Ottobre 2002

Mercoledì, 2 ottobre 2002

Dolore e pentimento,
rinuncia e malinconia,
grazie ad una vita che tutto vuole
tranne permettere di essere se stessi.
Ci sarà almeno concessa l'amicizia?

Ginevra

Fregio

Spiritoso spiritello
che giocoso canti e danzi
e celarti puoi, non visto,
allo sguardo della gente;

delle pene non ti curi
né di pianti sconsolati,
di rinuncia tu non parli
né conosci il pentimento.

Spiritoso spiritello
che colori la mia vita…
è l'Amore a farti bello!

Se la Vita tutto prende,
questo Amore tutto vuole…
a chi mai daremo ascolto?

Spiritoso spiritello
che giocoso canti e danzi
e celarti puoi, non visto,
allo sguardo della gente.

Sully

Venerdì, 4 ottobre 2002

Chiara e Francesco

Francesco ai fratelli:

«Voi fratelli sapienti
che sapete e potete parlare.
Io sto così in basso
da confondermi con la polvere.
Non so niente…
ho potuto soltanto ascoltare…» (*)

Fregio

Il privilegio di saper ascoltare, di fare spazio alla Parola e, conseguentemente, di viverla è il grande dono che il cuore di Francesco offre - ancora oggi - alle nostre anime smarrite e angosciate.

Fregio

«Nessuno ci obbliga…
siamo i fratelli senza nulla.
Io non giudico chi sta in alto,
dico solo che noi abbiamo scelto
di essere in basso, i senza nulla,
perciò anche senza paura, liberi.» (*)

Chiara a Francesco:

«Nel Vangelo c'è un uomo forte e mansueto,
energico e tenero;
un uomo che sa piangere e sa ridere,
un uomo che si esalta e si dispera,
un uomo che affronta la croce
con tutto il suo cuore.
Un uomo come te insomma,
un uomo che non rinuncia mai» (*)

Chiara a se stessa:

«Pensai… pensai che l'amore
aveva reso il suo corpo identico
al corpo dell'amato.
Mi chiesi se io sarei mai riuscita
ad amare così tanto…» (*)

(*) Dalla sceneggiatura del film "Francesco" di Liliana Cavani

Domenica, 6 ottobre 2002

Piccola farfalla,
i tuoi giochi d'estate
la mia disattenta mano
ha cancellato.

Non sono io
una farfalla come te?
Né sei tu
un uomo come me?

Giacché io danzo
e bevo e canto,
finché una cieca mano
cancellerà il mio volare.

William Blake, Canti dell'esperienza (1795)

Fregio

Più tardi…

Se c'è speranza

So che c'è speranza
se il sole ancora vuole sorgere
e fiorisce la terra in primavera,
se ad asciugare il vento viene
lacrime amare,
e se di un bimbo il sorriso
l'assopito stupore risveglia.

E so che c'è speranza
se mistero ancor si cela in un tramonto
o nel canto, lontano, di un gabbiano,
se la voce di un amico, nella notte oscura,
a terminare viene
lunga ed angosciosa attesa.

E so che c'è speranza
nello sguardo truce
di un'anima perduta
se un poco brilla la tua luce, Amore,
e la tua pace.

Sully

Martedì, 8 ottobre 2002

Dubbi di una sera sdraiato a guardare il cielo

Ma se Dio c'è, non si arrabbierebbe un pochino a sentirsi definire solo "cristiano" solo "buddista" solo "musulmano" solo "induista"?
Lui, quello che ha creato tutto e che è infinito, non si sentirebbe un pochino stretto - racchiuso - dentro l'abito di una religione che testimonia di essere l'unica verità? Non è forse più probabile che siamo noi, con i nostri limiti, che abbiamo bisogno di un metodo a noi semplice da comprendere per arrivarGli un po' più vicino?
Allora, per la mia latitudine e per la mia cultura va bene il cristianesimo, ma per latitudini e culture diverse va bene anche tutto il resto e forse, ora, mi è anche più chiaro il significato di E=mc2 per uno scienziato, la più bella canzone che abbia mai scritto un musicista, la più bella poesia che abbia mai scritto un poeta, il più bel quadro che abbia dipinto un pittore.
È vero! le vie sono infinite, non limitiamoci.

René

Domenica, 13 ottobre 2002

Non sono più del tutto sicuro di sapere se c'è ancora un valido motivo per continuare, oggi, a sperare!

Sully

Lunedì, 14 ottobre 2002

Aspettando l'aurora

Nell'aurorata attesa
nulla che a turbar venga questa pace,
questo silenzio.

Solo un grido di gabbiano, lontano,
nell'aria immota sento
mentre l'aurea luce si leva intorno
dell'eterno succedersi del giorno.

Sully

Giovedì, 17 ottobre 2002

Ti parlerò d'amore

Dunque ti parlerò d'amore,
e ti parlerò del mare
- che ami così tanto -
del suo mistero infinito
e del suo canto;

e dell'aurora svelerò l'arcano
e del suo voluttuoso abbraccio alla notte
che più non è, e al giorno
che non è ancora;

e ti parlerò del vento
che affamate le nostre anime
accompagna in ogni dove
e in ogni quando…
così… come a noi piace.

Sully

Venerdì, 18 ottobre 2002

E abiteremo il vento

Non far ch'io diventi se non un sogno…
e abiteremo il vento.

Sully

Martedì, 22 ottobre 2002

Unica traccia

Non per vanagloria né fatuo vanto
se lunga e oscura scia d'inchiostro affido
a queste carte.

Di assolati spazi e tenebrosi anfratti,
di amare lacrime e radiosi sorrisi
unica traccia,
di gioia sorgente e di sospiri.

Sully

Venerdì, 25 ottobre 2002

Mi avevano lasciato solo
nella campagna, sotto
la pioggia fina, solo.
Mi guardavano muti
meravigliati
i nudi pioppi: soffrivano
della mia pena: pena
di non saper chiaramente…

E la terra bagnata
e i neri altissimi monti
tacevano vinti. Sembrava
che un dio cattivo
avesse con un sol gesto
tutto pietrificato.

E la pioggia lavava quelle pietre.

Sandro Penna (1906-1977)

Mercoledì, 30 ottobre 2002

Ora che sale il giorno

Finita è la notte e la luna
si scioglie lenta nel sereno,
tramonta nei canali.

È così vivo settembre in questa terra
di pianura, i prati sono verdi
come nelle valli del sud a primavera.
Ho lasciato i compagni,
ho nascosto il cuore dentro le vecchie mura,
per restare solo a ricordarti.

Come sei più lontana della luna,
ora che sale il giorno
e sulle pietre batte il piede dei cavalli!

Salvatore Quasimodo (1901-1968)

Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw