Luglio 2002

Lunedì, 1 luglio 2002

Avevo riposto fiducia e speranza nel rapporto di coppia e avevo creduto in Lei!
Ho sempre cercato di capirla, soprattutto quando diceva di avere dubbi ed incertezze, perché desideravo costruire un amore sereno; e le sono stato accanto, pur con il cuore lacerato, anche nei silenzi e nei suoi momenti di chiusura… ma soltanto per accorgermi di non essere mai stato amato.
E quando ho capito tutto questo ho desiderato, per un momento, di scomparire e non risvegliarmi più dal sonno; ma una voce amica, alla fine, mi ha destato sussurrandomi queste parole: «Lì fuori, da qualche parte, la tua anima gemella ti sta aspettando all'ombra dell'arcobaleno!».

Fred

Giovedì, 11 luglio 2002

Arthur e Federica

Da: Arthur
A: Federica
Data: Mar, 9 maggio 1995, 22:31
Oggetto: Chiarimenti

Cara Federica,
oggi non ho fatto a tempo a scriverti così lo faccio ora usurpando, per un pò, il pc di mio figlio.
Rileggendo, una volta ancora, ciò che ci siamo detti in Messanger in questi due giorni mi accorgo quanto poco sappiamo uno dell'altra. Ma la cosa che mi ha maggiormente colpito - e che forse avrai notato - è questa mia apparente mancanza di curiosità nei tuoi riguardi: sembra quasi che non m'importi nulla né della tua vita né di quello che fai per vivere… né - cosa non da poco - se sei sposata!
Il fatto è che non ne ho avuto il tempo: è talmente bello parlare con te, mi sento così a mio agio, che la conversazione ha preso strade decisamente diverse da quelle che mi sarei aspettato. Ed è una sensazione mai provata prima: la consapevolezza e la certezza che qualcuno ti ascolterà indipendentemente da ciò che dirai… e così mi sono lasciato andare. Spero perdonerai il mio essere, forse, troppo diretto: andare al sodo può, a volte, essere un difetto. Di fatto non sono tanto gli "ormoni" - come tu dici - a farmi parlare ma la certezza di essere al cospetto di una persona vera (non so se riesco a spiegarmi).

Voglio vederti, voglio conoscerti… perché se di persona sei veramente come ho potuto intuire online il non incontrarti sarebbe, per me, una perdita infinita.
Con sentimenti di riconoscenza.

Arthur

PS A proposito (che sbadato) tu di dove sei? Spero tu non sia un'isolana! :-)

 

Da: Arthur
A: Federica
Data: Mer, 10 maggio 1995, 16:01
Oggetto: Per prolungare il tempo con te

Gentile Federica,
è stupefacente come io mi sia sentito "da subito" così bene con te… sai come si dice: questione di pelle! È questa possibile affinità, dunque, che ho avvertito nonostante il poco tempo trascorso a parlare insieme a te.
Nella vita sono stato una persona decisamente fortunata… ho conosciuto gli affetti e le tenerezze, i baci e le carezze. Ma, se possibile, vorrei continuare ancora a vivere nella pienezza e poter assaporare quel sogno che tu oggi - soltanto con poche parole - mi hai fatto appena intravedere.
Con entusiasmo e simpatia e (se posso permettermi) con un bacio.

Arthur

Da: Federica
A: Arthur
Data: Gio, 11 maggio 1995, 8:28
Oggetto: La mia breve risposta

Dear Arthur… è così tipicamente inglese questo nome! Scusami!

Caro Arturo,
devo dire che mi hai colta di sorpresa con le tue due lettere e sono rimasta disorientata. Ti capisco quando mi parli di emozioni da vivere… ne siamo tutti, consapevoli o meno, alla perenne ricerca. E ti ringrazio per la tua spontaneità e per la tua immediatezza, spesso nei miei riguardi gratificante, che hai voluto usare nei tuoi pensieri.
Questa mia breve risposta - sono sincera - non ha seguito un impulso istintivo. Ho dovuto rifletterci, e sebbene ancora la prudenza mi raccomandi di tenere il piede sul freno, la mia lotta contro alcune stupide convenzioni si fa sentire col risultato che la curiosità di conoscere un nuovo amico ha preso il sopravvento.
Ogni futura conoscenza ha la possibilità di donarci nuove ricchezze. Dunque, senza false promesse, auguro ad entrambi di diventare… milionari!!!
Con gratitudine

