Gennaio 2002

Martedì, 1 gennaio 2002

Attesa

Da tempo attendo
un segno della tua benevolenza,
uno sguardo
che indugi appena più del conveniente.

Sully

Mercoledì, 2 gennaio 2002

Rivelazione

Desiderio rende imprudenti
i tuoi occhi
in un attimo ripagando
eternità di silenzi.

Sully

Giovedì, 3 gennaio 2002

Se fa male un tradimento di una persona che appena conosci, quanto potrà far male quello di un amico?
Può esistere una vera amicizia senza il dono incondizionato di sé?

Sully

Venerdì, 4 gennaio 2002

Noi siamo ciò che vogliamo essere; meglio, potremmo divenire come desidereremmo essere… non senza fatica però, ed impegno.

La strada maestra è quella dell'umiltà; la consapevolezza, cioè, di aver bisogno degli altri - di ogni persona che s'incontra nella vita - per poter crescere. Solo così potremo imparare a porci in ascolto dell'altro; solo così saremo capaci di accoglienza e di amicizia.

Sully

Sabato, 5 gennaio 2002

Io scelgo te per intraprendere la lunga e difficile strada che conduce all'amicizia, perché sei buona e sensibile, perché sei premurosa e sai ascoltare, e perché hai la fortuna di possedere una virtù rara: l'umiltà.

Non ho fretta - sono paziente - e abbiamo tutto il tempo del mondo!

Sully

Domenica, 6 gennaio 2002

L'innamoramento - quel particolare momento di grazia e leggerezza che precede l'amore - prima o poi ha termine. Il problema, semmai, è cosa rimanga dopo questa prima fase. Quante volte, infatti, ci sarà capitato di vedere e di provare la sazietà dopo la soddisfazione dell'amore!
È questo ciò che comunemente s'intende per amore romantico: un amore quasi sempre insoddisfatto che esaurisce la sua forza nel momento stesso in cui viene consumato.
Ma esiste un amore più nobile, più raro, più singolare, più individuale di questo amore… e che io - noi - chiamiamo Amicizia: un'Amicizia che si nutre di spirito, che è comunione tra due esseri pensanti che non temono il confronto, che sono nudi e disarmati uno di fronte all'altro, che condividono la vita della mente.
Un Amore-Amicizia di tal fatta potrà mai avere fine?

Sully

Lunedì, 7 gennaio 2002

Amicizia e… ossessioni

Ho pensato a quanto ci siamo detti, e devo ammettere che su alcune cose avevi ragione! Non so neanch'io bene perché ma, effettivamente, non riesco a fidarmi del tutto di te. Anche se con te sto bene e ci parlo volentieri c'è qualcosa che m'impedisce di essere totalmente a mio agio… forse è il tuo temperamento così "sanguigno", un atteggiamento molto "bianco-nero". Mi dai l'impressione di non essere molto propenso alle mediazioni, al fatto che esistono più possibilità, che non esiste la "Verità".
Però non ti conosco abbastanza per esserne certa… forse è solo l'impressione che mi hai dato e forse non è quella giusta. Ti ripeto… non lo so, ma m'impedisce di sentirmi libera di esprimermi e, in ultima analisi, di fidarmi del tutto.
Mi dispiace dirti queste cose ma, d'altra parte, credo sia necessaria la sincerità… inoltre non credo riusciresti ad accontentarti di niente di meno.
Spero che questo mio dire non implichi una chiusura da parte tua, mi dispiacerebbe.

Patty (Mar 4 set 2001)

Fregio

… queste amicizie fatte di niente, come un'impalpabile nuvola qualche volta rosa, a volte grigia…

Rondine (2001)

Fregio

L'amicizia di cui parli con parole gentili - che a guardar bene sembrano sussurri - è un'amicizia che porta all'ossessione, e l'ossessione è la più grande passione fra le passioni più grandi.

L'amicizia fra uomo e donna non esiste! Parte da un sentimento diverso, che magari è unilaterale, bilaterale, qualcosa che è stato e non è più o qualcosa che è da sempre e sempre sarà sottaciuto.
L'amicizia è una cosa troppo, troppo intima…

Eva (Sab 14 apr 2001)

Fregio

Comprendo ciò che vuoi dire e la penso in maniera molto simile. Ti assicuro però - sebbene non possa dire di avere una grande esperienza - che trovare vera amicizia è difficile sia nella vita che in rete.
La comunicazione attraverso internet certamente differisce dalla vita reale per la mancanza di quel contatto umano di cui tu parli che però, comunque, non credo sia facile oggi coltivare in assoluto. Ritengo di essere stata già delusa abbastanza, sia da persone con cui sono cresciuta negli anni sia da persone conosciute così; questo non m'impedisce certo di credere nelle altre persone, di pensare che in tutti c'è del buono - basta saperlo tirare fuori - e che valga sempre la pena aprirsi a nuove esperienze, brutte o belle che siano. Non siamo isole - anche se ogni tanto ognuno di noi ha bisogno del proprio spazio - e rapportarsi con gli altri può solo aiutarci a vivere meglio. La solitudine, si sa, a lungo andare spegne e mortifica lo spirito. Siamo nati per comunicare - secondo me - con le parole, la mente, il corpo.

Io comunque credo nell'amicizia, nonostante tutto. Quindi - non so - se tra noi nascerà… ben venga. Se il destino ha voluto che tu mi trovassi non vedo perché oppormi. Sono fatalista e vorrei vivere alla giornata così da non illudermi troppo che le cose non cambino; devono cambiare perché è nel loro ordine naturale mutare, nel bene e nel male, e spesso noi non possiamo farci niente.
L'amicizia è specchiarsi ma secondo me è anche trovarsi e completarsi, trovare quello che ci manca o crediamo di non avere, sapere che qualcuno c'è, col pensiero e le parole, oppure solo perché esiste. Ma è difficile da trovare, e difficilissima da mantenere…

Maria Grazia (Sab 4 ago 2001)

Martedì, 8 gennaio 2002

Questo sono io…
che apro il cuore ad una persona che stava per diventare mia amica, a una persona alla quale volevo far capire che la poesia esiste ancora, che quello che ci dà gioia nella vita sono le piccole cose e le verità di ogni giorno dette così, quasi di sfuggita, alla persona che si ama.

Questo sono io…
che ho il cuore pesante e gli occhi velati di lacrime perché tutto quanto è stato messo in dubbio.

Questo sono io…
che porterà con sé questa sottile malinconia e tristezza, ma anche così pieno di speranza per il futuro.

E se silenzio ci sarà, sarà un silenzio colmo d'amore e d'affetto.

Fregio

Le ali sono fatte per volare, per librarsi liberi e felici nel cielo. Ma mi sto accorgendo che ora, forse, le mie si sono spezzate.
È giusto, però, non sperare di poter volare ancora?

Sully

Più tardi…

Ricordi

Attimi d'infinito i ricordi…
che non se ne vogliono andare.

Per questo tu,
pur nel tempo così lontana,
sei - e sarai - il mio sempre.

Sully

Mercoledì, 9 gennaio 2002

Non è aiuto quello che cerco

Non sono certo tra le persone più sfortunate ma a volte mi faccio trasportare dal vortice dell'angoscia, apparentemente senza volerne uscire. Dico volere perché di fatto alla fin fine devo e posso accantonare i motivi della mia inquietudine.
Quando capita sembro crogiolarmi e compatirmi per tutto l'indefinito che fa parte della mia vita. Ma non amo la compassione, mi odio quando sento di essere vittima di me stessa, quando le circostanze mi obbligano alla disperazione… perché proprio di questo si tratta quando senti che il mondo non è dalla tua parte.

Oggi, uscita dalla banca, volevo andare a pregare. C'è la chiesa grande nel paese dove mi reco per commissioni ma, poco distante, c'è pure una chiesina dedicata a San Giuseppe dove nei mesi scorsi sono entrata spesso per chiedere aiuto e forza. Oggi però era chiusa… non so perché, lo era e basta e ora mi manca quel silenzio accogliente dove la disperazione non può entrare, dove la solitudine scompare per lasciare spazio solo alla quiete e alla speranza.

Mio dolce amico, una volta ancora sono stata interrotta… una mia collega si è seduta vicino a me e mi ha raccontato delle sue disavventure; capita a volte che molti mi cerchino per raccontarsi, e a me fa piacere ascoltare anche se spesso mi sento inadeguata per l'aiuto che non posso dare loro.

A volte, però, sono io che desidererei che qualcuno potesse ascoltarmi rimanendo in silenzio - ma che dimenticasse subito dopo tutto ciò che gli ho rivelato - sapendo che non è aiuto quello che cerco ma soltanto un amico.

Ginevra (Mer 19 set 2001)

Fregio

In questi giorni per andare al lavoro devo oltrepassare la catena dei colli ad est dei quali si trova il paese dove abito. Quest'anno la primavera è arrivata in punta di piedi ma già riveste, di suggestione e fascino, tutto il paesaggio circostante.

Stamane, mentre percorrevo in auto il valico "alpino" da dove è possibile far spaziare lo sguardo sino al più lontano orizzonte, ho immaginato che tu fossi al mio fianco per godere con me di questa bellezza.

Fregio

Io e B. - mio collega e amico - abbiamo messo in comune le poche cose che ognuno si era portato da casa e abbiamo preparato un manicaretto coi fiocchi a base di tonno, sfilacci di cavallo, formaggio, carciofini sott'olio e pane profumato. Per questa sera, invece, abbiamo in programma una bella pizza corroborata da qualche lattina di birra.

Anche nelle occasioni meno piacevoli due amici possono inventarsi la gioia.

Sully

Giovedì, 10 gennaio 2002

Un modo di essere

L'alba ha già sfiorato i tuoi occhi,
e il mio pensiero con lei.

Ginevra

Fregio

A volte mi sento così carico di entusiasmo: per la vita stessa, per l'amicizia, per l'amore che dà senso ad ogni nostro gesto.
Sono momenti come questo che mi fanno sentire e dire… sempre!

Fregio

L'arte, che meraviglioso tormento! Una sfida continua con se stessi prima ancora che con la materia bruta.
Ma si può essere artisti anche senza la capacità pratica di creare qualcosa di bello; l'arte, infatti, è prima di tutto un modo di sentire, un modo di essere.

Sully

Venerdì, 11 gennaio 2002

Io continuerò a "volare" alto a discapito di tutti coloro che vorrebbero tarparti le ali dicendoti che non stai vivendo una vita reale ma immaginaria, staccata dalla realtà. Una vita onirica insomma.

A 41 anni suonati (a dir la verità mi sto involando precipitosamente verso i 42) il miracolo della vita continua ancora ad essere il motore del mio stupore e la fonte della mia gioia.

HONY SOYT QUI MAL PENCE (Vergogna a chi ne pensa male)
(Motto dell'Ordine della Giarrettiera istituito da Edoardo III nel 1348)

Sully

Sabato, 12 gennaio 2002

Il Signore dei boschi

Ieri mattina, un po' prima delle 9, mi sono recato in visita domiciliare presso una famiglia che abita in un paese - non troppo lontano dal mio - collocato sopra la cima di un monte (un colle per la verità).
Lì mi stava aspettando impaziente la signora Marcellina (classe 1905) che da alcuni giorni sta lottando con una tosse stizzosa che non accenna ad andarsene e le impedisce di riposare bene la notte.
Terminata la visita e dopo aver bevuto un caffè offertomi dalla figlia (un caffè, a quest'ora, non si rifiuta mai) sono salito in macchina per ripercorrere a ritroso quella bella strada panoramica che, dopo aver attraversato un fitto bosco, riconduce alla vita di tutti i giorni, al caos e al rumore della città.
Non avevo ancora percorso 500 metri quando ho visto, appollaiato su un ramo di un albero a circa 40 metri dalla strada, un grosso gufo che sembrava stesse dormendo. Per la verità, all'inizio, non avevo pensato potesse trattarsi di un gufo ma di un falco (sono a conoscenza che alcuni anni prima il Corpo Forestale dello Stato aveva liberato alcuni rapaci per ripopolare quella zona, ora Parco Naturale). I gufi infatti, essendo uccelli notturni, difficilmente si possono scorgere durante il giorno.
Ma di gufo si trattava, e non stava affatto dormendo. Tant'è che quando sono ritornato un po' indietro per osservarlo meglio lui ha spiegato le sue poderose ali e tranquillamente, quasi con noncuranza, è scomparso alla mia vista.

Come avrei voluto poterlo ammirare ancora per un poco. Ma il Signore dei boschi non sembra gradire molto quanti, errando vicino al suo segreto ramo, turbano l'antico suo regno del silenzio.

A proposito, Marcellina sta abbastanza bene e gode di ottima salute per quanto possa concederlo un'età avanzata come la sua.

Sully

Domenica, 13 gennaio 2002

Il bosco degli gnomi

Non pensiate di incontrare gli gnomi, queste fantastiche creature del bosco, soltanto nei libri di fiabe che si leggono ai bambini. Infatti, se veramente vi va d'incontrarli, non dovrete neppure scomodarvi più di tanto perché proprio qui in Italia, in un paese in provincia di Forlì (Bagno di Romagna), avrete la possibilità, forse, di farlo.
Il Corpo Forestale dello Stato (sinceramente invidio un pochino questi paladini dei boschi che, giorno dopo giorno, vivono in così stretto contatto con la natura) ha recentemente aperto un fascicolo sulle segnalazioni di avvistamenti (per una volta non di UFO!). Inoltre il Comune e la Comunità montana hanno finanziato la costruzione di un sentiero nel parco dell'Arminia per dare la possibilità, a chiunque lo desiderasse, di addentrarsi nel bosco alla ricerca del "mistero".
L'inizio di questo sentiero è segnalato da una scultura in pietra rappresentante uno gnomo - in quella pietra serena così piacevole alla vista e "calda" al tatto che da secoli viene utilizzata, da quelle parti, per la costruzione di palazzi e per la realizzazione di opere d'arte - e da un cartello dove sono incise, in bei caratteri, queste parole: A chi spazia con la fantasia. A chi crede alle fiabe. A chi ama sognare.

Che ne dite!? Ci andiamo anche noi?

Sully

Martedì, 15 gennaio 2002

Io conosco il significato del mio silenzio: un silenzio carico di affetto e di attesa, un silenzio di un amico che riconosce che il bisogno dell'altro è molto più importante del suo bisogno, un silenzio fatto di premura e di rispetto.

Fregio

La donna, per me, è l'altra metà della luna - quella nascosta - che non conosco ma che, irresistibilmente, mi attrae e m'incuriosisce.

Fregio

Sai qual è la cosa che più mi rende felice in questo momento? La piacevole sensazione e quella beatitudine indefinita che si prova quando due persone, aprendo i loro cuori, dimenticano che possa ancora esistere l'infedeltà.

Sully

Giovedì, 17 gennaio 2002

Sono più che mai certo della promessa che ti feci: un'amicizia per sempre perché sostenuta non solo da simpatia e stima ma, soprattutto, da profondo affetto.

Tra poco meno di 40 minuti risuoneranno i 12 battiti della torre campanaria a segnare il passaggio da questo giorno al successivo, e sarà - una volta ancora - un giorno con te.

Sully

Sabato, 19 gennaio 2002

Oggi ho ricevuto una telefonata da una giovane signora piuttosto preoccupata dall'improvvisa comparsa di rinite vasomotoria, congiuntivite e vellìchio (bruciore-prurito) faringeo.
Mentre le ponevo alcune domande per cercare di far luce su eventuali e possibili fattori scatenanti la sua sintomatologia lei mi chiede se la stessa non possa, invece, essere riconducibile al notevole grado di inquinamento atmosferico di questi giorni. Ipotesi, questa, rispettabilissima se soltanto l'aria di queste parti fosse quella di Milano o di qualche altro centro ad alta densità di urbanizzazione ma non tanto rispettabile se poi si viene a sapere che la stessa signora, circa due ore prima, si era letteralmente versata addosso un litro di ammorbidente respirandone, conseguentemente, i vapori.

Questo episodio, per taluni versi divertente, non può non farci riflettere sull'estremo grado di condizionamento psicologico al quale siamo oggi sottoposti da parte dei mass-media in generale e dell'informazione in particolare.
Paradigmatico, a questo riguardo, il caso della "mucca pazza" oppure, più recentemente, quello del farmaco cerivastatina (Lipobay ed altri, per intenderci) e quello del terrorismo biologico: infatti dopo un periodo, più o meno lungo, di bombardamento informazionale - tanto da creare uno strascico di fobie e, di conseguenza, modificazioni del comportamento nella popolazione - quasi nessuno sembra ora parlarne più. Ma questi problemi, come si può immaginare, non sono stati del tutto risolti: hanno, più semplicemente, esaurito il loro impatto emotivo sulle persone e, di conseguenza, perso in gran parte la capacità di creare notizia.
Il sildenafil ad esempio (Viagra o pillola azzurra della "felicità" coniugale) molto probabilmente ha mietuto più vittime che non la cerivastatina! Ne avevate sentito parlare? E perché no, secondo voi?

Sully

Lunedì, 21 gennaio 2002

Ricordi di bambina

I ricordi della mia prima infanzia sono fotografie che il tempo non ha saputo cancellare.

Nitido e luminoso è il ricordo di una strada, quella che conduceva al mio asilo. Il portone di casa che si chiudeva alle mie spalle, la mia piccola mano in quella sicura di mia madre. Pochi passi per arrivare alla piazza della basilica di S.M.M. e una breve corsa per spaventare i piccioni che pareva recitassero il solito copione ad ogni passaggio e rincorsa di bambino: un volo di pochi metri per un veloce ritorno alle quotidiane occupazioni.

Poi il profumo del pane - il fornaio era all'angolo - e ancora avanti, tanti piccoli passi affrettati. Dovevo vedere se nel grande prato lì, appena dietro la curva, avrei trovato il mio stupore.
Sì, ecco, i papaveri!, così tanti da non distinguere i loro singoli petali, formavano un unico vivace tappeto, e il verde del prato si notava appena. E incantata mi fermavo a guardare, immersa nel loro lieve ondeggiare e felice di essere sola coi miei sogni.
Pochi brevi attimi di meraviglia, di magica luce. Ricordo indelebile che ancora oggi mi stupisce e commuove.
Ricordi di bambina.

Ginevra

Martedì, 22 gennaio 2002

Grazie

Grazie per il tuo dolcissimo amore
per i tuoi baci
per le tue leggere carezze
per il tuo sorriso
per la tua felicità
per la tua malinconia.

Grazie per i nostri litigi
che a volte mi hanno fatto aprire gli occhi,
per gli attimi che mi hai donato
per i nostri discorsi sul futuro
per i nostri ricordi del passato.

Grazie per le tue passioni
per avermi capita
per le tue dolci parole.

Grazie per come sei…
in ogni momento… per sempre.

Eloise (1986)

Mercoledì, 23 gennaio 2002

Lettere dal passato

Sono le ore 23:20 di una fredda domenica di novembre, è appena terminato il contrappello e tra pochi minuti spegneranno le luci.
Oggi è stata la giornata più dura da quando sono partito: 13 ore di corvé in cucina (a mio parere uno dei servizi più duri della vita militare). Una lunga giornata che ho trascorso, però, pensandoti (il pensarti, nei momenti difficili, m'infonde coraggio), pregando e parlando con gli amici-colleghi di lavoro.
In questo periodo mi capita spesso di piangere: di solitudine, tristezza, nostalgia ma, a volte, anche di gioia. (Hanno spento le luci in questo momento! 'Notte mia cara)

Sully (Dom 10 nov 1985)

Fregio

Ho appena ricevuto la tua lettera. Mentre ti scrivo ne rileggo le parole: come sei bella amica mia, ogni tua frase risplende di te ed io ti ringrazio.
Lo sai che credo fermamente di non averti mai amata sin'ora come ti amo adesso? E non pensare che sia soltanto la lontananza a farmi parlare così. È una sensazione che supera il pensiero e che mi prende tutto, spirito e corpo. Mi sembra di ardere e di non consumarmi, e mi manchi da morire!
Un passo della tua lettera che dice: «Vorrei tanto tu fossi orgoglioso di me, ma come potresti? Io non lavoro, sono spesso nervosa; mi manchi così tanto e te lo faccio pure pesare!» mi ha fatto davvero pensare. Devo accettarlo perché so essere il frutto di uno sfogo, di tristezza e solitudine ma dimentichi, forse, che se tu fossi anche soltanto un tantino diversa da come sei io non sarei così innamorato di te come lo sono ora. Mi preoccupa inoltre un po' anche la tua salute. Mi raccomando, sei troppo preziosa e sei tutta la mia vita; riguardati e mangia un pochino di più. In compenso, probabilmente, io mangio anche per te. Al mattino mi sveglio già con una fame! La colazione, di solito, è abbastanza buona (almeno questo).

Stasera sono uscito da solo, ne sentivo disperatamente il bisogno. Ogni tanto l'esigenza di pensare, di meditare e di pregare è molto forte, e non posso proprio farlo se non sono solo.
Sai una cosa? Io penso che questo nostro amore sarà per sempre perché ha radici profonde (che né tu né io potremmo mai sradicare, anche se lo volessimo), perché ci supera infinitamente ed infinitamente ci ricompensa.

