Marzo 2002

Venerdì, 1 marzo 2002

Ho ascoltato, una volta ancora,
il mio cuore.
Ogni attimo vissuto con te
ogni parola scambiata
ogni pensiero condiviso, tutto
profuma di cielo.

E se anche domani io non fossi più,
questa "devozione di sguardi"
questa trasfigurazione di cuori
a testimonianza resteranno
di un amore speciale.

Ginevra

Domenica, 3 marzo 2002

Turbamento d'amore

Turbato sono dalla tua bellezza
che alimenta e mantiene vivo
il mio desiderio potente.
Ogni tuo più recondito segreto,
ogni tua forma,
ho conosciuto in sogno.

Ma basterà, forse, un sogno
per placare questo mio cuore
confuso, e inebriato d'amore?

Sully

Lunedì, 4 marzo 2002

Balla per me

Balla per me, donna
dagli occhi di cielo,
così come in antico
solean fare le ragazze di Creta.

Un sensuale canto ho composto per te,
su flauto silvestre intonato:
riscaldano già
le sue magiche note
questo nostro rifugio
che odora di te.

Dal suo ruvido suono
ora lasciati avvolgere
e mostrati a me…
di desiderio fremo.

Di scoprir le tue spalle
temere non devi
né il tuo corpo svelare, coi suoi lombi
perfetti e il suo ventre dorato,
ché non vacuo d'amore è il mio sguardo,
e il mio cuore con lui.

Sully

Mercoledì, 6 marzo 2002

Voce nel vento

Come voce nel vento tu sei,
come musica d'argento
nel silenzio di una sera
piena di frescura.

Come rugiada tra l'erba
in mattini odorosi
di giorni d'estate,
consumando la mia sete.

E di gioia sobbalza questo cuore
al suono dolce delle tue parole,
al fruscìo leggero della tua veste,
mentre la notte ci nasconde
tra le sue ali.

Sully

Lunedì, 11 marzo 2002

Amplesso

Aulenti di bosco
le tue membra dorate
e di muschio selvaggio,
sudate,
bagnate da dolci effusioni
di mille carezze
di labbra infuocate.

Di umori sorgente
di viola e di rosa
il tuo ventre,
e su esso si posa
la mia mano fremente.

E ora, in flessuose movenze,
una bocca assetata
più fino piacere mi dona,
come di fiori ghirlanda
un capo incorona.

Sully

Martedì, 12 marzo 2002

Sguardi

Il mio respiro sospendi
quando
con rapinoso sguardo
mi guardi.

Sully

Sabato, 16 marzo 2002

Dopo l'amore

Quando della passione
l'ultimo soffocato grido
si spegne,
a stremata dolcezza
il posto lasciando
e a infinita tenerezza,
allora so
con assoluta certezza
di amarti come ti amo.

Sully

Martedì, 19 marzo 2002

L'ebbro in primavera

Se la vita è solo un sogno
perché allora fatica e tormenti?
Bevo fino a non poterne più
quanto è lungo l'amabile giorno!

E quando non ce la faccio più a bere,
perché la gola e l'anima ho riempito,
mi trascino barcollando alla mia porta
e dormo meravigliosamente!

E cosa sento quando mi sveglio? Attento!
Un uccello canta sull'albero.
Gli domando se è già primavera.
Mi sembra tutto come in un sogno.

L'uccello cinguetta: Sì! la primavera
è giunta qui durante notte!
Dal profondo il mio sguardo si fa attento e osservo:
l'uccello canta e ride!

Nuovamente riempio la mia coppa
e la vuoto sino in fondo
e canto finché la luna risplende
nel buio firmamento!

E quando non ce la faccio più a cantare
mi addormento ancora.
E che m'importa della primavera?
Lasciatemi ubriacare!

Li T'ai Po (699-765, epoca T'ang)

Mercoledì, 20 marzo 2002

La bellezza sta negli occhi di chi guarda mi disse una donna qualche tempo fa citando una frase di Molly Orshansky. Credo che in fondo avesse ragione e che non possa essere che così.
A chi, infatti, se non a un cuore nobile dallo sguardo innamorato sarà mai concessa la facoltà di percepire quel soffio che anima, quell'essenza che fa vivere e quel tanto di poesia che riveste ogni cosa?

Sully

Mercoledì, 21 marzo 2002

Le mie estasi rivoglio,
e quegli entusiasmi infantili
che al cuore fanno dire: vivi!

Sully

Lunedì, 25 marzo 2002

Infinito amore

Un cuore grande, il nostro,
se del vento il respiro conosce
e la sua forza

e se del desiderio
la brace e il fuoco smorza
questo infinito amore.

Sully

Mercoledì, 27 marzo 2002

Guardare ogni giorno che nasce come un giorno da vivere appieno. Non occorrono grandi obiettivi, e non servono grandissime cose per essere alla fine soddisfatti di se stessi. Le piccole cose che ci circondano, i grandi affetti che abbiamo sempre vicino, una dolce melodia, una bella poesia o un semplice ti voglio bene, sono le cose che dobbiamo imparare a vedere in ogni istante della nostra giornata e nei momenti più bui che, da soli, dobbiamo vivere.

Ginevra

Giovedì, 28 marzo 2002

Non es meravelha s'eu chan

Nessuna meraviglia s'io canto
meglio di ogni altro cantore:
è che più fortemente il mio cuore
è attratto verso amore
e meglio obbedisco ai suoi comandi:
cuore e corpo, senno e sapere,
forza e potere… tutto gli ho dato.
E tanto il freno verso amore mi trascina
che di nessun'altra cosa mi curo.

Bernard de Ventadorn (XII sec)

Sabato, 30 marzo 2002

Solo

Solo, mi hai lasciato,
per troppo tempo,
forse pensando che un tramonto
sarebbe bastato
e nuvole nel vento
in un cielo screziato di porpora
per riabbracciare la notte.

Solo, mi hai lasciato,
per troppo tempo,
forse pensando che un sogno
sarebbe bastato
e profumi nell'aria
di menta e di pesco,
dolci amare fragranze
di sere d'estate
e di dimenticata giovinezza.

Solo, mi hai lasciato,
per troppo tempo,
forse pensando che un ricordo
sarebbe bastato
- mentre scivola via un altro giorno -
a trasformare il presente in passato
e a ritrovare i sentieri perduti
del sempre.

Sully

Domenica 31 marzo 2002

Non era scura né bruna
ma chiara come la luna…

Guillaume de Lorris

Fregio

È così che il "Roman de la Rose" di Guillaume de Lorris (XIII sec) descrive la donna - romanzo d'amore (Ce est li Romanz de la Rose, ou l'Art d'Amors est toute enclose) in lingua d'oil tra i più importanti e conosciuti del medioevo. Meglio, è l'ideale di bellezza femminile dell'epoca ad essere rappresentato - capelli biondi e pelle chiara, fronte alta e occhi azzurri - e riproposto da un'infinita schiera di poeti che vanno da Chrétien de Troyes a Dante fino a Petrarca.
Un donna quasi sempre idealizzata, s'intende, ma non per questo meno reale e dispensatrice di gioie e di pene d'amore.

Fregio

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand'ella altrui saluta,
ch'ogne lingua deven tremando muta
e li occhi no l'ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d'umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender no la può chi non la prova:

e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d'amore,
che va dicendo a l'anima: Sospira.

Dante - Vita Nova, Sonetto XV

Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw