
Piccole esplosioni,
sintomo di lievi sorrisi,
di frasi tenui,
che vivono il tempo
di una apparizione luminosa
su un display.

Robin delle stelle

Lunedì, 28 marzo 2005

Quasi le 23...

Sono quasi le 23 di un giorno di Pasqua che sta per chiudersi... e così ho pensato di intrattenermi un po' con voi (anche se decisamente in ritardo rispetto all'ultima volta che lo feci).
Prima di tutto desidererei augurare una felice Pasqua (perché Pasqua non dura soltanto un giorno) con un sorriso che attraversi la terra, il mare, l'oceano... arrivando intatto fino a voi.
Io sto bene (anche se a volte mi mancano le mie estasi)… e così spero anche voi.

Dalle mie parti sta iniziando un'altra primavera (il tempo della rinascita), ma per alcuni di voi forse l'autunno sta già marciando prepotentemente. Quest'anno ero così stanco del freddo che non vedevo proprio l'ora che arrivasse il momento di potermi sedere nuovamente in terrazzo a leggere.

Cari amici (che altro termine potrei mai usare per voi?), siamo così fortunati noi: noi che siamo qui, nelle nostre case, a scrivere i nostri pensieri e pregando il vento di farli poi recapitare a qualche amico; noi che possiamo pensare quando programmare un viaggio, quando fare una passeggiata... e che cosa mettere nel sacchetto della spesa. Siamo così fortunati noi!, ma senza vero merito... fortunati soltanto per il fatto di essere nati qui - o lì - in un paese che non uccide del tutto la speranza, in un paese che ancora nutre i suoi figli. Ma, come sapete, non così è per tutti... e questo pensiero basta da solo a confondere la gioia.
A volte - per difendermi - smetto allora di pensare, e all'inizio sembra andare tutto bene... ma ecco che così facendo compare subito la noia: e allora sto peggio, molto peggio.

Mi accorgo di non avere un umore molto allegro stasera... e mi dispiace. Ma se non vi avessi scritto ora chissà quando l'avrei fatto!
Adesso però vi mando un caro saluto e un augurio di serenità, di quella serenità che è divenuta - oggi - il bene forse più prezioso.

Sully

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]