Sully (Lun 11 nov 1985)

Fregio

Ciao mia cara,
la neve si è sciolta ai raggi di un tiepido sole che riporta la speranza in questo mio cuore solitario. Qui va tutto abbastanza bene (come saprai non succede quasi mai niente di "imprevisto" sotto naja!). Questi tenui raggi hanno pure riscaldato l'aria e sono contento per quegli artiglieri che dovranno montare di guardia; figurati che, per il freddo, il Comando Militare aveva autorizzato, nei giorni scorsi, che il servizio di guardia alla caserma potesse essere fatto rimanendo a terra invece che sulle "altane".
Mentre ti scrivo guardo fuori dalla finestra: una sagoma di un camion (militare naturalmente), un lampione di colore arancio, una rete metallica sormontata da filo spinato, la campagna ancora brulla, qualche scheletrico albero e, lontano, un orizzonte che sfuma nell'indefinito. Questo è il paesaggio che m'imprigiona, che mi isola dal resto del mondo, che mi tiene lontano da te. Però anche in questo stato mi sento libero di spaziare con la fantasia e col cuore così da poter arrivare sino a te.

Ho i baffi!… non arrabbiarti. La barba non cresce in modo uniforme così provo coi baffi anche se, presumo, dovrò tagliarli quando mi presenterò da te (pura prevenzione!) a meno che tu, nel frattempo, non abbia cambiato idea. Ti piacerò coi baffi?

Sully (Mar 11 feb 1986)

Venerdì, 25 gennaio 2002

Hale-Bopp

Quante volte vi sarà capitato - sia nelle limpidi notti d'estate come in quelle d'inverno - di alzare lo sguardo per contemplare la bellezza del cielo stellato! Innumerevoli volte credo, per lo più distrattamente ma altre - ne sono certo - colmi di quello stupore che ci prende di fronte all'incommensurabile e al meraviglioso.
In una di queste gelide serate d'inverno mentre osservavo a sud, in alto sull'orizzonte, la costellazione di Orione mi sono ricordato di un evento astronomico mirabile che alcuni anni fa ci ha coinvolti, volenti o no, tutti quanti. E la storia, in breve, è la seguente.

Il 23 luglio 1995 due astronomi amatoriali statunitensi - Alan Hale di Cloudcroft (New Messico) e Thomas Bopp di Glendale (Arizona) - scoprono, quasi contemporaneamente, un corpo celeste molto luminoso in avvicinamento che si rivelerà essere quello che noi, oggi, conosciamo come cometa di Hale-Bopp. A quel momento la cometa non era ancora visibile ad occhio nudo ma lo diventerà più di un anno dopo, verso la fine del 1996, e lo resterà sino ai primi mesi del 1997.
Il giorno 22 marzo 1997 essa raggiunge la distanza minima dalla terra (circa 197 milioni di chilometri) mentre il primo di aprile raggiunge invece il perielio (la distanza minima dal sole: circa 137 milioni di chilometri).
Dal momento della sua scoperta Hale-Bopp si è subito distinta per la sua straordinaria e inusuale luminosità (circa 250 volte più splendente della cometa di Halley) che potrebbe essere dovuta, dicono gli esperti, al grande diametro del suo nucleo (100 chilometri circa) - costituito in prevalenza da ghiaccio e polvere - in confronto ai 10 chilometri circa di quello della cometa di Halley (quest'ultima transitata nei nostri cieli nell'ormai lontano 1986).
Hale-Bopp sembra essersi formata ai confini del sistema solare, oltre Giove, all'incirca nel medesimo periodo in cui si sono formati il sole, la terra e gli altri pianeti (circa 5 miliardi di anni fa). Sulla sua superficie sembra esserci un'attività di una violenza inaudita. Avvicinandosi al sole, infatti, la cometa rilascia sia gas che vanno a formare la sua spettacolare coda azzurra, sia particelle solide e polveri che costituiscono la sua coda principale lunga milioni di chilometri.

Questa, in breve, la storia che ora può - e negli anni avvenire potrà - essere letta soltanto nei libri di scuola e nei trattati scientifici da tutti coloro che, meno fortunati di noi, non potranno, se non in un futuro lontanissimo, avere la possibilità di assistere ad un evento "magico" ed unico che ha cambiato per sempre noi che ne siamo stati i testimoni. Eh sì, per i figli dei nostri figli e per numerose generazioni successive il mistero di questa fulgida cometa potrà rivivere soltanto attraverso il ricordo e la memoria di chi avrà potuto salutarla al suo passaggio.

