Dicembre 2003

Sabato, 6 dicembre 2003

Siti web

Mamma mia… quanto silenzio da parte mia. Il motivo? Pigrizia, e un po' di malessere.

Sto lavorando, è vero… ma, in genere, un po' di tempo riesco quasi sempre a ritagliarmelo se lo voglio veramente. È che in quest'ultimo periodo non sempre sono stato bene di "testa". Comunque vi confesso che ora è tutto ok.

Ho un progetto, sapete: la realizzazione, o meglio la ristrutturazione del mio sito.
Leggendo qua e là ho appreso che le specifiche per la costruzione di siti web veramente innovativi e usufruibili al meglio (anche da parte di supporti diversi dai PC) stanno sempre più prendendo piede. Stimolato dalle nuove direttive del W3C - Consortium del www - (che impone una regola costruttiva rigorosa per tutto ciò che concerne il web) ho pensato di provare anch'io a darmi da fare in merito. Badate bene però: se riuscirò nell'intento (ma posso già rassicurarvi in proposito) l'innovazione non riguarderà tanto il layout (ciò che appare, dunque) ma tutto ciò che è nascosto - il "motore" - e permetterà una usufruibilità e una manegevolezza (anche dal punto di vista dell'aggiornamento) prima impensabile.
No, ad uno sguardo superficiale nulla sembrerà cambiato (a parte una nuova veste grafica). Vi basti sapere, però, che tutto ciò che vedrete "non esisterà" veramente nel documento. Le pagine caricate, infatti, conterranno soltanto testo strutturato in sezioni e paragrafi, e ciò che cambierà sarà l'elaborazione grafica apportata dai fogli di stile (css). Niente tabelle quindi - e nessun'altro trucco di sorta per far quadrare il cerchio - ma solo e unicamente testo strutturato e, successivamente, elaborato dai css.
L'unico problema - spero solo temporaneo - sarà che questo tipo di layout non potrà essere visualizzato se non da browser piuttosto recenti. I browser più datati - quelli che non supportano i fogli di stile (e i frames) - non vedranno se non la struttura (il testo per intenderci).

Dunque… se prima il silenzio era subìto (e vi chiedo scusa) ora, invece, è un silenzio pieno di attesa. Un silenzio "strutturato". :-)

Sully

Venerdì, 12 dicembre 2003

Parco di Ariccia

Nemmeno il sole riesce a scaldare.
Il tè bollente conforta lo spazio di un istante, poi più niente.
Seduto sulla panchina osservi la piccola fontana: quattro cavalli sorreggono una vasca da cui cola l'acqua. E lì ti accorgi delle stalattiti di ghiaccio che pendono tutto intorno alla vasca.
Il cielo completamente azzurro, il vento gelido intorpidisce le dita, sollevando foglie e carte che trova sul suo percorso.
A sprazzi, come rapidi flash, provo sgomento e solitudine, come cosa temuta e cercata. Momenti di estraniazione da ciò che mi circonda, quel sottile senso di disperazione che mi incita a cercare me stesso negli altri.

Robin delle stelle

Lunedì, 15 dicembre 2003

Frittelle (Frìtoe)

Ingredienti:
– Latte tiepido: 1 bicchiere abbondante
– Farina fiore: 400 gr circa
– Lievito di birra: 1 cubetto
– Sale fino: 1 cucchiaino
– Zucchero: 2 cucchiai
– Burro: 20 gr
– Olio per friggere (bollente)

Preparazione:
Sciogliere il lievito con il latte tiepido. Aggiungere il sale, lo zucchero e il burro e, mescolando sempre, la farina (poco a poco).
Far lievitare l'impasto (coprendo con canovaccio umido) per tre ore ma ricordarsi di rompere la lievitazione (con le mani) ogni ora (per almeno tre volte).
Cuocere le frittelle (bucandole al centro) su olio bollente sino a doratura e, infine, cospargerle con abbondante zucchero.
Servire ancora calde!

Il cuoco Sully

Martedì, 16 dicembre 2003

Parco Castelli Romani

Una tavola di legno sorretta da due paletti, e sopra inciso "Parco Castelli Romani".
Intorno, tra erbe e fiorellini di fine autunno, fazzoletti di carta, mozziconi di sigarette, qualche sacchetto di plastica, tappi a corona di Ceres, Peroni e altri illeggibili per l'ossidazione. Posate di plastica e toh!, persino una bottiglia vuota di gin, però il tappo è stato riavvitato: che precisi! Non manca la confezione di patatine e... possibile? Laggiù ci sono tre macchioline rosse: che siano papaveri? Ma che penso? Manca una settimana all'inverno! Vado a controllare.
E sì, sono proprio tre piccoli e infreddoliti papaverini, con i petali della corolla semichiusi, in attesa che il sole possa emergere da dietro quelle nuvole pesanti.
Sulle assi di questi tavoli da picnic s'intrecciano scritte e graffiti. Si parla di canne, di calcio, di musica e d'amore.
Si narra di "io" e Marco che hanno fatto l'amore qui, sotto gli occhi della luna.
Dall'alto del bordo del cratere osservo il lago e le sue rive boscose. Il vento crea sulla sua superficie dei movimenti, che percepisco come una miriade di punti, sfaccettature innumerevoli e irrequiete.
Il vento freddo penetra tra gli indumenti, si insinua dovunque, costringendomi a riprendere la bici e abbandonare questi momenti di contemplazione.