Federica

Da: Arthur
A: Federica
Data: Gio, 11 maggio 1995, 11:23
Oggetto: Grazie

Devo riconoscere che la mia prima email e alcuni messaggi in Messenger non possono non averti un poco spaventata. Ed è per questo che ho provveduto subito a inviarti una seconda email che potesse chiarire, in qualche modo, che cosa potesse significare quell'urgenza da parte mia. Io credo comunque che poche persone, poche donne, avrebbero risposto a queste mie: soltanto una donna speciale, senza paura (come mi era sembrato di capire in Messenger) avrebbe potuto farlo.
Sono dunque felice che tu mi abbia risposto Federica ma ancor più felice di scoprire che anche tu, forse, sembri avere questa mia stessa urgenza: urgenza di emozioni, sentimenti, affinità di spirito e forse di poesia.
Quel mio vediamoci, incontriamoci, poteva sembrare surreale solo pochi giorni fa: ora, invece, sembra aver assunto il profumo del possibile.
Ti abbraccio e ti bacio mille volte.

Arthur

Da: Federica
A: Arthur
Data: Gio, 11 maggio 1995, 12:54
Oggetto: Re: Grazie

Questa tua ultima email mi ha sconcertata ancor più delle altre. Hai un modo di scrivere così coinvolgente che assomigli, in modo strabiliante, a un uomo che conosco ormai da un anno e che è entrato nella mia vita perché ama le cose che io amo di più.
Sei gentile e generoso, e sei quello che si definisce una bella persona. Felice di averti conosciuto Arthur. A presto.

Federica

Da: Arthur
A: Federica
Data: Gio, 11 maggio 1995, 17:53
Oggetto: La tua generosità

Che generosità da parte tua Federica!: due lettere!, quasi in un colpo solo… troppa grazia, davvero! :-)
Voglio subito rassicurarti che questa mia non richiederà, per forza, una tua risposta; non vorrei pensassi che io "prema" e corra un pò troppo. Se vorrai rispondere, potrai farlo prendendoti tutto il tempo che riterrai necessario. Io, comunque, voglio scriverti lo stesso (se lo permetti) perché così facendo mi sento felice e sento anche di aver abbattuto, finalmente, un muro: lo spesso muro della solitudine. In realtà nessuno di noi può veramente dire di essere completamente solo, ma ora che parlo con te, ora che mi sento così bene, lo stato in cui ero prima - prima di conoscerti - mi appare sempre più come qualcosa d'indefinito.
Una frase della tua ultima e graditissima lettera mi ha comunque molto colpito: no, più che colpito oserei dire quasi annientato! Sono parole lapidarie - quasi un avvertimento - come parole sbalzate sulla roccia. Dicono così: «un uomo che conosco ormai da un anno e che è entrato nella mia vita perché ama le cose che io amo di più». Avevi già accennato in Messenger di avere un amico, un amico vero.
Io conosco bene l'importanza dell'amicizia e la sua preziosità; ciononostante ho avvertito una stretta dolorosa di gelosia (sì, lo so, irrazionale) che mi ha quasi fermato il respiro.
Come ben sai - e so - io non potrò mai competere con questo tuo amico, e nemmeno lo vorrei. Credo, infatti, che nel cuore di una persona debba per forza esserci molto spazio! Sei d'accordo con me?

Sono un addetto alle spedizioni di testi scientifici. Qualche volta mi capita anche di fare il corriere muovendomi prevalentemente all'interno della mia regione: la Lombardia (io sono di Milano). Mi sono spesso chiesto di dove tu sia perché mi farebbe veramente piacere conoscerti di persona; ma se tu fossi troppo lontana da me avrei una bellissima idea da proporti: diventiamo amici di penna?
E chissà che questo non ci riservi, in futuro, piacevoli sorprese. Che ne dici?
Con amicizia e profonda gratitudine.

Arthur

Da: Federica
A: Arthur
Data: Gio, 11 maggio 1995, 22:46
Oggetto: Sincerità

Buona sera Arthur,
hai iniziato la tua lettera prendendomi un pò in giro; vabbè, per questa volta ti perdono. :-)
Chiamala generosità o educazione, ma ti ho risposto volentieri, non erano che poche righe e più che altro di saluti.
Mi spiace che tu abbia interpretato come lapidarie le mie parole di riferimento al mio amico. Non intendeva essere una minaccia ma solo un atto di sincera confidenza. Non sono capace di mentire. Credo, direi con innocenza, a tutto ciò che le persone mi raccontano. A volte mi rendo conto della falsità da subito mentre, altre volte, mi è capitato di scoprirlo quando ormai la delusione era divenuta inevitabilmente dolorosa. Ma questo fa parte della vita. Sì, anche il mio amico fa parte della mia vita; si tratta di un'amicizia del tutto anticonvenzionale e atipica e forse, agli occhi dei più, risulterebbe impossibile e sconveniente. Dicevo atipica perché nessuno, o davvero pochi (e se ci sono presentameli) ha mai creduto che l'amicizia tra un uomo ed una donna potesse diventare cosa realizzabile e, soprattutto, donare piena soddisfazione ad entrambi. Così ho preferito confidarti subito una cosa che è e resterà importante e in ogni caso parte di me per sempre.
Non per questo intendo precludermi la possibilità di conoscere altre persone, specialmente se simpatiche e generose, ma va da sé che il mio intento è quello di partire in modo sincero perché nessuna verità omessa possa in futuro alterare alcunché.
Senza invadenza mi stai chiedendo da dove io ti stia scrivendo. Concedimi, per il momento, questo piccolo e momentaneo segreto. Sono certa che ci siano i presupposti per diventare ottimi amici e il tuo entusiasmo è decisamente contagioso.
Ma dimmi: hai facoltà soprannaturali per aver letto in poche righe tutta la mia voglia di vivere?
Per te.