A questo punto non ci resta altro da fare se non augurarle un felice viaggio e un arrivederci tra circa… 3000 anni.

Sully

Lunedì, 28 gennaio 2002

Per non dimenticare

Non potrò mai ringraziare abbastanza la vita stessa per avermi riservato un'infanzia serena, un'infanzia dove, quasi inconsapevolmente, sono cresciuto nella gioia e spensieratezza, un'infanzia come ognuno di noi, forse, avrebbe desiderato e come ogni bambino meriterebbe di avere.

Ritornando con la memoria a quegli attimi di vita apparentemente così lontani, ancora oggi stupisco per la forza con la quale essi richiamino in vita sensazioni che credevo di avere ormai perduto. Ecco allora l'aria profumata di cielo delle giornate di maggio quando, all'alba, spalancavo le verdi imposte delle finestre della casa colonica dove abitavo.
Per la verità non era la mia casa ma quella dei nonni materni dove, per sufficiente ostinazione, ho avuto la fortuna di abitare saltuariamente per molti anni. Ostinazione, dicevo, nei confronti dei miei genitori perché avevo capito già allora che proprio lì, e soltanto in quel paradiso fatto di niente, avrei imparato ad inventarmi la gioia.

E mi ritrovo qui ora, riandando a quei ricordi, come un vecchio saggio che un simpatico ma insistente nipotino costringe a rivivere e a raccontare, come in una fiaba. Ma tu sai che non è una fiaba, e mentre racconti scopri di avere un groppo alla gola.
A volte la gioia è così intrisa di malinconia che ti sembra impossibile che di gioia si tratti. Eppure, nel profondo del tuo cuore, senti che è così e non potrebbe essere che così: la gioia passata è qualcosa che ci appartiene, è qualcosa che ci ha cambiato per sempre e che ci fa sentire vivi ora come lo eravamo allora. A rendercela, forse, così languida è soltanto la nostalgia di persone e di attimi di vita che se ne sono andati per sempre.

Sully

Martedì, 29 gennaio 2002

Quando c'è qualcosa di bello che ti fa sorridere, qualcosa che riempie il tuo cuore di speranza o, magari, anche quando c'è qualcosa che ti fa o ti ha fatto soffrire… scrivi un pensiero, una frase - qualsiasi cosa, insomma - che sia consolante per te o anche soltanto per un lettore.

Sully

Mercoledì, 30 gennaio 2002

Non sempre è facile dire ciò che sentiamo, né semplice dimostrare quello in cui crediamo visto che ogni giorno la vita ci riserva continue sorprese e non sempre positive.
Purtroppo negli ultimi tempi ho dovuto fare i conti con amicizie maschili non sempre disinteressate: il mio carattere dolce - dicono gli altri - fragile e ipersensibile - dico io - sembra attrarre manifestazioni di affetto che finiscono banalmente in semplici richieste di sesso. La cosa mi offende un po' perché ritengo di non avere un atteggiamento tale da provocare chissà quali "assalti". Comunque sono convinta che col tempo troverò un equilibrio. Questo perché credo molto nell'amicizia visto che sono portata a dare senza aspettarmi molto in cambio anche se, in linea di principio, non credo sia così facile conquistare e conservare l'attenzione delle persone. Viviamo infatti in un mondo molto "chiuso" ed egoista e spesso, nel momento in cui si dimostra affetto, gli altri pensano che tu voglia qualcosa o che tu abbia del tempo da perdere.
Malgrado ciò è bello trovare altre persone che investono nell'amicizia senza sperare in "profitti" ed è altrettanto bello constatare come ci siano al mondo persone che ti pensino e che te lo facciano sapere.

Maria Grazia

Fregio

Leggo e rileggo il tuo ultimo lungo pensiero dedicato alle meravigliose sensazioni del tempo passato.
Non posso fare a meno di sorridere e di commuovermi, riflettendo come sia bello e facile immedesimarmi in quelle emozioni perché, anche se nate da esperienze diverse, sono alla fine del tutto simili a ciò che provo riandando con la memoria ai miei ricordi di bambina.

Ginevra

Testi presenti in Diario Intimo di Sullivan.sw