Robin delle stelle

Mercoledì, 17 dicembre 2003

Cristalli di nebbia

Sono arrivati i primi freddi (finalmente!?) e con essi, purtroppo, anche quelle nebbie e quelle foschie di un altro inverno ormai alle porte. Ma mentre percorro quella strada che conduce al di là della piccola catena di colli che mi separano dall'ambulatorio dove spesso lavoro, sono costretto a ricredermi: un cielo azzurro e un sole splendente valgono ben più di qualche goccia di sudore sulla pelle. Non si riesce, infatti, a vedere quasi nulla oggi – tanta è la nebbia – mentre l'auto arranca piano lungo i pochi tornanti che la separano dal passo.
L'atmosfera che si respira – e nella quale sembro fluttuare – è quasi fiabesca, quella – per intenderci – delle fiabe di novembre che si raccontano ai bambini attorno al fuoco – o almeno le si raccontavano un tempo, quel tempo che alcuni di noi forse ricordano con un po' di nostalgia, quel tempo dove non ci si vergognava – come adesso – di sognare.
Un'atmosfera, dicevo, come di urgente e ansiosa attesa, quasi di presagio.
Nelle fiabe, però, tutto quello che deve succedere… alla fine succede. E nella vita reale?

«La vita reale, in realtà, è altra cosa da quella che si trova nelle fiabe!»

Eppure – anche di fronte ad un'opinione rispettabile come questa – non possiamo accettare di sottostare a questa logica impietosa che, paralizzando la volontà (con frasi del tipo: «tanto non si può far niente, è tutto inutile, è tempo sprecato»), uccide pian piano ogni motivo di gioia e di speranza, e ogni sorriso.
Se è vero che ci sono cose che non si possiamo cambiare (e verso le quali è inutile lottare), è altrettanto vero che la vita ci dà spesso la possibilità di divenire artefici del nostro destino.

«Ma che vai dicendo? Di quale destino stai parlando?…»

Sinceramente? Non posso proprio dire di saperlo. Ma una cosa so con certezza: che voglio svegliarmi al mattino con quell'entusiasmo che sa guardare avanti, che sa vedere oltre la cortina di nubi che spesso offusca gli orizzonti e che mi aiuterà – ne sono certo – ad inventarmi quella gioia che soltanto uno spirito libero riesce quasi sempre – giorno dopo giorno – a costruirsi…
E se fosse proprio questo il destino al quale siamo chiamati? A vivere nella gioia?

Sully

Venerdì, 19 dicembre 2003

Il suono della voce soave

Forse tu pensi che da' labbri tuoi
cadendo si dileguin le parole,
come a sommo di placide correnti
ad una ad una
si posan lievemente aride foglie,
e senza ombra né segno
fuggon mute sulla queta via.
Invece in me discende
ogni suon della tua voce soave,
siccome cosa grave
scende per acque immobili e profonde,
presto al guardo s'asconde
e nell'imo si posa.

Antonio Fogazzaro (1842-1911)

Domenica, 21 dicembre 2003

Canto delle rive d'autunno

L'acqua è limpida
sotto la luna.
Bianchi volan verso di lei
gli aironi.
Una fanciulla raccoglie
un fiore per me,
mentre sulla strada
cantano i grilli.

Li T'ai Po (699-765, epoca T'ang)

Martedì, 30 dicembre 2003

Cose semplici

Ci sono momenti – come questo che stiamo per vivere – dove diventa più che palpabile un imperativo categorico: divertirsi!
Dunque anche il divertimento – generalmente inteso come svago, fuga dallo stress e dalla routine quotidiani, momento ricreativo per il corpo e per lo spirito – sembra aver assunto, oggi, una connotazione decisamente negativa, nel senso che è divenuto quasi un obbligo, un dovere da assolvere a tutti i costi; pena il sentirci in colpa, isolati, diversi. Ecco allora che frasi del tipo «Bene, divertitevi allora», «Mi raccomando, divertiti!» si sprecano ad ogni incontro, ad ogni saluto, ad ogni augurio che ci si fa in questo scorcio di tempo che ci separa dal nuovo anno.
E ci si sente guardati con un minimo di sufficienza – anche se non proprio di commiserazione – se alla domanda di cosa si sia fatto nel corso di queste feste si risponde di essere rimasti a casa, in famiglia, per recuperare quelle energie e un po' di quel tempo che viene sempre speso per qualcos'altro, e quasi mai solo per noi.
Vi starete forse chiedendo dove io voglia "andare a parare" con tutto questo discorso: è presto detto! Ognuno di noi è libero di intraprendere tutto ciò che ritiene più opportuno per il proprio benessere e per la propria tranquillità; ognuno di noi – se ne ha la possibilità – può liberamente ricercare quelle forme di divertimento e tutte quelle attività ludiche un tempo considerate impossibili (se non proprio impensabili) se – così facendo – potrà sentirsi appagato e felice.
Da parte mia, io continuerò a ricercare e a costruire questa fragile e preziosa serenità interiore con quelle piccole cose che, ogni giorno, pazientemente ammiccano ai nostri sguardi un po' distratti e assonnati, forse ubriachi di routine e di stanchezza; quelle cose semplici (come leggere un libro, pensare, dialogare, fare una passeggiata) che – sole – hanno la capacità di cambiare definitivamente il cuore dell'uomo.

Sully

[Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw]