Novembre 2002

Domenica, 3 novembre 2002

Solo, seduto
nell'oscura foresta dei bambù,
pizzico il liuto
e a lungo canto.
Nella selva profonda
nessuno che ascolti:
ma la bianca luna viene
e mi risplende in volto.

Wang-Wei (699-759, epoca T'ang)

Lunedì, 4 novembre 2002

Cercavo i sogni,
navigando,
e ho trovato voi.
Mi son fermato,
a leggere,
gustare, assaporare.
Sorge,
il bisogno,
il desiderio,
di partecipare.
Poche righe,
per esserci.
Per dirvi:
ben trovati!

Robin delle stelle

Mercoledì, 6 novembre 2002

Passando sopra un ponte
alto sull'imbrunire
guardando l'orizzonte
ti pare di svanire.

Ma la campagna resta
piena di cose vere
e tante azzurre sfere
non valgono una festa.

Sandro Penna (1906-1977)

Venerdì, 8 novembre 2002

Novembre,
un mese d'autunno…
Le piogge d'autunno,
il freddo di novembre…
La solitudine,
di fredde serate,
su strade
lucide di pioggia…
il silenzio,
di strade deserte…
il rumore,
di foglie calpestate…
Il rimpianto,
di qualcosa d'indefinito…
la magia,
della luce dei lampioni,
che dona,
questa notte,
il profilo
di un volto di donna…
il tuo nome,
rischiara,
il percorso
dei miei passi…

Robin delle stelle

Venerdì, 15 novembre 2002

Il giardino dei meli

Quanto amavo, un tempo, passeggiare attorno alle vecchie mura della mia casa, nel giardino dei meli.
Ricordo che a novembre inoltrato, nonostante l'arrivo del primo gelo, si poteva sempre sperare di trovare - seminascosta tra rami ormai spogli - qualche mela dimenticata coperta di rugiada, e dalla polpa fresca e succosa.

E ricordo le corse a perdifiato sui prati, e il sentiero che conduceva giù al lago dove altissimi pioppi rendevano sopportabili, con le loro ombre, i lunghi e caldi giorni d'estate.

E ricordo ancora il profumo dei tigli, l'odore del trifoglio e del fieno, e quello acre di una terra grassa così ricca di promesse e di speranze.

Quanto tempo da allora
è passato, e quella casa
più non m'appartiene:
altri vi abitano…
che non possono sapere.

Sully

Giovedì, 28 novembre 2002

Non c'eri fino a un attimo fa,
e improvvisamente
mi sei piombata addosso,
con foga, con veemenza,
una forza d'urto tremenda.

Invadi il mio essere
e non lasci spazi liberi,
occupi ogni minimo interstizio…
la tua presenza dentro me
così desiderata,
e così lacerante.

La tua presenza…
no,
tutto questo è,
solo,
la tua assenza.

Robin delle stelle

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