Federica

Fregio

Finisce così, in modo quasi sospeso, la corrispondenza tra Federica ed Arthur con la quale m'imbattei casualmente alcuni anni fa.
Per me - allora neofita del web - fu una cosa veramente sorprendente e un privilegio poter condividere le emozioni di questi due cuori dei quali, purtroppo, non ho saputo più nulla.
Comunque voglio credere e sperare che i germi di quella giovane amicizia, cercata e voluta quasi disperatamente, non siano andati perduti.

Sully

Giovedì, 18 luglio 2002

Lampi e tuoni, questa sera, e una luce che altro non fa che giocare a nascondino con la mia pazienza. Ho dovuto togliere infatti l'alimentazione alla TV, al PC e rinunciato alla compagnia di un Couperin e di un Bach.
Mia moglie e mia figlia sono in vacanza mentre io, purtroppo, rimango a casa per impegni di lavoro. Ed ora, tutto solo, mi sto chiedendo come riempire questo spazio di silenzio fattosi così spaventosamente denso, e senza quasi accorgermene ho cominciato a pensare.
Sono stati due mesi difficili quelli appena trascorsi: stanchezza, caldo, insofferenza e nervosismo, e mi sono lasciato andare. Ho cercato di ribellarmi a quella passività che a volte s'impossessa della nostra mente - come se fosse una forza terribile ed invincibile - e che contro di essa la volontà sembra quasi non poter far nulla. Ma per fortuna tutto è passato, ed ho ricominciato a scrivere.

Ora il mio pensiero va a quelle persone che, con squisita sensibilità e simpatia, hanno speso una parola dolce e un ringraziamento per me e per quel poco di buono che, in questi mesi, ho cercato di condividere con loro in parole ed emozioni.

Sully

Venerdì, 19 luglio 2002

Pathos

È un dato di fatto che «ciò che va bene per me non necessariamente deve andare bene per tutti». Ma a volte capita di dimenticarcene.

Quando parliamo di qualcosa d'importante - di "serio" - con una persona che ancora non si conosce siamo spesso tentati - se ci accorgiamo che non crede a tutto quello che le stiamo dicendo - di caricare le nostre argomentazioni di un pathos che sfiora l'arroganza. Non sempre però di vera arroganza si tratta ma, piuttosto, di autentica passione; il credere, cioè, con forza e convinzione alle "proprie verità", a quelle verità che ci fanno sentire più vivi e pieni di speranza. E questo atteggiamento "sanguigno" non potrà mai essere scambiato per prevaricazione se sarà accompagnato da rispetto e da grande capacità di ascolto.

Sully

Martedì, 23 luglio 2002

Emozioni

Quale la cosa più bella
sopra la terra bruna? Uno dice "una torma
di cavalieri", uno "di fanti", uno "di navi".
Io, "ciò che s'ama".

Saffo

Fregio

Un fresco venticello che accarezza piano il tuo viso, le tue spalle e i piedi nudi in una calda sera d'estate; il profumo del bosco al mattino e dell'erba intrisa di rugiada; il sapore inebriante di un'acqua che, sgorgando dalla nuda roccia, viene a colmare la tua sete; il sorriso radioso di un viso amato che riempie il tuo orizzonte: momenti, questi, di autentica emozione, momenti dove ti sembra possibile toccare il cielo con un dito, momenti di luce e di grazia particolari, momenti nei quali il tuo cuore - non riuscendo da solo a contenere le emozioni che lo scuotono - chiede soccorso agli occhi per poter trovare sfogo in un pianto liberatorio.
Questo, per me, è felicità, gioia autentica, emozione e genuino piacere. Ringrazio dunque la vita - ringrazio Dio - per avermi concesso quest'unica ed irripetibile occasione.

Sully

Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw