Maggio 2002

Mercoledì, 1 maggio 2002

Quante volte ha sorriso il mio signore
solo in un mese, e convenimmo insieme
portando spesso il calice alla bocca.
Guardo i colori della primavera
e mi sembrano come acqua corrente…
e mi parlano dentro i miei pensieri:
«come oggi è secco il fior che sbocciò ieri!».

Ts'ui Hui-Chung (epoca T'ang)

Fregio

Io non sapevo che il tempio di Hsiang-chi
s'incalasse sì erto nelle nuvole!
Non sede è d'uomo ma profondo bosco:
nella profondità della montagna
da qual mai luogo suona una campana?
S'ode tra gli aspri sassi gemer vana
la voce di una fonte che si lagna.
Il sole tra i cipressi erti s'aggela;
ed io sull'orlo di svaniti laghi
calmo m'aggiro mentre il giorno muore
e con pace pensosa uccido in core
i velenosi draghi!

Wang-Wei (699-759, epoca T'ang)

Fregio

L'anno scorso a quest'ora,
a questa porta,
il volto dell'amico e il fiore del pesco
l'uno nell'altro si specchiò vermiglio.
Oggi non so dove quel volto sia
ma il fiore del pesco, come quella sera,
ride nel vento della primavera.

Ts'ui Hui-Chung (epoca T'ang)

Martedì, 7 maggio 2002

Commiato

Quando da lontano
agiti la tua bianca mano
in un dolce segno di saluto
perché giunta è ormai per noi
l'ora di andare,
una sottile malinconia riveste
il ricordo delle tue carezze,
le profondità del tuo sguardo
e il profumo soave dei tuoi baci.

E mentre un cuore agitato
mi martella in petto,
penso soltanto
alla mia solitudine infinita.

Sully

Venerdì, 10 maggio 2002

Tra le emozioni della vita - tutte da vivere - alcune ci fanno sognare mentre altre sono spesso da dimenticare, ma non per questo possiamo evitare che siano, a modo loro, importanti.
Essenziali e apportatrici di vita le emozioni!… come il nostro ritrovarsi, l'incontro ripetuto di due anime che si cercano come se fosse il primo giorno e con la sensazione e l'incredula meraviglia che tutto possa ancora rinnovarsi con vigore ed energia e che tutto possa rinascere un'altra volta.
Non ci siamo mai allontanati veramente: forse soltanto in alcune circostanze ci siamo distratti un po'. Si sa… il quotidiano vivere a volte pesa non poco, mentre altre volte annoia e ci rende nervosi e insofferenti. Ma un raggio di sole, l'idea di un sorriso, un bacio offerto, la semplicità di un fiore ci hanno sempre restituito alla nostra consueta esistenza costruita su princìpi semplici e, forse proprio per questo, così colma di gioia e soddisfazioni.
E così la nostra "gita" ha rivelato quanto noi siamo indispensabili l'uno all'altra… noi che con gli stessi occhi abbiamo osservato le tinte vibranti del lago e i riflessi sull'acqua di un blu profondo che ci hanno inebriati e confusi in sublimi sensazioni, invitandoci a serbare memoria di questo tempo che ci appartiene e che ci rende indivisibili.

Ginevra

Mercoledì, 15 maggio 2002

Il profumo dei sogni

Sono sempre stato un uomo tranquillo (tranquillo?) anche se perennemente affamato: affamato di vita e di desideri, affamato di emozioni. Per tanto tempo, però, ho anche avuto la sensazione di essere stato intrappolato in un meccanismo maligno e crudele, invischiato in una routine - sonno, veglia, casa, lavoro - che, alla lunga, ha tentato di soffocare lo spirito chiudendolo alla speranza, alla speranza in un futuro che non fosse soltanto un orizzonte grigio.
Ma nonostante le numerose difficoltà ho sempre desiderato e cercato di vivere pienamente assaporando - quando possibile - il profumo dei sogni, quei sogni che giorno dopo giorno il mio cuore alimentava e nutriva, splendidamente incurante di come sarebbe stato difficile, da parte mia, realizzarli.

Sully

Giovedì, 16 maggio 2002

Evanescenti meteore

Ci succede quasi ogni giorno d'incontrare persone nuove - al lavoro, durante una passeggiata, mentre ci si ricrea lo spirito e il corpo dalle fatiche quotidiane - persone con le quali ci si ferma a scambiare una parola, una stretta di mano o semplicemente uno sguardo. E mi domando quanti di questi volti, incontrati lungo le strade della nostra vita, saremo in grado - domani - di riportare alla mente; mi domando che cosa resterà in noi dei loro sguardi, dei loro pensieri, del loro essere. Chi e quanti di loro rappresenteranno ancora qualcosa per noi e quanti, invece, saranno destinati a rimanere soltanto evanescenti meteore sfreccianti nel nostro cielo?

Ricordo ancora una ragazza, ai tempi dell'Università, che vedevo quasi ogni giorno in un bar nei pressi della stazione ferroviaria dove mi recavo per la colazione. Mi colpì già la prima volta che la vidi: non tanto per la sua bellezza - a dir la verità non lo era affatto - ma per come si muoveva, per il suo modo di parlare, per la sua compostezza e per la sua grazia.
Non ci ho mai parlato!… e a distanza di tempo sono quasi sicuro che faticherei a riconoscerla se dovessi incontrarla. Eppure le sue movenze e i suoi gesti sono ancora fissi e scolpiti dentro di me e mi ritrovo qui, oggi, a domandarmi il perché.

Io penso, anzi sono fermamente convinto, che noi siamo la nostra memoria e che questa sia sostanzialmente il frutto dell'amore per le cose e per le persone alle quali abbiamo dedicato e dedichiamo attenzione, verso le quali abbiamo speso - con premura e rispetto, anche se solo per un attimo - tutto noi stessi in un supremo atto d'amore. Di contro, invece, quello che non avremo conosciuto attraverso l'amore sarà destinato a perdersi per sempre.

Sully

Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw